Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter

Sony: i 4 vantaggi del 4K al cinema

di Redazione, pubblicata il 05 Ottobre 2017, alle 16:28 nel canale 4K

“Sony ci fa presente quali sono i vantaggi del 4K sul grande schermo e su questo abbiamo aggiunto qualche nostra considerazione.”

Il 4K sta attualmente prendendo sempre più piede nel mondo del video grazie a proiettori home cinema, telecamere, tablet e perfino smartphone, ma specialmente nel mondo del cinema in cui sempre più sale stanno adeguandosi a questa tecnologia. Riportiamo un interessante comunicato di Sony che ci spiega quali sono i vantaggi del 4K sul grande schermo, in quattro punti su cui, in coda, aggiungiamo qualche doverosa precisazione per correggere 

  1. Da 2K a 4K la risoluzione quadruplica .
    Spesso gli spettatori sono portati a pensare che nel passaggio dal 2K al 4K, la risoluzione e il numero di pixel semplicemente raddoppino. Non è così e per dimostrarlo basta qualche semplice calcolo. I proiettori convenzionali 2K offrono infatti una risoluzione di 2048 x 1080, ovvero 2,2 milioni di pixel. A ben vedere, si tratta di un incremento minimo rispetto alla risoluzione di 1920 x 1080 pixel visualizzata dalle televisioni Full HD di casa. Il formato Digital Cinema 4K invece raddoppia il numero di pixel sia sull’asse verticale che su quello orizzontale, offrendo così una risoluzione di 4096 x 2160. Ciò equivale a 8,8 milioni di pixel, appunto quattro volte il dettaglio della proiezione 2K.
  2. Di quanti pixel hanno bisogno gli spettatori?
    Dunque, un’immagine in 4K proietta 8,8 milioni di pixel a schermo. Ma di quanti pixel ha bisogno uno spettatore per una visione ottimale dell’immagine voluta dal regista? Diversi studi hanno stabilito che le persone con una vista di 10/10 riescono a distinguere informazioni visive equivalenti a 60 pixel per grado. Tuttavia, visto che non tutti hanno una vista perfetta, si è soliti considerare come valore di riferimento del livello di dettaglio quello dei 44pixel per grado. 
    Utilizzando questo dato e rapportandolo ad un'ideale sala cinematografica di piccole dimensioni, ad esempio da 104 posti, la proiezione 2K risulta comunque non soddisfacente per il 63% degli spettatori. Questo significa che nella maggioranza dei casi, le prime 6 file di spettatori non sono nelle condizioni di godere di una qualità d’immagine perfetta. E se poi prendiamo in esame una sala grande, da 298 posti, il numero delle file fuori dalla visione ottimale sale addirittura a dieci. Per quanto riguarda il 4K – se torniamo all’esempio della sala piccola e teniamo addirittura il riferimento di 60 pixel per grado - la distanza alla quale il vantaggio della proiezione 4K non è più apprezzabile si attesta a oltre 3 volte l'altezza dello schermo, ovvero oltre il muro di fondo della sala.
  3. Non solo pixel. Cosa rende grande un’immagine cinematografica?
    Non bastano i pixel per ottenere immagini eccezionali. Sono molti i fattori che contribuiscono alla qualità dell’immagine complessiva. Un elemento altrettanto importante è il contrasto, dove solo la tecnologia 4K di Sony combina i livelli di luminosità DCI con un rapporto di contrasto fino a 10.000:1 per dar vita ad immagini profonde e dettagliate. Ma c’è di più. Abbiamo finora esaminato il ruolo della risoluzione e del contrasto nell’economia di cosa rende bella un’immagine cinematografica. Questi fattori ricadono tutti nel dominio “spaziale”, ovvero determinano la qualità complessiva di ciò che vede l’occhio umano in ogni parte dell’immagine in un particolare istante. Tuttavia, l’esperienza cinematografica è caratterizzata anche da ciò che accade nel dominio temporale, ovvero nel modo in cui l’immagine cambia da un momento all’altro. “Per convenzione, i film sono stati ripresi per decadi come una successione di 24 frame separati al secondo, sfruttando la cosiddetta “persistenza della visione” del sistema oculo-cerebrale. Ma persino 24 frame al secondo non riescono a riprodurre accuratamente la realtà. Per questo motivo negli ultimi anni i film-maker hanno iniziato a sperimentare con i formati High Frame Rate (HFR) per ottenere movimenti più fluidi e realistici. La ripresa digitale permette infatti di aggirare le limitazioni fisiche della pellicola e oggi tecniche di elaborazione e sensori dell’immagine più potenti sono in grado di acquisire 48, 60 o persino 120 frame al secondo. I proiettori 4K di Sony sono in grado di riprodurre senza problemi questi contenuti HFR, al contrario di molti proiettori 2K installati nelle sale” commenta Enrico Ferrari, Regional Sales Head Central Eastern & Southern Europe Theatre Solutions, Sony Professional Europe.
  4. Sempre più film in 4K
    Sempre più produzioni di Hollywood e film indipendenti premiati dalla critica vengono girati in 4K perché, come stanno già scoprendo i più importanti registi e direttori della fotografia, solo questo livello di risoluzione può rivaleggiare con la profondità, il dettaglio, il colore e il contrasto catturato dalla pellicola 35 mm. Ad esempio, Il nuovo Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve in uscita nelle sale in questi giorni potrà essere apprezzato in tutta la sua magnificenza e spettacolarità in 4K nativo, così come Dunkirk di Christopher Nolan o come già è stato per Silence di Martin Scorsese, Rogue One: a Star Wars Story o Sully. Una lista che ogni settimana si aggiorna per comprendere moltissimi dei titoli più importanti oggi in produzione.

