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  1. #1
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    [Guida] Come regolare il giradischi e la testina


    Ho deciso di scrivere questa guida per tutti gli appassionati della "Generazione CD" che hanno da poco scoperto l'affascinante (e difficile) mondo del vinile... ma non solo: anche nella nostra generazione non tutti conoscono i vari step da seguire al fine di ottenere elevate prestazioni dall'accoppiata piatto/fonorivelatore, che è estrememente più critica dell'installazione di un lettore CD.

    Si tratta infatti di eseguire una serie di operazioni, alcune di queste più di una volta, che ottimizzeranno dei parametri di funzionamento del piatto e poi della testina. Operazioni che all'inizio potranno apparire ostiche... ma solo all'inizio. Considerate che negli anni '80 erano normale routine per gli audiofili smanettoni.

    Come dicevo, il piatto è forse la sorgente il cui suono finale più di tutti rischia di essere compromesso anche un anche solo parametro trascurato o errato. Passare da una riproduzione eccellente ad una piatta e confusa a volte è solo questione di pochi decimi di millimetro o di 1 grammi di variazione.

    Ovviamente, non mi assumo responsabilità su eventuali distruzioni di costosissimi hardware e/o software.

    Se ancora non vi siete spaventati, e avete deciso stoicamente di continuare, possiamo cominciare.


    AVVERTENZA PER TUTTI

    Non intervenite in alcun modo in questa discussione che è riservata agli aggiornamenti che Marlenio inserirà via via.

    Grazie (nordata)



    [-- Continua --]
    Ultima modifica di Marlenio; 11-08-2008 alle 09:27
    Marlenio
    Adoro fare lo shampoo ai miei dischi.

  2. #2
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    Quale giradischi scegliere

    La scelta del giradischi è basilare, non solo per il discorso relativo alle prestazioni sonore ma anche per via del tipo di setup necessario e la sua
    complessità. A grandi linee, senza entrare quindi nelle varie sottocategorie, possiamo distinguere due filosofie principali di piatti analogici:

    a) a telaio rigido;
    b) a telaio flottante.

    Come trazione del piatto, abbiamo queste tipologie:

    a) trazione a cinghia;
    b) trazione diretta.


    Vediamo nel dettaglio:


    Il telaio rigido

    Il giradischi a telaio rigido, come dice il nome, ha un telaio privo di sospensioni, dove l'unico elemento disaccoppiato è il motore, nel caso quest'ultimo sia presente all'interno del telaio stesso.
    Si tratta di una tipologia che garantisce ottime prestazioni, anche se una maggiore sensibilità alle vibrazioni e quindi al famigerato acoustic feedback (avete presente l'effetto Larsen?).
    Questi giradischi hanno una caratteristica che li rende la scelta eccellente per chi si trova ad iniziare con il vinile: il loro setup è semplicissimo, dato
    che viene evitata completamente la taratura del controtelaio, caratteristica dei giradischi della seconda categoria (telaio flottante). Inoltre, la semplicità costruttiva rende possibile un maggiore contenimento dei costi.

    Attenzione: la maggiore semplicità costruttiva di questi hardware non corrisponde a prestazioni inferiori. Due produttori molto famosi come la Project e la Rega, hanno realizzato modelli straordinaria basati su questo tipo di telaio.


    Il telaio flottante

    Il telaio flottante è (generalmente) formato da un telaio esterno e da un controtelaio sospeso su molle. La soluzione mira ad isolare il controtelaio da eventuali vibrazioni disaccoppiandolo dalla base esterna. In generale le prestazioni sono ottime, ma dovete considerare un fattore importanti: la taratura di questi giradischi è molto complessa e -in alcuni casi- va ripetuta frequentemente. Nei forum "esoterici", c'è chi sostiene che la taratura di un giradischi di questo tipo andrebbe ripetuta anche al varire della temperatura della stanza, dato che il metallo delle sospensioni potrebbe variare la sua cedevolezza. Secondo me si tratta di esagerazioni che non trovano riscontro nella realtà, a meno di ascoltare musica in ambienti con sbalzi di temperatura tra i 30 gradi o superiore.

    E' invece vero che piatti di questo tipo richiedono almeno un controllo mensile per la verifica, con eventuale regolazione fine. Anche l'eventuale tuning di questi giradischi è più complesso dei modelli a telaio rigido, dato che eventuali appesantimenti/alleggerimenti devono tenere ovviamente conto della taratura del sistema di sospensioni.

    In conclusione, il telaio flottante è una eccellente soluzione, ma francamente non lo vedo come il giradischi da consigliare per il neofita, dato che potrebbe non essere in grado di ottenerne le massime prestazioni.


