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Occhiali 3D sotto accusa II

di Emidio Frattaroli, pubblicata il 16 Marzo 2010, all 08:14 nel canale CINEMA

“Bimba di 3 anni al pronto soccorso di Milano per una infiammazione agli occhi dopo aver visto Alice in Wonderland 3D al cinema Plinius. Il Codacons denuncia. E parte il terrorismo...”

Cerchiamo di approfondire le motivazioni che hanno portato il Consiglio Superiore di Sanità a intervenire contro gli occhiali 3D di cui vi abbiamo parlato in poco fa. Iniziamo con la cronaca. Da una notizia pubblicata dall'ANSA ieri sera, si apprende che a Milano, una bimba di tre anni è stata portata al pronto soccorso per una infiammazione acuta ad un occhio dopo poche ore che era stata portata dai genitori al cinema (il Multisala Plinius) a vedere Alice in Wonderland in 3D. Al momento non si conosce la causa con precisione ma il Codacons, che già lo scorso Febbraio aveva presentato un esposto ai NAS sull'assenza del marchio CE e sul rischio contagio per l'utilizzo di occhiali 3D non sterilizzati, rincara la dose.

Nelle edizioni dei TG in prima serata, come quella del TG1, c'è l'intervista alla madre della bimba, che riporta l'ipotesi del medico (occhialini), nuove indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità che sconsiglia di portare al cinema 3D bambini di età inferiore ai 6 anni, e consiglia l'utilizzo di occhiali usa e getta (quindi RealD, con lenti polarizzate). Il servizio del TG1 si chiude con un'intervista alla Dott.ssa Bergamo (Oftalmologa) che sottolinea l'ovvio: gli occhialini possono essere veicoli di infezione ma aggiunge che "non è sempre possibile stabilire un rapporto di causa-effetto".

Incalzato da Codacons, in serata il Consiglio Superiore di Sanità ha diffuso una dichiarazione in cui sconsiglia la visione di spettacoli in 3D a bambini di età inferiore ai 6 anni, avverte sui rischi per lunghe e ininterrotte visioni di materiale stereoscopico e consiglia l'utilizzo di occhialini monouso sigillati (usa e getta) e non quelli riutilizzabili (Dolby e XpanD per intenderci). In realtà il parere del CSS non è vincolante. In altre parole non ha vietato l'uso degli altri occhialini. Ma in Codacons già titola "STOP IMMEDIATO AGLI OCCHIALI 3D NON "MONOUSO'!!".

Le considerazioni da fare sono davvero tante. Mi limiterò a sottolineare alcuni aspetti della vicenda. Ad iniziare dalla "saggezza" della mammina che ha portato la sua bimba di 3 anni a vedere Alice e le ha fatto indossare occhialini con dimensioni compatibili per un adulto. Potrei continuare sottolineando che gli esercenti sono obbligati a disinfettare con presidi medico-chirurgici gli occhiali riciclabili e li presentano al pubblico in busta chiusa. Purtroppo c'è qualche esercente che non si è allineato. E in questo caso dovrebbero essere presi provvedimenti sin dall'interno dell'ANEC (l'associazione degli esercenti).

In realtà il primo veicolo per una infezione agli occhi sono le dita, specialmente per i bambini, che possono stropicciarsi gli occhi dopo aver toccato qualcosa di "infetto". Gli occhiali riciclabili (Dolby, XpanD e compagnia), se ben disinfettati, hanno le stesse indicazioni di quelli usa e getta. Il Presidente dell'ANEC Paolo Protti si difende, e dichiara all'ANSA che: "già noi sconsigliavamo l'utilizzo ai minori di tre anni, ma stiamo comunque parlando di indicazioni", e aggiunge che "gli esercenti sono obbligati a disinfettare, come avviene d'altronde in ogni parte del mondo, gli occhiali con presidio medico chirurgico che elimini ogni microbo".

Aggiungo che all'Arcadia di Melzo la sera del 18 Marzo, all'evento AV Magazine - Alice, useremo rigorosamente occhiali monouso. Cari fan del 3D stereoscopico, tira una brutta aria...

