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Il miglior TV OLED 2025-2026: lo Shoot-out TV secondo me
Il miglior TV OLED 2025-2026: lo Shoot-out TV secondo me
Nicola Zucchini Buriani - 20 Febbraio 2026
“Il confronto tra i tre TV OLED di Sony, Panasonic e Loewe, consumato tra novembre e dicembre, è stato molto apprezzato dal grande pubblico. Racconterò la mia esperienza, maturata dopo svariate ore davanti ai tre schermi. Ci sono conferme, ma anche alcune sorprese che io stesso, alla vigilia degli shoot-out, non mi sarei aspettato”
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L’edizione 2025 dello Shoot-out di AV Magazine si è conclusa a dicembre dopo quattro tappe, a Roma, Padova, Milano e Bologna, in cui abbiamo messo a confronto i TV con tecnologia OLED Loewe Stellar (con test di imminente pubblicazione), Panasonic Z95B (qui la nostra prova) e Sony Bravia 8 II (qui la nostra recensione completa). Tre modelli di fascia alta, tutti con prestazioni eccellenti, ma ciascuno con caratteristiche e approcci diversi nella resa delle immagini.

Non si tratta quindi di stabilire se la qualità sia buona o quale dei tre TV sia il migliore in assoluto: l’obiettivo è piuttosto mettere in luce le differenze e capire quale prodotto si comporta meglio nei diversi scenari di utilizzo. In questo articolo racconterò la mia esperienza, maturata dopo svariate ore davanti ai tre schermi. Ci sono conferme, ma anche alcune sorprese che io stesso, alla vigilia degli Shoot-out, non mi sarei aspettato.

 

Sommario

 

I tre TV

 

Prima di entrare nel vivo del confronto, vediamone più da vicino i protagonisti. Tutti i televisori che abbiamo usato per lo Shoot-out sono OLED Ultra HD da 55 pollici. Cambia però la tipologia: il Sony Bravia 8 II è un QD-OLED con pannello di Samsung Display mentre Loewe Stellar e Panasonic Z95B sono WRGB di LG Display.

Si tratta quindi di due tecnologie diverse, ciascuna con caratteristiche e sensibilità proprie: da qui nascono le sfumature che emergono distintamente durante le prove. Di seguito, le principali caratteristiche di ciascun modello.

Loewe Stellar


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Il Loewe Stellar utilizzato nello Shoot-out è la versione 2025 con sistema operativo VIDAA. È importante precisarlo perché il modello originale del 2024, ancora disponibile, monta un pannello con micro-lenti ed è basato su Tizen. Lo Stellar aggiornato integra la META Technology 3.0 ed è quindi un Primary RGB Tandem: l’ultima evoluzione degli OLED “bianchi” sviluppati da LG.

La Smart TV è VIDAA U9, la versione più aggiornata della piattaforma sviluppata da Hisense. Il passaggio dal modello 2024 a quello del 2025 è dunque decisamente importante, soprattutto in termini di luminanza, che nell’arco di un anno è passata da 1.500 a 2.200 nit circa.

Design e materiali riflettono la cura tipica di Loewe: lo chassis è in alluminio spazzolato, mentre il retro può essere in cemento, lava raffreddata oppure in alluminio, materiali inusuali scelti sia per l’unicità (non ci sono due TV esattamente identici per le finiture in lava e cemento) sia per la rigidità. Sul frontale sono presenti gli altoparlanti, coperti da una griglia in tessuto, e una barra a LED nascosta, la magic.light, che si illumina durante accensione, spegnimento o come illuminazione d’atmosfera.

La base da tavolo è un robusto piedistallo centrale a X che consente anche la rotazione laterale del TV. Il supporto a HDR comprende HDR10, HDR10+ e HLG, mentre l’audio gestisce Dolby Audio e Dolby Atmos. Manca il Dolby Vision. Gli speaker hanno una configurazione stereo da 20 W x 2. Stellar include un SSD da un terabyte per registrare i programmi trasmessi sul digitale terrestre (DVB-T2) o satellitare (DVB-S2). Gli ingressi HDMI sono quattro: due HDMI 2.0b e due HDMI 2.1 compatibili con segnali Ultra HD a 144 Hz, Auto Low Latency Mode e Variable Refresh Rate; una delle HDMI 2.1 supporta eARC.