    La trazione a cinghia

    Come avrete capito, il problema principale nei giradischi è l'isolamento dalle vibrazioni. La trazione a cinghia permette di separare il motore -potenziale fonte di vibrazioni- dal piatto. La trasmissione del moto viene eseguita tramite una cinghia piatta o a sezione circolare. I piatti con trazione a cinghia possono avere il motore interno oppure esterno. Nel primo caso il motore viene disaccoppiato dalla base tramite vari tipi di sospensione: elastici, supporti in gomma e così via. Quando il motore è interno, generalmente è collocato sotto il piatto e il moto viene trasmesso ad un sottopiatto sul quale si appoggi il piatto vero e proprio.
    Il motore esterno invece è completamente separato dalla base, ed ovviamente in questi casi la cinghia scorre sul bordo del piatto. Ovviamente questa è la soluzione ottimale dal punto di vista dell'isolamento delle vibrazioni, purchè il motore sia alloggiato in una base realizzata in maniera corretta dal punto di vista dell'assorbimento delle vibrazioni.


    La trazione diretta

    Come avrete capito, in questo caso il piatto è collegato direttamente al piatto, senza alcun elemento esterno di trasmissione (la cinghia). E' la soluzione preferita dai professionisti della musica (i DJ ad esempio), dato che l'avvio e lo spegnimento di questi giradischi può essere praticamente istantaneo e privo di inerzia. Non si deve pensare che sia una soluzione non valida dal punto di vista "sonico": uno dei piatti più famosi a trazione diretta, il Technics SL 1200 (modello amatissimo nelle discoteche), ha delle ottime prestazioni sonore unite ad un'affidabilità straordinaria. Questo tipo di trazione comunque viene vista (erroneamente) con il fumo negli occhi dai puristi, tanto che ormai si tratta di una soluzione poco utilizzata.


    In conclusione...

    In conclusione, cosa scegliere? In generale, la soluzione l'accoppiata "telaio rigido/trazione a cinghia" è quella che permette di avere il maggiore ventaglio di possibilità anche a prezzi molto contenuti. Per fare un esempio, cito l'eccellente Project Debut III, che a 220 euro permette di entrare nel mondo del vinile garantendo ottime prestazioni, oppure il classico Rega P3, stessa tipologia costruttiva, che con poco di più permette di acquistare un pezzo di storia dell'alta fedeltà "vinilica".

    Ripeto ancora una volta di tenere sempre presente che un giradischi non è mai "plug'n'play" come un lettore CD, e che anche il modello più semplice richiede una messa a punto volta a massimizzarne le prestazioni. Per questo motivo, soprattutto se siete agli inizi (ma non solo), cercate apparecchi che vi permettano di passare il vostro tempo ascoltando la musica e non a tarare il vostro hardware.

    [-- Continua --]
    Ultima modifica di Marlenio; 17-06-2008 alle 09:19
    Marlenio
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  3. #3
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    Quale fonorivelatore (testina) scegliere

    La scelta della testina è un argomento delicato al quale si deve dedicare una attenzione pari all'acquisto del giradischi. Sarà infatti prima fra tutti l'accoppiata braccio/testina a decidere il suono che uscirà dal giradischi.

    Non tutti i bracci e le testina lavorano bene insieme: negli anni '80 uscì un interessantissimo articolo su Audio Review dove venivano esaminati gli accoppiamenti tra un notevole numero di bracci e testine. L'articolo era
    interessante, dato che mostrava grafici alla mano le alterazioni sulla risposta alle basse frequenze causata da un errato accopppiamento. In altre parole, un accoppipamento sbagliato generava delle risonanze che si traducevano in esaltazioni della zona al di sotto del 100Hz con risultati immaginabili... ma ritorneremo a breve sull'argomento: per prima cosa, vediamo i tipi differenti di testine disponibili sul mercato. Vi premetto che tratterò l'argomento per sommi capi, dato che su Internet è possibile trovare molti articoli a riguardo.

    Possiamo distinguere due grandi famiglie di fonorivelatori: quelli MM e quelli MC


    I fonorivelatori MM

    MM è l'acronimo di Magneto Mobile. In queste testine, lo stilo è collegato ad un piccolo magnete che è posizionato tra due piccole bobine. Il movimento del magnete collegato allo stilo (che si muove a sua volta nel solco) genera una variazione di corrente che poi viene tradotta in suono.

    I vantaggi della testina MM sono principalmente costituiti dallo stilo facilmente intercambiabile, da una (generale) notevole disponibilità di prodotti anche a prezzi molto accessibili e da un elevato livello di uscita,
    che non rende necessari trasformatori ma il semplice ingresso PHONO fornito dall'amplificatore oppure da un PRE PHONO.
    Alcune testine MM, come la Shure V15-IV hanno fatto la storia dell'alta fedeltà su vinile, e tutt'ora sono in commercio modelli con un suono straordinario.

