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Risultati da 1 a 15 di 51
  1. #1
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    Progetto per Macchina Lavadischi DIY


    Filosofia del progetto

    I vinili richiedono delle cure sconosciute alle "nuove generazioni" abituate al suono digitale. Se nel CD la polvere e la sporcizia sono abbastanza tollerate dai circuiti di correzione, nel vinile questo porta a fastidiosi rumori impulsivi (pop, crack, toc) e in generale ad un aumento del rumore di fondo. Il tutto senza dimenticare le cariche elettrostatiche, altra fonte di disturbo.

    Nel tempo sono state proposte diverse soluzioni per tentare almeno di ridurre questi fenomeni: si va quindi dalle semplici spazzole in carbonio (all'inizio erano in velluto) fino ai sistemi più sofisticati.
    Uno dei sistemi ritenuti migliori prevede il completo lavaggio del disco con speciali soluzioni tramite macchine speciali. Uno di questi sistemi più semplici è quellol manuale della tedesca Knosti, economico ma che comunque fornisce ottimi risultati.
    Una delle critiche più spesso rivolte a questo comunque eccellente (in relazione al rapporto q/p) è che dal disco dopo il lavaggio non viene aspirata la sporcizia rimossa, rendendo quindi la pulizia incompleta. Per l'aspirazione, l'unica soluzione è data dalle macchine lavadischi.

    Queste macchine esistono in varie tipologie: nella forma più semplice sono composte da un piatto dove appoggiare un disco che viene fatto ruotare manualmente e da un braccio ruotabile da posizionare sopra il disco che avrà il compito di aspirare il liquido di pulizia. Tale liquido sarà spruzzato a mano e distribuito sul disco con una spazzola. Questo nelle macchine più semplici. Vediamo meglio le varie tipologie, partendo dalla più semplice fino alla più complessa.

    a) Rotazione manuale, aspirazione esterna: Le più economiche in assoluto. Il piatto viene fatto ruotare manualmente, e l'aspirazione viene realizzata collegando un semplice aspirapolvere ad una apposita bocchetta. Il costo è piuttosto basso, intorno ai 120/130 euro, ma la pulizia diventa noiosa per l anecessità ogni volta di montare l'aspirapolvere, collegarlo alla macchina, pulire i dischi e poi rispontare tutto;

    b) Rotazione manuale, aspirazione interna: economiche, ma abbastanza funzionali. La rotazione del disco è manuale, ma l'aspirazione è data da una pompa interna all'apparecchio. Il liquido dovrà essere sempre spruzzato e distribuito manualmente. Costo intorno ai 300 euro.

    c) Rotazione elettrica, aspirazione interna: molto semplici e comode nell'uso. La rotazione del disco è affidata ad un motore che fa ruotare il piatto, l'aspirazione è interna a pompa. Il costo è sui 400/500 euro.

    d) Rotazione elettrica, aspirazione interna, distribuzione liquido e pulizia disco integrata: come le macchine del punto c), con in più un altro braccio che è collegato ad una piccola pompa interna che preleva il liquidi di pulizia da un serbatoio, lo spruzza sul disco distribuendolo con una spazzola che si utilizza anche per la pulizia. Se volete comprarne una, preparatevi a staccare un assegno piuttosto "pesante".

    Esistono poi altre varianti, ma soffermiamoci su queste quattro: capirete che alla fine si tratta di una tecnologia che non si può certo definire "esoterica". Un motore di aspirazione, un piatto (eventualmente) collegato ad un motore per la rotazione e, volendo esagerare, una seconda pompa per spruzzare il liquindi di pulizia.



    Cosa volevo realizzare

    Molto semplicemente, volevo vedere quanto mi sarebbe costata una macchina del tipo d), ovvero dotata di pompa aspirante interna, di motore per la rotazione e di pompa aggiuntiva per la distribuzione del liquidi di pulizia. Il tutto utilizzando materiali facilmente reperibili, facili da lavorare e -soprattutto- proponendo una realizzazione alla portata di chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il saldatore e l'autocostruzione.
    Non ho puntato all'estetica, ma alla funzionalità ed alla robustezza: se qualcuno volesse realizzare un contenitore più bello è liberissimo di farlo, tenendo presente solo alcune necessità che spiegherò in seguito.