Prezzo di listino: 4.500 euro e 4.300 per la versione in alluminio

Panasonic Z95B


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L’ammiraglia Panasonic è la diretta evoluzione della prima generazione di Fire TV OLED, la Z95A che abbiamo recensito qui. La novità principale riguarda il pannello, che come per il Loewe Stellar è un Primary RGB Tandem di LG Display. Il picco di luminanza è il più alto tra i tre prodotti a confronto: si arriva a circa 2.400 nit. La compatibilità HDR è totale: HDR10, HDR10+, HLG e Dolby Vision.

Anche il design è stato rinnovato: le linee sono più morbide e lo spessore uniforme. Tutta la parte interna è stata modificata per migliorare la dissipazione del calore, ora affidata al sistema ThermalFlow. Il piedistallo è molto simile a quello della Z95A: ha una forma tondeggiante e permette di ruotare lo schermo.

L’audio è come sempre affidato a Technics, che ha lavorato per affinare la tecnologia 360° Soundscape Pro. Come nei predecessori, c'è un gruppo di speaker collocato sul frontale, lungo il bordo inferiore, ai quali si aggiungono altri altoparlanti sui lati e anche sopra, tutti rivestiti da una griglia in tessuto che percorre tutto il perimetro dello schermo. Come sul Loewe, anche qui è possibile riprodurre tracce in Dolby Atmos.

La Smart TV sfrutta la piattaforma Fire TV, giunta alla seconda generazione sui TV Panasonic. Per quanto riguarda la connettività, abbiamo due porte HDMI 2.0b e due HDMI 2.1, compatibili con segnali Ultra HD fino a 144 Hz, Auto Low Latency Mode e Variable Refresh Rate, anche nei formati G-Sync di NVIDIA e FreeSync Premium di AMD. Una delle HDMI 2.1 supporta eARC.

Prezzo di listino: 2.999 euro

Sony Bravia 8 II


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Il televisore Sony è sempre un OLED, ma di tipo diverso: è equipaggiato con un pannello QD-OLED di quarta generazione, chiamato “5-layer tandem” per la sua struttura a cinque strati sovrapposti. Il picco di luminanza è leggermente più basso rispetto a Loewe e Panasonic: si ferma a circa 1.700 nit. Si possono riprodurre contenuti nei formati HDR10, HLG e Dolby Vision.

Sul versante audio, Bravia 8 II offre un supporto molto ampio che include non solo Dolby Atmos, ma anche i formati DTS, incluso DTS:X. I suoni vengono riprodotti tramite attuatori che creano vibrazioni impercettibili sul display: si tratta della tecnologia Acoustic Surface Audio+, un sistema a 2.2 canali con doppio woofer sul retro.

Il cuore pulsante delle funzionalità smart è affidato a Google TV, che garantisce l’accesso a tutte le app disponibili sul Play Store. È presente anche Sony Pictures Core, il servizio streaming che offre titoli con una qualità simile a quella degli Ultra HD Blu-ray.

La connettività è in linea con gli altri due modelli: Bravia 8 II dispone di quattro porte HDMI, due in versione 2.0b e due HDMI 2.1. Queste ultime supportano segnali Ultra HD fino a 120 Hz, Auto Low Latency Mode e Variable Refresh Rate. Una delle HDMI 2.1 è compatibile con eARC.

Prezzo di listino: 2.099 euro

 

Il confronto in gamma dinamica standard


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Il primo aspetto che balza all’occhio, una volta posizionati i tre TV affiancati, è l’angolo di visione. Trattandosi di OLED è ampio per tutti, ma il Sony è visibilmente migliore rispetto agli altri. Il Loewe e il Panasonic sono tutt’altro che scarsi e si possono guardare da posizioni più decentrare rispetto a un TV LCD.

Se però si va oltre un angolo di 20-30 gradi rispetto al centro, si nota che sugli OLED “bianchi” l’immagine vira progressivamente verso il verde. È un effetto legato al filtro WRGB: la luce emessa dal pannello lo attraversa prima di raggiungere l’occhio dello spettatore e si disperde in un angolo più stretto, senza mantenere una distribuzione completamente uniforme.

