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Sony ha annunciato la chiusura degli store digitali di PlayStation 3 e PS Vita, partendo dall'America Latina e dal Medio Oriente. In queste regioni diventerà effettiva tra agosto 2026 e la fine dell'anno, mentre quelle restanti seguiranno entro luglio 2027. La notizia è arrivata a chiusura di una settimana già parecchio movimentata per gli utenti PlayStation. Dapprima è arrivata la notizia della rimozione di 551 film dal PlayStation Store, senza alcun rimborso per chi li avesse eventualmente acquistati, e poi che Sony non produrrà più giochi su disco a partire dal 2028. La compagnia aveva già deciso di chiudere gli store di PS3 e PS Vita a metà del 2021, ma cambiò idea in seguito alle numerose critiche ricevute dai clienti. Stavolta comunque una nuova marcia indietro sembra molto improbabile. Sony ha dichiarato che i contenuti acquistati prima della chiusura continueranno a essere scaricabili, ma senza specificare per quanto a lungo. Di sicuro questo non sembra un incentivo se poi si aggiunge il fatto che comprare un gioco in formato digitale non ne garantisce la proprietà, ma viene considerato come una licenza d'uso temporanea.

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Con il progressivo abbandono del formato fisico, PlayStation si avvia a diventare un ecosistema chiuso dove il produttore impone i prezzi a piacimento. È quanto avviene già con PS5 Digital Edition, i cui giochi, spesso più costosi della versione su disco, possono essere acquistati esclusivamente sul PlayStation Store. Questa pratica, considerata monopolistica, è oggetto nei Paesi Bassi di una class action. Secondo Stichting Massaschade & Consument, l'associazione consumatori che l'ha promossa, il prezzo è in media superiore del 47% rispetto alle copie fisiche, mentre i costi di distribuzione sono minori. La prima udienza in tribunale è prevista entro la fine dell'anno.
Fonte: Flatpanels HD
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