    L'idea era un progetto che mi piacerebbe definire "open source" e modulare, ovvero modificabile a piacere a seconda delle necessità, integrando le parti necessarie anche in più fasi successive.




    Alcune anticipazioni

    Il costo totale per una macchina completa di aspiratore da 800W, piatto a rotazione elettrica e pompa di distribuzione liquido di pulizia con spazzola è di circa 100 euro. Vi allego una foto (pessima) della realizzazione, rimandandovi a più tardi (Domenica 5 ottobre) per i dettagli delle varie fasi.

    Un paio di foto come anticipazione: questa è la parte anteriore...



    ...e questa la posteriore.

    Ultima modifica di Marlenio; 16-10-2008 alle 16:24
    Marlenio
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  2. #2
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    I materiali e i costi

    Come dicevo nel punto precedente, era mia utilizzare componentistica facilmente reperibile, di costo accessibile e dotata di particolare robustezza. Per questo motivo per la scatola, le tubature ed i raccordi ho utilizzato componentistica elettrica della Gewiss. Si tratta di materiale in plastica destinato ad usi elettrici, facilmente lavorabile.

    Il motore di aspirazione è stato fornito da un aspirapolvere portatile della Black & Decker da 800W. Questa casa ne produce di particolarmente adatti, dato che il motore interno misura solo 12 cm di lunghezza per 10 di larghezza nel punto massimo. Dell'aspirapolvere ho anche utilizzato il tubo di raccordo che va dal motore alla scatola di recupero e filtraggio.

    Il piatto ed il motore sono stati recuperati da un vecchio giradischi Technics a cinghia comprato usato.

    La pompa di distribuzione del liquido è invece recuperata ad uno sfascio, e proviene dal serbatoio lavavetri di una macchina.

    Infine, rimane la componentistica di contorno, ovvero due interruttori, un pulsante, una scatoletta di plastica (per la vaschetta di recupero), una vaschetta VDE per l'alimentazione, un portafusibili e una ventola da 10 cm (per il raffreddamento ad estrazione), alcuni raccordi e tubi per impianti di giardinaggio.

    Veniamo ai costi:

    a) scatola Gewiss mod. GW44219 (31x24x20 LxPxA): 20 euro
    b) giradischi a cinghia Technics (usato): 30 euro
    c) aspirapolvere portatile Black & Decker: 30 euro
    d) pompa elettrica per liquido di pulizia: 5 euro
    e) materiale vario (tubi, interruttori, cavi, etc): 20 euro

    f) controllo velocità rotazione motore: Kit LX1281 di Nuova Elettronica (OPZIONALE) - 11 Euro
    g) controllo livello liquido vaschetta di pulizia: Kit LX 661 di Nuova Elettronica (OPZIONALE) - 3.20 Euro

    Il totale come vedete si aggira sui 100 euro, mentre la lavorazione ha richiesto 5 giorni (anche se in realtà ogni tanto ci rimetto le mani per ottimizzare qualcosa).
    Ultima modifica di Marlenio; 14-10-2008 alle 13:57
    Marlenio
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  3. #3
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    La realizzazione - I

    La costruzione ha richiesto un discreto studio relativo agli spazi necessari per collocare tutto il necessario. Due erano i punti basilari:

    a) parte elettrica separata dalla parte "liquidi" da una paratia in plastica sigillata con silicone. Dati i voltaggi in gioco, volevo evitare qualsiasi possibilità di corto causato da perdite di liquido di pulizia;

    b) alimentazioni separate per i tre componenti, e quindi l'aspiratore, il motore del piatto e la pompa distributrice del liquido. In questo modo il progetto è completamente modulare, e diventa molto semplice intervenire per eventuali upgrade e/o modifiche.

    La scelta del contenitore Gewiss si è rivelata felice: si tratta di scatole usate negli impiati elettrici per le derivazioni, sono stagne e la plastica è di spessore molto elevato, ma è facile da lavorare. In queste due foto dell'interno potete vedere la collocazione dei componenti nella base...



    ...e quella della parte superiore...




