Shoot-out - TV a confronto: Samsung M80H contro TCL P8L
Un confronto spietato con analisi senza peli sulla lingua tra due TV con tecnologia LCD e retro-illuminazione MiniLED (vera o presunta): due modelli con diagonale da 55" e con prezzo compreso tra 500 e 600 euro, iva inclusa, e con differenze enormi, da quasi tutti i punti di vista
Introduzione
Ce lo avete chiesto in tutte le salse, nel nostro forum e nei commenti nei vari social, anche nei nostri video ed eccoci finalmente qui. Partiamo subito con un avvertimento: questo è solo il primo di una serie di shoot-out, ovvero di confronti tra prodotti, dal prezzo molto più basso rispetto a quello a cui vi abbiamo abituati in questi anni e lo faremo in ogni campo, anche in videoproiezione e nell'audio, stereo e multicanale, anche tra le soundbar.
Il confronto di oggi è tra il Samsung M80H e il TCL P8L (alias T8D): due TV MiniLED di fascia media, con pannello LCD VA da 55" (il TCL è anche Quantum Dot) e con prezzo reale di mercato che parte da circa 500 Euro IVA inclusa. Si tratta di TV di fascia media che le rispettive aziende declinano anche in altri tagli, fino ad 85" per Samsung e fino a 98" per TCL. Le differenze tra i due TV sono davvero enormi e da quasi tutti i punti di vista. In questo confronto abbiamo analizzato i due TV in condizioni di default, ho scelto e analizzato la migliore modalità predefinita e mi sono anche impegnato in una calibrazione approfondita, sia con segnali SDR che HDR.
In altre parole, questa è una comparativa come tutte le altre ma c'è in effetti una differenza sostanziale, ovvero il prezzo dei prodotti. Normalmente sono le aziende a mandarci i prodotti in prova e ovviamente scelgono quelli di fascia più alta che ormai hanno davvero prestazioni al top, o quasi. Invece, quello che succede nella fascia media e in quella entry level è molto interessante, le differenze sono decisamente più evidenti e questa ne è la conferma. Anche per noi diventa tutto più semplice.
SOMMARIO
- Introduzione
- Costruzione e caratteristiche
- Misure con segnali SDR
- Misure con segnali HDR10
- Visione e conclusioni
Costruzione e caratteristiche
La costruzione dei due TV è simile e parte da un telaio portante con finiture e materiali economici ma con cornici sottili per entrambi i modelli. Entrambi i TV sono dotati di piedini. Quelli del Samsung sono di plastica, un po' piccini ma robusti e vanno semplicemente inseriti nei rispettivi alloggiamenti. I piedini del TCL sono in metallo e vanno agganciati con due viti ciascuno. L'altezza dei due TV è molto simile e permette l'installazione di soundbar dall'altezza massima di 6 cm.
Il TCL sembra più robusto e non soltanto per il peso leggermente superiore del 10%. L'attacco VESA è di 200x200mm per il Samsung e 300x300 per il TCL. i piedini più grandi del TCL offrono anche una superiore stabilità ma un ingombro in profondità che è maggiore. Il Samsung non è dotato di uscita audio mentre il TCL ha una uscita ottica TOSLink. Il sistema audio è quasi identico: due altoparlanti ellittici down-firing e potenza complessiva di 20 watt.
Ci sono differenze anche per la connettività. Il TCL ha quattro ingressi HDMI (soltanto due accettano il 4K 144Hz) mentre il Samsung ne ha solo tre (tutte e tre accettano il 4K 144Hz). Nel Samsung due porte HDMI sono perpendicolari al telaio, un particolare che potrebbe compromettere certamente l'installazione a muro, a meno che non troviate cavi HDMI con testa a 90 gradi e con cui perderete comunque un pochino di spazio in profondità.
Il TCL è compatibile con tutti i tipi di segnali video HDR, quindi anche con HLG, HDR10+ e Dolby Vision. Il Samsung è compatibile soltanto con HLG e HDR10+. Il sistema operativo del TV Samsung è una versione Tizen che sembra semplificata, almeno per la gestione del menu immagine. Il TCL è dotato di Google TV. In entrambi i casi abbiamo una CPU con potenza più che sufficiente, con discreta velocità di navigazione tra i menu, anche in quella delle all più pesanti.
Caratteristiche dichiarate
| Caratteristica | Samsung 55M80H | TCL 55P8L |
| Diagonale | 55" | 55" |
| Risoluzione | Ultra HD 4K | Ultra HD 4K |
| Tecnologia pannello | LED | QLED (Quantum Dot) |
| Luminanza dichiarata | n.d. | 450 nit |
| Ingressi HDMI | 3 × HDMI 2.1 | 4 × HDMI 2.1 |