    Una cosa importante che richiede una notevole attenzione con le MM è la sensibilità al carico capacitativo, che rende necessario utilizzare cavi di collegamento tra giradischi e amplificatore (o pre-phono) a bassa capacità ed (eventualmente) di ottimizzare il carico dell'amplificatore. Alcuni pre-phono dispongono di mini-switch proprio per ottimizzare la testina con il carico richiesto. In linea di massima, un cavo per giradischi equipaggiato con testina MM non dovrebbe superare i 100/120pF di capacità su una lunghezza totale di 1.5 mt.


    I fonorivelatori MC

    MC è invece l'acronimo di Moving Coil. Possiamo dire che in questo caso gli elementi che caratterizzano la testina MM si invertono, dato che allo stilo questa volta sono collegate due piccole bobine che si muovono
    all'interno di un magnete fisso, generando quindi le variazioni come nelle testine MM.

    Il problema della MC è proprio quello delle dimensioni delle due bobine, che non possono essere troppo grandi per non aumentare la massa generale, e quindi generano un segnale di uscita molto basso, che necessita quindi di trasformatori o pre-pre phono che hanno il compito di "alzare" il segnale di uscita. Considerare che se una testina MM esce normalmente con un segnale compreso tra i 3 e i 5 mV, una MC normalmente arriva al massimo a 0.7mV.

    Altra cosa da tenere presente, è che le MC non permettono la sostituzione dello stilo "Fai da te", ovvero richiedono di essere mandate in assistenza per la sostituzione. E' vantaggioso invece il fatto che le MC siano insensibili al tipo di cavo utilizzato, quindi anche utilizzando cablaggi con alti valori in pF la risposta in frequenza rimane inalterata.
    Sono comunque in commercio alcune MC che permettono di sostituire lo stilo e che presentano un livello di uscita abbastanza elevato da poter pilotare un ingresso PHONO senza la necessità di usare un pre-pre o un trasformatore.

    Una volta le MC erano le testine preferite dai puristi, ed erano caratterizzate da una presunta migliore trasparenza sulle alte frequenze. Dico "presunta", dato che analizzando la risposta in frequenza si notava
    immeditamente un piccolo "rialzo" di 1/2 dB tra i 16 e i 20Khz... e questo potrebbe spiegare la percezione di maggiore dettaglio. Allo stato pratico, ci sono eccellenti MC ed eccellenti MM, quindi io mi concentrerei più su un
    singolo modello che su un genere.


    I terzo incomodo: i fonorivelatori a "riluttanza variabile" (ferro mobile)

    Tra le due famiglie di fonorivelatori si collocano le "ferro mobile" che hanno nelle testine di Joe Grado il massimo esponente. Si tratta di un sistema dove allo stilo è collegato un elemento ferroso che crea una perturbazione magnetica. Caratterizzate da un elevato livello di uscita, le FM vengono considerate come le testine che uniscono i vantaggi delle MM a quelli delle MC senza presentare i rispettivi difetti.

    Sono insensibili al carico capacitativo (come le MC) e permettono la sostituzione dello stilo (come le MM).



    Tirando le somme, cosa scegliere? Se volete iniziare bene senza spendere patrimoni, io consiglio la Ortofon OM30, la Grado Silver oppure la Grado Gold. Prezzi compresi tra i 70 e i 140 euro, ottime prestazioni sonore.



    L'accoppiamento braccio/testina

    Come dicevo all'inizio di questo post, l'equazione "ottimo braccio+ottima testina=ottimo suono" non è sempre valida, dato che ci sono alcuni importanti fattori da tenere in considerazione in fase di scelta, ovvero la massa del braccio e la cedevolezza dela testina.

    Se avete iniziato a interessarvi all'argomento "vinilico", avrete notato che spesso di parla di piatti con "braccio a bassa massa", testine ad "alta cedevolezza". L'accoppiamento di queste due caratteristiche determina un "matrimonio" felice tra i due elemanti testina e braccio. Sull'argomento sono stati scritti interi trattati, e quindi mi limiterò ad una breve spiegazione. Consideriamo comunque la cedevolezza come la morbidezza delle sospenzioni di una testina (più alto il valore, maggioe morbidezza), e la [I]massa[/M] del braccio come l'inerzia che questo oppone al movimento necessario ler leggere un disco.