    Nella prima foto, partendo a sinistra, è possibile vedere il cablaggio che parte dalla VDE di alimentazione, la pompa aspirante, la paratia di separazione, la pompa di distribuzione del liquido di pulizia, la scatola di recupero e il contenitore (provvisorio!) per il liquido di pulizia. Dalla scatola di recupero parte un tubo che va verso il braccio di aspirazione, mentre dalla pompa di distribuzione parte un tubo che va verso il braccio con lo spruzzatore del liquido e le spazzole di pulizia.

    In quella sinistra vediamo invece la parte superiore, molto più "vuota". Partendo da sinistra, c'è lo stampato con l'alimentatore del motore del giradischi, il fissaggio del perno del piatto, nella parte superiore la ventola di raffreddamento e -infine- a sinistra il motore.



    La foratura del contenitore

    Come dicevo, la foratura del contenitore è stata relativamente semplice, dato che la plastica usata dalla Gewiss -essendo destinata al settore elettrico- si presta alla lavorazione. Sulla parte inferiore sono necessari:

    a) 2 buchi per gli interruttori (accensione motore e accensione piatto e ventola);
    b) 1 buco per il pulsante per attivare la pompa di distribuzione del liquido di pulizia;
    c) 1 buco per la vaschetta VDE di alimentazione;
    d) 1 per il fusibile di alimentazione;
    e) 1 per la gliglia di sfogo dell'aria calda dell'aspiratore;
    f) 2 per i tubi da 25 mm usati per la distribuzione e l'aspirazione del liquido di pulizia;
    g) altri piccoli fori per il fissaggio dei vari componenti (punta trapano da 3 mm).

    Ho per prima cosa eseguito una maschera dei fori da eseguire di nastro adesivo da carrozziere, quello in carta. L'ho poi applicato sul punto dove volevo eseguire il foro, e poi ho seguito il contorno del foro con un trapano con una punta da 2 mm. Fatta questa matrice, ho inciso con un cutter lungo la linea preforata, ottenendo il foro che ho poi rifinito con una lima. Lo stesso risultato si può ottenere con a caldo, usando un saldatore con una punta consumata (che poi andrà buttata).

    Sulla parte superiore sono stati invece necessari solo due buchi, uno per il perno del piatto e uno per il motore. La procedura è stata la stessa, solo che la rifinitura per il motore è stata fatta con un cutter, data l'irregolarita necessaria.

    Consiglio di non iniziare la foratura prima di avere provato la disposizione interna di tutti i componenti, compresi pulsanti ed interruttori. In questo modo non si avranno spiacevoli sorprese che potrebbero rendere necessario l'acquisto di una nuova scatola per una foratura male eseguita. Un disegno su carta inoltre aiuterà anche nel cablaggio, permettendo di evitare grovigli inestricabili di nodi da marinaio.

    Terminata la foratura, possiamo passare ad analizzare la struttura della pompa di aspirazione.



    La pompa di aspirazione

    Il "cuore" della macchina lavadischi: come dicevo, quello che vedete in foto è il motore di un aspirapolvede portatile della Black & Decker da 800 W. Di tutta la confezione ho tenuto solo il tubo di raccordo, il motore ed il condensatore antispike in classe X2 da 0.22 microF.
    Data la forma circolare del motore (causata dalla girante in alluminio), ho dovuto cercare un sistema di fissaggio affidabile e stabile, dato che in fase di accensione questo motore provoca un contraccolpo molto forte.
    Ho deciso di usare una "cravatta" in acciaio, quelle utilizzate per fissare i tubi alle pareti.



    La cravatta è fissata con due viti al motore e quindi al pavimento della scatola Gewiss. Usando bulloni e dadi di grande diametro, anche durante l'accensione del motore la scatola rimane ferma senza scosse.

    La turbina dell'aspiratore ha una copertura metallica sulla quale è applicato un foro sul quale si applica il tubo. Purtroppo questa copertura non era filettata, quindi ho dovuto adattare un raccordo per tubi da elettricista da 25 mm, che ho dovuto per forza di cose incollare.
    Per l'incollaggio, ho dovuto scegliere un collante estremamente tenace ma che contemporaneamente mantenesse un minimo di elasticità alle torsioni. Il mio ferramenta di fiducia, che ormai si è rassegnato alle mie richieste al limite del delirio e segue sempre con interessa i miei progetti, mi ha consigliato il MilleChiodi della Pattex, che effettivamente si è rivelato perfetto per questo montaggio: è un collante solubile con l'acqua, che una volta solidificato ha una presa straordinaria, resistendo anche al calore (se non eccessivo) e facilmente modellabile. Se guardate bene nella foto nella parte superiore, sulla calotta metallica della pompa si vede bene il collante, di colore bianco, che fissa il raccordo e il "gomito" a 90 gradi.