| Sistema audio | 2.0 canali, 20 W | 2.0 canali, 20 W |
| Bluetooth / Wi-Fi | Bluetooth 5.3 / Wi-Fi 5 | Bluetooth 5.4 / Wi-Fi 5 |
| HDR | HLG, HDR10+ | HLG, HDR10+, Dolby Vision |
| Local Dimming | No | 56 zone |
| Dimensioni (L × A × P) | 1.224,6 × 760 × 199 mm | 1.224 × 770 × 292 mm |
| Attacco VESA | 200 × 200 mm | 300 × 300 mm |
| Peso | 10,3 kg | 11,3 kg |
Misure con segnali SDR
Iniziamo con le prestazioni base, quelle del TV appena installato, con modalità ECO per Samsung e Standard per TCL.
Con segnali SDR, quindi a gamma dinamica standard, entrambi hanno una qualità video insufficiente e tinte un po' freddine ma con il TCL che si fa preferire per dinamica e tridimensionalità.
Scelgo quindi per entrambi la modalità predefinita Filmmaker, senza alcun tipo di ulteriore modifica. La qualità del TCL migliora sensibilmente anche se il gamma tende un po' a comprimere le alte luci.
La qualità del Samsung rimane invece insufficiente, con errori abbastanza pesanti su gamma, bilanciamento del bianco e fedeltà dei colori.
Con la calibrazione il Samsung mostra dei limiti piuttosto frustranti, ad iniziare da una retro-illuminazione dinamica che non è possibile disattivare e un menù piuttosto invadente che costringe sempre a entrare e uscire per disattivare una grafica che finisce per alterare i risultati. C'è comunque la calibrazione del bilanciamento del bianco fino a 20 punti. Il risultato complessivo che varia a seconda della luminosità complessiva dell'immagine.
La situazione si fa ancora più difficile con il CMS, il color management system per la calibrazione dei colori che in realtà sono nella forma di componenti RGB, creando sicuramente qualche difficoltà a chi è abituato solo alla modulazione dei tre classici parametri di tinta, saturazione e livello. Il funzionamento del CMS del TV Samsung ha alcuni parametri dalla modifica contro-intuitiva e comunque impossibili da modulare correttamente per i livelli di saturazione più elevata.
Situazione completamente differente per il TCL che presenta lo stesso menù dei TV di fascia più elevata. Anche qui c'è il bilanciamento a 2 e 20 punti, la retro-illuminazione dinamica può essere disattivata e comunque modulata su vari livelli.
Il CMS in questo caso funziona molto bene e permette di raggiungere risultati sensazionali, con Delta E da riferimento assoluto, almeno con segnali SDR.
Misure con segnali HDR10
Iniziamo dal picco di luminanza in funzione dell'area in default. Il Samsung sale fino a superare di misura i 300 NIT mentre dopo la calibrazione si scende a 270 NIT in HDR e a 180 NIT in SDR. Il TCL va ben oltre i 700 NIT e dopo la calibrazione si ferma a 650. Attenzione al picco di luminanza in finestra al 10% dell'area, limitato a 380 NIT con il local dimming al massimo. Togliendolo si sale ovviamente al massimo a prescindere dall'area.
Consiglio di lasciare il local dimming in "basso" dove c'è il maggior equilibrio tra picco di luminanza e rapporto di contrasto percepito. Ottima la copertura del gamut per entrambi i TV, con il Samsung leggermente davanti grazie ad un buon mix di fosfori rossi e verdi e di filtri colore ad elevata pendenza.
Con segnali video HDR 10 le differenze tra i due TV si fanno ancora più drammatiche e le prestazioni divergono in maniera ancora più evidente. Nel Samsung permangono vari limiti nella qualità video, anche selezionando la modalità Filmmaker. Le misure, condotte con il Software Calman Ultimate 2026 lasciano un quadro abbastanza critico che non permette neanche di raggiungere la sufficienza.
Il TCL si comporta decisamente meglio nella modalità predefinita Filmmaker non solo per il bilanciamento del bianco ma in parte anche per l'equilibrio cromatico.
Nel Samsung le operazioni di calibrazione sono ostacolate dagli stessi limiti evidenziati nella riproduzione di segnali SDR. Qui si aggiunge però l'estrema difficoltà dell'utilizzo del CMS per la calibrazione dei colori.
Alla fine ho optato per la selezione dello spazio colore nativo, poiché quello "personalizzato" che permette la calibrazione ha un gamut di partenza troppo limitato sui punti a più bassa saturazione. Nessuna sorpresa per il TCL che non ha bisogno di un intervento all'interno del CMS e beneficia direttamente