    Il sistema braccio testina ha una sua frequenza di risonanza. Tale frequenza, deve essere compresa in un range che va dagli 8 e i 14/15 Hz, ed il motivo è facile da intuire: se fosse al di sopra, la risonanza influenzerebbe il segnale sonoro dato che andrebbe a cadere nella gamma ubibile (dai 20 Hz in sù). Al di sotto si andrebbero ad esaltare le frequenze subsoniche, con conseguenti woofer che uscirebbero dalle casse per farsi una passeggiata per la stanza. E' vero che a volte si trovano i i filtri subsonici sugli ingressi Phono, ma è sempre meglio non usarli.

    La formula di calcolo utilizzata per calcolare la frequenza di risonanza è:

    Fr = 1000 / (2PiGreco * Radice Quadrata(M * C))

    Spieghiamo meglio:

    M = Massa totale del braccio + la testina
    C = Cedevolezza della testina.

    Facciamo ora un esempio pratico:

    Braccio: massa 12 gr
    Testina: massa 6 gr
    Cedevolezza testina: 12

    Fr= 1000 / 6.28 * RadiceQuadrata(18 * 12)

    Abbiamo 10.83 Hz.

    Se non volete impazzire con le formula, considerate comunque che la regola dice che bracci a bassa massa si abbinano con testine ad alta cedevolezza, mentre bracci a massa alta richiedono testine a bassa cedevolezza. In alternativa, qui trovate un programma online molto utile per il calcolo.

    Vi state preoccupando? Niente paura: ora che abbiamo scelto piatto, braccio e testina iniziamo a divertirci con l'installazione!

    P.S. Un grazie a SC_ITA che mi ha fatto notare un paio di inesattezze e mi ha dato il link di CartridgeDB

    [-- Continua --]
    Ultima modifica di Marlenio; 04-05-2009 alle 09:40
    Marlenio
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  4. #4
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    Il montaggio del giradischi e la messa in bolla del piatto

    Il giradischi viene normalmente fornito con le componenti principali smontate ed imballate separatamente al fine di evitare danneggiamenti durante il trasporto. Vediamo come procedere al montaggio delle componenti: nell'esempio, farò riferimento alla tipologia a cinghia, quella più diffusa.

    In linea di massima, nella scatola troveremo questi componenti:

    a) la base del giradischi, con già installato il contropiatto e il braccio;
    b) il piatto;
    c) la copertura antipolvere;
    d) una busta con gli accessori, quindi la cinghia, il contrappeso del braccio e quello dell'antiskating (se il braccio usa il sistema a peso), i vari cavi ed il trasformatore, se il modello prevede l'alimentazione separata.


    Per prima cosa, disponete i vari componenti con ordine fuori dalla scatola. I primi ad essere necessari saranno la base, il piatto e la cinghia.

    La prima operazione da fare è sbloccare i fermi del motore, che dovrebbero essere costituiti da un paio di viti. Queste di solito sono contrassegnate da una vernice rossa, in modo da rendere semplice la loro identificazione. Svitatele delicatamente e -una volta rimosse- conservatele con cura per eventualmente reinstallarle in caso di
    spostamenti del giradischi.

    Fatto questo, indossate un paio di guanti in lattice o comunque molto aderenti e passiamo al montaggio della cinghia. Questa deve essere fatta scorrere sui bordi del contropiatto (o del piatto, a seconda del modello), e poi infilata sulla puleggia del motore. Tenete presente che attualmente è in voga la (giusta) scelta di rendere i giradischi il più possibile privi di meccanismi aggiuntivi e controlli elettronici, e anche il cambio di velocità 33/45 rientra in questa categoria. Per questo motivo, su molti modelli viene effettuato spostando la cinghia dalla puleggia più piccola (33 giri) a quella più grande (45 giri).
    La cinghia è generalmente in gomma, e questo è il motivo per cui consiglio di effettuare le operazioni di montaggio e spostamento in dossando un paio di guanti, in modo da non depositare nulla sulla gomma stessa.
    A questo proposito, ricordo che la cinghia -per essere mantenuta in ottime condizioni- necessita di una manutenzione periodica. Ogni mese andrebbe lavata con acqua tiepida e sapone neutro, lasciata asciugare e poi cosparsa con un leggero velo di talco. Ogni 18/24 mesi andrebbe poi sostituita, in modo da evitare il suo invecchiamento.

    Montata la cinghia, possiamo installare il piatto sul contropiatto. E' una operazione che potrebbe sembrare semplice (ed infatti lo è), ma che richiede una cerca attenzione. Il contropiatto infatti viene accoppiato ad un perso inserito all'interno di una cavità lubrificata (evitate facili battute ) realizzata con tolleranze minime.