Nulla da aggiungere al primo punto. Al secondo punto invece, forse per la necessità di semplificare, dobbiamo aggiungere a quanto scritto da Sony alcune precisazioni. Tralasciando un approfondimento sull'acutezza visiva media della popolazione che ci porterebbe troppo lontano, possiamo comunque dire che la risoluzione "necessaria" per le immagini a schermo non è in relazione al numero di posti di una sala  ma dipende dalle dimensioni dello schermo e dalla distanza delle varie poltrone dallo schermo. In linea di principio, se il rapporto tra distanza e base dello schermo è al di sotto di 1,5 allora la risoluzione 2K inizia ad essere insufficiente; Quando si scende al di sotto del rapporto 1:1 la risoluzione 4K diventa praticamente necessaria. Per quanto riguarda il terzo punto, siamo d'accordo con 'importanza del rapporto di contrasto e ricordiamo che i proiettori Sony per il cinema hanno un rapporto di contrasto nativo che è circa cinque volte quello di un normale proiettore con tecnologia DLP; detto questo però bisogna fare i conti con la sala e con eventuali luci di emergenza o segnapassi che possono rendere inutile questo vantaggio. Sul quarto punto infine aggiungiamo che bisogna distinguere tra la risoluzione del DCP e quella nativa del film che spesso sono dissimili. Ad esempio, Blade Runner 2049 è stato girato con camere che hanno una risoluzione orizzontale di circa 3.400 punti. Per quanto riguarda invece Dunkirk vi rimandiamo all'analisi sulla risoluzione che abbiamo pubblicato in questa pagina.

 



Commenti (2)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: kabuby77 pubblicato il 06 Ottobre 2017, 10:27
Il numero di pixel è solo una questione commerciale. Il punto debole, come nelle macchine home cinema è il gruppo ottico (compresa la finestrella!) che dovrebbe essere di qualità elevatissima. Osservando le immagini in sala vicino al telo si può notare come la messa a fuoco dei pixel non sia esattamente DLP monomatrice.
Commento # 2 di: g_andrini pubblicato il 06 Ottobre 2017, 13:35
4k meglio del 2k? In teoria certamente si. Non per me però, visto che al cinema preferisco per ora stare piuttosto indietro, diciamo oltre i 2/3 della sala. Questione di gusti...