TCL a sinistra e Samsung a destra
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Il limite maggiore di questo TV è un livello di luminanza insufficiente per la riproduzione dei contenuti HDR che rimane ben al di sotto dei 300 NIT. Il Tone Mapping non aiuta: lasciarlo in modalità statica permette di avere basse luci abbastanza corrette ma quelle alte vengono schiacciate enormemente. Il Tone Mapping Dinamico invece ha poche frecce al suo arco e appare piuttosto datato.

TCL a sinistra e Samsung a destra
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In buona sostanza il TCL stravince anche con segnali HDR10 e convince più del Samsung pure in default, nella modalità Standard. Per raggiungere la sufficienza bisogna selezionare la modalità Filmmaker mentre con la calibrazione le prestazioni sono discrete anche se non bisogna esagerare con l'aggressività del local dimming che, al contrario di quanto si possa immaginare, limita fin troppo la dinamica complessiva. In altre parole lasciatelo in modalità bassa.
Visione e conclusioni

TCL a sinistra e Samsung a destra
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La visione di contenuti SDR non lascia davvero scampo al Samsung che perde in ogni situazione ma che nelle scene più scure mostra i suoi limiti più elevati. Il dimming dell'unità di retro-illuminazione cerca di fare il possibile ma rispetto alla gestione del local dimming di TCL non c'è proprio nulla da fare. Attenzione però al TCL: nelle modalità predefinite, il local dimming è troppo aggressivo e alla fine la luminanza è troppo bassa e molto vicina a quella del Samsung. Per tirare fuori il massimo dal TCL basta mettere il local dimming nella modalità più "bassa" e lasciare invece il picco di luminanza alla sua massima potenza.

TCL a sinistra e Samsung a destra
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In realtà alla fine, almeno per il TCL ho provato anche a spegnere completamente il local dimming per fare affidamento solo al rapporto di contrasto nativo del TV, impostando comunque il picco di luminanza a 120NIT, perfetti per la visione in ambiente oscurato. Anche in queste condizioni, il TCL offre una qualità video molto elevata e lascia il Samusng decisamente indietro, non solo per dinamica generale ma soprattutto per fedeltà cromatica.

TCL a sinistra e Samsung a destra
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Con segnali HDR10 la differenza tra i due TV si fa ancora più eclatante con il TCL che sfodera una dinamica che nella sostanza lascia il Samsung a distanza siderale.La riproduzione di contenuti HDR del Samsung è così deficitaria che sarebbe meglio impostare la sorgente in SDR per far effettuare il tone mapping a quest'ultima, cosa ovviamente impossibile per le applicazioni di streaming. Il Tone Mapping del TCL è molto più sofisticato e permette di selezionare tre diverse modalità di funzionamento, preferendo di più la compressione dinamica per la visione in ambienti illuminati, per tirar fuori il massimo dalla dinamica e rinunciando un po' al livello di luminanza medio oppure adottando un modello più equilibrato che è quello che consiglio di adottare.

TCL a sinistra e Samsung a destra
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Il TCL in HDR in default è comunque ben lontano dalla perfezione anche se già nella modalità predefinita Filmmaker supera di gran lunga la sufficienza. Con la calibrazione del bilanciamento del bianco, anche soltanto con quella su due punti, è possibile togliere quella dominante troppo calda che non convince pienamente. Il risultato è già ottimo e può essere ulteriormente affinato con la calibrazione su 20 punti e senza toccare troppo il CMS. La potenza luminosa a disposizione è già una gran cosa ma è il tone mapping a fare la differenza. Attenzione però al local dimming. Le 56 zone sono poche e se si lascia la modalità più aggressiva (ovvero quella "Alta") che in default è selezionata per segnali HDR, la dinamica ne soffre parecchio, probabilmente per evitare gli aloni delle zone più luminose. Basta selezionare la modalità "bassa" per avere un ottimo compromesso tra il livello del nero generale (che si alza un pochino, non c'è dubbio) e il picco di luminanza, anche delle zone più piccole.

TCL a sinistra e Samsung a destra
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La differenze in qualità nella riproduzione video sono drammatiche, soprattutto in HDR con il TCL che offre un rapporto qualità prezzo eccellente, meglio se dopo una calibrazione accurata e di cui vi daremo tutte le indicazioni nell'articolo dedicato. Per il Samsung c'è ben poco da fare. Le modalità predefinite non convincono e la calibrazione viene resa particolarmente difficile e per molti aspetti quasi impossibile. Le limitazioni continuano anche nella dotazione: mancano il Dolby Vision, una uscita audio che non sia quella eARC, il picco di luminanza è davvero troppo modesto e non c'è local dimming. Sull'audio invece c'è un sostanziale pareggio, con la sufficienza che viene raggiunta solo per quanto riguarda la percezione dei dialoghi ma con timbrica, massima pressione sonora e distorsione quasi da TV entry-level.
A presto per gli approfondimenti e tutti i consigli di calibrazione, su entrambi i TV
Per maggiori informazioni: tcl.com/it/it/tvs/p8l - samsung.com/it/m80h



