    Un eventuale appoggio non corretto del piatto sul contropiatto o una caduta del primo sul secondo potrebbe danneggiare irreparabilmente l'intera struttura.
    Appoggiate quindi il piatto avvicinandolo al contropiatto tenendolo perfettamente orizzontale, in modo che l'appoggio si realizzi contemporaneamente sull'intera superficie del contropiatto.

    Fatto questo, non fatevi ancora prendere dalla frenesia di accendere i motori! Se il giradischi non fosse in bolla, il piatto oscillerebbe e potrebbe danneggiare ancora il meccanismo di rotazione.

    E' il momento di prendere la bolla. Dovete usarne una piccola, leggera, possibilmente metallica.

    Togliete il tappetino dal piatto (se lo avete montato) e appoggiate la bolla vicino al perno in modo che sia parallela al lato maggiore del piatto, verificate il livello di precisione e ripetete la stessa operazione allineandola al lato minore del giradischi.
    A questo punto, a seconda del livello di inclinazione della vostra installazione, dovete mettere in piano perfetto ("a bolla") il vostro giradischi. Non importa il tempo necessario per l'operazione: si tratta di
    un'operazione basilare che -se errata- comprometterà in partenza le prestazioni del vostro sistema.

    Alcuni giradischi hanno piedini regolabili, altri no. In tal caso, non affidatevi a soluzioni "casalinghe" tipo spessori in cartoncino, legno o plastica, monete di vario spessore e così via. Se il giradischi non permette la regolazione dei piedini, ma il vostro tavolino sì, allora regolate quest'ultimo. In caso contrario, ovviamente lavorate sui piedini del giradischi.

    E' importantissimo ripetere più volte l'operazione di livellamento, soprattutto se il giradischi o la base sono dotati di quattro piedini, che costringono a ripetere questa operazione parecchie volte (provare per credere a livellare una base con tre piedini disposti a triangolo e poi una con quattro piedini disposti a rettangolo ).

    Alla fine la bolla deve essere centrata in qualsiasi posizione si metta sul piatto (normalmente si posizione alle 12, alle 3, alle 6 ed alle 9). Analogamente deve verificarsi appoggiando la stessa sulla base del giradischi. Considerate che è consigliabile ripetere questa operazione a cadenza regolare, dato che -soprattutto usando basi antivibrazione esterne o su apparecchi nuovi- si potrebbe verificare un minimo assestamento.

    Parlavo di bolla piccola e leggera per un motivo pratico: se il peso di questo indispensabile strumento è relativamente poco importante con giradischi a base rigida (a meno che non si tratti di una bolla del peso di 10 Kg ), questo diventa invece un fattore importante nel caso di giradischi a telaio flottante, le cui molle potrebbero caricarsi sotto il peso della bolla e compromettere la misurazione. Il costo di una piccola bolla in alluminio à di pochi euro, e si tratta di un investimento che si ripaga da solo.

    Una volta messo in bolla, potete finalmente accendere il vostro giradischi e verificarne il funzionamento. Il piatto visto di profilo dovra' girare perfettamente piano, senza la minima oscillazione.

    A questo punto, siamo pronti per passare al montaggio della testina.

    [-- Continua --]
    Ultima modifica di Marlenio; 24-06-2008 alle 21:49
    Marlenio
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  5. #5
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    Il montaggio della testina

    Il montaggio della testina è un'operazione piuttosto delicata, che richiede una certa dose di pazienza e il non avere assolutamente fretta. Considerate che la sola installazione della testina e la sua successiva regolazione richiede un tempo minimo di almeno un paio d'ore, tra regolazioni ed ottimizzazioni varie.

    Prima di iniziare, vi elenco una serie di strumenti che saranno necessari per questa attività:


    a) un cacciavite molto corto ed amagnetico piatto;
    b) un cacciavite molto corto ed amagnetico a croce;
    c) un kit di viti, rondelle e dadi per testina;
    d) un piccolo specchio di altezza pari a quella di un vinile (circa 3 mm);
    e) un paio di pinzette a punta piatta (quelle da trucco per donna vanno benissimo);
    f) una dima per la regolazione dell'errore radiale;

    in aggiunta:

    g) una bilancina di precisione per testine, possibilmente elettronica.


    Prima di iniziare, è necessario chiarire alcuni concetti che interessano direttamente i parametri di regolazione della testina. Anche in questo caso cercherò di essere il più chiaro e il meno preolisso possibile, ma tenete sempre presente che su Internet potrete trovare interi trattati su ognuno degli argomenti di cui parlerò di seguito.