    In questa foto sono mostrati i raccordi dritti e quelli ispezionabili (apribili) a 90 gradi, entrambi da 25 mm.



    Come potete vedere, il raccordo dritto viene fornito di un dado in plastica con ghiera a vite: è proprio questa che ho fissato con il MilleChiodi all'interno dell'apertura per l'aspirazione della copertura metallica dopo averla sagomata (anche questo dado è in plastica facilmente lavorabile). All'interno del raccordo dritto ho poi inserito un pezzetto di tubo da 25 mm lungo 5 cm, usato per l'unione con il successivo raccordo a 90 gradi, sempre mostrato nella foto.

    -- Continua --
    Ultima modifica di Marlenio; 05-11-2008 alle 11:05
    Marlenio
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  4. #4
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    La realizzazione - II

    La foto seguente mostra i tubi di aspirazione. Quello montato normalmente è di colore grigio scuro (provenienza Black & Decker), ma si può ugualmente utilizzare l'altro, un normale raccordo elastico /diametro 25 mm) lungo 20 cm.



    La "vaschetta di recupero" che vede in foto contiene al suo interno una piccola spugna...



    ...il motivo della sua presenza è presto detto: se guardate bene la foto, noterete che una parte della spugna è bagnata proprio dalla parte da dove arriva il liquido aspirato. Ho preferito una soluzione di questo genere, che in questo modo evita di fare arrivare alla girante del motore troppo liquido. E' vero che la gran parte si vaporizza prima di arrivare a destinazione, ma data la relativa semplicità di questa aggiunta, ho preferito inserirla. E' ovvio che in realtà non recupero nulla del liquido usato, anche se volendo si potrebbe fare senza grandi problemi.
    Considerato il costo al litro di questi prodotti (ovviamente DIY), preferisco che quello usato venga eliminato, anche per via delle scorie contenute al suo interno dopo l'aspirazione.
    Ovviamente, la spugna è rimuovibile nel caso fosse necessario. E' stata fissata con un sistema mobile (delle normalissime fascette) per evitare che una parte venisse risucchiata dalla pompa.

    Nella foto potete chiaramente vedere anche la paratia in plexiglass che separa la parte elettrica da quella "bagnata": alto 5 cm, è ricavato dal coperchio del giradischi dal quale ho preso motore e piatto. E' stato fissato con il solito MilleChiodi e poi ulteriormente sigillato con silicone nautico.

    Dalla vaschetta di recupero, un piccolo raccordo di tubo da 25mm passa all'esterno dove viene portato al braccio snodabile per la pulizia. Anche in questo caso ho usato raccordi ispezionabili e tubo da 25 mm, insieme ai supporti con diametro variabile da 20 a 32 mm per il fissaggio dei tubi per impianti elettrici. In questa foto potete vedere il particolare dell'uscita e dei due tubi di aspirazione e distribuzione del liquido di pulizia.



    Come potete vedere, i fissaggi sono imbullonati alla scatola con viti, permettendo in questo modo una certa "mobilità" del braccio.



    La parte finale del braccio di aspirazione è molto semplice: come vedete nella foto, ho usato del tubo da 25mm con un tappo cromato (sigillato) alla fine. L'intaglio per l'aspirazione è largo circa 3 mm e lungo 10 cm, in pratica ricopre l'intera area di incisione di un 33 giri. Notate le due piccole strisce prima e dopo l'intaglio dell'aspirazione: si tratta di due piccoli rettangoli di velluto, che hanno il compito di tenere a 1 mm di distanza dai solchi il braccio durante l'aspirazione. Sono importanti dato che permettono di tenere il braccio ad una distanza minima dal disco, massimizzando così la forza di aspirazione, senza però termettergli di graffiare i solchi.
    Il tappo alla fine non ha solo funzione estetica: deve sigillare il tubo, in modo da evitare che ci siano risucchi di aria da parti che non siano la feritoia di aspirazione. Nel caso non ci sia una tenuta perfetta, è consigliabile usare del silicone per gigillare in maniera sicura.
    Ultima modifica di Marlenio; 06-10-2008 alle 11:40
    Marlenio
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  5. #5
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    La realizzazione - III

