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Dolby TrueHD con upsampling a 96kHz

di Gian Luca Di Felice, pubblicata il 21 Maggio 2012, alle 12:05 nel canale Blu-ray e Software

“Dolby ha reso disponibile per gli studi di authoring Blu-ray una nuova funzionalità integrata nel suo software di encoding Dolby Media Encoder v2 che consente di effettuare un upsampling a 96kHz delle tracce PCM 48kHz prima di effettuare la codifica lossless in Dolby TrueHD”

Il Dolby TrueHD (così come il DTS HD Master Audio) è una codifica di compressione senza perdita che restituisce all'ascolto la stessa qualità originale di una traccia PCM multicanale. La maggior parte delle produzioni cinematografiche sono però realizzate in PCM 48kHz / 24 bit e gli ingegneri Dolby hanno così deciso di integrare nella loro suite di encoding Dolby Media Encoder v2 una funzionalità di upsampling delle tracce PCM a 96kHz. L'obiettivo è quello di assicurare un ascolto multicanale ancora più piacevole, mantenendo inalterati la ricchezza di informazioni e il dettaglio della traccia originale PCM.

Una volta effettuato l'upsampling della traccia a 96kHz, l'encoder procederà a codificare la traccia in Dolby TrueHD 96kHz / 24 bit. Gli studi di authoring Deluxe Digital hanno già acquistato la nuova versione del software di encoding Dolby e in un confronto alla cieca, gli utenti hanno preferito la resa della traccia codificata in "Advanced 96K Upsampling", rispetto all'originale Dolby TrueHD 48kHz. Anche la Technicolor ha già iniziato ad utilizzare il nuovo econder e sul mercato sono già disponibili 3 titoli Blu-ray dotati di tracce codificate in "Dolby TrueHD Advanced 96K Upsampling": l'edizione cinese di "The Flowers of War" con Christian Bale e i concerti "Joe Satriani Satchurated: Live in Montreal" e "San Francisco Symphony at 100".

Di seguito un filmato di presentazione:



Commenti (9)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: lapro97 pubblicato il 21 Maggio 2012, 13:06
What can I say? A new era in audio.
Commento # 2 di: stazzatleta pubblicato il 21 Maggio 2012, 13:31
mmmmmhh, qualche dubbio l'ho. cito parzialmente:

L'obiettivo è quello di assicurare un ascolto multicanale ancora più piacevole, mantenendo inalterati la ricchezza di informazioni e il dettaglio della traccia originale PCM.


in pratica si sovracampionerebbe una traccia PCM a 48KHz senza di fatto aggiungere informazioni. bisognerebbe all'atto pratico capire se possa esserci un giovamento, perché all'atto teorico non ne vedo
Commento # 3 di: nenny1978 pubblicato il 21 Maggio 2012, 13:40
Per me il discorso è sempre quello: la differenza la fa il missaggio.
Spero che questa non sia una scusa per far apparire solo sulla confezione un audio migliore, perché le traccia campionate a 96KHz reali se non contraddistinte verrebbero confuse con quelle generate con l'upsampling...
Insomma, un'operazione di marketing?
Commento # 4 di: lapro97 pubblicato il 21 Maggio 2012, 18:41
Marketing, infatti.
Con tanto di logo e filmato con importante orchestra sinfonica.
I Blu-ray Disc? Costeranno $5 in più?
Commento # 5 di: gattapuffina pubblicato il 21 Maggio 2012, 19:19
Mi pare davvero un'operazione commerciale fatta per mettere un logo in più sulla confezione: ora come si farà a sapere se l'audio è nativo 96 khz oppure ricampionato ??

Tra l'altro, se proprio uno vuole usare l'upsampling, molti amplificatori oppure DAC lo permettono e in quel caso si può anche scegliere se attivarlo o meno, ma se è bruciato nel disco, non si può neanche disattivare, a meno che non mettano entrambe le tracce (nativa e ricampionata) ma pare un vero e proprio spreco di spazio.
Commento # 6 di: nenny1978 pubblicato il 21 Maggio 2012, 19:28
Non credo che si peggiori il 48KHz... Al limite non si migliora, ma siccome da quello che ho capito è gratis e non esige royalties, il problema sarà solo che forse non avranno più lo stimolo a fare il sampling a 96KHz reali, visto che sulla confezione non sarà più un distintivo di qualità.
A meno che non facciano due differenti loghi in modo da distinguere il sampling vero dall'upsamplign...
Commento # 7 di: grunf pubblicato il 22 Maggio 2012, 09:25
Francamente mi sembra un'operazione poco true e molto commerciale e in forte contraddizione con il concetto di verà qualità che produrrà solo confusione tra registrazioni native a 96 Khz reali che , peraltro, fino ad ora non sono mai state evidenziate da nessun logo da quelle con upsampling che avranno il finto onore di un logo di alta qualità. Aggiungo infine che al di la del miglioramento all’ascolto - tanto decantanto nell'annucio - la nuova traccia occuperebbe molto più spazio per la codifica rispetto alla tradizionale e nativa 48Khz …. Non penso che la scelta migliore sia stato quello di inserire l'upsampling a monte, nel processo di codifica; sarebbe stato più intelligente aggiungere tale opzione a valle, dopo decodifica della traccia DDTHD 48Khz .
Commento # 8 di: kallagan79 pubblicato il 22 Maggio 2012, 12:18
Ancora non capisco nelle proiezioni digitali dei cinema si continua ad usare l'audio soltanto in PCM,senza queste decodifiche audio come dolby trueHD e dts hd master audio,che migliorerebbero sensibilmente la qualità audio in sala.....mah.
Commento # 9 di: gattapuffina pubblicato il 22 Maggio 2012, 12:54
Originariamente inviato da: kallagan79;3531945
Ancora non capisco nelle proiezioni digitali dei cinema si continua ad usare l'audio soltanto in PCM,senza queste decodifiche audio come dolby trueHD e dts hd master audio,che migliorerebbero sensibilmente la qualità audio in sala.....mah


Il perché di questo è abbastanza ovvio: le codifiche lossless servono per ottenere la stessa (NON migliore!) qualità del PCM, risparmiando spazio e bitrate sul disco BD, che è limitato in dimensioni e bitrate massimo supportato dallo standard, e dal fatto che sul disco ci possono essere molte lingue, extra, etc..

In sala con il sistema digitale, tenuto conto delle dimensioni che ha il video, raddoppiare in dimensioni la sola traccia audio non è un grosso problema, per cui si fa prima ad usare il PCM.

Anche se, comunque, prima del cinema digitale, si usava il Dolby Digital encodato otticamente sul lato della pellicola, oppure il DTS, che veniva riprodotto da una specie di PC con lettore CD, con la traccia di sincronismo sulla pellicola.