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Sony KD-65XF9005 4K HDR Dolby Vision

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 21 Luglio 2018 nel canale 4K

“La nuova serie Sony XF90 è un'ottima rappresentante della fascia media con tecnologia LCD poiché, ad un prezzo che in alcuni casi è pari a meno della metà rispetto ad TV OLED di pari dimensioni, promette qualità e caratteristiche - come la compatibilità Dolby Vision, che non fanno rimpiangere un TV di fascia più elevata”

Funzioni, X-Motion Clarity e Dolby Vision


Una sala per la color correction in Dolby Vision
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I due principali vantaggi della serie XF90 rispetto alla precedente XE90 sono due: la compatibilità con il Dolby Vision e la tecnologia X-Motion Clarity per l'aumento della risoluzione delle immagini in movimento. Il Dolby Vision è una delle tre soluzioni per la riproduzione dei contenuti HDR con curva del gamma PQ (SMPTE.2084). La prima soluzione è quella più classica, con metadati statici inseriti all'interno del flusso dati delle immagini e che indicano, tra le altre cose, il picco massimo (MaxCLL) e il livello medio (MaxFALL) di tutto il contenuto che viene riprodotto, in modo che i vari TV - che spesso non sono certo monitor di riferimento - possano "scegliere" il miglior compromesso per riprodurre quel contenuto. Purtroppo si tratta di metadati statici, che non cambiano per tutta la durata del contenuto.


Il nuovo lettore Sony UBD-X700 con aggiornamento che lo rende compatibile con il Dolby Vision
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Dolby Vision e HDR10+ sono invece le due soluzioni che utilizzano metadati dinamici che possono variare scena dopo scena, in modo da dare indicazioni al TV per modificare gamma e colori per trovare in ogni scena (chiara o scura che sia) sempre il miglior compromesso. Il Dolby Vision è una tecnologia già disponibile da tempo, supportata principalmente da LG e più recentemente anche da Sony, disponibile sia per contenuti in streaming sia per alcuni (pochissimi) dischi Blu-ray UHD 4K. HDR10+ invece è una soluzione più recente, supportata principalmente da Panasonic e Samsung, che inizierà ad essere disponibile al grande pubblico nella seconda metà dell'anno. Per approfondire le differenze tra metadati statici e dinamici, vi consiglio la lettura di questo breve articolo. Nel test del KD-65XF9005 ho utilizzato un lettore Sony UBD-X700 già aggiornato al Dolby Vision, verificandone il corretto funzionamento anche via HDMI. 

 
A sinistra il frame-rate originale 30p; a destra quello con fotogrammi interpolati a 60p

Il secondo vantaggio rispetto alla serie XE90 riguarda la gestione delle immagini in movimento e la possibilità di aumentare risoluzione e dettaglio percepiti. Fino a ieri erano principalmente due le soluzioni disponibili. La prima soluzione, disponibile per tutti i TV e proiettori senza distinzioni di tecnologia (quindi sia LCD che OLED per quanto riguarda i TV) è quella di creare fotogrammi intermedi e raddoppiare o quadruplicare il frame-rate ma è un'operazione che ha senso quasi esclusivamente con i contenuti a basso frame-rate (24p, 25p e 30p). In questo caso la potenza di calcolo del DSP e la qualità di algoritmi per la creazione delle immagini è fondamentale per evitare artefatti e da questo punto di vista la nuova serie XF90 utilizza lo stesso DSP video dei modelli top di gamma.

 
A sinistra lo schema della tecnica del "black-frame insertion"; a destra una simulazione del risultato

L'altra soluzione, che può essere aggiunta anche alla prima, anche questa indipendente dal tipo di tecnologia, prevede l'inserimento di fotogrammi neri che permettono al nostro sistema occhi-cervello di scaricare con più velocità le informazioni, in modo da aumentare in maniera sostanziale il dettaglio nelle immagini in movimento riprodotte dal TV. In questo caso però c'è da mettere in conto sia la possibile comparsa dello sfarfallio, sia una netta diminuzione della luminanza, fino ad oltre il 50% che ne rende quasi impossibile l'attuazione nei TV LCD per applicazioni HDR. 

 
A sinistra lo schema della tecnica dello "scanning backlight"; a destra una simulazione del risultato

La terza soluzione prevede l'utilizzo dell'unità di retroilluminazione in una modalità chiamata "scanning backlight" (retroilluminazione a scansione), che illumina soltanto una porzione orizzontale dello schermo alla volta, simulando la scansione dell'immagine di un TV con la vetusta tecnologia CRT (in questa pagina troverete una guida sulla tecnologia CRT). Si tratta di una soluzione che contiene le perdite di luminanza rispetto al black-frame insertion ma che sono comunque ancora presenti (quindi incompatibile con i livelli di luminanza dei contenuti HDR) e che può essere utilizzata solo con unità di retroilluminazione dirette posizionate su tutto il pannello oppure con unità "edge" sui lati destro e sinistro. Il vantaggio principale in questo caso è l'assenza di sfarfallio delle immagini che invece può manifestarsi con il "black-frame insertion", oltre ad una minore perdita di luminanza rispetto al black frame insertion. Ad oggi non risulta che questa soluzione sia stata utilizzata nei TV con tecnologia OLED. 

 
A sinistra la retroilluminazione FALD Sony al lavoro; a destra con le immagini

Con la serie XF90 Sony ha trovato una ulteriore soluzione che - almeno in teoria - mette d'accordo tutti gli aspetti, utilizzando in modo innovativo l'unità FALD. Visto che è possibile variare l'intensità della retroilluminazione zona per zona, Sony utilizza dinamicamente le zone di retroilluminazione che sono "dietro" gli elementi dell'immagine in movimento. In questo modo sarà possibile mischiare sia elementi di "black-frame insertion" e modulazione dinamica delle zone, con la possibilità di aumentare la potenza di retroilluminazione soltanto per quelle zone in cui ci sono elementi in movimento, quindi con perdite di luminanza quasi nulle. Qui in alto abbiamo estrapolato una simulazione secondo le informazioni che ci sono state date e che quindi sono poco più che una speculazione.

Purtroppo, senza la disponibilità di un TV serie XE90 da mettere a fianco del nuovo XF90, è molto difficile tentare di verificare differenze e funzionamento della nuova modalità "X-Motion Clarity". Quello che posso dire, potendo contare su un display OLED a fianco del Sony XF90, è che con una file test di una partita di calcio a risoluzione 4K, con 50 fotogrammi progressivi al secondo, senza HDR, le differenze in termini di risoluzione e dettaglio percepito nelle immagini in rapido movimento sono evidenti e senza alcun tipo di artefatto, come invece mi sarei aspettato, viste le dimensioni generose delle zone di local dimming. In più, come promesso da Sony, la diminuzione della massima luminanza con il sistema X-Motion Clarity attivato è più che accettabile.