    Prima di continuare, vediamo i collegamenti elettrici

    I la parte elettrica è molto semplice: il motore dell'aspirapolvere viene alimentato direttamente a 220V in corrente alternata, mentre il motore del giradischi e quello della pompa di distribuzione del liquido di pulizia lavorano in corrente continua, il primo a 4V e la seconda a 12V.

    L'alimentazione 220V arriva da una vaschetta VDE, dalla quale partono due cavi, uno per fase. Al termine di ognuno di questi ho realizzato una connessione a stella con un molex, e in parallelo alle due fasi ho inserito un condensatore antispike in classe X2 da 0.22 microF (è importante che sia in classe X2).

    Dalle due connessioni a stella, due cavi vanno verso il motore dell'aspirapolvere. Su una delle due fasi è collegato un deviatore per l'accensione, il primo a partire da sinistra nelle foto del frontale della macchina.

    Altre due fasi sono invece dirette verso il trasformatore del motore, e anche in questo caso su una delle due è presente un interruttore per l'accensione (il secondo a partire da sinistra nella foto). Comandato da questo interruttore è il pulsante (normalmente aperto) tramite il quale è possibile attivare la pompa di distribuzione del liquido di pulizia. In questo modo, non è possibile attivarla se il piatto non è in movimento, evitando "allagamenti" inutili.
    L'accensione del motore pilota anche l'accensione della ventola a 12V: in questo caso forse sarebbe stato più corretto attivarla insieme all'accensione del motore di aspirazione (la fonte di calore), ma ho preferito avere un'accensione indipendente, così da poter far girare la ventola anche a pompa spenta.

    Dal punto di vista dei circuiti di alimentazione, ho usato la piastra di regolazione della velocità fornita con il giradischi per il motore del piatto, e un alimentatore a tensione variabile per la pompa di distribuzione: ho preferito un alimentatore variabile, in modo da poter eventualmente abbassare la tensione nel caso si desideri un getto con minore forza.

    I cablaggi -come potete vedere- sono concentrati tutti nella parte sinistra e superiore della macchina, e gli unici due cavi che arrivano nella parte destra (quella "liquida") sono quelli a 12V per l'alimentazione della pompa di distribuzione.

    I cavi che alimentano i componenti nella parte superiore della macchina (motore piatto e ventola) sono inseriti all'interno di una guaina in poliestere grigia stretta alle estremità da due pezzi di guaina termorestringente.



    Il circuito di distribuzione del liquido di pulizia

    Che ci crediate o no, questa è la parte dove ho perso più tempo: non per la difficoltà del circuito in sè, ma per evitare perdite di liquido nei vari punti di raccordo tra i componenti.

    Questi i componenti di questo circuito:

    a) recipiente del liquido;
    b) pompa elettrica;
    c) braccio per la distribuzione;
    d) tubature;
    e) raccordi.

    Il recipiente per il liquido è subordinato alle dimensioni del contenitore: più grande il secondo, più grande il primo. Nel mio caso ho optato per un piccolo contenitore di disinfettante (ovviamente completamente ripulito), nel quale ho inserito un tubo per irrigazione sigillato con silicone nautico. Considerate che questo silicone per asciugare completamente richiede 4 giorni, quindi non riempite di liquido il contenitore prima che il silicone sia completamente asciutto.

    La pompa di aspirazione ha un collegamento verso i raccordi adatto a tubature per uso automobilistico: per questo motivo ho utilizzato un pezzetto di questo tubo all'interno del quale ho inserito il tubetto proveniente dal recipiente. Anche in questo caso, pur non essendoci perdite, è consigliabile mettere un poco di silicone per sicurezza.



    In questo modo, l'ingresso del liquido nella pompa è terminato. Vediamo l'uscita. Dal punto di vista teorico, avrei potuto realizzare un collegamento unico dalla pompa di distribuzione fino al braccio, ma ho preferito utilizzare un raccordo (sempre per impianti di giardinaggio), in modo da poter smontare il braccio per eventuali modifiche.



