AV Magazine - Logo
Stampa
Musiche da film e videogiochi in Blu-ray
Musiche da film e videogiochi in Blu-ray
Fabio Angeloni - 23 Marzo 2021
“C'è un sicuro punto di contatto tra gli audiofili e i videofili costituito dal generale apprezzamento che questi appassionati nutrono per le colonne sonore registrate in alta definizione video e dotate anche di adeguata qualità audio: qui parleremo di colonne sonore di film ma anche di video game.”
Pagina 1 - Introduzione e metodologia di selezione


- click per ingrandire -

Il forum di AV Magazine è una grande comunità composita, formata da appassionati di elettronica di consumo, che nel suo 'core' contiene però un solido zoccolo duro di videofili e di audiofili. Nelle migliaia di discussioni che si dipanano, molto spesso le due categorie si intersecano, completandosi vicendevolmente; talvolta invece divergono, al massimo conformandosi geometricamente a quelle famose rette parallele che inevitabilmente finiscono coll'incontrarsi mai. Ma c'è un sicuro punto di convergenza tra i due sottoinsiemi di appassionati, che riesce sicuramente a metterli d’accordo, costituito dal generale apprezzamento per le colonne sonore di film dotate anche di una adeguata qualità audio. In questo articolo proverò a proporvi un viaggio del genere, sperando di riuscire a solleticare il vostro interesse. Mi affiancherà in questa scorrazzata fuori porta il compositore Giovanni Luisi, che approfondirà con cognizione di causa le caratteristiche dei protagonisti del viaggio.

Dopo aver immaginato il format ho subito dovuto prendere atto che non esiste praticamente nulla, ancora, in risoluzione UHD. Dunque ho ripiegato (se così si può dire, perché si tratta comunque di un gran bel formato) sul formato Blu-ray Disc, verificando che si trattasse di materiale 'region free', vale a dire di dischi riproducibili su qualsiasi player senza codifica di area, come fortunatamente solitamente accade per le produzioni musicali: quindi solo dischi "Regioni ABC" o "Regione 0".

La scarsità del materiale che soddisfaceva queste precondizioni è davvero inquietante per un appassionato e mi ha spinto, bon gré mal gré, a cercare di reperire quasi tutto il disponibile sul mercato internazionale. Ma ho comunque inteso fissare alcuni paletti tecnici preliminari, prima di reificare il progetto: volevo godere solo di video ad alta definizione Full HD (interlacciato, visto che nessuno di quelli che ho reperito viene ancora offerto a scansione progressiva, purtroppo), accompagnato da riprese audio di qualità e con tassativa esclusione delle musiche tratte da un solo film; intendevo anche puntare, per quanto possibile, a compositori e orchestre diverse, includendo preferenzialmente le esecuzioni dirette dall'autore delle musiche. Dopo aver dato un'occhiata a quanto già avevo in house, ho mentalmente ringraziato il buon Mario/Grunf che in tempi non sospetti mi aveva suggerito di acquistare alcuni BD di concerti eseguiti dalla Danish National Symphony Orchestra, una sorta di passepartout per il genere.

Mi sono anche messo subito alla ricerca dei pezzi più rari, come le versioni Blu-ray Disc di concerti di Ennio Morricone, ben sapendo che con ogni probabilità si sarebbe trattato di video upscalati di girati in qualità DVD, esattamente come Morricone dirige Morricone, il più vecchio della mia selezione in quanto risalente al 2004 (vale a dire ad un periodo in cui - di fatto - ancora non esistevano i lettori Blu-ray Disc): si sarebbe trattato di documenti interessanti da reperire, ma malgrado gli sforzi purtroppo non sono riuscito nell’intento. Anche se, a dire il vero, trovo comunque curioso che il video venga tecnicamente dichiarato nel retrocopertina come un 1080i senza far menzione della reale risoluzione della ripresa originaria.


- click per ingrandire -

Più fortunato sono stato con Bernstein at 100, sul quale nutrivo ottime aspettative, possedendo già un ottimo altro "at 100", che in effetti però non c'entrava assolutamente nulla, trattandosi di San Francisco Symphony At 100, un ottimo e consigliabile 24 bit 96kHz multicanale in video Full HD diretto da quel Michael Tilson Thomas che ci regala sempre incisioni qualitativamente strepitose. Combinazione vuole che sarà proprio lui a dirigere uno dei brani scelti dal Bernstein at 100!

Dopo circa un mese e mezzo abbondante, tutto era pronto per iniziare questo breve viaggio nel nostro immaginifico, perché l'unica cosa certa è che ascoltando questi brani la mente corre a materializzare i ricordi che contiene, richiamando immagini, situazioni, emozioni che ci hanno portato ad apprezzare proprio quei film: questo ci fa rendere improvvisamente conto di quanto la colonna sonora costituisca una parte integrante ed inscindibile dell’esperienza sensoriale cinematografica complessiva.

