
- click per ingrandire -
L’arrivo sul mercato dei TV OLED LG si avvicina e, puntuali come ogni anno, arrivano dettagli inediti sui prodotti. La stampa statunitense e britannica ha già potuto toccare con mano la gamma 2026, ricevendo qualche informazione aggiuntiva rispetto al CES.
La più importante riguarda i modelli dotati del processore Alpha 11 di terza generazione, il cui nome in codice dovrebbe essere O26. Secondo quanto riportato da HDTVtest e FlatPanelsHD, le serie G6 e W6 elaborano il segnale a 12-bit contro i 10-bit dei precedenti Alpha 11. Questo dettaglio era emerso in realtà già a Las Vegas, non a caso lo abbiamo sottolineato anche nel nostro speciale.

- click per ingrandire -
La conferma definitiva arriva insieme a maggiori dettagli sul funzionamento. Il nuovo Alpha 11 è realizzato con un processo produttivo a 6 nanometri, ed è quindi più efficiente nel gestire consumi e calore. Le prestazioni sono salite considerevolmente: si parla del 50% in più per la CPU, del 70% in più per la GPU e di una NPU (Neural Processing Unit, dedicata all’AI) 5,6 volte più veloce.
Queste migliorie si accompagnano alla già citata elaborazione a 12-bit. Il segnale in ingresso viene ora gestito su 4.096 livelli per ogni componente cromatica, e questo permette di ottenere una precisione sensibilmente superiore nella riproduzione delle sfumature, specialmente nelle scene più complesse, come quelle molto scure.
Lo abbiamo visto lo scorso anno nella nostra recensione del G5: tra le poche imperfezioni che avevamo segnalato c’erano alcune bande di colore e passaggi tra le sfumature che, nelle scene più difficili, non risultavano sempre morbidi e graduali. Passare dai 1.024 livelli del G5 (10-bit) ai 4.096 livelli del G6 (12-bit), dovrebbe eliminare queste imprecisioni e le impressioni riportate dai colleghi presenti agli eventi sembrano incoraggianti.

- click per ingrandire -
All’elaborazione del segnale in ingresso si aggiunge poi un ulteriore livello: in uscita (cioè nel mandare a video l'immagine) viene allocato un bit extra dedicato alla luminanza, arrivando a 13-bit. In questo modo si ottiene maggiore spazio e precisione per riprodurre al meglio gli “specular highlights”, cioè i dettagli più brillanti, quelli dove si concentrano i picchi di HDR.
La scelta di dedicare questo bit in più alla luminanza è legata al fatto che, solitamente, nelle parti così luminose le informazioni relative ai colori sono molto scarse, quindi ci si concentra sulla quantità e qualità della luce emessa.
Sempre dai primi eventi di presentazione è emersa un’altra novità che farà la felicità degli utenti più avanzati e dei calibratori più esperti. Il bilanciamento del bianco passa da 22 a 24 punti: si parte dall’1% e si sale al 2%, 3%, 5%, 7,5% e dal 10% in poi si lavora su passi del 5%. Si ottiene così un controllo più fine sulla transizione dal nero assoluto ai primi livelli della scala dei grigi. Nelle prossime settimane dovremmo potervi dare una conferma diretta nonché le nostre prime impressioni.
Fonte: HDTVtest, FlatPanelsHD
|