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Introduzione e sommario
Quella che segue è la nostra analisi delle nuove sale EPIC del circuito The Space Cinema a Rozzano e Silea, le prime due sale cinema in Italia - e tra le prime in Europa - con proiettori Laser 4K prodotti da Barco con tecnologia Light Steering, in grado di riprodurre contenuti HDR. Prima di iniziare servono alcune importanti premesse. Qui su avmagazine seguiamo da sempre, con rigorosa attenzione, il settore cinematografico, soprattutto dal punto di vista tecnico e negli anni vi abbiamo proposto approfondimenti e anche un mix di recensioni di film in relazione alle sale dove li abbiamo visionati. Solo come esempio cito gli articoli dei film Interstellar e 1917, quest'ultimo visto anche nella sala Dolby Cinema a Las Vegas.
In questi anni abbiamo sempre cercato il massimo della qualità possibile in una sala cinematografica, non soltanto in Italia ma in giro per il mondo, soprattutto in Europa, negli Stati Uniti e persino in Medio Oriente. Parlo al plurale perché fortunatamente non sono il solo a cercare di godermi un buon film nella massima qualità possibile. Condivido infatti questa passione con Edoardo Ercoli e con Alessandro Minelli. Con quest'ultimo ho condiviso più recentemente la produzione di due articoli che hanno collezionato un incredibile numero di letture: mi riferisco alla comparativa tra DCI e Dolby Cinema di The Batman, oppure tra IMAX e Dolby Cinema di Oppenheimer.
Stavolta la storia è diversa. L'articolo è una vera e propria analisi delle due prime sale HDR italiane a Rozzano e Silea. Un articolo che sarebbe dovuto uscire lo scorso anno, subito dopo la visione di Tron: Ares nella prima sala a Rozzano. Abbiamo invece atteso che nella sala funzionassero entrambi i prioettori e tra i mille impegni che si sono susseguiti nei mesi successivi, alla fine abbiamo atteso anche di poter analizzare la sala di Silea, con il mio giudizio e quello di Alessandro e Nicola in un video registrato a caldo che è in fondo a questo stesso articolo. SOMMARIO
La proiezione digitale al cinema
Nella quasi totalità delle sale cinema nel mondo, la maggior parte delle quali dotate di proiettore con tecnologia DLP, la luminanza diffusa dallo schermo dovrebbe essere di 14 foot-lambert (48 candele su metro quadrato) mentre il rapporto di contrasto dovrebbe essere di circa 1.000:1. La realtà è molto diversa e molto variegata. Ci sono infatti sale con una luminanza che non arriva neanche alla metà rispetto al riferimento, mentre l'inquinamento luminoso di luci e lucine varie (per sottolineare vie di fuga, gradini, corsie e uscite di sicurezza), fanno scendere il rapporto di contrasto percepito a livelli molto più bassi di un mefitico TV LCD IPS senza local dimming di una decina di anni fa.
Ci sono ovviamente delle eccezioni come nelle sale del cinema Arcadia di Stezzano, con proiettori Christie Digital laser RGB, ottiche ad alto contrasto e un ottimo contenimento dell'inquinamento luminoso in sala, per un rapporto di contrasto percepito che arriva a superare di un ordine di grandezza quello di una sala media. Il vero cambio di passo ci fu prima di tutto con i proiettori S-XRD di Sony, afflitti da problemi di durata e usciti dal mercato definitivamente nel 2020 (ne ho parlato in questo articolo). Poi arrivò il Dolby Cinema che portò contenuti HDR in poche e selezionate sale in tutto il mondo, purtroppo non in Italia.
Dolby Cinema
La riproduzione dei contenuti HDR arriva nel settore home video nel 2016, con i primi lettori UHD Blu-ray 4K, i primi film in HDR e i primi TV. Pochi ricordano però che la riproduzione in HDR è arrivata prima di tutto al cinema, grazie a Dolby e Christie Digital all'interno della prima sala Dolby Cinema nel dicembre del 2014 ad Eindhoven e nel maggio del 2015 con il film Tomorrowland, il primo a sfruttare la gamma dinamica elevata del nuovo sistema. Il sistema Dolby Cinema prevede un videoproiettore DLP prodotto da Christie Digital, in cui ogni componente cromatica RGB è modulata da due DMD in cascata, per 6 DMD complessivi.