Il materiale su cui scegliere alla fine era composto da poco più di una decina di Blu-ray Disc che avrebbero consentito di riempire di concerti una intera giornata, ma per instaurare un parallelismo ideale con le 'pellicole' ho deciso di conformarmi alla durata di un film lungo, selezionando un programma di un paio d’ore, con un occhio attento a privilegiare brani facilmente identificabili e non accordando volutamente alcuna priorità al pregio tecnico della composizione del brano o alla complessità della sua esecuzione per l'orchestra.

In questa sede quindi suggerirò un percorso, in qualche modo piano, che naturalmente non è l’unico o il migliore, perché potrà essere modificato a piacimento sulla base di criteri diversi e personalizzati rispetto a quelli che ho inteso adottare qui.

 

Pagina 2 - Ai blocchi di partenza!


- click per ingrandire -

In omaggio al nostro Paese lo 'smooth start' è costituito dal Morricone dirige Morricone, anche al fine di tributare un modesto omaggio al 'nostro' genio musicale, recentemente scomparso, non certo perché fosse romano, come potrebbe arrivare a ipotizzare qualche malpensante! Come detto, questo è l'unico Blu-ray Disc della selezione a contenere riprese non effettuate nativamente in alta definizione ma 'pompate' in 1080i partendo da materiale a definizione standard; del resto si tratta pur sempre di un BD e di una di quelle rare testimonianze di un grande compositore che dirige le proprie musiche, dal mio punto di vista costituisce un documento davvero imperdibile: in ragione di questi motivi ho fatto volentieri una pur blanda deroga alle precondizioni inizialmente fissate.


- click per ingrandire -

L'italianissimo Morricone dirige dunque la Rundfunorchester e il coro dei Rundfunks di Baviera al Gasteig tedesco di Monaco di Baviera. L'esecuzione tradisce gli anni passati e l'impostazione dello spettacolo è piuttosto tradizionale, ovvero dire piuttosto statica. Ascoltare 'excerpt' tratti da 'C'era una volta in America', 'Nuovo Cinema Paradiso' (il cui rigore di esecuzione appare lontano anni luce dalla godibile rivisitazione poi effettuata da 'Fabrizio Bosso with strings' in You've Changed) e Il buono, il brutto, il cattivo, intervallati da contributi video tratti dai film e diretti dall’autore, costituisce un'esperienza davvero unica. 

L'audio, di media qualità, è proposto nei formati PCM stereo o nel lossless DTS-HD Master Audio 5.1; a questo proposito sarebbe interessante capire se oltre all'upscaling video da NTSC sia stato operato anche un trattamento audio da formato lossy o se invece si tratti di una trasposizione proveniente dal master. Malgrado il quasi ventennio passato dall'esecuzione, si è di fronte ad un concerto che mi sento di consigliare per l'importanza documentale che riveste, oltre che per l'indubbio valore artistico dei brani eseguiti. L’incisione ha un tono complessivo tendente all’esangue in basso e non limpido in alto (forse per l’applicazione di un filtro di denoising reso necessario da una registrazione non freschissima) che tende a impastare un po’ il suono.


- click per ingrandire -

Rimaniamo in Europa con Morricone per un omaggio tributatogli dalla Danish National Symphony Orchestra (d’ora in avanti DNSO), che nella cornice della DR Concert Hall di Copenhagen, diretta da Sarah Hicks, ha registrato The Morricone Duel. Questa orchestra ha pubblicato molti concerti in blu-ray, negli ultimi anni, ricorrendo ad una conduzione sempre diversa. In effetti anche il solo A night piece, tratto da Taxi driver (Bernard Hermann), vale il costo del disco, che peraltro contiene anche altri interessanti brani tra i quali Il Padrino, composto da Nino Rota. L'audio anche in questo caso è proposto nei formati PCM stereo o nel lossless DTS-HD Master Audio 5.1, con video in 1080i. Suono equilibrato, con tutto al posto giusto e tonalità naturali, in piena tradizione DNSO.


- click per ingrandire -

Voliamo negli Stati Uniti per trasferirci nell'assolata Florida, in quell’autentico paradiso che è Miami, per goderci An evening with Dave Grusin, dell'omonimo compositore proveniente dal Colorado di tendenze spiccatamente jazzistiche. Ci tengo a ricordare che Dave Grusin, insieme a Larry Rosen, diede vita al magico duo che fondò la GRP records, la famosa etichetta di incisione americana che per un ventennio ha praticamente monopolizzato la produzione di musica jazz-fusion, fino forse a farla derubricare a "musica da aeroporto" non tanto per un oggettivo decadimento qualitativo, quanto forse per il semplice eccesso di offerta e per esaurimento naturale della vena di innovazione artistica. Nella monumentale opera di Grusin tengo a ricordare almeno Mountain Dance, l'Oscar per la colonna sonora del Film 'Milagro' o l'altrettanto meravigliosa colonna sonora de I favolosi Baker.


