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Colazione da Tiffany

Allora quì qualcuno sta prendendo un granchio.....un utente molto esperto del forum, che in genere è un "rilevatore umano" di DNR, sulla discussione appostita di questo BD, dichiara che di DNR non ne è stato usato assolutamente.
Quindi chiedo a chi ha recensito il BD: sicuro di non confondere il Technicolor, che ha una grana molto fine con l'uso del DNR?
 
Ma state scherzando? DNR?
Sarebbe il caso di documentarsi un pò :rolleyes: Altro che 7 al video.

alpy ha detto:
sicuro di non confondere il Technicolor, che ha una grana molto fine con l'uso del DNR?
Non è giustificato. La vedo dura confodere il Technicolor con il DNR. Il Technicolor non pialla i dettagli o ceronizza i volti. Casomai riduce la grana, ma CONSERVA il dettaglio.

Direttamente dalla recensione:
Come è (ahimè) sempre più d'uso comune quando si traspongono in HD opere non recenti, l'uso a tratti invasivo del DNR trasforma immagini con grana più o meno vistosa in elementi innaturali e plasticosi, (spesso) alterando l'originale.
Lasciamo stare...
 
vincent89 ha detto:
Non è giustificato. La vedo dura confodere il Technicolor con il DNR. Il Technicolor non pialla i dettagli o ceronizza i volti.
Non è giustificato no. Ma è lecito chiedere cosa possa aver portato fuori strada in questo modo.....
 
Non capisco proprio che disco abbia guardato il recensore che ha scritto questo articolo. :confused:
Il Technicolor a 50 Asa è la ragione sia dell'assenza della grana, sia della "pasta" del colore, sia della ridotta profondità di campo eppure tutti 3 questi fattori sono presi come scarsità dell'edizione e ragione di critica per il video. Un restauro da negativo (che sia da 8, 9 o 10 poco importa adesso) recensito come se fosse un disco realizzato con un master datato, filtrato e poco perfomante... boh...
La critica poi sulla profondità di campo poi non la comprendo per niente, anche se il disco fosse veramente rovinato dai filtri rimane il fatto che la profondità di campo dipende dalla sensibilità della pellicola, non certo dall'intervento umano che filtra e rovina un film.
 
Visto l'altra sera con la consorte, che stravede per questo film, e il suo pianto a dirotto finale non era per la qualità dell'edizione (ovviamente ascoltata in VO)... :D

Meno male che abbiamo visto il BR prima della rece, altrimenti mi sarebbe venuto un colpo! Seriamente: sicuri che abbiamo visto lo stesso disco? Passi che il mio vpr non è un top di linea dell'ultima generazione, ma un risultato così, di un'opera del '61, mi pare a dir poco eccellente.


Abbastanza interessanti gli extra, soprattutto gl'interventi (incredibilmente onesti) di Blake Edwards.

Ciao!
Marco
 
l'opinione di bluray.com

http://www.blu-ray.com/movies/Breakfast-at-Tiffanys-Blu-ray/21311/#Review

Paramount's dedication to bringing its A-list classic titles to Blu-ray in most spectacular fashion continues with the release of Breakfast at Tiffany's. This 1080p, 1.78:1-framed transfer is a knockout from beginning to end. The opening titles are immaculately sharp and clear, and they give way to what is often a picture-perfect image that looks nearly brand new. Print damage is virtually nonexistent, a light grain structure remains, and the result is a crisp high quality cinematic texture that's nothing short of a revelation. Clarity is outstanding throughout -- despite a few soft-looking shots -- and fine detail is often striking. While faces sometimes favor a slightly pasty and smooth texture (not to mention a slight bronze hue), general details -- clothing, wear and tear around the apartment, the definition of almost each and every item in the novelty shop -- are most impressive and natural. Colors are very well balanced and oftentimes vibrant, from the brightest blues and reds to the least inconsequential accents. Blacks are impressive and yield wonderful shadow detail. There's a very good natural depth to the image as well. This is nothing short of a stunning restoration; Breakfast at Tiffany's is what Blu-ray is all about.
 
