Il film mi incuriosiva parecchio, ho visto tutti i film di Nolan fin da "Following" e il cineasta mi piace, anche se lo trovo eccessivamente complicato e "perfettino" al contempo per come combina gli eventi dei suoi film, caratterizzati da montaggi ad incastro, spesso fin troppo articolati alla primissima visione, certamente appaganti e poco banali, coraggiosi in passato, qui con Interstellar meno, molto fedele ad un cinema di fantascienza
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| che mi ricorda visivamente 2001 (stazione spaziale rotante, aspetti metafisici), ma anche un piccolo capolavoro a mio avviso come Sunshine (missione per salvare umanitá, compagni di viaggio cattivi) |
Il film merita di essere visto, probabilmente rivisto non molto tempo dopo, meglio penso in originale (dialoghi italiani non male stavolta). Per certi versi é molto lento, ma non mi sono mai ritrovato a guardare l'orologio. Mi sarei aspettato più azione, anche nelle inquadrature, spesso strette e che raramente mostrano davvero cosa stia accadendo, il che dona molto realismo agli astronauti, ma lo colloca in numerosi frangenti più come un documentario che come un film di fantascienza/avventura.
Bravi gli attori, Cooper su tutti, anche se
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| alcuni suoi spiegoni matematici/fisici sono un po' tirati per i capelli, così come la soluzione al dramma umano con l'orologio che detta il codice é scenografica anche se al contempo davvero poco credibile |
La trama ha numerosi colpi di scena e rimandi all'interno di se stessa (tipicamente Nolan) anche se dopo un po' risulta leggermente telefonata,
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| più che altro il film si autorealizza da solo, come la missione di Cooper, che si rivede come il "fantasma" che detta alla figlia la soluzione di come partire dalla Terra, con l'aiuto di "loro" di altri uomini più evoluti che.. io avrei preferito avesse direttamente parlato di Dio senza voler a tutti i costi fare un film "laico" dove gli uomini creano distruggono e ricreano, ma poi resta sempre la domanda "grazie a chi?" |
Effetti speciali poco presenti e comunque molto credibili, il film ha un tono con forti contrasti luminosi/scuri, bianco/nero e grigio, le musiche anche rendono il tutto maestoso o claustrofobico e
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| accentuano le disavventure dei protagonisti nel finale con toni elettronici e quasi eterei di sogno |
Personaggi meglio riusciti, oltre a Cooper indubbiamente il meglio caratterizzato con la figlia, poi sono anche i
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| due robot Tars e Case, sui quali poggiano le poche battute, riuscite, di umorismo del film, ma che riescono ad emergere per umanitá dal freddo distacco con cui alcuni personaggi (Amelia, lo stesso misterioso Mann) si pongono allo spettatore, tanto freddi da non rendermi troppo partecipe al loro destino, mentre ai due robot mi ci sono affezionato.. ben realizzati anche come design |
Insomma lo devo rivedere per esprimermi al meglio, non ho la presunzione di dire di aver capito perfettamente tutti i passaggi, ma é la volontá del regista e del fratello co-autore della sceneggiatura immagino, che da una parte esprime anche bene la voluta imperfezione e il "realismo" relativo della storia, dall'altra
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| accentua la soluzione del dramma con un eccessivo utilizzo del "Deus Ex machina" incorporato nel protagonista inconsapevole inizialmente, che a mio avviso non é affatto un male, ma regge fino ad un certo punto, fino all'improbabile salvataggio, solo grazie ad altri uomini, certamente appaga e commuove anche, ma non mi ha lasciato del tutto convinto |
Resta un bel film, ambizioso per portata e conservatore per altri versi, molto incentrato in realtá sul tema famigliare
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| il rapporto tra padre e figlia e fratello: il tema del destino dell'umanitá é presente, ma non regge il confronto e perde in interesse, tanto che il vero lieto finale é il rivedere la figlia anziana con il padre molto più giovane di lei legati da un vero affetto, la parte successiva con Amelia che aspetta per ricreare una nuova terra passa in secondo piano e quasi me l'ero dimenticata Amelia... e il finale lascia ancora una volta in sospeso, alla Inception, sará poi vero? giá visto.. |
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| se devo dire manca una spiegazione appagante sul chi siano gli "altri/loro": avrei davvero voluto che la fede andasse oltre e parlasse, e sarebbe stato coraggioso e non scontato, oggigiorno non lo fa nessuno, di Dio, o di qualcosa di soprannaturale, il fatto di "liquidarli" in uomini evoluti che dal futuro hanno scoperto la quinta dimensione e hanno posto il Buco Nero mi lascia in fondo in fondo freddo.. freddo come alcune sensazioni nei momenti più concitati del film, anche nella fine di Mann, bello tirare fuori dal cilindro un bravo Matt Damon, ma il suo scopo non é perfettamente chiaro e risulta anche goffo nella testardaggine tanto da restarci secco da solo e un po' da fesso.. d'accordo era molto provato e disilluso e concentrato sulla disperazione oltre l'interesse del singolo, ma questo fa di Cooper e Amelia personaggi migliori e più credibili e umani. |