I QD-OLED non hanno né un filtro né un polarizzatore che blocchi le fonti luminose provenienti dall’ambiente, quindi diffondono la luce direttamente e con maggiore efficacia. In compenso soffrono maggiormente i riflessi diretti, che inquinano il nero e gli fanno assumere una tonalità magenta/violacea molto scura. È quindi necessario prestare un minimo di attenzione nel posizionamento in ambiente.


Panasonic Z95B: la vista dello spazio è ricca di dettagli
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Lo Stellar è il più luminoso a tutto schermo: si superano i 400 nit, un valore davvero molto elevato per un OLED. Segue il Panasonic, che arriva a circa 320 nit e il Sony, che con i suoi 240 nit è il più conservativo del lotto. Se però si utilizzano le impostazioni di base, il Loewe è il più scuro di tutti, una scelta che mi è sembrata del tutto illogica. Le differenze si riferiscono alle condizioni migliori dopo la calibrazione. In Default il Loewe è quello meno luminoso, seguito dal Sony e Panasonic che è invece il più luminoso.

Solitamente le regolazioni di fabbrica sacrificano la fedeltà per ottenere un’immagine brillante; in questo caso, invece, non c’è nemmeno quel vantaggio. Fortunatamente basta modificare la modalità video (non serve una calibrazione) per sbloccare le vere potenzialità del televisore.

La riproduzione dei colori in gamma dinamica standard non ha rivelato particolari differenze: tutti i TV garantiscono una precisione molto elevata. Z95B ha le migliori regolazioni di fabbrica, seguito dal Bravia 8 II, che usa un bianco un po’ più freddo rispetto al riferimento (D65, che è tendente al caldo) e dallo Stellar, che tra i tre è quello che può ottenere i maggiori benefici da una calibrazione.


Loewe Stellar: il retro in cemento
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Con i tre schermi affiancati si notano alcune piccole differenze, lievi variazioni della temperatura colore verso tinte più fredde o più calde, difficilmente percepibili senza un confronto diretto. Non è quindi sulla fedeltà cromatica che si gioca la partita: il carattere di ciascun prodotto emerge molto più chiaramente nelle scene scure e nel trattamento dei segnali.

Il migliore nel gestire i dettagli sulle basse luci è senza dubbio il Panasonic: riesce a tirare fuori tutto quello che c’è nella sorgente, senza alterarla in alcun modo. Il merito va anche ai controlli presenti nei menu avanzati, che permettono di intervenire sulle parti appena prima del nero assoluto, cioè 0,5%, 1,3% e 2,5% (generalmente si parte dal 5%). Per il confronto ho utilizzato due sequenze: la prima tratta dal film Gravity, la seconda da Oblivion.

Nella sequenza in cui Sandra Bullock fluttua nello spazio, si nota facilmente che Panasonic Z95B mostra un maggior numero di stelle sullo sfondo: sono tutte presenti, ben illuminate e contribuiscono a dare profondità all’immagine ma forse con un po' troppo dettaglio. Su Bravia 8 II qualcosa si perde: la precisione è leggermente inferiore, ma il risultato resta comunque molto buono. Senza il Panasonic come riferimento, sarebbe praticamente impossibile notare imperfezioni.


Loewe Stellar: le stelle si vedono meno rispetto a Panasonic e Sony
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Il Loewe, invece, offre un’interpretazione differente: di base tende a chiudere le parti più scure per aumentare il contrasto. Per questo motivo, il numero di stelle visibili sullo schermo è inferiore. È possibile ovviare in parte con i controlli nel menu, aprendo leggermente le zone vicine al nero, ma non si raggiunge comunque lo stesso livello di dettaglio del Panasonic e nemmeno quello del Sony.

La sequenza dell’interrogatorio in Oblivion fornisce un’ulteriore conferma: quando Morgan Freeman appare sullo schermo, il suo volto è illuminato unicamente dalla luce di un sigaro. Il Panasonic mostra correttamente un nero leggermente più alto rispetto a quello assoluto, rappresentato dalle bande nere: c’è quasi solo rumore e praticamente nessuna informazione, ma per la massima fedeltà si dovrebbe percepire lo stacco.