    L'errore tangenziale e il setup con la dima

    L'errore tangenziale è causato dal fatto che in fase di incisione il tornio viene fatto scorrere in maniera tangente al solco: in pratica, immaginate il disco come un cerchio e il percorso di scorrimento della testina di incisione del tornio come il suo raggio. In pratica quindi, l'incisione avviene su una retta perfetta.

    Provate ora ad osservare il braccio del vostro giradischi, e spostatelo sul piatto: noterete che questo percorre un arco di corconferenza, cosa normale data la natura del braccio stesso. Descrivere questo arco comporta un ovvio errore di tangenza, che teoricamente viene eliminato solo con i bracci di lettura tangenziali, attualmente piuttosto rari. Dico "teoricamente", dato che anche i bracci tangenziali non sono perfetti e presentano in misura minore lo stesso difetto.

    Circa questo errore, generalmente si segue la teoria che prevede l'annullamento di questo errore in due punti del disco, collocati all'incirca verso l'inizio e verso la fine del disco. Tenete presente che solitamente i costruttori di bracci forniscono una dima che prevede il controllo dei punti di annullamento dell'errore nel punto corretto.


    L'antiskating

    Durante la lettura, la testina è sottosposta ad una forza centripeta che tente a "tirarla" verso il centro del disco. L'antiskating altro non dovrebbe fare che esercitare una forza contraria, in modo da garantire un corretto equilibrio della testina. Ho usato il condizionale, dato che la forza centripeta non è uguale per tutta il percorso descritto dalla testina sul disco, ma varia a seconda della sua posizione. In ogni caso, normalmente si esegue la regolazione del'antiskating regolandolo sullo stesso valore scelto per il tracciamento della testina


    L'azimuth

    Guardando frontalmente la testina installata sul braccio mentre legge un disco, questa deve essere perfettemente allineata con la sue superficie, senza dare l'impressione di essere inclinata a destra o a sinistra. Una inclinazione su uno dei due lati darebbe infatti luogo ad un segnale differente per i due canali, oltre a causare possibili distorsioni. Alcuni bracci permettono la regolazione di questo parametro tramite l'allentamento di una piccola vite che -una volta allentata- permette di ruotare la canna del braccio, regolando quindi di conseguenza la testina in maniera corretta.


    Il VTA

    O anche angolo di tracciamento verticale. Questo punto è argomento di scatenate discussioni nei forum, dato che si presta a svariate interpretazioni. TOrniamo per un attimo al tornio di incisione: durante l'incisione della lacca, l'angolo che dovrebbe mantenere lo stilo rispetto alla superficie dovrebbe essere di 20 gradi. Tale inclinazione dovrebbe essere mantenuta anche in fase di lettura... "dovrebbe", e tra poco vedremo per quale motivo.

    Il VTA può essere regolato solo quando la testina è stata correttamente montata sul braccio. Convenzionalmente viene di regolare il VTa del braccio in modo che lo stesso sia perfettamente parallelo alla superficie del disco in fase di lettura: in questo modo lo stilo della testina si troverebbe nella posizione di lettura con la corretta angolazione. Tenete presente che non tutti i bracci permettono la regolazione del VTA, che in questo caso dovrà essere effettuata inserendo degli spessori sotto la testina.

    A questo punto, devo fare alcune precisazioni: sul VTA ho letto delle cose incredibili, come ad esempio che basta una variazione di un decimo di millimetro per sentire differenze udibili.
    Adesso, immaginiamo una cosa: esistono stampe speciali in vinile da 120, 140, 160, 180, 200 e 200 grammi. Dato che le dimensioni di un LP sono sempre le stesse, abbiamo una differenza di 100gr di vinile tra il primo e l'ultimo esempio. Questi 100 gr aumenteranno quindi per forza di cose lo spessore del disco, e di conseguenza anche il VTA, a meno di non fare un setup per ogni disco messo sul piatto.
    Altra cosa: la cedevolezza dello stilo varia in base al peso di lettura e anche alla temperatura dell'ambiente, e quindi anche questi fattori comporteranno delle variazioni del VTA.
    Ancora, quanti dischi abbiamo perfettamente ondulati? Anche una variazione di questo tipo porterà ad inevitabili variazioni del VTA.
    Infine... chi ci garantisce che questo angolo sia stato mantenuto in fase di scrittura della lacca, e non siano intervenuti fattori esterni che abbiano comportato variazioni?
    Ciliegina sulla torta: alcune testine suonano meglio con una regolazione del braccio non perfettamente piana, ma tendente a creare un angolo aperto o chiuso rispetto al disco.

