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Apple e Oculus puntano sui MicroLED

di Riccardo Riondino, pubblicata il 27 Ottobre 2016, all 11:43 nel canale DISPLAY

“Le due compagnie californiane hanno completato l'acquisizione di LuxVue e InfiniLED, tra le aziende impegnate nello sviluppo della tecnologia da cui derivano Crystal LED e QLED, accreditata di un'alta luminosità e neri profondi associati a bassi consumi e tempi di risposta rapidi, oltre alla possibilità di realizzare schermi flessibili”


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Definita anche mLED, µLED o ILED, la tecnologia MicroLED è stata ideata nel 2000 da due scienziati della Texas Tech University. Si tratta di un sistema di visualizzazione auto-emissivo, da cui derivano i Crystal LED di Sony e i futuri QLED Samsung. I sub-pixel sono quindi costituiti da LED di minuscole dimensioni, ordinati in triadi RGB su substrati che possono essere in vetro, plastica o metallo.

Questa caratteristica consente la realizzazione di schermi flessibili e arrotolabili al pari degli OLED. Un'altra analogia con le tecnologie visual attuali è l'utilizzo di un circuito TFT (thin film transistor) per controllare l'emissione dei singoli pixel. Come gli OLED, anche i MicroLED possono essere impiegati per l'illuminazione, sostituendo i composti organici con il nitruro di gallio (GaN), un semiconduttore che si trova anche nelle convenzionali lampade a LED.


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Uno dei brevetti relativi specifica come i diodi luminosi richiedano la sovrapposizione di un filtro passivo per generare i colori, che può essere realizzato in diversi materiali. Il potenziale dei MicroLED ha attratto l'interesse di Apple e Oculus, che hanno acquisito due delle compagnie impegnate nello sviluppo, rispettivamente LuxVue e InfiniLED.

La prima rivendica per la propria implementazione dei MicroLED una luminosità nove volte superiore ai display OLED e LCD, una dichiarazione avvenuta tuttavia prima dell'avvento dei formati HDR, che hanno portato ad un drastico incremento della luminosità nei TV più recenti.

InfiniLED dichiara invece per i propri ILED Displays (Inorganic LED Display) consumi ridotti da 20 a 40 volte, senza tuttavia specificare la tecnologia di comparazione. Nei MicroLED i filtri passivi possono inoltre essere sostituiti da nanocristalli quantici (quantum dots), per incrementare la gamma di colori riproducibili.


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Si tratta della strada intrapresa da Samsung con i futuri QLED, mentre l'impegno di Sony ha finora portato a realizzare la soluzione videowall Cledis (Crystal LED Canvas) a risoluzione 8K, con copertura al 140% del range sRGB, latenza pari a 1/10 rispetto ad uno schermo LCD, picco di luminosità a 1000 nits e angoli di visione estremamente ampi. Come per i Crystal LED e i QLED, anche per i MicroLED si prevedono applicazioni consumer non prima di un periodo di sviluppo variabile da due a quattro anni.

Fonte: Flatpanels HD



Commenti (3)

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Commento # 1 di: Plasm-on pubblicato il 27 Ottobre 2016, 12:56
Micro led o Oled l'importante è che spariscano gli lcd che sono nella storia del settore video la tecnologia peggiore esistita.
Commento # 2 di: sasadf pubblicato il 27 Ottobre 2016, 20:32
Basta che si sbrigano...

...perchè dopo la morte del plasma, non se ne può più di vedere LCD in tutte le salse tutti uguali l'uno all'altro salvo rarissime eccezioni.
Commento # 3 di: Winstar pubblicato il 28 Ottobre 2016, 14:41
E meo male che tu eri anche contento del tuo fald panasonic... mi pare