Bravia 8 II chiude leggermente di più, rendendo meno evidente la differenza tra i due livelli del nero. Sul Loewe questo confine non è più percepibile; in compenso, il rapporto di contrasto è più alto, un aspetto che potrebbe far preferire l’OLED teutonico ai rivali giapponesi. Lo Stellar ha chiaramente un’impostazione diversa: non mira al massimo rispetto alla volontà artistica, ma reinterpreta alcuni elementi per offrire una visione con maggiore impatto.


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Lo si nota chiaramente anche con i segnali a risoluzione Full HD. Per valutare l’upscaling e la ricostruzione del dettaglio, ho usato un fermo immagine tratto da Lucy di Luc Besson, con il volto di Scarlett Johansson in primo piano. Lo Stellar applica diversi filtri, tra cui una maschera di contrasto, per aumentare la nitidezza e ottenere un’immagine più ricca e incisiva. Lo definirei un approccio un po’ “ruffiano”: il colpo d’occhio c’è, ma non rispecchia esattamente il contenuto originale; si tratta piuttosto di una ricostruzione studiata per dare più spinta all’immagine.

Z95B si colloca quasi all’estremo opposto: l’immagine è morbida e naturale, il dettaglio non è esasperato e la resa risulta più “da cinema”. Volendo, si può rendere il quadro più "tagliente", ma sempre entro i limiti della filosofia scelta da Panasonic. Bravia 8 II è il TV che mi ha convinto di più da questo punto di vista: di default è molto equilibrato, recupera numerosi particolari (ad esempio tra i capelli della Johansson) e restituisce una maggiore profondità, senza esagerare.

Nel menu sono disponibili molte opzioni per adattare la resa ai propri gusti: tra reality creation, riduzione del rumore e miglioramento delle sfumature, è possibile intervenire con grande precisione, una granularità che i concorrenti non garantiscono. Per Sony è l’ennesima conferma: l’ottimizzazione dei segnali video la colloca ancora al vertice, anche se con un distacco minore rispetto al passato.

 

Il confronto in HDR


Loewe Stellar: il punto luce negli occhi di Bond è molto forte
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Le diverse filosofie emerse nel confronto in gamma dinamica standard diventano ancora più evidenti con l’HDR. Come abbiamo visto, sulla carta il TV più luminoso è il Panasonic, ma i numeri raccontano solo una parte della storia. Il risultato finale dipende infatti da due aspetti fondamentali: la superficie coperta dai picchi di luminanza e il tone mapping.

L’azione dell’HDR si concentra quasi sempre su porzioni ridotte dello schermo, non a caso le misure vengono solitamente effettuate su una finestra del 10%. È a questo valore che si riferiscono i 2.400 nit del Panasonic, i 2.200 del Loewe e i 1.700 del Sony. Nell’uso reale, però, i picchi possono interessare aree molto più piccole, modificando in modo sensibile il comportamento dei televisori ma in questo caso è necessaria una strumentazione che in pochissimi possiedono.

Durante lo shoot-out ho messo a confronto i tre prodotti in tutte le condizioni. In molte situazioni Z95B e Stellar mostrano una luminanza molto simile, a conferma che la resa su schermo segue fedelmente le misure strumentali. Quando invece i picchi si concentrano su zone estremamente ridotte, lo scenario cambia nettamente: il Loewe rende questi piccoli dettagli molto più brillanti rispetto al Panasonic.


Differenze in colorimetria dettate dell'angolo di visione e soprattutto dalla fotocamera utilizzata
che reagisce in maniera differente sotto-stimando la componente verde della tecnologia QD-OLED

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Non si tratta di un effetto legato alla tecnologia, visto che il pannello è esattamente lo stesso. Entra piuttosto in gioco l’approccio scelto in fase di messa a punto. Loewe conferma di voler puntare su un impatto visivo molto marcato, pensato per colpire immediatamente l’occhio di qualsiasi spettatore, dal purista al neofita.

In No Time to Die (l’ultimo film di 007) c’è un primo piano di Daniel Craig con un punto luce che si riflette negli occhi dell’attore: sul Loewe l’intensità è sensibilmente più elevata e risalta moltissimo. Non è una resa che definirei naturale (l’effetto risulta forse un po’ eccessivo) ma conferisce all’immagine un carattere molto deciso. Lo stesso comportamento si ritrova nelle luci del porto in alcune sequenze di Aquaman, nei fari dell’hangar in Top Gun: Maverick e nei riflessi sui caschi in The Martian.