- click per ingrandire -

Del bel concerto eseguito dai musicisti della scuola di musica Frost dell'Università di Miami e dalla Henry Mancini Orchestra segnalo, tratto da West Side Story, Cool (Leonard Bernstein-Stephen Sondheim), guest star il vibrafonista Gary Barton, e da Tootsie, It might be you, composto da Grusin e magistralmente interpretato dalla stella Patti Austin, ricordando che nella sua versione originale del 1983 il brano fu candidato all'Academy Award for Best Song. Qui tutto si fa più allegro e vibrante, al punto che si inizia naturalmente a "tappettare" in terra col piede: il sound del jazz americano irrompe prepotentemente sulla scena, anche se l'impostazione generale dello spettacolo rimane tradizionale, seppure resa più vitale da una regia più rapida e moderna. Suono brillante e vivo, purtroppo proposto in formato multicanale lossy Dolby Digital 5.1 (che tecnicamente consente un flusso massimo di 640 kbps) e video proposto in 1080i. Il suono del disco è moderno ed equilibrato, il mix dei 5 canali non ci propone ambienza, quanto piuttosto un’espansione sonora degli strumenti anche alle nostre spalle, senza tener conto del loro reale posizionamento in sala, ma il fatto non disturba affatto, anche se la scena va un po’ a farsi benedire in favore di un più moderno effetto circondamento. Tutto torna al suo posto, invece, per la solida voce di Patti Austin, che esibisce una resa spettacolare anche in termini di ambienza. Non dimentichiamo che in multicanale 'molto' è permesso.

 


- click per ingrandire -

Sempre negli Stati Uniti ci trasferiamo in Massachusetts, a Tanglewood “una località che include vari spazi per musica presso le città di Lenox e Stockbridge nelle Berkshire Hills, nel Massachusetts occidentale, sede estiva della Boston Symphony Orchestra dal 1937, anche sede di tre scuole di musica: il Tanglewood Music Center, il Days in the Arts ed il Boston University Tanglewood Institute”, per omaggiare il grande Leonard Bernstein, con Bernstein at 100, The centennial celebration at Tanglewood, il cui arrivo ho dovuto attendere quasi un mese e mezzo, forse anche a causa della Brexit. Dirò subito che ne vale al pena. La Boston Symphony Orchestra, coadiuvata da musicisti di tutto il mondo (c’è anche il "violon-cello" del mio adorato Yo-yo ma) è diretta da conduttori di orchestra diversi, ma il brano iconico Maria, tratta da West Side Story è di competenza di Michael Tilson Thomas (MTT), la cui serie (per lo più disponibile in blu-ray) Keeping Score, con la San Francisco Symphony (SFS), trovo imperdibile anche solo per la qualità di incisione.


- click per ingrandire -

A questo ultimo proposito, anzi, per avere anche solo una idea di cosa parlo, invito ad ascoltare l’estratto di un brano di Copland registrato divinamente e contenuto nel Blu-ray Disc 'The sound of high definition' della Dolby (ho cercato a lungo e senza successo il relativo Blu-ray Disc da cui suppostamente era stato estrapolato) o, per una visione più ampia dei suoi capolavori musicali, il BD Copland dirige Copland, con audio stereo e video upscalato (molto) ma che si riferisce ad un concerto eseguito quasi mezzo secolo fa, nel 1976, con la Los Angeles Philharmonic e un tale Benny Goodman al clarinetto: i music addicted degli Emerson, Lake and Palmer di Fanfare for the Common Man (Works vol. 1) e di Hoe-down (Trilogy) sono avvertiti!

 


- click per ingrandire -

Torniamo a Tanglewood: degli excerpt da West Side Story impossibile non ascoltare, come detto, almeno Maria (accompagnati dalla bella voce di Tony Yazbeck) aria che ben conosciamo tutti, con tanto di rappresentazione teatrale di complemento con il supporto del Women of the Tanglewood Festival Chorus, per finire con un Somewhere diretto da Andris Nelsons con palco gremito da tutti i protagonisti della celebrazione del centennale.


- click per ingrandire -

Nel disco sono ricompresi brani di Gustav Mahler, di Aaron Copland (sempre diretti da MTT, che con la sua SFS ha pubblicato il meraviglioso Copland and the american sound) e di quel John Williams che dirige se stesso (che introduco nominalisticamente qui, ma che ritroveremo subito dopo), per un happening di musica e immagini lungo ben 130 minuti. L’audio è proposto nei formati PCM stereo o nel lossless DTS-HD Master Audio 5.1, con video in 1080i. L'incisione rispetta le caratteristiche live del concerto, con molta ambienza e spazialità di un suono forse non definitissimo e apparentemente carente in gamma medio bassa, anche se la presenza di una parte visiva forte pone in secondo piano la parte tecnica.

 


- click per ingrandire -

Rimaniamo negli Stati Uniti per planare in un’altra terra ridente e assolata, la California, e più precisamente a Los Angeles, intanto per ammirare l'ennesimo celebre edificio titanioso di Frank Owen Gehry, la Walt Disney Concert Hall. Nel Blu-ray Disc A John Williams Celebration, opening gala concert, la Los Angeles Philarmonic esegue musiche del compositore preferito di Spielberg diretta prima da Gustavo Dudamel e, nel secondo brano proposto, eccezionalmente dal compositore medesimo. Consiglio la intro anche solo per godere delle ammalianti forme della WDCH, che richiamano quelle del famoso predecessore, il Museo Guggenheim di Bilbao.