Questo sistema consente di moltiplicare il rapporto di contrasto nativo che da quello "classico" di circa 2.000:1 con il sistema Dolby arriva fino al dato dichiarato di 1.000:000:1, un valore che non è poi così lontano dalla realtà. Il sistema con due DMD in cascata è conosciuto anche con il nome di doppia modulazione ed è lo stesso utilizzato nei display per color-correction con due pannelli LCD in serie. Potete leggere un test di un monitor LCD in doppia modulazione, l'EIZO CG3145, in questo articolo.
Il rovescio della medaglia della doppia modulazione è la scarsa efficienza luminosa: il rapporto di contrasto è elevatissimo ma la luce che viene sprecata dal sistema è davvero tanta. Nonostante la grande potenza delle sorgenti luminose laser, un proiettore Dolby Cinema arriva ad un massimo di circa 30.000 lumen, forse qualcosa di più. Inoltre, per non esaltare lo speckling (quella specie di sbrilluccichio caratteristico delle sorgenti luminose laser RGB), nelle sale Dolby Cinema si usano schermi bianchi che vengono fatti vibrare ad alta frequenza da alcuni attuatori meccanici.
Per riempire uno schermo da 20 metri di base di una sala Dolby Cinema sono necessari due proiettori in stacking, quindi in perfetta convergenza. Aggiungo un ultimo particolare: per la riproduzione dei contenuti stereoscopici viene utilizzato il sistema Infitec che prevede che i due proiettori abbiano sorgenti luminose laser con primari RGB leggermente diversi. Il proiettore per l'occhio sinistro avrà primari R1, G1 e B1 mentre il proiettore per l'occhio destro avrà primari R2, G2 e B2. Servirà quindi un occhiale piuttosto costoso (non "usa-e-getta") con filtri dicroici che consegnerà agli occhi solo le immagini con i primari "giusti".
Negli ultimi 10 anni ho visitato dieci sale Dolby Cinema in giro per il mondo, soprattutto in Olanda a Hilversum, Amsterdam ed Eindhoven, anche in Spagna a Barcellona (è stata smantellata), negli Stati Uniti a Las Vegase a Miami, in Austria a Vienna e anche in paio di sale a Londra. La migliore in assoluto è quella nella sede Dolby di Londra a Soho, probabilmente l'unica con un solo proiettore e uno schermo sicuramente piccolo, ma con una qualità audio e video che non ha eguali nella mia esperienza sull'intero globo terracqueo. Non escludo che nel prossimo futuro si possa organizzare una "zingarata" in quella sala meravigliosa, con un selezionato numero di forumer... Che ne dite?
HDR By Barco
Dopo una breve parentesi rappresentata dal sistema HDR dei francesi di Eclair Color, legato ai proiettori D-ILA Sony ormai fuori dal mercato da alcuni anni, l'unico sistema Cinema HDR alternativo al Dolby Cinema è quello di Barco che utilizza proiettori DLP con la tecnologia Light Steering (ne abbiamo parlato in questo articolo), un sistema che permetterebbe di concentrare sul DMD la luce generata dalla sorgente laser RGB. Un sistema sulla carta geniale e più efficiente rispetto a quello di Dolby e Christie lanciato ufficialmente al CinemaCon del 2024 (ne abbiamo parlato in questo articolo).
Il sistema di Barco utilizzato nelle due sale EPIC italiane prevede uno schermo da circa 20 metri di base con superficie alluminata e con gain elevato (probabilmente di circa 2.5). Sono nostre supposizioni perché al momento non abbiamo dati ufficiali, neanche sulle dimensioni dello schermo. La superficie alluminata è necessaria per mantenere la polarizzazione delle immagini proiettate con il sistema 3D passivo che è stato scelto e che permette l'utilizzo di occhialini polarizzati, più economici e anche usa-e-getta. Il picco di luminanza del sistema di Barco dovrebbe arrivare a 300 NIT ma non ci sono informazioni sul massimo livello di luminanza effettivamente raggiunto nelle due sale.