Ci sono però alcuni casi in cui è lo Stellar ad offrire l'immagine più fedele: quando i piccoli dettagli salgono a livelli molto elevati di luminanza, come in alcune clip test dai dischi UHD 4K di Spears & Munsill, il Loewe restituisce questi picchi in maniera straordinaria, anche sul singolo pixel o se lo sfondo è ad un livello medio molto elevato. All'inizio ero sorpreso dalle prestazioni del Loewe Stellar, quasi fosse una esagerazione. Dopo un controllo con DaVinci Resolve, devo ammettere che l'interpretazione dello Stellar è sorprendente per dinamica e vicinanza al riferimento.

Ogni volta che l’HDR agisce su dettagli molto piccoli, lo Stellar restituisce picchi di luminanza visibilmente superiori a quelli del Panasonic. In questo tipo di scene è capace di esprimere una gamma dinamica molto estesa e appagante. Non è probabilmente l’impostazione che sceglierebbe un purista, ma va a solleticare efficacemente le giuste corde.


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Il Panasonic rappresenta invece l’equilibrio: non colora l’immagine, non la reinterpreta, ma la valorizza restando nel solco della massima fedeltà. È possibile enfatizzare ulteriormente la luminosità portando la voce Livello di illuminazione da 70 a 100, per enfatizzare i mezzitoni. È una scelta che può risultare utile in ambienti molto luminosi, anche se va a penalizzare la correttezza complessiva.

Per il Sony è necessaria una precisazione: è il meno luminoso dei tre, ma il divario reale è molto inferiore a quanto i numeri possano far pensare. L’occhio umano non percepisce la luce in modo lineare: gli incrementi diventano evidenti solo quando sono davvero significativi. Se si unisce questo concetto al funzionamento dell’HDR, si capisce facilmente perché la differenza percepita tra Bravia 8 II e gli altri sia generalmente contenuta.

Il QD-OLED arriva infatti a circa 2.000 nit sui dettagli più piccoli e, come già chiarito, è proprio su questi dettagli (detti specular highlights) che si concentrano i picchi più elevati. È il motivo per cui i riflessi del sole sulla carrozzeria delle auto in Mad Max: Fury Road o le fiamme della stazione spaziale in Interstellar risultano visivamente molto simili su tutti e tre i televisori.


Sony Bravia 8 II: le fiamme sono molto luminose e con colori saturi
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Quando invece gli specular highlights si estendono a superfici più ampie, il Sony appare effettivamente un po’ più scuro, ma mai a livelli tali da rappresentare un vero svantaggio. Per questo motivo sostengo da tempo che il vero banco di prova dell’HDR non sia la quantità di luce emessa, ma il tone mapping, ovvero il modo in cui i contenuti vengono adattati alle capacità del pannello.

Con contenuti masterizzati a 1.000 nit, i più diffusi, si assiste a un sostanziale pareggio. La sequenza del disco Spears & Munsil con i cavalli sullo sfondo innevato mostra la capacità di mantenere la corretta luminanza e quasi tutti i dettagli: Sony e Panasonic sono molto vicini, mentre Loewe resta leggermente indietro. Lo sfondo appare appena meno definito, ma il margine è minimo e visto singolarmente, lo Stellar offre comunque un’ottima resa. Superando i 2.000 nit e arrivando fino a 4.000, emerge invece la superiore dinamica dei pannelli Primary RGB Tandem.

Il Sony deve comprimere maggiormente le informazioni per rientrare nei suoi 1.700 nit e lo fa in modo efficace; semplicemente gli altri due dispongono di una riserva più ampia, che consente di mostrare qualche dettaglio in più, come fili d’erba aggiuntivi tra i cavalli o un fondale leggermente più leggibile.


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Z95B ha il pregio di mantenere un’elevata luminosità senza sacrificare i dettagli nelle alte luci. Ci riesce anche con contenuti a 10.000 nit, seppur con qualche compromesso aggiuntivo. L’approccio di Loewe è diverso: privilegia la massima luminanza anche a costo di perdere alcuni particolari. Questa scelta diventa ancora più evidente nelle scene con colori saturi ad alta luminanza. Un esempio è Shark - Il primo squalo, nella sequenza in cui l’elicottero vola verso il sole che sorge. C’è la luce calda e forte con i colori dell’alba e qualche nuvola che si staglia davanti.