- click per ingrandire -

Dopodiché propongo l'ascolto di un breve richiamo a Lo Squalo teatralizzato come solo gli americani sanno fare. Nel brano successivo John Williams prende le redini dell'orchestra per dirigere la sua Marcia Imperiale tratta da Star Wars, con tanto di entrata in sala di Darth Vader nella tradizionale livrea nero assoluto brandendo la spada laser d'ordinanza, accompagnato da un intero plotone di soldati. Anche in questo caso l'audio è proposto nei formati PCM stereo o nel lossless DTS-HD Master Audio 5.1, con video in 1080i. Incisione moderna con ambienza credibile per una sala decisamente grande, assistita da riprese video nitide anche grazie alla forte illuminazione di sala.


- click per ingrandire -

Passiamo alla chicca dell'intera selezione, in cui l'americanissimo John Williams sceglie l'Europa, e più precisamente Vienna, per dirigere nientepopodimeno dei Wiener Philarmonicher, con la virtuosa del piccolo quattro corde ad arco Anne-Sophie Mutter per celebrare un omaggio a se stesso. Di questo John Williams live in Vienna abbiamo già abbondantemente parlato in questo dettagliatissimo articolo, dunque sarò estremamente succinto, anche se vorrei profondermi in lodi sperticate. Il Musikverein di Vienna è un vero e proprio tempio della musica, che nulla concede alla possibile spettacolarizzazione del concerto in virtù della religione di Stato che permea tutto il luogo, imposta anche a chi vi entra: la Musica. Che viene qui eseguita ad altissimi livelli, in un ambiente acusticamente favorevole, con l'apporto delle più affermate musicstar. La registrazione offre una resa audio che assurge ai vertici di sempre, non solo in quanto veicolata nei formati DTS-HD Master Audio stereo 24bit/96kHz e multicanale 5.1 24bit/48kHz, con menzione d'onore per la versione Dolby Atmos 9.1.4 (suppostamente una 24bit/48kHz con flusso TrueHD/MLP), ma in quanto la ripresa microfonica e il lavoro in post-produzione son riusciti a preservare un suono straordinario con una naturalezza e un'ambienza quanto mai credibili.


- click per ingrandire -

Ascoltare le musiche di Harry Potter, E.T. l’Extra Terrestre, Jurassic Park, Star Wars e Indiana Jones in Atmos ci immerge nelle migliori colonne sonore di sempre, mirabilmente eseguite da una orchestra di caratura inimitabile diretta proprio da colui che ha composto quegli autentici capolavori nota per nota. Questo blu-ray spacca per i singoli fattori che orchestrano una specie di miracolo acustico: l'acustica di sala, i maestri d'orchestra che eseguono, il direttore che dirige l'esecuzione delle proprie composizioni, la qualità della ripresa audio e i formati audio avanzati scelti in postproduzione. Fatta salva la qualità video, proposta nel solito deludente Full HD a scansione interlacciata (che ha interdetto non poco anche il nostro Direttore), si tratta di un disco imperdibile che dovrebbero possedere anche i non appassionati al genere. Quando sul fronte audio ci si approssima così tanto all’eccellenza tecnica, ogni commento diviene del tutto superfluo!

 


- click per ingrandire -

Sempre rimanendo nella nostra bella Europa, torniamo in Danimarca, a Copenhaghen, per ascoltare un altro blu-ray della DSNO, il recentissimo Agents are forever. Il buon livello qualitativo dell'orchestra viene sublimato da un'esecuzione di pregio, da un'ottima ripresa audio e dalla gustosa spettacolarizzazione dei vari brani, che inizia con l'autoironico direttore Hans Ek che - in qualche modo anche sconfessando l'indispensabilità del suo operato - proprio all'inizio del concerto viene “fatto fuori” da un cecchino e che si accascia esanime ai piedi del podio per l'intera durata del primo brano, lasciando apparentemente l'orchestra in balìa di se stessa proprio con il pezzo d’apertura, il tema di James Bond tratto da Dottor No (John Barry).


- click per ingrandire -

Ma vale sen’altro la pena di ascoltare La Pantera Rosa di Henry Mancini con un sax dal suono strepitosamente naturale, il tema di Mission: Impossible 3 (Lalo Schifrin), con tanto di puntatori luminosi che producono un soffitto a rete laser che richiama il primo fortunato episodio della serie di film di Tom Cruise. Per finire segnalo il tema di Skyfall (Adele/Paul Epworth), originariamente interpretato da Adele, qui cantato coraggiosamente e in modo particolarmente convincente dalla star naturalizzata danese (in realtà, di origini svedesi) Caroline Henderson. L'audio è proposto nei formati PCM stereo o nel lossless DTS-HD Master Audio 5.1, con video in 1080i. Bravi esecutori in una orchestra in cui tutti suonano a vantaggio del risultato finale, arrangiamenti interessanti, ripresa acustica di qualità, mix equilibrato: DSNO migliora ogni volta il suo precedente prodotto. Raggiungere questo equilibrio complessivo non è fatto banale.