Il mio primo contatto con un proiettore Barco HDR con tecnologia Light Steering l'ho avuto al CinemaCon del 2024, in compagnia di alcuni selezionati esercenti italiani. Ero in prima fila, centralissimo. La dimostrazione è stata davvero molto convincente. La sala, purtroppo con qualche piccolo residuo di luminanza e con soffitto bianco un po' troppo basso, aveva comunque un livello del "nero" di base abbastanza contenuto per apprezzare la qualità del sistema e il notevole rapporto di contrasto nativo.
Durante la dimostrazione sono state mostrate delle immagini test mentre il sistema di Light Steering veniva acceso e spento. Durante quell'evento la mia percezione era di trovarmi davanti ad un proiettore dal rapporto di contrasto simile a quello di un JVC NZ9 (circa 35.000:1), quindi quasi 20 volte rispetto ad un proiettore DCI tradizionale. Più recentemente, ho visionato i proiettori utilizzati nelle sale EPIC di Rozzano e Silea. Vi anticipo che la sala di Silea ha un livello del nero di base decisamente più contenuto (meno luci accese) rispetto a quello della sala di Rozzano. In quel caso ho potuto apprezzare un rapporto di contrasto nativo sensibilmente più elevato rispetto a quello visto a Las Vegas nel CinemaCon di due anni fa. Secondo la mia ipotesi il rapporto di contrasto reale è probabilmente di circa 50.000:1.
EPIC HDR a Rozzano con Tron: Ares
Il primo contatto con il sistema HDR by Barco di una sala EPIC del circuito The Space Cinema, è avvenuto lo scorso 9 ottobre 2025 a Rozzano, quando ero a Milano in occasione del Gran Galà dell'Alta Fedeltà con la visione del film Tron: Ares, assieme ad un nutrito numero di amici e appassionati. In quella occasione non fui molto fortunato. Ero in quinta fila in posizione centrale, funzionava un solo proiettore e la luminanza secondo me era ben lontana dai 300 NIT di picco che mi aspettavo.
Lo schermo, probabilmente da circa 22 metri di base, è leggermente curvo per contenere l'effetto spot di chi è seduto in posizione centrale. La sala è piuttosto grande rispetto ai 268 posti complessivi, con gradinata mediamente ripida, poltrone grandi e comode divise in tre gruppi, con quelle più economiche basculanti e quelle più costose motorizzate e che si trasformano quasi in un letto.
Purtroppo il livello di inquinamento luminoso durante la proiezione secondo me era fin troppo elevato, non soltanto per i LED arancioni dei gradoni, per le indicazioni delle file e per i faretti nello spazio tra le poltrone ma anche per i due lampioni, davvero eccessivi, posti nelle nicchie delle due uscite di emergenza che sono in basso, ai lati dello schermo. L'inquinamento luminoso ai due angoli inferiori dello schermo era davvero imbarazzante. Per l'analisi mi sono seduto in due file, la n. 5 e la n. 7 sempre in posizione centralissima.
Per quanto riguarda la qualità d'immagine, in quella occasione ho apprezzato una risoluzione ottima e un ottimo dettaglio. Il livello di luminanza secondo me era più che sufficiente. Il livello del nero, non proprio contenuto (viziato - lo ricordo - dal leggero inquinamento luminoso in ambiente), suggerirebbe un sensibile aumento del livello di potenza. Spostandomi tra le file ho notato che la luminanza percepita è più elevata nella fila n.7 rispetto a quella più in basso. Purtroppo i posti centrali delle ultime tre file erano completamente occupati, quindi non ho potuto verificare la qualità d'immagine e anche quella sonora da quelle posizioni . L'uniformità generale è molto buona ma a patto di non allontanarsi troppo dal centro.
L'audio ascoltato nella proiezione di Tron: Ares a Rozzano, in posizione centrale dalla fila 5 e anche dalla fila 7, era di buona qualità , con pressione sonora non elevatissima ma abbastanza "gagliarda", gamma bassa estesa e ben articolata ma con canale centrale un po' sotto-tono, sia come timbrica che come livello. Nelle scene più concitate l'articolazione generale veniva un po' meno. Dalla quinta fila poi i canali posteriori erano quasi spariti. Forse il livello di quei canali posteriori era troppo basso per arrivare fino alle file più in basso. Censurabile invece l'intervallo che non dovrebbe assolutamente esserci. In più il film viene interrotto malamente durante un dialogo e lo stop è di ben 10 minuti. Assurdo.
