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Test: B&W 804 D3

di Gian Piero Matarazzo , pubblicato il 03 Febbraio 2017 nel canale AUDIO

“Nuova serie di diffusori del costruttore inglese e nuovo e succoso test per i nostri amici audiofili: in apparenza simile al vecchio modello, le nuove 804 si giovano, tra l’altro, di un nuovo corso intrapreso dai progettisti inglesi, volto a massimizzare la resa in ambiente anche a discapito di qualche misura non proprio rettilinea”

Misure di laboratorio

 

Le misure della nuova nata in casa B&W sono state eseguite dopo un minimo di rodaggio e di innalzamento termico delle bobine degli altoparlanti. Notiamo, in vero, una risposta non eccessivamente lineare, ma sappiamo bene che il bilanciamento timbrico in ambiente non si ottiene con una risposta in frequenza “sull’asse” dritta come una riga. O quanto meno non basta, visto che il diffusore emette qualcosa a tutte le angolazioni.  Non ho mai creduto, francamente, alle risposte polari, quei bei disegnini che mostrano l’emissione “ad una sola frequenza” a 360 gradi. Per quanto sia relativamente facile ottenere questi diagrammi con la base rotante dell’Outline in nostro possesso occorre lavorare di fino. Occorre una routine, che in vero fu messa a punto nel lontano 1989 quando grazie al grande Noselli ne entrai in possesso. Si, ma la rotazione deve avvenire esattamente nel centro acustico del tweeter per avere uno straccio di validità e comunque la misura racconta una sola parte della verità e per di più lo fa ad una frequenza alla volta.

Preferisco di gran lunga effettuare delle misure di risposta a determinate angolazioni e visualizzarle tutte insieme, l’una sull’altra. Credo che lo sviluppo futuro sia rappresentato dall’integrazione di un buon numero di queste risposte ma secondo dei coefficienti via via decrescenti man mano che l’angolo di misura aumenti, così da avere una “risposta in potenza ponderata” che rappresenta l’emissione del diffusore in un ambiente ideale, ovvero ben controllato dal punto di vista dei tempi di decadimento. Comunque sia la misura della risposta in asse costituisce sempre una discreta indicazione del comportamento di un diffusore, che così può essere comparato a tutti gli altri, sia per sensibilità che per larghezza di banda.


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Come possiamo vedere dalla misura di risposta in frequenza si tratta di un andamento all’apparenza non lineare ma che sembra privilegiare la gamma alta ed altissima, con una certa regolarità in  gamma media ed una leggera attenuazione in gamma bassa.


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Nella misura della dispersione eseguita a vari angoli orizzontali notiamo un paio di attenuazioni che sono costanti a tutte le rilevazioni, attorno ai 200-300 Hz e vicino ai 2000 Hz. A parte queste due attenuazioni però la risposta si regolarizza pur mantenendo il suo carattere “ondulato”, che magari avrà una sua spiegazione o che si perderà in ambiente. Molti “tecnici” che non hanno mai visto questo diffusore hanno pontificato circa la mancanza di dispersione del midrange. Devo riferire a tal proposito di avere effettuato una misura fuori asse (45°) del solo midrange senza alcun filtro crossover e di aver notato soltanto una lievissima esitazione, comunque in linea con l’andamento del midwoofer, che di suo arriva sensibilmente più in alto. E’ facile allora, per quanto me ne sfugga il senso, che sia la “fasatura” tra midwoofer e tweeter a produrre questo effetto, con la fase relativa tra i due che deve essere molto ampia.


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La risposta nel dominio del tempo ci lascia intravedere l’emissione del tweeter e quella appena successiva dell’altrettanto veloce midrange. Seguono i due woofer a breve distanza. Niente riflessioni particolari e niente esitazioni, nonostante le discrete dimensioni del box.


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L’impedenza rappresenta un classico per il costruttore inglese, con un accordo molto basso, gestito in modulo dalle perdite, saggiamente centellinate, e da picchi di impedenza notevoli, dovuti ai particolari parametri dei due woofer. Dopo i picchi di impedenza caratteristici del reflex notiamo il modulo che si abbassa fino a lambire i tre ohm, producendo prima una rotazione di fase prossima ai -60° che in un intervallo di frequenze molto stretto potrebbe mettere in crisi un amplificatore particolarmente fiacco. Vi faccio comunque notare che il ragionamento va bene con le sinusoidi e non col segnale musicale.


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La risposta al gradino, la step response, mette in evidenza la fase sempre positiva  delle connessioni del filtro e la conseguente sequenza di emissioni verso l’alto degli altoparlanti. Va notata la velocità del tweeter, che decade ancora prima dell’arrivo del midrange con l’andamento di quest’ultima che è dovuta anche alla notevole banda passante.

  
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Al banco delle misure dinamiche notiamo una delle particolarità che caratterizza la prestazione dinamica di questo diffusore: l’estrema linearità nella misura delle distorsioni armoniche per pressioni crescenti, da 85 a 95 deciBel rms. Come si vede dai tre grafici sia la terza armonica che le armoniche superiori sono sempre uguali a se stesse, senza che accada quasi nulla pur in una escursione di segnale che va da 3,5 a 11 Volt picco-picco. Le armoniche superiori in effetti si intravedono appena a bassa frequenza, mentre la seconda armonica, pur aumentando appena col livello crescente si attesta su valori assolutamente bassi, visti in questi grafici pochissime volte.


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Alla fine la misura della waterfall, che mostra parecchie caratteristiche della costruzione. Non si tratta di un andamento cortissimo, come potremmo erroneamente credere, ma di una ridistribuzione su uno spettro molto ampio a bassissimi livelli di eventuali risonanze localizzate che sono del tutto assenti. Va notato come il decadimento si regolarizzi a quelle frequenze ove sono presenti alcuni avvallamenti nella risposta.