 


- click per ingrandire -

DSNO, diretta da Christian Schumann, ha anche pubblicato Fantasymphony, raccolta guidata da una profonda voce narrante e come sempre ottimamente spettacolarizzata da questi geni danesi che pian piano stanno imponendo il loro marchio sul genere! Si parte con A kind of magic di Roger Taylor e si termina con Who wants to live forever di Brian May (rispettivamente batterista e chitarrista dei Queen) tratti dal film Highlander, passando per il corale ed epico The end of all things (Howard Shore), tratto da Il Signore degli anelli e per tanti altri brani del genere.


- click per ingrandire -

L'audio è proposto nei formati PCM stereo o nel lossless DTS-HD Master Audio 5.1, con video in 1080i. Lo standard audio di DSNO rimane invariato anche qui, la selezione intelligente, l’arricchimento di particolari scenici piacevole e il risultato finale - come sempre - di livello. La batteria non suona in un box e a mio giudizio questo apparentemente insignificante talvolta comporta effetti di ritorno facilmente evitabili.

 

Pagina 3 - Hans Zimmer, videogames e conclusioni


- click per ingrandire -

Nella raccolta Galaxymphony, DSNO (che si sta avviando a divenire “un nuovo classico”), condotta da Anthony Hermus, propone musiche cinematografiche di film “stellari”. La sala della DR Hall come sempre viene addobbata in tono con la rassegna del momento, per favorire una forma di rievocazione visiva. La selezione è interessante e ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta tra capolavori. Per spezzare un po’ il ritmo consiglio lo scanzonato Cantina Band, tratto dall’Episodio IV di Star Wars dell’immancabile John Williams.


- click per ingrandire -

Consigliando poi l'ipnotizzante Suite Interstellar di Hans Zimmer, introduco il prossimo e ultimo protagonista della nostra selezione. L'audio ancora una volta viene proposto in formato PCM stereo o lossless DTS-HD Master Audio 5.1; niente Dolby Atmos nemmeno qui, mentre il video come sempre è in 1080i. L’incisione sembra questa volta povera di profondità sonora, apparentemente leggerina

 


- click per ingrandire -

Il nostro bel pomeriggio musicale volge al termine. Rimaniamo in Europa, ma ci rechiamo nella Repubblica Ceca, dove la star indiscussa delle colonne sonore del momento, il sopracitato Hans Zimmer, nella 02 Arena di Praga (dove forse, per via del modernismo, non sembra aleggiare più lo spirito di Kafka) accalca un ensemble di decine di elementi composto dalla sua band, dall’Orchestra Nazionale sinfonica Ceca e coro, sotto la direzione di Peter Asher per eseguire il suo Live in Praga. Non credo solo per festeggiare i suoi 60 anni, Zimmer raduna per la sua band alcune eccellenze musicali quali Yolande Christina Charles (basso elettrico), Tina Guo (violoncello), Rusanda Panfili (violino), Czarina Russell (voce) e Anne-Marie Simpson (violino) per uno spettacolo che è il trionfo degli occhi e delle orecchie. Segnalo agli appassionati che si fossero persi il tour che ne è previsto un altro per il 2022.

Tecnicamente invece mi rammarica dover andare controcorrente, ma ho trovato la qualità audio di questa incisione live discutibile. Mentre nessuno credo possa mettere in dubbio l'inesauribile e multiforme vena creativa di Zimmer, che tutti apprezziamo nei blockbuster che commenta in modo impeccabile, il compito di realizzare una ripresa audio di qualità in un ambiente così spazioso, probabilmente non progettato per la riproduzione musicale - come sappiamo - rappresenta un'impresa davvero ardua. Il risultato finale, infatti, paga pegno. Molti appassionati risultano incantati dal suono di questo Blu-ray Disc, ma talvolta mi chiedo se questo non derivi dalla varietà e qualità del repertorio proposto (circa 140 minuti di ottima musica), dalla presenza scenica di musicisti non paludati ed anzi maliziosamente smagati e dalla innata ecletticità del compositore polistrumentista Zimmer. Questo Blu-ray Disc sembra un prodotto missato sulle Auratone o sulle Yamaha NS-10, casse da studio che ai tempi servivano ad avere un riferimento di base del suono che si produrrà in impianti di base, radioni da spalla, speaker da filodiffusione, ma meno adatto a valutare il suono che potrà poi essere diffuso da un impianto consolidato, magari dotato di 5 torri per la sola sezione a pavimento. Sono rimasto piuttosto scosso, perché a mio avviso questo prodotto non rende onore alla meticolosità quasi maniacale per la quale è noto Zimmer.


