Test monitor OLED 16" Asus ZenScreen MQ16FC

Emidio Frattaroli 03 Giugno 2026 Mobile

Il nuovo monitor Asus della serie ZenScreen con diagonale da 16" e risoluzione di 1920x1200 pixel, utilizza la tecnologia OLED RGB, ha un picco di luminanza dichiarato di 300 NIT, è compatibile anche con segnali video HDR10 e promette prestazioni elevate ad un prezzo inferiore ai 300 euro, IVA inclusa

 

Introduzione e sommario


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I monitor della linea ZenScreen di Asus si compone oramai di una gran quantità di schermi - sono quasi una trentina - quasi tutti alimentati da USB e di tipo portatile, la maggior parte dei quali con tecnologia LCD IPS, giusto tre con tecnologia OLED RGB, tutti con un eccellente rapporto qualità/prezzo. Dopo il test del modello ZenScreen Duo OLED MQ149CD che abbiamo pubblicato a questo indirizzo, ho continuato a seguire l'ingresso di nuovi modelli con tecnologia OLED che vengono identificati dall suffisso "MQ" al contrario di quello "MB" che identifica tutti i modelli LCD.


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Il nuovo ZenScreen OLED MQ16FC è stato annunciato quattro settimane fa e considerata la mia "fame" di monitor di qualità di tipo portatile - per controllare la post-produzione anche in movimento - non mi sono lasciato scappare l'occasione di un test approfondito.

SOMMARIO

 

Caratteristiche e design


Difficilmente si superano i 6W, anche con APL che vanno oltre il 75%
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Sono partcolarmente "sensibile" alla tecnologia OLED per i monitor e quando il prezzo è così contenuto non riesco davvero a resistere alla curiosità. Il prezzo poi è particolarmente allettante: meno di 280 euro IVA inclusa a pochi giorni dal lancio, ovvero una frazione rispetto al costo di un monitor di produzione per il settore professionale con tecnologia OLED RGB.  Le caratteristiche sono piuttosto interessanti. C'è anche il supporto ai segnali HDR10.02


Ingressi, uscite e comandi per il controllo di funzioni e impostazioni
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L'imballo ha un volume contenuto, è ben organizzato ed è totalmente in cartone. Oltre al monitor vero e proprio sono presenti altri elementi come una borsa semi-rigida per il trasporto, l'aimentatore da 30 watt (decisamente sovra-dimensionato), un cavo alle cui estremità sono presenti connettori USB Type-C e un altro cavo HDMI - mini HDMI, entrambi rivestini in ottima tela.  Degli unici due tasti presenti per l'accesso alle funzioni e l'accensione, soltanto uno è retro-illuminato; il terzo "tasto" con la solita rotella per la navigazione del menu già vista nel modello DUO, è un po' molto piccolo ma decisamente robusto ed efficace.


Microfotografia che rivela la struttura dei sub-pixel OLED RGB
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Il display è leggero ma allo stesso tempo dà un'ottima sensazione di robustezza. Sul retro c'è un'ala di metallo che, una volta aperta, aiuta a sistemare il display in modalità landscape che in portrait, aiutato dai minuscoli piedini in gomma su due dei lati della cornice. comandi e connessioni sono concentrati su uno dei lati corti. Oltre ai comandi già descritti ci sono tre porte: una Mini.HDMI e due USB-C compatibili DisplayPort ALT Mode, la prima per l'alimentazione e l'altra anche come DC-Out fino a 65 watt. C'è anche l'uscita cuffie che estrae l'audio anche dall'HDMI per collegare una cuffia o un sistema di altoparlanti.


La parte posteriore con l'ala che funge da piedistallo e la madrevite per uno stand
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Al centro e subito al di sopra della cerniera dell'ala che funge da piedistallo, c'è la madrevite fotografica per l'aggancio ad uno stand. Tra le caratteristiche spicca la copertura del 95% dello spazio DCI-P3, 300 NIT di luminanza, 60 Hz di refresh, un tempo di risposta di 1MS, rapporto d'aspetto di 16:10, risoluzione nativa di 1920x1200 pixel, rapporto di contrasto di 1.000.000:1, un rapporto screen-body del 98% e un peso di soli 680 grammi. Le caratteristiche sono disponibile sul sito del produttore a questo indirizzo.

 

 

 

 

Menu e impostazioni


La home page del menu di impostazioni
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Il menu impostazioni è quello classico di Asus ed è accessibile e navigabile con l'utilizzo di due tasti e della rotellina multifunzione. Le modalità predefinite sono davvero tante anche se sono poche quelle utili e utilizzabili. 

 
A sinistra viene agganciato e riprodotto correttamente anche il segnale 23,976p;
a destra i controlli per la modulazione del bilanciamento del bianco

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Purtroppo il picco di luminanza è limitato a meno di 300 NIT, particolare che ne rende praticamente inutile l'impego nel controllo di immagini con segneli HDR10. Purtroppo manca anche la compatiblità con segnali HLG anche se, in questo ultimo caso, l'utilizzo sarebbe comunque possibile con DaVinci e altri software di post che gestiscono in maniera precisa vari spazi colore.

 
Purtroppo è possibile modificare le componenti RGB del bilanciamento solo con spazio colore "Nativo"
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Per i segnali HDR10, i banchi predefiniti sono soltanto tre. con segnali SDR, i parametri che possono essere modificati tra i vari banchi predefiniti sono molto pochi. Eppure vedremo con le misure che non è un problema. Per una personalizzazione più accurata è necessario il software DisplayWidget Center, disponibile sia per Windows che per Mac OS (a questo indirizzo) .