Fonte: www.ansa.it

 



Commenti (11)

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Commento # 1 di: StarKnight pubblicato il 16 Marzo 2010, 08:39
Che vuoi farci Emidio... siamo nella Terra Dei Cachi.

Qui basta una bimba di 3 anni (ma che ci fa una bimba di soli 3 anni in un cinema a vedere in steroscopia ?) che magari grattandosi gli occhi con le manine sporche (qali bambini non l'hanno mai fatto ?) si è procurata un'infiammazione (cosa che da che esiste l'umanità è sempre successa e sempre accadrà ma poiché era stata a vedere un film in 3D subito sotto accusa esercenti e tecnologie (da parte di persone che manco sanno cosa siano gli occhialini attivi riciclabili ed i benefici che offrono in termini qualitativi).

Il risultato sarà che tali occhiali verranno vietati e le sale dovranno per forza usare solo quelli passivi (con tutti i problemi annessi)...
Commento # 2 di: Luciano Merighi pubblicato il 16 Marzo 2010, 09:02
è vero...

solita reazione isterica e inconsulta, all'italiana...

in un paese normale, l'attenzione si sarebbe puntata contro i gestori che non puliscono adeguatamente gli occhiali non-monouso e non contro la stereoscopia...

Demonizzare è facile e rende, dagli untori manzoniani ai mangiatori di bambini la nostra storia recente è piena di esempi illuminanti...
Commento # 3 di: Edoardo Ercoli pubblicato il 16 Marzo 2010, 09:07
Volevo aggiungere che se qualcuno si prende la briga di leggere il comunicato del ministero della salute:

http://www.salute.gov.it/sicurezzaC...lingua=italiano

ed in particolare

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_...Name_1_file.pdf

Le imprecisioni fioccano, intanto le descrizioni sono piuttosto approssimative e poi quello che pare messo sotto accusa è proprio il sistema che fa uso di polarizzatori, che guarda caso è quello che si avvale di occhiali monouso; bella contraddizione!

Poi a testimonianza di quanto chi ha scritto il comunicato non sia informato dello stato atuale della tecnologia 3D al cinema, si parla di 2 proiettori che proiettano uno l'immagine per l'occhio sx ed uno quella per il dx; non mi risulta che si usino in generale due proiettori e dove si fa, vedi l'Arcadia, il sistema non funziona così.

In realtà ci è stato spiegato in una conferenza al Sat Expo che i fastidi e la stanchezza derivano in massima parte da come il film è stato realizzato, per non stancare lo spettatore le immagini 3D non devono uscire dall'area individuata dalla cornice dello schermo, altrimenti il cervello tenta di individuare un oggetto del quale non vede la fine e questo determina un affaticamento. Chi realizza i film, soprattutto Hollywoodiani, queste cose le sa ed infatti tali problemi vengono evitati soprattutto nelle produzioni più recenti.

A mio parere le intenzioni del Codacons e del ministero della salute sono le migliori, purtroppo la disinformazione ha giocato in questa vicenda un ruolo determinate e fuorviante. In quanto al discorso igiene, bisogna di certo sanzionare chi non fa una corretta pulizia degli occhiali, ma non per questo bandire gli occhiali riciclabili. Se vado al ristorante e mi danno una posata non pulita potrei prendermi una infezione orale, non per questo vengono bandite le posate dai ristoranti o sono obbligatorie le posate monouso di plastica nelle bustine sigillate. Speriamo che i NAS facciano i controlli e mettano in evidenza chi fa le cose per bene e chi no.