- click per ingrandire -

Per un ascolto decente il sub andrà infatti ricalibrato, diminuendone il volume, e comunque tutte e 5/7 le casse in configurazione "large" emetteranno una gamma bassa esorbitante (premetto che si tratta di un comportamento che, solo entro i limiti della assoluta naturalezza, apprezzo per dare profondità all'esecuzione). Ma soprattutto troppa confusione regna in troppi brani e questo credo che potrà essere facilmente rilevato da tutti. In un set con speaker più piccoli, magari bookshelf, credo invece che l'audio di questo BD possa dare il meglio di sé, a causa del rinforzo della gamma che in quella tipologia di speaker normalmente viene riprodotta a -ndB visto che ciò impedisce anche forme di mascheramento delle frequenze medio alte. Dunque non faccio fatica a pensare che in alcuni set possa invece suonare in modo adeguato. Resta il fatto che ascoltare Guidando, tratto da A spasso con Daisy, il tema di Allarme rosso, Now we are free de Il gladiatore, He's pirate! di Pirati dei Caraibi e Time di Inception, tanto per dirne solo alcuni, suscita in noi emozioni davvero profonde e irreprimibili. L'audio è proposto a 48 kHz in formato PCM stereo o Dolby Atmos (Dolby TrueHD 7.1), con video in 1080i guidato da una regia moderna e avvincente.


- click per ingrandire -

Videogames

Per i più giovani, ma anche per gli attempatelli che non si arrendono al passare degli anni termino un po' fuori sacco dando conto dell’ennesimo (e recentissimo) lavoro di DSNO, vale a dire Gaming in symphony, diretta da Eimear Noone. Si tratta di un’idea nuova che segna l'evolversi dei tempi, visto che finalmente attribuisce una collocazione e una dignità alle colonne sonore dei videogames, che diventano qui di ispirazione per eseguire un concerto con orchestra.

C'è stato un tempo (che per fortuna abbiamo ormai messo alle spalle) in cui i puristi sollevavano e torcevano il naso rispetto ad orchestre che eseguivano quello che veniva considerato un B-genre, le colonne sonore delle opere cinematografiche. Qui invece, forse per la prima volta in questo formato, anche le colonne sonore dei videogiochi sono state promosse a giocare in serie A e l’idea mi è sembrata eccellente, considerate le lunghe ore in cui queste musiche si insinuano iterativamente nell’orecchio dei giovani, non sottovalutando il fatto che potrebbe costituire un Cavallo di Troia per avvicinarli alla riproduzione di qualità. La grafica e l’ambientazione mettono a proprio agio col genere sonoro. Il Blu-ray Disc propone excerpt tratti da Call of duty (con tanto di rumori di armi da fuoco ed esplosioni iniziali che metteranno subito a loro agio i giocatori più incalliti), ma anche da Assassin’s creed II, da World of warcraft, da Final Fantasy, da Halo e da molti altri videogame. L'audio, di ottima fattura, anche in questo caso è proposto in formato PCM stereo o nel formato lossless DTS-HD Master Audio 5.1, con video in 1080i. Curiosa l'assenza di un booklet. Anche in questo caso l’incisione sembra povera di profondità sonora, apparentemente leggerina…


- click per ingrandire -

Conclusioni

Il nostro viaggio sonoro, per parte mia, si appresta a terminare, anche se poi a prendervi per mano per il suo proseguimento sarà il compositore Giovanni Luisi. L'aspetto forse più interessante da sottolineare è che un pomeriggio del genere dà modo di apprezzare la qualità di queste composizioni, anche in virtù dei vari stili di esecuzione di orchestre guidate da diversi Direttori in location mai uguali, registrate da team tecnici mai coincidenti che affermano l’antica visione di Mao Zedong (sia chiaro, non intendo nemmeno lambire l'aspetto politico, ma uso la frase strumentalmente) che cento fiori fioriscano, che cento scuole di pensiero gareggino, il piacere di noi appassionati sarà comunque assicurato, aggiungo io!

Pagina 4 - L'analisi del compositore Giovanni Luisi

Metti una sera un gruppo di famosi autori di colonne sonore. Metti che tutti questi autori fanno la storia del genere. Metti che quattro di loro, Morricone, Williams, Grusin e Zimmer (non me ne vogliano gli altri) rappresentano i pilastri fondamentali di questa ultra-secolare disciplina. Metti che questi pilastri esprimono anche quattro anime ben distinte nel panorama mondiale: suggestiva-classica con soluzioni compositive complesse e contaminazioni (Morricone), descrittiva-classica con raffinatezze orchestrali (Williams), jazz-moderna con esiti intensi e di grande presa popolare (Grusin) e contemporanea-onnicomprensiva di generi e strumentazioni, dove i temi forti e marcanti tornano a dominare (Zimmer).