@ g_andrini

C'è un fraintendimento di base du questo bluray in particolare, infatti è un disco ottimo realizzato con un restauro ottimo che non ha subito interventi scellerati come altri dischi, e che incomprensibilmente è stato bocciato da questa recensione di avmagazine

Caso in questione a parte, comunque quello che dici alla fine del tuo post non è vero, infatti non esistono bluray superati dalla controparte in dvd (a parità di film ovviamente, se no potremmo dire che il dvd di "Avatar" è meglio del bluray di "The Wrestler" ma il paragone certo non reggerebbe trattandosi di due film differenti tecnicamente agli antipodi come realizzazione tecnica). Anche il bluray peggiore nella mia collezione (ad oggi "Animal House") è meglio del dvd, pensa che anche il bluray di 1997 di Carpenter, tristemente realizzato con master SD, è meglio del dvd
 
oggi ho imparato che di un film le versioni xvid trovate su internet sono migliori di quella in blu-ray (escludendo film di animazione) :O :cry:
 
Tornando alla recensione, si riesce poi a capire cosa sia successo?? Hanno dato al recensore un check-disc temporaneo che non coincide con il disco poi uscito in commercio? Non mi viene in mente un' altra spiegazione, perchè altrimenti mi viene da pensare sia veramente un granchio colossale :confused: Poi rischiamo di trovare pure la bocciatura del bluray di Ben Hur...
 
Guarda la fine del mio messaggio al post #9 ;)


Comunque quà su questa recensione continuo a non capire, ma forse si fa sempre più strada l'ipotesi che nessuno abbia nulla da spiegare :rolleyes:
 
pyoung ha detto:
Non capisco proprio che disco abbia guardato il recensore che ha scritto questo articolo....
La recensione di Cineman è stata realizzata attraverso un check BD fornito da Fox HE, stampato da Sony DADC Austria, il disco (con codice 464563/464564) riporta la data del 26 giugno di quest'anno.

Non è da escludersi possa trattarsi di progetto non definitivo, rilasciato alla stampa troppo presto, ma credo che questa volta sia improbabile. Comunque a volte succede, come per "La sottile linea rossa", dove nel check BD ricevuto a un certo punto la traccia italiana cambiava lingua.
pyoung ha detto:
Il Technicolor a 50 Asa è la ragione sia dell'assenza della grana, sia della "pasta" del colore, sia della ridotta profondità di campo eppure tutti 3 questi fattori sono presi come scarsità dell'edizione e ragione di critica per il video. ...
vincent89 ha detto:
... La vedo dura confodere il Technicolor con il DNR. Il Technicolor non pialla i dettagli o ceronizza i volti. Casomai riduce la grana, ma CONSERVA il dettaglio...
Lungi da me spiegare in un post cos'è la pellicola Technicolor, cos'è la grana e cos'è la profondità di campo. Mi limito soltanto a sottolineare che Breakfast at Tiffany's è stato girato con molta probabilità con un negativo Kodak e non con un negativo Technicolor. Controllate voi stessi nei titoli di coda. Non ho con me il Blu-ray purtroppo.

Aggiungo - ma queste sono solo speculazioni - che con altrettanta probabilità è stato utilizzato il negativo Eastman Color Negative 5250 50T che, tra il 1959 e il 1962 è stato molto utilizzato ad hollywood, quindi anche per il film di Blake Edwards.

Immagino anche che siano stati usati negativi dell'epoca, con sensibilità differenti a seconda della scena e delle condizioni di illuminazione. Quindi con grana proporzionale alla sensibilità della pellicola... Il negativo è stato quindi processato in modalità Technicolor per le fasi successive...

Non ho informazioni su cosa sia stato utilizzato per il restauro. Ovvero se abbiano scansionato il negativo originale (il master in 4K annunciato da Nexo anche per l'Italia sembrerebbe confermare questa prima ipotesi), oppure se abbiamo preso un Technicolor.

pyoung ha detto:
.. La critica poi sulla profondità di campo poi non la comprendo per niente, anche se il disco fosse veramente rovinato dai filtri rimane il fatto che la profondità di campo dipende dalla sensibilità della pellicola, non certo dall'intervento umano che filtra e rovina un film...

Infine, concludo che la profondità di campo è in relazione con il diaframma dell'obiettivo, la lunghezza focale e in parte anche con le dimensioni del fotogramma della pellicola, non è esatto dire che il "Technicolor" sia responsabile della profondità di campo o che sia "il negativo". La profondità di campo fa parte della ripresa ed è impressa così com'è sul negativo.

D'altra parte, quando per la ripresa è stata scelta una profondità di campo appena superiore alla media, un eccesso di DNR potrebbe finire per ammorbidire i particolari più deboli, ovvero quelli in secondo piano, con immaginabili effetti sulla percezione della profondità di campo da parte dello spettatore.

Concludo (stavolta concludo per davvero) rallegrandomi per il vivace confronto. Non abbiate paura a criticare le recensioni. Ma non fate come qualcuno... che sto per sospendere in maniera esemplare :mad:

Emidio Frattaroli
www.avmagazine.it
 
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