EPIC HDR a Rozzano con Super Mario Galaxy
Sono tornato a Rozzano lo scorso aprile quando era in programmazione Super Mario Galaxy. La sala era praticamente vuota, quindi ho potuto provare varie file, anche le ultime tre. Rispetto alla visione dello scorso ottobre di Tron: Ares, stavolta erano finalmente in funzione entrambi i proiettori. Inoltre ho molto apprezzato il quasi totale spegnimento dei "lampioni" che sono nelle due nicchie delle uscite di emergenza ai lati dello schermo e che erano i principali responsabili della moritificazione del rapporto di contrasto. Nulla da fare invece per i led arancioni dei tanti gradoni e per i LED abbacinanti che indicano le file: sono rimasti allo stesso livello. Per essere più chiari, il rapporto di contrasto può essere sensibilmente migliorato diminuendo l'inquinamento luminoso residuo.
Finalmente due proiettori in funzione e livello di luminanza piuttosto elevato. Dalle file più alte, quelle in cui si è quasi in asse rispetto al centro dello schermo, probabilmente il picco di luminanza raggiunge davvero i 300 NIT. Anche l'uniformità è ottima e rimanendo in posizione centrale non ci sono cadute di luce apprezzabili. Dalle file più avanti invece, il livello di luminanza complessivo sembra diminuire, mentre aumenta un po' di vignettatura nella parte alta dello schermo. Nulla di grave ma vi consiglio di non andare più avanti della quinta fila. Dinamica e rapporto di contrasto sono sensibilmente elevati mentre bilanciamento e colori sembrano davvero ottimi. Anche lo speckling sembra ben contenuto.
Tutto perfetto quindi? Non proprio. Su dettaglio e risoluzione non ci siamo. Il problema è nella convergenza tra i due proiettori che non è perfetta. Solo nella porzione centrale dello schermo c'è una buona sovrapposizione delle due immagini. Nel quadrante in basso a sinistra invece la situazione è drammatica e si arriva vicino all'angolo anche ad una misconvergenza di qualche pixel, sia in orizzontale che in verticale. La convergenza è imprecisa e deve essere sistemata. Per quanto riguarda l'audio, la mia esperienza con Super Mario Galaxy è stata peggiore rispetto a Tron: Ares. Il volume era sensibilmente più basso e il canale centrale ancora più indietro rispetto alla proiezione con Tron: Ares. Canali surround poco presenti e surround back non pervenuti fino alla fila 4. Anche dalla fila 5 risultano sotto-tono e iniziano ad essere presenti solo nelle ultime due file.
La scelta del posto in questa sala è una operazione molto delicata, non solo per la parte audio ma soprattutto per apprezzare la qualità video. Io preferisco il rapporto di visione quasi unitario e scelgo spesso un posto centrale che sia più o meno ad una distanza pari alla larghezza dello schermo. Di solito questo tipo di posti è nel primo terzo delle file oppure a metà. Se però la sala è organizzata in gradoni molto ripidi, il rischio è di finire troppo in basso, troppo lontano dai canali posteriori e anche troppo fuori asse rispetto al centro dello schermo, situazione che può pregiudicare la luminanza quando il gain della superficie fosse molto elevato, soprattutto per la parte alta dello schermo.
Per la sala di Rozzano devo consigliare quindi uno dei posti centrali di una delle ultime tre file. In quella posizione il livello di luminanza è sensibilmente più elevato rispetto a quanto si può apprezzare nelle prime file o anche a metà della sala. In alto anche l'uniformità è molto buona e il rapporto di contrasto percepito è davvero molto elevato, anche se nelle scene più scure l'inquinamento luminoso dei LED accessi in sala è davvero fastidioso. Probabilmente la pressione sonora durante la proiezione di Super Mario Galaxy era forse volutamente bassa vista l'età del pubblico. Nelle ultime file però l'equilibrio tra i canali surround e sorround back è sufficiente ma con il canale centrale ancora troppo indietro.