foto: CC BY-SA 2.0
- click per ingrandire -

Ennio Morricone, studi rigorosissimi (fu allievo di Goffredo Petrassi a Santa Cecilia), ha messo nelle sue colonne sonore tutto lo scibile delle forme e le tecniche classiche, da canoni a fughe o doppie fughe, dalle forme-canzone alle dodecafonie. Quasi tutte forme di respiro breve poiché, com'è noto, nel cinema non ci sono i tempi per gli sviluppi strutturali delle forme più complesse. Insomma, ce n'era per annoiare il più pedante dei parrucconi e invece ha creato uno stile personalissimo e sempre perfettamente aderente alle scene, grazie anche all'uso di 'strumenti insoliti', come i primi sintetizzatori certo, ma chi non ricorda il marranzano o il 'fischio' che hanno dato vita e colore agli spaghetti-western ma anche a capolavori di tutt'altra natura come in 'Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto' di Elio Petri. Anche così, però, poteva impantanarsi come altri nel limbo tra la cinematografia e l'etnomusicologia. Eppure, da 'C'era Una Volta in America' a 'Nuovo Cinema Paradiso', passando per 'Mission', ha piazzato solo tap-in vincenti nella gara a chi lascia il mondo (del cinema) migliore di come lo ha trovato. Questo fino all'anno 2020, in cui è andato a temperarsi le matite molto più in alto, lasciando le gomme qui giù, perché se la perfezione non è di questo mondo deve esserlo dell'altro; dunque uno già quasi perfetto in terra non ha bisogno di correggersi in cielo. E dato questo recente 'passaggio dimensionale', mi permetto un'altra nota sul musicista capitolino: la sua musica esprime spesso un livello superiore di interpretazione, un sapiente gioco di significati e significanti che mentre ti inchioda alla poltrona su ciò che si vede, ti fa scoprire ciò che non si vede, le emozioni e gli stati d'animo essenziali legati alla sceneggiatura. A mio parere pochissimi compositori hanno raggiunto tale grado di complessità tecnico-espressiva. Genio Assoluto.


- click per ingrandire -

John Williams domina da oltre 60 anni la scena delle colonne sonore. Ogni musica uscita dalla sua matita si distingue per perfezione formale, espressiva ed esecutiva. Diversamente da Morricone, il compositore americano ha puntato ad ottenere tutte le sfaccettature espressive quasi sempre con lo stesso strumento: la grande orchestra sinfonica, il che in terra di stars and stripes non è che fosse una grande strategia, visti i predecessori, peraltro in buona parte di scuola europea. Williams ha trovato la sua strada per il vertice grazie al suo straordinario eclettismo, nei temi come nelle scelte sonore delle orchestrazioni; ed è questo il carattere distintivo che più mi appassiona. Il pianeta lo apprezza per titoli quali 'Lo Squalo' o 'Harry Potter', passando per la saga di 'Indiana Jones'. Il genio statunitense è stato capace di incursioni in opere più sentimentali, intimistiche o drammatiche come 'Always - Per Sempre', 'Turista Per Caso' o 'A.I. Intelligenza Artificiale' (ovvero cyber-Pinocchio come ripensato da Aldiss, fortemente voluto da Kubrick e realizzato da Spielberg!) o commedie quasi surreali come 'The Terminal', dimostrando un livello di abilità nel cambio di registro che non ritrovo in nessun altro autore. In questo programma l'esempio fornito dal film 'Sabrina', a mio avviso non tra i lavori memorabili, è ampiamente compensato dal meraviglioso e straziante 'Shindler's List'. Perfezione ineguagliata dalla pagina fino al nastro (o chip se volete).


- click per ingrandire -

Di Grusin, nella premessa si diceva dell'anima jazz ed infatti il programma prevede l'esecuzione di brani di altri due giganti: Henry Mancini e Leonard Bernstein. Rispetto a questi, Grusin ha portato la musica a vette elevatissime, in particolare quella jazz, che si nutre di standard e di elementi convenzionali codificati, plasmandola sulle esigenze del cinema con l'uso del suo strumento d'elezione: il pianoforte. Dall'ascolto di questo disco, che è di grande soddisfazione sul piano del sound, si capisce come la migliore produzione di colonne sonore americane si leghi indissolubilmente alla qualità esecutiva e produttiva, qui in particolare rappresentata dalla sezione degli ottoni, ancora oggi fiore all'occhiello della musica moderna made in USA. Per chi volesse approfondire la grandezza di Grusin sul piano compositivo, suggerisco l'ascolto della musica del film Il Socio (The Firm) in particolare il brano Memphis Stomp con l'autore al piano, dove a tratti sembra di sentire due pianoforti tanta è la complessità della trama. Capolavoro indubitabile di genere.


- click per ingrandire -

Hans Zimmer ha già lasciato da tempo il segno recuperando la tradizione dei grandi “temòni” e delle orchestrazioni flamboyant unite a massicce dosi di contaminazioni pop-rock e di strumenti inusuali o elettronici. La descrizione sembrerebbe non particolarmente esaltante se non fosse che Zimmer ha infilato nel tempo un'interminabile sequenza di lavori godibili, certamente molto concessivi all'effetto magniloquente, ma comunque popolari (in senso buono) ed efficacissimi. Chi scrive si è unito al coro di inneggianti al genio solo dopo l'uscita de Il Codice Da Vinci dove il tipico ostinato che sostiene un raro esempio di main theme “circolare” al pari, per intenderci e con i dovuti distinguo, del finale del Guglielmo Tell di Rossini, ha fatto finalmente capire come il talento tedesco sia capace anche di raffinatezza ed eleganza. In corsa per l'Olimpo.