Un a ottima soluzione sarebbe far avere agli occhiali Dolby ed XpanD il marchio CE così gli esercenti li possono vendere facendo un prezzo ridotto per il biglietto, e così la pulizia è a carico del consumatore che ne è reponsabile. Della serie mi compro l'occhiale e con la differenza di prezzo del biglietto recupero la spesa dopo la visione di un tot di film.
Commento # 4 di: Seraph84 pubblicato il 16 Marzo 2010, 09:25
perfetto....i pochi cinema che offrono un 3D serio con occhiali attivi Xpand (80/100 euro cadauno, mica usa e getta) dovranno abbandonarli in favore degli scadentissimi usa e getta RealD...che skifo!!!!!!!

non bastava imporre una sterilizzazione tra una visione e l'altra??????

per colpa di una bambina di 6 anni con una non meglio identificata infiammazione dell'occhio imputata d'ufficio agli occhiali 3D del cinema...quando magari era semplicemente caduta o aveva toccato qualcosa di sporco e poi si era sfregata gli occhi... come al solito, ogni innovazione tecnologica in italia deve passare il vaglio di tutte le istituzioni/religioni...
Commento # 5 di: Edoardo Ercoli pubblicato il 16 Marzo 2010, 10:18
non bastava imporre una sterilizzazione tra una visione e l'altra??????



Conosco personalmente molti esercenti che effettuano una pulizia accurata con disinfettante e danno gli occhiali XpanD o Dolby in busta sigillata. C'è sempre tra i tanti chi invece non fa il proprio dovere, in tal caso una indagine dei NAS ben venga, è tutto a vantaggio di chi fa le cose per bene e può mostrere il proprio operato. Però bandire XpanD e Dolby per la negligenza di alcuni esercenti è a mio parere fuori luogo.

E poi siamo certi che privilegiando Real-D che come è noto è il sistema maggiormente affetto da ghosting non si cada nell'errore di privilegiare quello che stanca di più? Il ghosting è notoriamente fastidioso.
Commento # 6 di: Picander pubblicato il 16 Marzo 2010, 10:24
refuso:
Il Presidente dell'ANEC Paolo Protti si difende, e dichiara all'ANSA che Il Presidente dell'ANEC Paolo Protti si difende
Commento # 7 di: mau741 pubblicato il 16 Marzo 2010, 10:48
Ma qui sembra che l'italia sia l'unico paese in cui si proietta in 3d. Ma negli altri paesi che si dice? ci sono stati casi simili? in tutta italia si parla di una sola bambina che ha sofferto di questi problemi o esiste una percentuale importante?
Commento # 8 di: defcom pubblicato il 16 Marzo 2010, 11:25
Vorrei dire la mia sull'argomento,
è vero che in Italia le cosa si fanno solo sull'onda di una non condivisibile spettacolarizzazione dell'evento e da gente magari molto poco informata sull'argomento, ma il problema degli occhiali non usa e getta esiste davvero. Lasciamo perdere il caso della bambina, ma la possibilità di prendersi congiuntivi o altro con il riutilizzo degli occhiali senza un'accurata pulizia è tutt'altro che trascurabile. Per la mia esperienza con questo tipo di occhiali il massimo che ho visto è stato darmi una pezzetta igienizzante insieme all'occhiale.
Obbligare gli esercenti a sterilizzare gli occhiali e darli in busta chiusa allo spettatore succevviso mi sembra il minimo, certo ci sarà un problema di costi ... ma ripeto il problema esiste ed è ben reale.
Per quanto mi riguarda starò molto attento a quello che il cinema offre prima di andare a rivedere un film in 3d.
Commento # 9 di: viganet pubblicato il 16 Marzo 2010, 11:41
Pure ha il coraggio di andare in televisione sta brava mammina, che porta un bimbo di tre anni a vedere un film con esseri mostruosi e teste mozzate!
Dovrebbero ritirare lei dal mercato, non gli occhialini!

Quando sono andato io c'era un'altra brava mammina con una bimba probabilmente ancora più piccola che non ha fatto altro che piangere per tutto il film e chissà poi che incubi di notte - genitori egoisti e inqualificabili
Commento # 10 di: Luciano Merighi pubblicato il 16 Marzo 2010, 11:45
@defcom

hai perfettamente ragione ma a fronte del sacrosanto problema dei potenziali contagi, è stato stigmatizzato l'intero sistema delle proiezioni 3d, anzichè puntare il dito contro i gestori che non sterilizzano come previsto, alcuni tipi di occhiali.
E' questa l'anomalia del caso in esame.
Il Codacons che svolge un'attività meritoria, ha in questo caso completamente sbagliato il soggetto su cui portare l'attenzione...
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