I tre TV la interpretano in questo modo:

  • Stellar: le nuvole risultano parzialmente bruciate e i colori sono meno saturi, con una resa che ricorda più un tramonto;
  • Z95B: anche qui i colori sono meno saturi ma le nuvole si vedono distintamente;
  • Bravia 8 II: i colori sono corretti e le nuvole chiaramente visibili.

Il Sony è il migliore perché queste sono le condizioni ideali per la tecnologia QD-OLED. Quando sono presenti colori saturi e tanta luce, gli OLED WRGB devono scendere a compromessi: la luce emessa è bianca e viene colorata tramite il filtro WRGB con bianco, rosso, verde e blu. Per raggiungere la massima luminanza è indispensabile il contributo del quarto sub-pixel bianco, che porta a diluire i colori e a ridurre la saturazione. I QD-OLED, invece, generano direttamente rosso, verde e blu: è il motivo per cui non incontrano difficoltà in questo tipo di immagini.


La struttura dei pixel a confronto: a sinistra il QD-OLED Sony, a destra i Primary RGB Tandem Loewe e Panasonic
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Il Loewe si distingue però per un’altra caratteristica: l’acqua dell’oceano appare quasi scolpita, con un contrasto molto elevato che fa sembrare gli altri TV più spenti e meno incisivi. È un’ulteriore conferma della filosofia del marchio: stupire lo spettatore con una visione fortemente caratterizzata, esaltando alcuni aspetti e mettendone altri in secondo piano.

Il prezzo da pagare emerge nei riflessi più abbaglianti dell’acqua o nelle nuvole del cielo, che a volte risultano quasi completamente bruciati, cioè praticamente sfumati in un bianco indistinto. In un filmato dimostrativo Sony con il sole alto nel cielo, la corona luminosa sul Loewe appare più ampia, facendo sembrare la stella più grande rispetto a quanto accade su Bravia 8 II e Z95B.

Quando si abbandonano le scene più brillanti e si passa all’estremo opposto della scala luminosa, i rapporti di forza tra OLED WRGB e QD-OLED si invertono. Lo si nota in Top Gun: Maverick, nella scena in cui Tom Cruise indossa il casco prima di salire sul jet: sul Sony la tuta dell’attore e la camicia dell’uomo alla sua sinistra virano leggermente verso il nero, mentre Z95B e Stellar riproducono un blu più profondo.


Sony Bravia 8 II: il blu a bassa luminanza è meno saturo
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La tecnologia QD-OLED tende infatti a perdere saturazione sui colori a bassa luminanza, un limite presente fin dalla prima generazione (Samsung S95B e Sony A95L) e che su Bravia 8 II è molto meno evidente. Per individuarlo servono sequenze specifiche e un confronto diretto; nella maggior parte dei casi si tratta di imprecisioni trascurabili.

Concludo questo ampio confronto parlando delle sfumature di colore: tutti gli OLED le riproducono correttamente, senza introdurre banding (transizioni troppo nette tra i colori che appaiono sotto forma di bande o anelli) o altri artefatti. Il Sony è il più pulito in ogni situazione, grazie al filtro Gradazione uniforme, che rende molto bene anche con contenuti compressi di bassa qualità.


Loewe Stellar: la funzione per migliorare le sfumature mangia dettagli su Alto
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Z95B è migliorato sensibilmente e si avvicina molto a Bravia 8 II. Nella sequenza di No Time to Die in cui Daniel Craig apre lo sportello dell’auto non compare l’effetto Moiré (linee che si intrecciano creando una specie di trama) che avevo riscontrato più volte su Z95A. Il passaggio tra le sfumature della carrozzeria è morbido e graduale. Non lo considero perfettamente alla pari del Sony solo perché non riesce a compensare i difetti di compressione con la stessa efficacia.

Anche lo Stellar si comporta bene, ma è fondamentale non toccare le impostazioni di base. La funzione Immagine liscia e sfumata può aiutare se impostata su Basso; salendo di livello, però, tende a mangiare letteralmente alcuni dettagli. Nella già citata scena di No Time to Die, con l’impostazione su Medio o Alto scompaiono la curvatura del lunotto posteriore dell’auto e alcuni cavi elettrici nella parte alta a destra dell’inquadratura.