Arriviamo quindi agli altri quattro campioni dello scoring: l'inglese John Barry, l'americano Thomas Newmann, l'argentino Lalo Schifrin e il già citato Henry Mancini: se per Mancini e Schifrin potremmo 'limitarci' rispettivamente alla felpata serie animata cult 'La Pantera Rosa' e la spy series oggi rinata a saga filmica grazie a Tom Cruise 'Mission: Impossible', per John Barry va rilevato un curioso fenomeno “inverso” rispetto ad autori quali Morricone o Williams.

Mentre questi ultimi hanno preso le mosse dalla tradizione classica mantenendola eppure raggiungendo risultati differenti, John Barry è partito dal Pop e poi ha trovato una sua personale cifra stilistica basata proprio sull'uso dell'orchestra sinfonica, si pensi a flauti e corni francesi sempre protagonisti, nella saga Bondiana come ne La Mia Africa, in Balla Coi Lupi o in Codice Mercury. Va ricordato, tuttavia, che l'arcinoto tema principale di James Bond non è di John Barry, come riporta il disco, bensì di Monty Norman (varie sentenze lo hanno stabilito in via definitiva!).


foto: CC BY 2.0
- click per ingrandire -

Thomas Newmann membro di una delle più importanti dinastie americane di musicisti per il cinema, arriva alla qui rappresentata Skyfall dopo i successi dell'originale e memorabile musica per il film American Beauty. La musica da film di Newmann ha avuto un processo evolutivo di oltre quarant'anni ed è interessante rilevare come, data anche la tradizione familiare, abbia passato il primo ventennio di carriera caratterizzato da forme e stili piuttosto convenzionali prima di giungere a quella sublimata mescolanza di country-rock e sinfonismo conditi da percussioni che tutti abbiamo imparato a riconoscere ed amare da American Beauty in poi.

I suoi “tappeti” evocativi e sospesi con riverberi lunghissimi e l'immancabile pianoforte, più o meno elaborato, hanno contribuito a creare il suo marchio di fabbrica musicale al pari delle tipiche sgroppate ritmiche fatte di ostinati conditi da tablas, marimbe, steel drums e tutte le percussioni etniche, orchestrali e sintetiche conosciute. Su questa scia, più che la citata opera di Sam Mendes, consiglio dal film 'Un Sogno Per Domani' il brano Possibility, geniale incastro di ritmi e timbri che nella sua oramai ventennale evoluzione ci porta fino ai recenti 'Skyfall' (da non perdere da questo punto di vista i titoli 'New Digs' e 'Health & Safety') e 'Spectre', non a caso diretti sempre dal britannico premio oscar Mendes. Passato, presente e futuro della musica da film, senza dubbio.

Titoli relativi al gaming

Uno sguardo ai titoli del programma relativi al gaming: Call Of Duty qui rappresentato è musicato da Brian Tyler che, va detto, è già una movie star avendo all'attivo titoli quali Iron Man 3, Thor o La Mummia dunque non solo uno specialista di genere. Al servizio dei video games in generale ritroviamo la stessa impeccabile precisione delle colonne sonore per il cinema, caratterizzata però da soluzioni d'effetto e sonorità più marcate, dato l'obbligo di dividersi lo spazio con i massicci effetti sonori del gioco. Ciò va inteso come caratteristica, non come difetto e può in parte richiamare l'origine della colonna sonora stessa secondo la consolidata teoria per cui l'esecuzione in sala di musiche di commento alle scene del cinema muto avesse anche funzione di coprire il fastidioso rumore del proiettore!

Semmai si può porre qui una questione estetica del tipo bellezza vs dignità (compositiva): la musica per immagini non si è posta il limite di tempo e dunque di sviluppo necessario al pensiero 'alto' per dipanarsi, è un limite imposto dalla forma stessa cui viene applicata e da cui dipende. Allo stesso tempo nessuno, spero, si sognerebbe oggi di fare inutili classifiche fra generi mettendo da un lato della bilancia forme chiuse di breve respiro come le canzoni (ce ne sono di geniali e meravigliose) e dall'altro opere sinfoniche colte (ce ne sono di insopportabili). Verrebbe da dire 'è la bellezza, bellezza!' senza ignorare che, pur nel rispetto di ogni gusto, un conto sono i Beatles un altro Er Piotta. Ciò per spegnere ogni possibile alito di vento censorio sia verso la musica per il gaming che per la musica da film stessa, ancora oggi non del tutto fuori dai preconcetti.

Né vale eccepire circa l'inevitabile rapporto con cliché e convenzioni tipici della settima arte ampiamente presenti anche in forme nobili come l'opera (so bene qui di inimicarmi più di qualcuno). Da questo punto di vista, di fronte ad un film siamo tutti più inclini a cedere a certe convenzioni, a certe facili combinazioni. Per dirlo in chiave gastronomica, lunga vita alla sperimentazione, alle sferificazioni e all'azoto liquido, ma quando serve bellezza chi non preferisce una bella carbonara? Alla fine, quando serve buon cibo per la mente siamo tutti almeno un pochino come Roger Rabbit di fronte all'irresistibile 'Ammazza la vecchia...col Flit',  'A shave and a haircut' per gli anglofili.