 

Misure con segnali SDR


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Le rilevazioni fotometriche sono state realizzate con strumenti di misura Minolta, Oceanoptics e Xrite, oltre a software Calman Professional e ColourSpace per la creazione di 3D LUT da integrare in DaVinci Resolve Studio. Iniziamo subito con la luminanza: il picco sfiora i 280 NIT ed è praticamente indipendente all'area utilizzata. 


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Da questo punto di vista sembra un pannello LCD. Attenzione solo all'alimentazione: se la corrente fornita via USB-C non fosse sufficiente, la luminanza scenderà in maniera drammatica ma un messaggio a schermo vi avviserà del problema rilevato, invitandovi a cambiare alimentatore.


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Ho iniziato con la verifica della modalità sRGB che è - vi ricordo - l'impostazione di default per il computer Windows, con segnale RGB a gamma completa (0-255). Il risultato con impostazioni predefinite sRGB è notevole, sia per curva del gamma che per bilanciamento del bianco.


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Notevoli anche le prestazioni sui colori. Il gamut sRGB viene coperto al 95,2% mentre il Delta E 2000 medio per la riproduzione delle saturazioni a passi del 20% è inferiore a 2. Le impostazioni predefinite sono tante, forse troppe come al solito. 


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Solo alcune sono consigliabili. Sicuramente non consiglio la modalità "M" che dovrebbe adattarsi ai monitor dei laptop apple ma che soffre evidentemente di un bilanciamento del bianco un po' troppo tendente al ciano. Prima o poi dovrò testare un laptop Mac per verificare la qualità dei loro monitor LCD integrati.


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Vi segnalo comunque che la modalità "Standard", ovvero quella che trovate in default, è piuttosto interessante, con un gamma regolare con media di 2,3 e bilanciamento del bianco che è sostanzialmente corretto. Il picco di luminanza arriva a circa 220 NIT ed è sicuramente un ottimo punto di partenza. 


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Per sfruttare lo spazio colore più ampio ci sono due possibilità. In questo caso consiglio di impostare lo spazio colore nativo che permette di sfiorare davvero il 100% del DCI-P3 anche se si va un po' oltre, soprattutto per i vertici del verde e del rosso e con qualche limite nella precisione delle saturazioni.


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A questo punto ho effettuato un'analisi fotometrica con ColourSpace, selezionando un cubo da 10 punti di lato per 1.000 rilevazioni complessive che sono state completate in 30 minuti e senza problemi di deriva o di ritenzione. Subito dopo ho creato una 3D LUT che mi ha permesso di utilizzare questo display al massimo delle sue possibilità. Il risultato è davvero interessante e se considero il prezzo diventa quasi incredibile.


 

 

Misure con segnali HDR


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Eccoci infine all'analisi delle prestazioni con segnali video HDR anche se, ve lo ricordo, il picco di luminanza supera di misura i 280 NIT.  Le modalità predefinite sono soltanto tre: HDR Game, HDR Cinema e HDR Console. Le differenze sono di due tipi e riguardano il tone mapping e il rendering dei colori, con la modalità HDR Cinema che offre il roll-off più dolce, a cavallo del 70% e del 75% e basse luci un po' più scure del necessario.

 
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La modalità HDR Console è invece decisamente più aggressiva, con basse luci un po' troppo scure e un clipping che arriva netto al 60% del segnale in ingresso. Si tratta di una modalità che non consiglio. La modalità Game sta nel mezzo, con un roll-off che è a metà strada tra Cinema e Console e medie luci un po' più in evidenza. In tutti i casi il bilanciamento del bianco è molto buono.


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In tutti e tre i casi la riproduzione dei colori ha una qualità più che sufficiente. Segnalo soltanto la tendenza alla sovra-saturazione ma che non diventa mai un serio problema. Il consiglio è di configurare il monitor con 3D LUT in DCI-P3 con gamma SDR per utilizzarlo dentro un software che gestisca in maniera autonoma gli spazi colore, in modo da sfruttare anche la modalità HLG che non è invece prevista tra le impostazioni del monitor e che invece è quella più consona al picco di luminanza a disposizione.

 

Conclusioni


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Il primo contatto con il nuovo Asus ZenScreen OLED MQ16FC, analizzato con molta attenzione, mi ha decisamente convinto, nonostante fossi molto dubbioso per il limite del picco di luminanza che non va oltre i 300 NIT dichiarati. Invece l'analisi ha dimostrato che le prestazioni in default e in modalità sRGB sono molto buonel. Per spremere al massimo il display è necessaria una 3D LUT, da integrare nel software di post produzione oppure anche in una LUT-BOX.


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La luminanza reale di 282 NIT ne sconsiglia l'utilizzo con segnali HDR10 benché la modalità HDR Cinema permette comunque un piccolo margine di sfruttamento. Peccato per la mancanza di una modalità HLG, limite che ovviamente può essere superato con DaVinci Resolve poiché 300 NIT in HLG possono essere comunque sufficienti. Il rapporto qualità prezzo del nuovo MQ16FC è molto elevato: il nuovo monitor è già ad un prezzo di appena 279 euro IVA inclusa!

Maggiori informazioni vi aspettano sul sito ufficiale: asus.com/it/MQ16FC

 

SOMMARIO

 

 

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