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Test preview Sony 4K laser VPL-GTZ1

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 12 Febbraio 2015 nel canale PROIETTORI

“Grazie alla disponibilità di Naoya Matsuda, progettista Sony e "deus ex machina" dei proiettori Sony a risoluzione 4K per il settore home theater, ho potuto approfondire e misurare in anteprima alcune delle caratteristiche del nuovo 4K laser a tiro cortissimo”

Misure, gamut colore e considerazioni

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In questa edizione dell'ISE ho portato con me un piccolo giocattolino che fino a qualche anno fa era considerato un ottimo strumento per calibrare display e proiettori. Si tratta del piccolo Xrite i1 Pro che ha un paio di limiti. Limiti che devono essere presi in seria considerazione. Il primo limite riguarda la finestra dei valori di luminanza che è in grado di leggere con una incertezza di misura accettabile e che è compresa tra circa 2 cd/mq e qualche centinaio di cd/mq. L'altro limite riguarda la risoluzione, limitata in circa 10 nanometri FWHM (Full Width at Half Maximum). Questo è un aspetto molto importante quando si devono misurare sorgenti luminose con componenti primarie conspettro luminoso stretto come LED, laser oppure lampade CCFL wide gamut. Un diodo laser ha una banda molto stretta, compresa anche in meno di 10 nanometri. Facciamo un esempio proprio con il laser blu del proiettore Sony. Come potete vedere in figura qui in basso, lo spettro è strettissimo ed è centrato, secondo l'i1Pro, alla frequenza di 454 nanometri. Considerando l'incertezza di misura e la bassa risoluzione dell'i1 Pro, il centro dello spettro reale del blu potrebbe essere spostato di una manciata di nanometri e il livello totale di luminanza misurato potrebbe essere inferiore al valore reale.

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In altre parole, le coordinate cromatiche e l'intensità luminosa reali della componente blu di questo Sony (o di qualunque proiettore con sistema di illuminamento a LED oppure a laser), potrebbero essere leggermente differenti. Differenti ma comunque sempre più attendibili rispetto a quelle misurate con un semplice colorimetro. Per avere una misura certa, lo spettrometro dovrebbe avere una risoluzione di almeno 5 nanometri FWHF, come quella di un Minolta CS2000A, tanto per fare un esempio. Nel mio laboratorio utilizzo uno spettrometro OceanOptics con una risoluzione di 1,5 nanometri FWHM, quindi ben superiore alle necessità di misura del colore. Purtroppo, per motivi che lascio immaginare, il setup OceanOptics non esce dal mio laboratorio e nelle trasferte porto soltanto l'i1 Pro. Inoltre, le condizioni della saletta Sony dove era in dimostrazione il nuovo VPL-GTZ1 non permettevano di misurare altri parametri come il flusso luminoso e curve del gamma. Motivo per cui mi sono limitato alla misura dello spettro delle tre componenti con due profili colore diversi: quello con il gamut nativo (spazio colore 2) e anche il REC.709.

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Come già anticipato, la componente blu è generata direttamente dal fascio di laser, con spettro molto stretto e quindi con coordinate cromatiche sul bordo dello spazio colore CIE 1931, peraltro molto vicine ai limiti dello spazio colore REC.2020. Lo spettro della componente componente rossa è generato filtrando la luce generata dai fosfori gialli con un filtro dicroico, con ottimi risultati: anche la componente rossa è molto stretta ed è molto vicina al bordo dello spazio colore e ai limiti dello spazio colore REC.2020. La componente verde invece ha uno spettro un po' più largo e quindi le coordinate cromatiche cadono appena fuori dal gamut REC.709 ma lontano dai limiti degli spazi colore più estesi come il DCI e il REC.2020. Vi ricordo che dei tre primari RGB, la componente verde è quella più sostanziosa. In altre parole, Sony avrebbe anche potuto usare set di filtri dicroici differenti oppure un mix di fosfori con meno giallo ma in questo caso il flusso luminoso sarebbe stato ben inferiore.

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Sul flusso luminoso, benché non abbia condotto alcuna misura, sono in grado di estrapolare un dato abbastanza attendibile. Il dato dichiarato dalla casa, pari a 2.000 lumen, si riferisce con le impostazioni di default e con un bilanciamento del bianco non molto vicino al riferimento. Naoya Matsuda ha dichiarato che, con ilbilanciamento del bianco calibrato D65, il flusso luminoso dovrebbe scendere del 25%. Inoltre dobbiamo considerare il rapporto d'aspetto delle matrici, pari a 1,89:1. Il massimo flusso luminoso è riferito all'intera matrice, con risoluzione di 4096x2160 pixel. Se si illuminerà uno schermo con rapporto d'aspetto pari a 16:9, bisogna considerare una ulteriore diminuzione leggermente inferiore all'area nella, quindi pari a circa il 5%. Ecco quindi che dal nuovo GTZ1 è lecito attendersi almeno 1400 lumen, più che sufficienti per illuminare schermi da oltre 4 metri di base. In particolare, è lecito aspettarsi 50 cd/mq anche illuminando schermi da 4 metri di base in formato 16:9 oppure da 4,25 metri di base se consideriamo l'intera matrice e uno schermo con rapporto d'aspetto di 1,89:1.