 

L’audio


Panasonic Z95B: la funzione per spostare il campo sonoro
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Rompo immediatamente gli indugi: il confronto sulla qualità audio è vinto da Panasonic, grazie a un sistema molto più sofisticato rispetto agli altri due contendenti. La tecnologia 360° Soundscape Pro aveva già dimostrato il suo valore sui precedenti top di gamma e qui ne dà un’ulteriore conferma. Il profilo sonoro è equilibrato e il volume raggiungibile è piuttosto elevato.

Sono presenti anche diverse funzioni per modificare il campo sonoro, indirizzando l’audio verso punti specifici della stanza. Sfruttando la calibrazione automatica si ottiene una ricostruzione virtuale del Dolby Atmos efficace e credibile. L’unico limite riguarda i bassi: ci sono, ma non sono particolarmente incisivi. Consiglio quindi di affiancare un subwoofer esterno, da collegare al TV tramite l’uscita cuffie.

Bravia 8 II si colloca su un gradino più in basso rispetto a Z95B, ma attenzione a non sminuirlo. Ha il grande pregio di far combaciare in modo molto preciso l’origine dei suoni con l’immagine e garantisce un’ottima chiarezza nel parlato. Il suono non è però equilibrato e ricco come quello del Panasonic, con il quale condivide bassi tutt’altro che profondi. C’è però un aspetto in cui spicca: il volume è il più alto di tutti e si raggiunge senza arrivare al massimo, quindi senza introdurre distorsione.

Lo Stellar occupa infine il gradino più basso di questo podio e non mi ha entusiasmato sotto nessun punto di vista. I bassi non sono potenti, il volume è più contenuto e la risposta in frequenza non è altrettanto piena. Mi aspettavo qualcosa di più, anche se va detto che, complice l’emissione anche verso il retro, il posizionamento in ambiente potrebbe averlo penalizzato almeno in parte.

 

Conclusioni


Loewe Stellar: le meduse bioluminescenti mostrano picchi molto alti
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Lo shoot-out tra i tre OLED dimostra ancora una volta che il modo migliore per giudicare i prodotti è confrontarli direttamente. L'ho ripetuto spesso in tanti articoli e lo ribadisco anche qui: i TV non sono tutti uguali e non esiste un modello perfetto, capace di eccellere in ogni ambito. Proprio per questo è fondamentale capire quali siano le prestazioni reali: dietro ogni modello c'è una filosofia ben precisa, che può sposarsi molto bene con alcuni scenari di utilizzo e meno con altri.

Il Panasonic Z95B si conferma il prodotto ideale per i puristi: è quasi "trasparente", nel senso che riesce a tirare fuori il meglio da ogni contenuto senza introdurre modifiche che ne alterino la visione artistica originale. Equilibrio e fedeltà sono le parole chiave, e lo si vede in ogni situazione, dall'upscaling più morbido rispetto ai concorrenti al rigore con cui adatta i contenuti in HDR. Ottima anche la sezione audio: aggiungendo un subwoofer esterno, lo si può considerare a tutti gli effetti un piccolo sistema audio-video completo.

Il Sony Bravia 8 II mi ha convinto anche in questa occasione. Lo avevo già scritto nella recensione dedicata e lo confemo qui: è uno dei migliori televisori attualmente in commercio, grazie a un'elaborazione del segnale ai vertici della categoria, e non mi riferisco solo all'upscaling. È l'unico dei tre a offrire una gestione delle immagini in movimento separata per film e contenuti televisivi. A queste caratteristiche si sommano i vantaggi della tecnologia QD-OLED e un rapporto qualità/prezzo molto interessante.

Il Loewe Stellar è stata una sopresa inaspettata: nel recente passato i prodotti del marchio tedesco si erano spesso limitati a riproporre i pannelli LG, affiancando un design molto curato senza aggiungere molto altro. Lo Stellar è invece un prodotto diverso: sa come colpire lo spettatore e, in alcuni frangenti, spicca nettamente. Questo carattere non è sicuramente adatto a tutti, ma fornisce finalmente un motivo concreto per preferire l'OLED Loewe agli altri, spostando il confronto sul piano delle prestazioni e non solo su quello estetico.

Per maggiori informazioni:

 

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