
Gianpiero al Roma Hi-Fidelity 2022
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Lo scorso sabato mattina, l'ultimo maledetto sabato di questo gennaio 2026, se n'è andato Gianpiero Majandi, un amico di avmagazine con cui abbiamo già condiviso molti progetti e con tanti altri già in fase avanzata ma che a questo punto rischiano davvero di rimanere incompiuti. Gianpiero era tra i più autorevoli esperti italiani di elettroacustica con tanta esperienza in acustica forense, soluzioni per l'abbattimento del rumore per via aerea e strutturale ma anche nella progettazione di sistemi di altoparlanti, soprattutto in multi-amplificazione e multivia. Tra i lavori di Majandi di cui trovate traccia su AV Magazine cito ad esempio l'Active Reflex creato assieme a Gian Piero Matarazzo oppure, più recentemente, il MaFro Custom, un sistema a sei vie di riferimento assoluto.
Con Gianpiero ho collaborato anche ad alcuni progetti che vanno al di là di AV Magazine. Penso ad esempio alla progettazione dell'Auditorium Aruba a Ponte San Pietro, un polo-eventi con sala Auditorium principale che può ospitare fino a 500 persone, con schermo da 56 metri quadrati, videoproiezione 4K da 32.000 ANSI lumen Epson, sistema broadcast 4K 60p Blackmagic, con camere PTZ Telycam 4K 60p e sistema audio progettato e calibrato da Gianpiero con componenti Audio Performance, in particolare un line array con sedici DLA6-C supportati da quattro DRL4-MONITOR e 8 x SUB1 con driver da 15", il tutto amplificato dal potente AP48M da ben 10.000 watt e DSP integrato: un progetto molto complesso ma entusiasmante.
Ed oggi, tra il dolore e lo sconcerto, penso a tutti quei progetti avviati oppure anche semplicemente immaginati che sarebbero possibili solo grazie all'entusiasmo e un po' anche all'incoscienza dell'amico Majandi. Caro Gianpiero già ti immagino che ridacchi e ci saluti mentre progetti il tuo prossimo sistema multivia di riferimento assoluto...
Emidio Frattaroli
La storia di Gianpiero Majandi

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La storia di Gianpiero Majandi inizia, tanto per cambiare, con l’autocostruzione di diffusori acustici, così, per passione. Era un periodo, alla fine degli anni ’70, nel quale non è che si conoscesse proprio tutto sui parametri caratteristici degli altoparlanti e su come ottenere caratteristiche di estensione e smorzamento ben definite. C’era chi ingrandiva a dismisura i disegni di Neville Thiele per ottenere dei dati abbastanza precisi e chi combatteva con le tabelle di Richard Small per ottenere accordi credibili, magari utilizzando lo scarto della cedevolezza, una sorta di toccasana.
Anche la misura degli stessi parametri caratteristici era difficile da effettuare con precisione. Giusto per far vedere come era possibile ottenere delle caratteristiche ben precise il “nostro” pubblicò un kit per una rivista di elettronica, credo Elettronica Flash, caratterizzato da un woofer professionale da 15” e da un tweeter a tromba. E fu un successo. Sarà il cognome particolare ma quando Massimo Cerchi e Marcello Croce me lo presentarono ad uno dei primissimi SIM a Milano, agli inizi degli anni ’80 ricordai immediatamente quel progetto.
Navigava, assieme ai due amici comuni, nell’area dell’Outline, area di ricerca alla quale il buon Guido Noselli concedeva ampio spazio. E diventammo amici. Io gli passai il software che avevo scritto per il Commodore 64 e lui mi illustrò per filo e per segno le caratteristiche di MLSSA, che aveva acquistato da poco, una scheda di cui si sapeva poco o nulla ma che prometteva grandi cose tanto che mi convinse ad acquistarla senza esitare.
Cominciò così la nostra amicizia, fatta di fax e di misure “a distanza” dei suoi progetti nel settore professionale e di mie realizzazioni in ambito hi-fi, con lo studio sempre attentissimo per i lettori affamati di formule e soluzioni originali. Poi venne la laurea in ingegneria, l’ingresso nell’AES e la svolta professionale nel settore dell’acustica civile, nel controllo del rumore e nell’insonorizzazione, settori dove Gianpiero era imbattibile, per esperienza e conoscenza dei materiali.
Molti furono i progetti importanti sia di sonorizzazione di grossi ambienti, come la stazione di Genova, e le sonorizzazioni atipiche, come i pavimenti risonanti nella hall di un albergo a Sanremo. Ma la passione per la riproduzione della musica pur rimanendo appena nascosta era sempre pronta a riesplodere all’improvviso. Le nostre telefonate diventarono dapprima settimanali e poi giornaliere.
Nacque così, quasi per gioco, l’Active Reflex, modello di carico abbastanza complesso ed ancora non del tutto esplorato. Nel 2011 venne come vice direttore ad AUDIOcostruzione perché… perché lo volli ferocemente: parlavamo la stessa lingua e ci capivamo al volo, assieme al compianto Renato Giussani, Filippo Punzo, Mauro Bigi e Maurizio Jacchia di Audiomatica. Furono begli anni, con tanto lavoro e tanta ricerca svolta ma anche con tanto divertimento a causa della passione comune, passione che si concretizzava in progetti spesso veramente originali.
Non è mai stato uno che si prendeva eccessivamente sul serio, o, come si dice, che “se la tirava” con la dose giusta di autoironia che ne faceva una persona squisita e divertente. Recentemente avevamo deviato entrambi su aspetti meno noti e più concreti della filtratura sia elettronica che passiva e mi prendeva spesso in giro per l’uso del DSP che consentiva ritardi e sfasamenti impossibili da realizzare in modo passivo. Fino ai delay composti che recentemente stavamo analizzando.
Se ne è andato così, stroncato da un infarto, lasciando indietro tutto il lavoro da fare ma lasciando in compenso un vuoto molto profondo.
Gian Piero Matarazzo
Il funerale si terrà mercoledì alle ore 15:00 presso la Chiesa di Paderno Ponchielli.
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