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Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith

di Alessio Tambone , Edoardo Ercoli , pubblicato il 25 Maggio 2005 nel canale CINEMA

“In uscita mondiale contemporanea arriva l'ultimo episodio della saga di Guerre Stellari. AVMagazine si sdoppia e analizza proiezioni in pellicola e in digitale. Ecco il nostro giudizio tecnico e artistico su Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith”

Sceneggiatura, regia e montaggio

Tutto è compiuto. Verrebbe da usare frasi bibliche per descrivere la sceneggiatura di Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith. Ogni scena, riferimento, frase, parola o sguardo disseminato negli altri cinque episodi che non era stato compreso, ha trovato un degno adempimento in questo film.

"Sostanzialmente, avevo buttato giù tutti gli eventi che avevano portato i miei personaggi ad essere quello che sono in Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza" dice Lucas. “Anche se ho iniziato a scrivere i tre prequel solo vent'anni più tardi, la struttura della storia è rimasta sostanzialmente identica: è sempre stata l'epopea di un padre che viene redento dai suoi figli."

C'è una spiegazione sui midichlorian e sulla nascita di Anakin, solo sfiorata e criticata in Star Wars Episodio I - La minaccia fantasma. Anche se la storia è nota, ci sono i colpi di scena: vedere Anakin puntare con la spada laser il cancelliere è stato un colpo! E ci sono quei cinque minuti iniziali, nello stile vecchia trilogia, dove R2-D2 la fa da padrone.

C'è il conflitto interiore del protagonista, i suoi incubi e i primi salti temporali nella narrazione lineare di Star Wars. E c'è anche un accenno, dubbio, sul ritorno degli Jedi dopo la morte. Nella vecchia trilogia avevamo Obi-Wan, Yoda e Anakin (modificato!), in questo episodio si fa accenno a Qi-Gon Jinn.


La battaglia iniziale contro le forze separatiste

George Lucas si è occupato anche della regia, realizzando un ottimo lavoro. Basti pensare al bellissimo piano sequenza iniziale, che ci porta da una calma apparente al di sopra di un incrociatore all’inferno sottostante, nella battaglia che si combatte nell’atmosfera di Coruscant. Un bel modo di introdurre il film che associa la classicità dell'apertura di Star Wars (l'arrivo di una navicella spaziale) alle moderne possibilità della Computer Grafica.

A riempire il bel calderone regia ci pensano anche un paio di inquadrature in dettaglio degli occhi, degne dei grandi intramontabili western di Sergio Leone. Un'altra perla è la vestizione di Anakin, con la ripresa in soggettiva e il conseguente "primo respiro" di Darth Vader. Musica assente, silenzio assoluto. Tutti in sala con il fiato sospeso.

In alcune scene Lucas ha lasciato le videocamere digitali Sony ad alta definizione, realizzate appositamente per le esigenze della produzione, nelle mani di un suo caro amico, tale Steven Spielberg. Si vocifera che il grande regista abbia realizzato alcune sequenze dello scontro tra Yoda e Dart Sidious e parte dell'inseguimento tra Obi-Wan e Grevious.

Molti hanno identificato in quest'ultima scena, non a torto, una somiglianza con la fuga nella miniera di Indiana Jones e il tempio maledetto. Molto efficace, grazie anche al connubio con la colonna sonora, il montaggio della messa in atto dell'ordine 66, con l'assassinio dei cavalieri Jedi e la contemporanea nascita dell'Impero.

Da cestinare completamente, secondo il mio giudizio personale, le transizioni tra le varie scene. Ho sempre detestato l'uso delle transizioni a scorrimento, a cerchio e ad orologio di Star Wars. O meglio, ho detestato l'uso fatto di queste tecniche. Non ho nascosto nella recensione di Sky Captain and the world of tomorrow il senso di continuità del film dovuto proprio ad un montaggio di questo tipo. D'altra parte, per quanto possa sembrare una commedia o un prodotto esclusivamente d'avventura, la saga di Star Wars ha un forte contenuto drammatico e austero, che sistematicamente viene deriso quando la scena si conclude con un cerchio intorno al volto del personaggio. Francamente evitabile.

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