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Organo del Duomo di Vienna in Atmos

Recensione di Marco Cicogna , pubblicato il 31 Marzo 2021 nel canale AUDIO

“Dolby Atmos Music strikes again: Konstantin Reymaier al nuovo organo del Duomo di Vienna in Blu-ray Audio sigilla lo standard di qualità per l'immersive audio musicale anche in casa Universal. Attenzione: basso devastante e profondissimo!”


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Se per molti appassionati il 5.1 rappresenta un felice compromesso tra musicalità e collocazione dell'impianto in un normale ambiente domestico, il Dolby Atmos offre un'esperienza d'ascolto più completa. Gli appassionati del grande schermo lo sanno bene. In effetti è stato proprio il cinema a contribuire (lo aveva già fatto con il “normale” multicanale) allo sviluppo di una tecnologia di riproduzione sonora che avvicinasse alle sensazioni di ascolto reali. In ambito puramente musicale (lo abbiamo già visto in precedenti puntate del nostro “Disco del Mese”) la produzione di musica in Dolby Atmos è ancora di nicchia, con la coraggiosa eccezione rappresentata dalla label norvegese 2L che in fatto di “Immersive Audio” di qualità high-end non ha eguali, con decine di Blu Ray (solo audio) che offrono questa opzione. Sul sito della 2L potete trovare ampi riferimenti.  

Anche un'etichetta storica e di larga tiratura come Deutsche Grammophon ha colto l'occasione di alcune importanti pubblicazioni per fornire un suggello di qualità rendendo disponibile anche il Dolby Atmos. Per i più pigri cito velocemente: le sinfonie di Beethoven dirette da Karajan (in Blu Ray Audio, edizione anni '70), il Blu-ray (video in questo caso) con Maurizio Pollini che suona Beethoven a Monaco. Ma non basta. Degno della prima pagina su ogni rivista audio (ma così non è stato ovviamente perchè gli audiofili e la musica 'vera' hanno poco in comune) c'è lo strepitoso 'John Williams in Vienna', con il concerto di musiche da film eseguite dalla Filarmonica di Vienna nella splendida acustica del Musikverein. Ne abbiamo parlato in questo articolo.


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Questi ultimi due titoli non sono remastering (come nel caso pur sublime del Karajan di annata) di materiale storico, ma registrazioni native in multicanale concepite per la riproduzione Dolby Atmos. Il risultato si sente e lo abbiamo colto assieme ad Emidio Frattaroli in alcune recenti dimostrazioni a porte chiuse che ci hanno commosso. Per doverosa cronaca menziono che eravamo nella splendida show-room di D'Agostini LAB a Roma.  Parlando di riproduzione musicale in multicanale è evidente che lo strumento che più di ogni altro beneficia di una riproduzione “Immersive Audio” (ovvero multicanale) sia proprio l'organo. In particolare è proprio la ricostruzione di una scena sonora verticale a diventare con solo utile, ma direi persino necessaria ad una resa coinvolgente.

Negli anni ho passato al setaccio decine e decine i registrazioni di organo (suonare un grande organo a canne era la mia passione da adolescente e, perdonate l'immodestia, so di cosa parlo), valutate ed ascoltate con importanti sistemi di riproduzione. Nella maggior parte dei casi il divario con l’evento reale non dipende da questioni timbriche, da insufficiente dinamica o limitata estensione in gamma bassa, quanto dalla mancanza di quelle informazioni ambientali che proprio con l’organo sono essenziali. L’organo è uno strumento complesso, realizzato dall’insieme di numerose canne (anche alcune migliaia) e centinaia di “registri” diversi. Una realizzazione fatta “su misura”, un po’ come un vestito, tale che ogni organo risulta uno strumento a se stante, con caratteristiche sonore esclusive. Ciascuno strumento è poi inserito in uno spazio acustico (di solito una chiesa, ma non mancano organi all’interno di sale da concerto) diverso da ogni altro.

Inevitabile a questo punto da parte di Deutsche Grammophon una registrazione moderna e ben fatta dedicata all'organo e consegnata alla cornice tecnica del multicanale di qualità.