    Considerate infatti che questa parte si presta a varie "interpretazioni" e io stesso a breve penso che inizierò la realizzazione di un braccio di tipo leggermente differente.

    Il tubo utilizzato che parte dalla pompa passa poi all'interno del raccordo esterno arrivando al braccio di distribuzione, dotato di due spazzole per la pulizia. Guardiamo la foto per capire la realizzazione:



    Tenete presente che questo braccio è in versione "alfa", quindi semplicemente una base per la realizzazione definitiva: in ogni caso, sono presenti due spazzole scorrevoli su guide in plastica che avranno il compito di distribuire il liquido fatto uscire dal piccolo tubo, sul quale vanno praticati una fila di forellini.
    Ultima modifica di Marlenio; 06-10-2008 alle 11:59
    Marlenio
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  6. #6
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    La realizzazione - IV

    Per le spazzole ho avuto un colpo di fortuna: ero andato dal mio ferramenta (quello che mi sopporta stoicamente ) e lo stavo aggiornando sullo stato di avanzamento della macchina, dicendogli che le spazzole che volevo dovevano essere lunghe e flessibili, morbide, economiche e facilmente reperibili. Alchè lui mi ha proposto queste:



    Le riconoscete? Sono le guide che si possono incollare alla parte inferiore delle porte per evitare gli spifferi. 1 metro costa la cifra stratosferica di 3.5 euro, e si trovano da qualsiasi ferramenta. Attenzione: ne esiste anche un tipo con le spazzole più dure, che danneggerebbero i solchi. Verificate bene quindi la flessibilità e la morbidezza prima di montarle.

    Il prototipo del braccio di pulizia è montato in questo modo:



    Dal tubo da 25 mm esce il tubicino che porta il liquido, e la pressione lo fa schizzare dai forellini Le due spazzole non sono perfettamente parallele, ma sono montate con una sorta di "campanatura" in modo da poter decidere quale delle due utilizzare, se quella davanti al tubo di distribuzione o quella dopo. Come vedete, nulla di complicatissimo o difficile nella realizzazione.

    Nel caso qualcuno non si fidasse delle spazzole che ho utilizzato non si preoccupi, anche io avevo qualche dubbio iniziale. Verificato poi che la loro morbidezza era superiore a quella delle spazzole usate nelle Knosti, ho provato su qualche disco cavia... verificati gli eccellenti risultati, non ho avuto il minimo timore a farle passare anche su alcune mie rarissime "prime stampe".



    Nota importante: Come dicevo all'inizio, questo progetto è nato come modulare, diviso in tre sezioni: la prima per l'aspiratore, la seconda per il motore del piatto e la terza relativa alla pompa per la distribuzione del liquido.

    Io ho voluto realizzare la versione più completa solo per verificare i costi effettivi di una macchine di questo tipo, ma se non siete "pigri" e non vi scoccia ruotare a il disco e distribuire il liquido manualmente, evitando di montare tutta la parte relativa alla rotazione del motore e alla pompa di distribuzione risparmierete veramente tantissimo tempo.



    La prova sul campo: Ma alla fine i dischi vengono puliti oppure queste macchine non ottengono nulla in più rispetto ai sistemi come ad esempio la celeberrima (a ragione) Knosti? Dipende sempre dallo stato del disco: devo riconoscere che in alcuni casi l'intervento dell'aspirazione si sente molto chiaramente. Usandola su dischi nuovi in perfetto stato le differenze con la Knosti si riducono, ma non sempre a favore della macchina aspirante. Per sicurezza l'ho prestata a dei miei amici (insieme a qualche litro di soluzione), che hanno confermato le mie impressioni.

    In generale, ho visto che questa è la procedura migliore per le varie fasi di pulizia:

    a) spruzzare il disco di liquindi di pulizia e distribuirlo con la spazzola;
    b) lasciare che il liquido agisca per un paio di minuti;
    c) posizionare il braccio di pulizia sul disco e accendere il motore, in modo che le spazzole possano ruotare a contatto con i solchi per circa un minuto;
    d) alzare il braccio di pulizia e aspirare il contenuto con il braccio di aspirazione. Al termine lasciare ruotare il disco ancora per un minuto in modo da asciugare completamente eventuali residui di umidità.