Il giudizio complessivo è buono, sufficiente per la parte audio e buono per la parte video, soprattutto per il livello di luminanza e l'uniformità, ma solo se vi sedete in posizione centrale in una delle due ultime tre file. Avvicinandosi allo schermo aumenterà la percezione del cananale centrale e del fronte anteriore ma il sistema posteriore subirà una attenuazione maggiore e anche la luminanza generale e l'uniformità sullo schermo potrebbero diminuire. La convergenza tra i due proiettori deve essere assolutamente sistemata. Se e quando il problema sarà risolto e magari verranno adeguati i livelli dei canali surround back e del centrale, il giudizio sulla qualità salirà notevolmente.
Rozzano: il giudizio di Alessandro Minelli
Rozzano, The Space Cinema, Domenica 12 ottobre 2025 (La recensione è stata scritta originariamente poco dopo la visione ad ottobre e aggiornata il 23/04/2026) L’arrivo in Italia della seconda sala con proiettori Barco HDR (la prima è quella presso Cineworld Leicester Square a Londra) rappresenta un evento sicuramente significativo sotto molti punti di vista per l’Europa e ancora di più per l’Italia. Il fatto che sia stato scelto proprio il nostro Paese per far debuttare il nuovo formato “Premium”, non può che farci sentire orgogliosi, in un momento in cui spesso ci lamentiamo forse più del dovuto della condizione dell’esercizio e, da fruitori, delle sale italiane.
Chi scrive ha avuto modo di sperimentare diverse sale e tecnologie in giro per il mondo, partendo dalle nostrane e sempre benemerite sale Energia di Arcadia prima a Melzo e poi a Stezzano, le sale IMAX laser di Orio al Serio e di Amsterdam, e un totale di otto sale Dolby Cinema: a Dubai Marina, Amsterdam, Londra Leicester Square, West End, Battersea, L’Aia, Monaco di Baviera e Amburgo. A portare al debuto, dopo molti anni di sviluppo, Barco HDR è la catena The Space Cinema, parte del gruppo Vue International con sede a Londra, che conta ad oggi 2001 sale nel mondo, e in particolare la sala n. 13 di Rozzano, ora ribattezzata “EPIC”, nome commerciale scelto dalla catena per identificare questo tipo di esperienza, della struttura in provincia di Milano.
Le prime proiezioni nella nuova sala sono avvenute con lo spettacolare “Una Battaglia Dopo L'Altra” di Paul Thomas Anderson, che però non disponeva di una versione “specifica” per sfruttare il nuovo formato, al contrario di “Tron: Ares”, che è stato scelto come vero e proprio titolo di lancio con formato HDR e audio Dolby Atmos. La concomitanza col raduno autunnale di BMW Drivers Club a Campione d’Italia domenica 12 ottobre ha reso cosa logica e naturale il fermarsi a Rozzano al ritorno per testare la nuova sala, di conseguenza ho acquistato per tempo il biglietto in posizione E17 come il direttore, ipotizzando fosse il più corretto.
L’arrivo presso la struttura si rivela un po’ cervellotico come con quasi tutti i grandi centri commerciali nel nord Italia, col susseguirsi di sensi unici, rotatorie e percorsi obbligati, fortunatamente Waze riesce a portarmi con successo a destinazione senza troppe difficoltà. Il parcheggio esterno all’aperto è piccolo e quasi deserto quando arrivo pochi minuti prima delle 18 (è presente anche un parcheggio sotterraneo di, presumo, ben più ampie dimensioni). Sono abbastanza tranquillo perché il biglietto indica fine proiezione 20:46, considerando la durata di 2 ore esatte + 10 minuti, l’inizio della proiezione dovrebbe quindi essere alle 18:36, ben 36 minuti dopo l’orario indicato.