Per concludere, se dal punto di vista della qualità e delle possibilità d'installazione il giudizio non può che essere estremamente positivo, sul prezzo di listino invece rimango sconcertato: servono infatti poco più di 45.000 Euro (quarantacinquemila) per portarsi a casa questa ennesima meraviglia targata Sony, più del doppio rispetto ad un VPL-VW1100 con latradizionale lampada al mercurio. Tanti soldi che sotto molti aspetti sono sicuramente più che giustificati ma che porranno un freno molto potente alla diffusione di questo bellissimo proiettore 4K. Concludo con un ringraziamento a Naoya Matsuda e Aki Kuzumoto per la collaborazione e per aver reso possibile questa piccola anteprima.

Per maggiori informazioni: www.sony.it/pro/product/projectors-visualisation-simulation/vpl-gtz1

 

 

 



Commenti (7)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: g_andrini pubblicato il 13 Febbraio 2015, 05:46
Credo che per i proiettori casalinghi, con una base limitata dello schermo, il 1080p possa bastare. L'ultra hd, credo, ha una funzione diversa in ambito casalingo.
Commento # 2 di: adslinkato pubblicato il 13 Febbraio 2015, 10:42
Emidio, la HDMI è una 2.0 Full o Draft?
Si possono prefigurare piani temporali concreti per la realizzazione di quel nuovo VPR a tiro medio-lungo ibrido, che diverrebbe il nuovo top di gamma? (Pur considerando l'elevatissimo coefficiente di innovazione tecnologica, spero però non proposto a questi prezzi! :eek.
Commento # 3 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 13 Febbraio 2015, 11:46
Originariamente inviato da: adslinkato;4336063
Emidio, la HDMI è una 2.0 Full o Draft?
Si possono prefigurare piani temporali concreti...
Il costruttore dichiara che l'ingresso 4K 60p è 4:2:0 8bit. Quindi... Per il resto, secondo me tra fine 2015 e inizio 2016 lo vedremo.

Emidio
Commento # 4 di: Andrea Mannori pubblicato il 13 Febbraio 2015, 15:39
ma in sostanza, il laser, che vantaggi porta? e, almeno per questo caso, sono sensibili?

grazie
Commento # 5 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 13 Febbraio 2015, 17:10
Originariamente inviato da: Andrea Mannori;4336217
il laser, che vantaggi porta?
Prima di tutto, in questo Sony c'è un sistema ibrido, con laser e fosfori. Il laser in sé ha quattro vantaggi:

1- durata: si parla di oltre 50.000 ore;

2- efficienza elevata, notevolmente superiore ai LED.

3- scalabilità: è possibile aumentare il numero di diodi per aumentare la potenza;

4- colori molto saturi, senza necessità di utilizzare filtri di correzione.

Come detto, in questo proiettore c'è un sistema ibrido e solo la componente primaria di colore blu deriva direttamente dalla tecnologia laser. Le altre due componenti vengono create dai fosfori, depositati su una ruota colore ed eccitati dallo stesso fascio laser utilizzato per la componente blu. In questo caso i fosfori hanno una durata inferiore (tra le 10.000 e le 20.000 ore per arrivare al 50% di flusso luminoso).

Ne ho parlato a pagina 2:

http://www.avmagazine.it/articoli/v...vpl-gtz1_2.html

I vantaggi sono evidenti ma purtroppo i costi sono ancora molto elevati. Così elevati che per poter vedere un sistema full laser, anche per le componenti rossa e verde, per il settore consumer (per il cinema digitale sono già disponibili) dovremo aspettare ancora qualche anno. Il futuro comunque è segnato.

Un proiettore con lampada ad alta pressione non solo bisogna considerare le sostituzioni del bulbo ma anche frequenti ricalibrazioni. Con un sistema di illuminamento del genere, quindi laser + fosfori, probabilmente si arriverà prima a cambiare proiettore piuttosto che preoccuparsi della diminuzione del flusso luminoso perché i fosfori sono terminati.

Emidio
Commento # 6 di: solar1o pubblicato il 13 Febbraio 2015, 21:45
oltre al costo pure su dimensioni e peso non si scherza , 1 metro e 20 x 50 e 55 kg ho letto bene ?
Commento # 7 di: graphixillusion pubblicato il 13 Febbraio 2015, 23:50
Una piacevolissima anteprima.Una curiosità: quali componenti hardware/software sono stati usate per la dimostrazione in edge blending? Grazie infinite!