    Ho avuto modo di provarla su dischi che pensavo fossero irrecuperabili, e i risultati sono stati veramente eccellenti. Va poi considerata la comodità di effettuare tutto il ciclo di pulizia in pochi minuti, senza dovere poi aspettare l'asciugatura del disco: per chi ha una raccolta di vinili di parecchie centinaia di incisioni, questo aspetto non è da sottovalutare. Alla fine, sono estremamente contento dei risultati ottenuti, pari a quelli di macchine molto più costose.



    E ora, fatevi sotto!

    I possibili miglioramenti sono tantissimi: io sto lavorando ad un nuovo braccio di pulizia, ma si potrebbe realizzare una versione di entrambi i bracci per i 45 giri. Altri possibili varianti sono la vaschetta di recupero che permetta un "vero" recupero del liquido di pulizia (anche se non lo consiglio, visto come si sporca), e un serbatorio per il liquido esterno anzichè interno.
    Rimango ovviamente a disposizione degli altri forumer per tutte le informazioni che potranno richiedere sulla realizzazione di questa macchina.
    Buon divertimento...
    Ultima modifica di Marlenio; 08-10-2008 alle 23:40
    Marlenio
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  7. #7
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    La Voglio!!!!!!

    sei un genio!!!!

    Complimenti,bellissima realizzazione!!!

    Ciao
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  8. #8
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    Citazione Originariamente scritto da andrea_n
    La Voglio!!!!!!

    sei un genio!!!!
    Ti ringrazio. A breve continuo a postare la descrizione e i materiali, insieme alle foto dei dettagli.
    Marlenio
    Adoro fare lo shampoo ai miei dischi.

  9. #9
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    La costruisci per poi venderla a privati,oppure posti una guida passo/passo per la realizzazione??


    Ciao
    AA Maestro 70-AA Maestro 192/24-AM Audio RM 2

  10. #10
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    Citazione Originariamente scritto da andrea_n
    La costruisci per poi venderla a privati,oppure posti una guida passo/passo per la realizzazione??

    Ciao
    Come guida per la realizzazione. Come dicevo nel post iniziale, mi piacerebbe creare un progetto "open source" al quale tutti possano dare un contributo. Ovviamente il mio supporto ad eventuali chiarimenti e/o richieste sarà completo, nei limiti delle mie possibilità.
    Ultima modifica di Marlenio; 05-10-2008 alle 10:55
    Marlenio
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  11. #11
    Data registrazione
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    O.k,ma la lavadischi che hai postato nella foto l'hai realizzata tu?
    Grazie
    AA Maestro 70-AA Maestro 192/24-AM Audio RM 2

  12. #12
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    Citazione Originariamente scritto da andrea_n
    O.k,ma la lavadischi che hai postato nella foto l'hai realizzata tu?
    Grazie
    Ovvio. Altrimenti che DIY sarebbe?
    Marlenio
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  13. #13
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    ehm...in effetti...
    cmq se funzia anche bene....hai fatto una gran bella cosa....
    Ciao
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  14. #14
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    Citazione Originariamente scritto da andrea_n
    ehm...in effetti...
    cmq se funzia anche bene....hai fatto una gran bella cosa....
    Ciao
    Funzia funzia... Se utilizzi una miscela fatta in maniera corretta, il disco torna perfettamente pulito. Ovviamente i graffi non si eliminano, ma i vari pop, toc e crack causati dalla polvere nei solchi si riducono moltissimo.

    A tra poco per la descrizione della costruzioni con foto più dettagliate.
    Marlenio
    Adoro fare lo shampoo ai miei dischi.

  15. #15
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    per ora bari ma tra poco volo a milano
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    ed io che ti credevo un tipo plug&play!
    bella idea.
    seguirò con molto interesse questo tutorial, anche se non credo di costruirla per me....forse per qualche amico, ma io non ho altro spazio!
    mi consolerò lavando i dischi nel lavandino con la miscela classica ed asciugandoli col trapano!
    mia madre ha chiesto se è il nuovo bimby!!!!!!
    ciao e complimentoni ale!


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