Il percorso dal parcheggio all’ingresso del cinema è abbastanza “spoglio” e un po’ “casuale”, con solo qualche freccia sparuta di indicazioni sembra tutto abbastanza “anonimo”, anche se abbastanza in ordine, d’altra parte nulla batterà i tunnel luridi e degradati che conducono al leggendario BFI di Londra e alla sua sala IMAX 70mm! Una volta arrivati all’interno del cinema si rimane un po’ spiazzati dalle scritte EPIC: Sono letteralmente ovunque, tanto da rendere paradossalmente complicato capire dove andare per accedere alla sala, infatti finisco al primo piano, dove gli addetti mi dicono che devo tornare al piano terra e intanto il tempo scorre…
Vado in bagno ad indossare un paio di lenti a contatto nuove, in modo da poter vedere nel miglior modo possibile, i bagni sono puliti e in buone condizioni, e mi avvio finalmente verso l’ingresso della sala. L’ingresso è pulito e ordinato, con i bagni a lato dell'ingresso , anch’essi molto puliti e ordinati. Entrando, l’impatto della sala è sicuramente notevole: si nota lo schermo argentato curvo davvero grande, e ho tempo di fare un giro per la sala, sotto l’occhio vigile di una maschera. Le poltrone sono molto comode, spaziose e consentono di trovare la posizione corretta con facilità; l’ideale è il posto G14 oppure quello subito dietro (in questo caso si passa alle poltrone “Ultra Lux” ancora più comode e motorizzate.
Si susseguono pubblicità, trailer, pre show Barco, qualche schermata nera (?) ecc. e salta subito all’occhio, o meglio all’orecchio, una cosa: Gli screen shakers, ossia i dispositivi che fanno vibrare continuamente lo schermo in modo impercettibile al fine di eliminare qualsiasi traccia di speckle, difetto tipico delle proiezioni laser e visibile soprattutto coi proiettori Christie, sono assolutamente inudibili, la sala è completamente silenziosa (se escludiamo gli impianti di trattamento aria e climatizzazione), cosa che non succede quasi mai nemmeno nelle sale Dolby Cinema più moderne (sì, Amburgo, sto parlando di te!).
Si fa buio, ed ecco la presentazione del responsabile marketing di The Space, che ci illustra le caratteristiche della sala, senza scendere troppo in dettagli tecnici. Il film inizia alle 18.20, quindi venti minuti dopo l'orario indicato ma ben 16 minuti prima dell’orario che avevo previsto, sicuramente una cosa gradita, ma da tenere in considerazione se fate il calcolo con l’orario (evidentemente errato) di fine proiezione. Tron:Ares è girato, stando ad IMDB, con l’ammiraglia di casa Nikon, la RED V-RAPTOR XL, e com’è facile immaginare, è pieno di effetti speciali di alto livello e scene d’azione, insomma un ottimo banco di prova per il sistema Barco HDR.
Il giudizio di Alessandro sulla qualitàIn una sala cinema HDR, prima di tutto bisogna partire dall’analisi delle fonti luminose in ambiente, in particolare le uniche evidenti sono le luci laterali, che sono però strutturate in modo intelligente per non illuminare lo schermo, come purtroppo accade molto, troppo spesso, ma comunque forniscono un po’ di luce spuria che riduce giocoforza il rapporto di contrasto totale, ancora una volta cito come riferimento, per restare in Italia, le sale del Cinecity di Mantova (i cui proiettori Barco sono stati aggiornati con tecnologia laser), che sono quasi a livello di Amsterdam come livello di buio. Il top assoluto rimane la sala Dolby Cinema di Monaco di Baviera, da questo punto di vista ancora meglio di quella di Amburgo, dove peraltro vedrò Odissea e Spider-Man: Brand New Day agli inizi di agosto. La qualità d’immagine è veramente molto molto alta, con l’immagine davvero bella e spettacolare, il rapporto di contrasto e il livello del nero sono davvero eccellenti, anche se per un vero confronto con una sala Dolby Cinema bisognrebber vedere il film a breve distanza l’uno dall’altro in entrambi i formati (che è ciò che ho fatto per Oppenheimer: vi invito a leggere l'analisi in questo articolo). L’impressione è di vedere una versione ampliata all’ennesima potenza della “classica” immagine Barco con i suoi colori