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Basta essere entrati una volta in una chiesa mentre l'organo suona per comprendere l’importanza dell’ambiente. In una cattedrale è fondamentale la dimensione verticale, prima di tutto sul piano visivo e architettonico, poi su quello acustico. Nelle grandi chiese è di solito posto in una ampia balconata al di sopra dell'ingresso principale, oppure (come nel caso del Duomo di Milano e quello di Vienna documentato in questa registrazione) separato in diversi “corpi acustici” in alto nella parte centrale dell'edificio. Il suono è avvolgente e promana dall'alto in una musicale allegoria della potenza divina. Una buona registrazione di organo deve mantenere il giusto equilibrio tra trasparenza nel rendere i diversi registri e la necessità di percepire un suono d'insieme con l'importante componente ambientale. Nelle chiese parigine di St Sulpice, Saint Eustache e Notre Dame nelle quali ho assistito a diversi concerti, i microfoni utilizzati per la ripresa erano appesi in alto su dei cavi tesi attraverso la navata principale all'altezza del gruppo di canne principale. I microfoni erano a diversi metri dall'organo, sistemati in modo da rendere il “respiro” acustico della chiesa, pur mantenendo la presenza e consistenza dell'emissione principale. Con l'organo appare in tutta evidenza che lo stereo in termini percettivi non è che un caso particolare (e limitato) del multicanale.

In taluni casi anche cinque canali possono trovare un più fine compimento attraverso una valida registrazione (e conseguente riproduzione) in Dolby Atmos: è questo che appare dall'ascolto di questa incisione dedicata al nuovo grande strumento del Duomo di Vienna, completato dopo anni di lavori e riportati all'antico splendore anche con la collaborazione di importanti organisti europei. Tra questo Olivier Latry (Notre Dame di Parigi), Daniel Beckman (Duomo di Mainz) e lo stesso Konstantin Reymaier titolare dell'organo principale della cattedrale di Santo Stefano. Il costruttore Rieger ha ricostruito l'organo principale (130 registri), ora connesso al “choir organ” che vanta altri 55 registri che era già operativo dal 1991. Entrambi gli strumenti sono dunque azionati da una singola consolle a cinque tastiere e pedaliera nella navata a riempire uno spazio acustico di 100.000 metri cubi con un totale di 185 registri. Alcune delle canne di facciata sono alte 12 metri ed in parte sono state salvate dallo strumento di fine Ottocento che era andato distrutto nei bombardamenti del 1945.  Qui trovate il “teaser” di questa produzione:

Ascoltate a volume disinvolto ma con attenzione: questa incisione offre (anche nel semplice CD), un basso devastante e profondissimo. Avviate il tutto con i primi due minuti della celebre Toccata e Fuga BWV 565 di Bach che immancabilmente apre il programma, ma non mancano chicche delicatissime in cui appare il respiro ampio dello strumento e la sensazione di essere non più 'alla finestra' di un evento sonoro, ma nel medesimo spazio acustico.  In conclusione i tre pezzi di questo recital di organo sono tratti dalla musica di Star Wars (John Williams). Vi chiedete se c'è l'attacco del 'main theme'? C'è. Alzate il volume e gioite. Mi piace che Reymaier (che oltre ad essere titolare dello strumento del Duomo è anche un sacerdote) abbia voluto utilizzare pagine non solitamente associate al repertorio organistico. Quelle ance, quelle trombe, quelle bombarde, dovete assolutamente darle in pasto al vostro sistema Home-Video.

 

 

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Commenti (2)

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Commento # 1 di: felicega pubblicato il 01 Aprile 2021, 20:42
ottimo, messo nella wish list.
se vi piace la riproduzione orchestrale multicanale consiglio vivamente anche Hans Zimmer Live in Prague.... eccellente dal punto di vista artistico e tecnico
Commento # 2 di: pace830sky pubblicato il 02 Aprile 2021, 06:28
Tutto bene, ma non si rischia di coinvolgere un po' troppo i diffusori di altezza che molto probabilmente non saranno della stessa qualità delle frontali?