    Sorpresi? Riparleremo ancora del VTA tra poco. In linea di massima comunque, diamoci come parametro di default una regolazione che porti il braccio ad essere parallelo al disco durante la lettura: è vero che variazioni di pochi decimi sono ininfluenti, ma è anche vero che un VTA visibilmente errato porta delle alterazioni chiaramente udibili durante l'ascolto.


    Per finire... il peso di lettura

    Ovvero la forza con cui la testina appogia il suo stilo all'interno dei solchi. Attualmente la stragrande maggioranza di fonorivelatori permette di leggere con un peso di lettura variabile tra 1 e 2 grammi. Quando la testina indica una forza minima e massima, è preferibile tenersi più vicini alla massima che alla minima, dato che in alcuni passaggi particolarmente "forti" del disco lo stilo potrebbe saltare nel solco a causa dell'impossibilità di riuscire a tracciarlo in maniera corretta.

    La bilancina elettronica di cui parlavo prima serve proprio per la verifica di questo parametro, estremamente importante ai fini di un corretto ascolto: un peso di lettura regolato male porta ad un suono distorto, confuso, fino ad arrivare al danneggiamento del solco.

    [-- Continua --]
    Ultima modifica di Marlenio; 24-06-2008 alle 21:53
    Marlenio
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  6. #6
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    Iniziamo il montaggio

    Chiuse le doverose premesse, facciamo il punto della situazione: il nostro giradischi è stato messo in bolla, e abbiamo pronti tutti gli strumenti necessari per il montaggio della testina.
    Per prima cosa, togliamo il contrappeso dal braccio e mettiamo a zero il dispositivo di antiskating. Per quest'ultimo potrebbe essere presente una rotellina (che dovrà essere messa a zero) oppure un piccolo peso (che andrà rimosso). Fatto questo, blocchiamo il braccio nella sua sede in modo che non possa oscillare durante il montaggio.

    A questo punto, estraiamo la testina dalla sua confezione, mantenendo la copertura dello stilo al suo posto in modo da non correre il rischio di danneggiarlo in maniera irreparabile. Noterete che la testina ha due fori dove verranno fatte passare le viti che la fisseranno al portatestina. Facciamo ora passare le viti con una piccola rondellina plastica sul portatestina, e fissiammmo la testina con il primo dado. Ripetiamo ora la procedura con la seconda vite, ma non stringiamo ancora i dadi, in modo che la testina sia agganciata al portatestina del braccio, ma possa ancora scorrere in maniera libera.
    Considerate che in questo modo avremo le due viti con le teste sulla parte superiore del portatestina, e i due dadi nella parte inferiore, dal lato della testina. In alcuni casi, il montaggio dei dadi sulla parte inferiore è piuttosto difficile: per questo motivo, è molto più semplice montare montare le viti nella parte inferiore della testina, in modo che i due dati vengano avvitati sulla parte superiore del portatestina. In pratica, si infileranno le viti nella testina, che poi verranno inserite nelle due guide del portatestina, e quindi fissate (dopo aver messo due rondelle in plastica) con i due dadi.
    Personalmente eseguo regolarmente questo tipo di montaggio, estremamente semplice, che evita di perdere tempo cercando di fissare e stringere dadi minuscoli in viti altrettanto piccole. Fissata la testina, possiamo rimuovere la protezione dello stilo e procedere ad una regolazione provvisoria del peso e all'allineamento.

    Prima di procedere alla altre regolazioni, facciamo una regolazione "di massima" del peso di appoggio. Inseriamo quindi il contappeso sul braccio (avvitandolo) e liberiamo quindi il braccio dal fermo, tenendolo però fermo con le dita, e abbassate la leva appoggia-testina come se doveste far leggere un disco. Sentirete una leggera forza che tenderà a spingere verso l'alto o verso il basso il braccio. a questo punto regolate in contrappeso in modo che il braccio sia mantenuto in equilibrio. Ora, ruotate in senso antioraorario il braccio, in modo da far compiere al contrappeso circa 1/2 di giro, in modo da avere una leggera forza di appoggio applicata alla testina. ATTENZIONE! Si tratta di una procedura che non applica la VERA forza di appoggio, ma solo un valore minimo utile per le successive regolazioni.

    Prendiamo ora un vinile, e appoggiamo la testina sulla parte finale del disco, quella liscia, e verifichiamo il VTA, ovvero che il braccio sia perfettamente parallelo alla superficie del disco. Nel caso non lo fosse, regoliamo il VTA del braccio in modo da allinearlo. Di solito questa regolazione si effettua sbloccando una o due viti nella base del braccio, che si trova quindi libero di muoversi sul suo asse.
    Nel caso il braccio non fosse dotato di VTA (es: project Debut III), allora sarà necessario inserire tra la testina e il portatestina del braccio degli spessori.
    In questo caso, alcune precisazioni: usate spessori che percorrano l'intera base della testina, e non solo la parte di fissaggio dove passano le viti. La testina deve diventare un corpo unico con il braccio, e uno spessore ridotto potrebbe alterarne loe caratteristiche facendola risuonare.
    A costo di attirarmi le ire di alcuni "puristi", io consiglio di evitare materiali pesanti (che altererebbero la massa totale braccio/testina) e plastici, e di usare del semplice cartoncino rigido, che potrà essere sagomato nella forma desiderata. Funziona bene, è facilmente lavorabile e non risuona.