caldi e rigorosi, la sua definizione precisa, e mai tagliente, la costanza nei dettagli anche nelle scene più movimentate, e la totale assenza di speckle e similari, la sensazione di “perdersi nel film” risulta pienamente soddisfatta. Capitolo luminosità: durante la proiezione è stato usato un solo proiettore anziché due, probabilmente alla massima potenza mentre con l’uso di entrambi la potenza per ogni proiettore sarà più contenuta. Da informazioni raccolte in situ, sembra trattarsi di un problema di “gioventù” che sarà risolto nelle prossime settimane, in questa configurazione l’impressione è comunque di una luminanza molto buona, fermo restando che andrebbe testata anche con qualche altro film con maggiori ambientazioni in esterne e naturali. Com’è il Dolby Atmos a 64 canali della sala? Sicuramente soddisfacente anch’esso, ma inferiore a quello dei benchmark mondiali ossia le Sale Energia di Melzo e Stezzano… La pressione sonora è sicuramente notevole e si sente in tutto il corpo, la spazialità è buona, ma nelle scene più concitate sembra diventare “più caciarone” (mi si perdoni l’uso di lemmi così tecnici) al contrario di Arcadia dove rimane sempre e comunque ultra preciso e perfettamente controllato. A metà proiezione succede una cosa assolutamente inqualificabile e inaccettabile sotto ogni punto di vista: Il film si interrompe in un punto che sembra totalmente casuale e durante un dialogo (mentre Dilinger sta parlando con Ares) e parte l'intervallo... Da DIECI MINUTI!!! Considero la presenza dell’intervallo in un film della durata di due ore, perdipiù fatto in modo così approssimativo (per non usare altri termini) un vero e proprio insulto agli spettatori paganti: MAI mi è capitato di dovermi sorbire l’intervallo in una sala premium in giro per il mondo e invito caldamente e vigorosamente The Space ad eliminare subito questa pessima abitudine, perlomeno per i film in Sala Epic!!! La ripresa del film scorre senza problemi, mantenendo il livello di qualità sopracitato nella prima parte, e i titoli si concluderanno ovviamente 16 minuti prima dell’orario indicato sul biglietto, alle 20.30 esatte. Non mi soffermerò più di tanto sulla valutazione artistica del film che altri più competenti di me hanno già fatto, a me è piaciuto e nel complesso l’ho molto apprezzato: Grande spettacolo, divertente e intenso, e ovviamente la colonna sonora dei Nine Inch Nails ha reso il tutto davvero molto coinvolgente. In estrema sintesi: la sala è globalmente promossa e sicuramente può confrontarsi con le altre sale di riferimento in Italia, ma l’intervallo grida vendetta!!!.
EPIC HDR a Silea
Sabato 11 aprile, in occasione di un evento con il videoproiettore DLP trilaser Valerion VisionMaster Max nel punto vendita SOUNDIMAGE di Padova, ho chiamato a raccolta sia Alessandro Minelli che Nicola Zucchini Buriani per una veloce zingarata nella seconda sala EPIC HDR a Silea, in provincia di Vicenza e a circa quaranta minuti di macchina rispetto alla nostra posizione. Il multiplex è facilmente raggiungibile, è dotato di un ampio parcheggio e di un foyer enorme. Abbiamo scelto la proiezione delle 16:00, assieme a tanti bimbi e famiglie. Come potrete vedere dalle immagini del video con il nostro commento a caldo tra il primo e il secondo tempo, le ultime file erano quasi completamente occupate quindi mi è stato possibile scambiare il posto solo con Alessandro, dalla quinta alla settima fila.
La sala di Silea è leggermente diversa rispetto a quella di Rozzano. La superficie dello schermo sembra identica e probabilmente anche le dimensioni. Qui però lo schermo è totalmente piatto. Non c'è nessun tipo di curvatura e considerando il guadagno della superficie e il rapporto di tiro dei proiettori, mi aspetto effetto spot e vignettature nei lati e negli angoli particolarmente evidenti. Ci sono sempre 9 file esattamente come a Rozzano ma il numero di posti è leggermente inferiore. Ho contato circa 50 posti in meno rispetto a Rozzano. anche le potrone sono diverse ma sempre larghe e comode, solo appena più morbile.
