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LAB: Huawei Mate Pro 10

di Emidio Frattaroli , Franco Baiocchi , pubblicato il 14 Febbraio 2018 nel canale MOBILE

“Con un design accattivante, prestazioni hardware eccezionali, durata della batteria più che discreta, comparto fotografico buono anche se al di sotto delle aspettative, il nuovo flagship di Huawei si presenta come uno degli smartphone più completi”

Kirin 970, Intelligenza Artificiale e camera

Un piccolo approfondimento a parte, lo merita il System-on-chip in dotazione al Mate 10 Pro, ovvero il Kirin 970, realizzato con processo litografico a 10 nm e dotato di processore octa-core con 4  ARM Cortex A73 a 2.36 GHz e 4  ARM Cortex A53 a 1.84 GHz, e GPU a ben 12 core. La caratteristica che lo rende particolarmente interessante è l'implementazione di una Neural Processing Unit (NPU), un’unita di calcolo neurale, a detta di Huawei la prima ad essere stata integrata in un SoC, che permette di semplificare e velocizzare le operazioni di calcolo, dedicata all'Intelligenza Artificiale.

L'Intelligenza artificiale sta trovando sempre più numerose applicazioni nei dispositivi attuali, come aiuto per migliorare la resa delle più svariate funzionalità. In particolare nello Huawei Mate 10 Pro l'intelligenza artificiale è utilizzata nella sezione fotografica in cui tende a migliorare la qualità delle foto attraverso algoritmi intelligenti della doppia fotocamera, tra cui il riconoscimento di immagini estetiche attraverso enormi quantità di dati di immagini ad alta qualità. Dopo innumerevoli interazioni uomo-computer, l'intelligenza artificiale riesce a capire cosa sia “il bello” per l'utente, apprendendo dai feedback positivi e negativi In un test di riconoscimento delle immagini condotto da Huawei, il Kirin 970 è stato in grado di elaborare 2.000 immagini in un solo minuto. 

  
Si può notare l'icona a sinistra che evidenzia il riconoscimento di differenti soggetti come animali, fiori, persone
 - click per ingrandire -

I nuovi algoritmi fotografici intelligenti  sono in grado di identificare in tempo reale i diversi tipi di oggetti e scenari, regolando automaticamente le impostazioni di scatto, come il colore, il contrasto, la luminosità, l'esposizione etc., trovando così le impostazioni più adatte a un dato oggetto in un dato ambiente. La fotocamera dunque prende una nuova connotazione, in quanto non rappresenta più lo strumento di cattura più di una semplice immagine, ma in realtà acquisisce dati perché l'obiettivo della fotocamera si è evoluto da una semplice "lente" a "sensore". Anche lo zoom digitale, la messa a fuoco e la ripresa di immagini in movimento sono regolati dall'intelligenza artificiale: ad esempio con il rilevamento intelligente del movimento, la fotocamera è in grado di identificare uno scenario di movimento in tempo reale e di mettere a fuoco e scattare istantaneamente misurando la velocità di movimento, regolando in modo adattativo la velocità di scatto.

Il comparto videofotografico è decisamente completo, con doppia camera posteriore, utilizzata più che altro per simulare l'effetto "bokeh" negli sfondi in secondo piano. Per essere più precisi, anche nel Mate 10 Pro la doppia camera NON viene usata per estrarre la mappa di profondità in modo da gestire la profondità di campo variando il rapporto di apertura. Purtroppo manca anche l'utilizzo dei due sensori per espandere la gamma dinamica e per ridurre il rumore. Qualche limitazione l'abbiamo trovata anche nella sezione camera: la frequenza di quadro è fissa a 30p (60p per il full HD "HFR"), leggero crop passando da foto a video 4K e full HD 60p (circa 3% di crop) che diventa però più pesante passando al full HD 30p e alle altre risoluzioni inferiori (circa 20% di crop, ovvero 1,25X).