    Regolato il VTA, possiamo passare all'azimuth: togliamo il disco e mettiamo lo specchio sul piatto e appoggiamo lo stilo sulla sua superficie. guardando la testina frontalmente, il suoinvolucro deve essere perfettamente perpendicolare alla sua immagine riflessa, senza dare l'impressione di avere l'immagine inclinata. In tal caso, si deve allentare la vite di regolazione del braccio o del portatestina e correggere l'allineamento fino a renderlo corretto.

    Passiamo ora alla fase più complicata, quella dell'allineamento. Prendiamo quindi la dima fornita con il braccio o insieme al giradischi. La dima è composta con un reticolo di linee verticali ed orizzontali, con al suo interno due contrassegni evidenziati. Su quel punto sarà necessario appoggiare lo stilo, facendo in modo che l'involucro sia allineato con le linee presenti sulla dima.
    Iniziamo quindi ad appoggiare -con estrema delicatezza- lo stilo sul primo dei due contrassegni presenti sulla dima, quello più esterno. Appoggiato lo stilo, verifichiamo la posizione della testina cercando di fare collimare il suo involucro con le linee presenti sulla dima. Quasi sicuramente la linea immaginaria delinvolucro della testina e una di quelle presenti sulla dima non saranno parallele, ma tenderanno a coincidere.
    Spostiamo quindi la testina avanti o indietro, in modo da rendere parallele le linee della dima con l'involucro della testina. Una volta trovata la posizione corretta, stringiamo leggermente i dadi di serraggio della testina e verifichiamo l'allineamento sul secondo punto, quello più interno: quasi certamente sarà necessario qualche piccolo aggiustamento. Ripetiamo quindi il controllo, fino ad avere allineati entrambi i punti. A questo punto, possiamo stringere (senza esagerare) i dadi e procedere al corretto setup della forza di appoggio.

    Abbassate la levetta del braccio in modo che quest'ultimo scenda come se dovesse leggere un disco. A questo punto, ruotate il contrappeso fino ad avere il braccio perfettamente orizzontale quando fatto oscillare. In questa fase, attenzione a non provocare movimenti troppo bruschi: lasciate il braccio in aria libera, e poi soffiateci delicatamente sopra, in modo da provocare il moto oscillatorio. Quando il movimento si fermerà in posizione livellata, tenete fermo il contrappeso con una mano e con l'altra ruotate la ghiera numerata (a tacche che indicano i decimi di grammo) fino a posizionarla sul valore 0 (zero) corrispondente alla tacca di riferimento presente sul braccio. A questo punto, avere trovato la posizione con forza "0 grammi" del braccio in relazione al la vostra testina. Ora ruotate il contrappeso in senso antiorario (il contrappeso si avvicinerà al fulcro del braccio, ruoterà anche la ghiera) fino ad applicare la forza richiesta. Abbiamo quasi finito.

    Regoliamo l'antiskating in modo che il suo valore sia pari alla forza di appoggio. Su alcuni bracci -come i ProJect- questa regolazione si ffettua facendo scorrere un filo su alcune piccole tacche del braccio, in modo da variare la forza applicata. In altri casi invece, basta ruotare una rotellina fino a raggiungere il valore richiesto.

    Fatto questo, potete finalmente ascoltare un disco.
    Ultima modifica di Marlenio; 23-06-2008 alle 11:55
    Marlenio
    Adoro fare lo shampoo ai miei dischi.

  7. #7
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  8. #8
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  9. #9
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    Per fortuna che ho un Rega , e non un gira a molle, troppo complicato per me
    Davvero complimentissimi per la delucidazione, bravissimo. Pagina competente e utlissima, secondo me da tenere come rubrica permanente
    Ernesto

  10. #10
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    Bilancina Ortofon


    Ho acquistato il Pro-ject Xpression III (testina Ortofon 2mRed) e la bilancina Ortofon, quella da 8 euro.
    Volevo sapere quale è la procedura corretta per utilizzare tale accessorio http://www.digivideo.biz/it/elettron...aw-8691384.jpg. Resto in attesa Grazie

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