Rispetto a Rozzano le due insegne delle uscite di emergenza sono leggermente più avanti e nelle scene più scure sono appena percepibili negli angoli inferiori dello schermo. A me hanno dato un po' fastidio. Al di là di questo però, il livello di inquinamento in ambiente è praticamente assente. Non ci sono LED o luci che danno fastidio e il risultato sul rapporto di contrasto percepito è davvero esaltante. Esattamente come a Rozzano, sono in funzione entrambi i proiettori e il livello di luminanza è molto simile al centro ma decisamente inferiore ai lati, almeno dalle file 5 e 7 in posizione centrale. Il livello del nero di questa sala è così basso che diventa percepibile il riflesso negli angoli dello schermo della tenue luce emessa dalle tue targhe verdi delle uscite di emergenza.
Terribile invece la scelta di preferire uno schermo piatto dopo aver scelto una superficie con guadagno così elevato. Non so se sia più fastidioso l'effetto spot al centro oppure la caduta di luce ai bordi e agli angoli. Un vero peccato che non si sia replicata la scelta fatta a Rozzano. Ottimo invece il giudizio su risoluzione e dettaglio, sensibilmente superiori rispetto alla sala di Rozzano. Qui la convergenza tra i due proiettori è quasi perfetta e non ho notato zone critiche come a Rozzano. Purtroppo le ultime file erano tutte occupate e non abbiamo potuto verificare l'uniformità da quelle posizioni.
Per quanto riguarda l'audio, la mia esperienza ricalca esattamente quella avuta a Rozzano, con un volume era un po' troppo basso e il canale centralesensibilmente più indietro rispetto a quelli principali. Dalla quinta fila i canali surround sono poco presenti e i surround back quasi assenti del tutto. Probabilmente anche in questa sala vale la pena di considerare la selezione di un posto centrale in una delle ultime tre file, sia per avere un po' più di presenza dai canali posteriori, sia per sperare in una attenuazione dell'effetto spot che soffrono le file più avanti.
Conclusioni e giudizi finali
Le due sale EPIC a Rozzano e Silea sono molto buone ma nettamente diverse tra loro, come dimensioni, numero di posti e soprattutto qualità video, mentre la qualità audio sembra essere molto simile, con canale centrale leggermente sotto-tono dalle file più alte e canali surround-back a livello troppo basso per arrivare a metà sala. La superficie dello schermo sembra identica ma è la curvatura che fa la differenza. Lo schermo di Rozzano - che sembra anche leggermente più grande - è giustamente curvo per limitare l'effetto spot centrale e per attenuare la vignettatura ai bordi e agli angoli. Al contrario lo schermo della sala EPIC di Silea è completamente piatto ed è soggetto ad una sensibile vignettatura e ad un effetto spot molto evidente anche a metà sala. L'uniformità a Rozzano è migliore ma dovede sedervi al centro e nella seconda metà più lontana dallo schermo.
La sala di Silea ha un livello del nero molto basso, merito del controllo della luce in sala, molto ben riuscita. Al contrario a Rozzano c'è ancora troppa luce in ambiente e il rapporto di contrasto percepito è più basso rispetto a Silea. A Silea il livello del nero è così basso che nelle scene molto scure danno fastidio persino le insegne verdi delle uscite di emergenza che sono ad un livello di luminanza davvero molto basso. La luminanza è ottima e dalle file più lontane sembra superare i 200 NIT nei particolari più luminosi. Nella sala di Silea forse si arriva anche più in alto ma solo al centro dello schermo; ai lati e negli angoli, come già spiegato, il livello è molto più basso.
I proiettori funzionano a coppia anche quando vengono riprodotti contenuti 2D come i film che abbiamo visionato. Quindi la convergenza tra le due immagini deve essere perfetta, pena la pardita di dettaglio e risoluzione. Da questo punto di vista la sala di Silea è quella migliore con una convergenza praticamente perfetta, anche negli angoli. La sala a Rozzano invece ha ancora qualche problema, specialmente nel quadrante in basso a sinistra.
Nei prossimi giorni ci attiveremo per segnalare quali dei film proiettati nelle sale EPIC italiane saranno nativamente in HDR come Tron: Ares e Super Mario Galaxy. Se vi interessano questo genere di contenuti, ovvero l'analisi delle sale cinema e i consigli su quale posto scegliere per il massimo dell'esperienza audio e video, fatecelo sapere nei commenti.
Nel frattempo, per maggiori informazioni sulle sale EPIC: thespacecinema.it/explore/epic
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