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La diatriba tra QLED veri e finti non è una novità: la polemica, innescatasi lo scorso anno, ha già avuto risvolti sia a livello di marketing sia legali. Ne abbiamo parlato in modo approfondito in questo speciale, che consigliamo di leggere per comprendere appieno tutta la vicenda.
Dopo un periodo di relativa calma, la querelle si è arricchita di nuovi sviluppi sul piano legale: il Tribunale Regionale di Monaco di Baviera si è infatti pronunciato sulla causa avviata da Samsung Electronics contro TCL Deutschland GmbH.
L’accusa di Samsung
Samsung ha accusato TCL di aver pubblicizzato alcuni TV come QLED, anche se in realtà le caratteristiche dei prodotti non rispecchierebbero le dichiarazioni. QLED è un termine commerciale usato per indicare i televisori LCD con Quantum Dot, ovvero nanocristalli capaci di assorbire la luce dai LED e di emetterla nuovamente in forma più pura.
Questa maggiore purezza permette di coprire spazi colore molto ampi, come DCI-P3 e BT.2020, gli standard per l’HDR. Il problema nasce proprio dal termine QLED: non essendo uno standard vero e proprio, non esistono parametri precisi che definiscano cosa si intenda esattamente per QLED.
Da qui nascono le discussioni, le strategie di marketing e le azioni legali che si sono susseguite nel corso dell’ultimo anno. Come abbiamo spiegato nel nostro speciale, non esiste un’unica tipologia di QLED: i Quantum Dot possono essere integrati in vari modi, con effetti diretti e anche molto diversi sulle prestazioni. La contestazione di Samsung non verte però sul modo in cui la tecnologia viene implementata: il colosso coreano contesta proprio la presenza di Quantum Dot all’interno di alcuni modelli realizzati da TCL.
In pratica, come riportato dall’ufficio legale Pinsent Masons, che ha assistito Samsung, si tratta di una controversia sui “Fake QLED”, cioè sulla possibilità che alcuni TV vengano pubblicizzati come tali pur senza esserlo realmente, poiché il contributo dei Quantum Dot alle prestazioni sarebbe trascurabile o praticamente nullo. Ricordiamo che sono in corso altre azioni legali sostanzialmente identiche sia in Corea del Sud, dove è intervenuta l’autorità Korea Fair Trade Commission, sia negli Stati Uniti, dove sono state avviate alcune class action.
La sentenza
Il Tribunale Regionale di Monaco ha valutato le prove fornite da Samsung e la difesa di TCL, pronunciandosi a favore del marchio coreano. Anche in mancanza di uno standard vero e proprio, l’utilizzo del termine QLED deve comunque corrispondere a una riproduzione dei colori notevolmente migliore.

Lo spettro di emissione di un TV QLED confrontato con un LCD convenzionale
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In assenza di prove che dimostrino questo incremento qualitativo, non è ritenuto corretto che alcuni modelli siano identificati come QLED: si tratterebbe quindi di pubblicità ingannevole. Per questo motivo il Tribunale ha intimato a TCL di non pubblicizzare più alcuni modelli di TV come QLED, né di presentarli come se sfruttassero la tecnologia Quantum Dot. Le serie in questione sono C580, C655, C69B, QM8B e QLED870.
Cosa succede adesso?
La sentenza tedesca rappresenta la prima vittoria ottenuta da Samsung sulla questione dei Fake QLED. Va però precisato che, per il momento, non produrrà alcun effetto perché non è ancora giuridicamente vincolante.
TCL può presentare ricorso ed è praticamente scontato che lo farà. Si attendono pertanto ulteriori sviluppi non solo in Germania ma anche in Corea del Sud e negli Stati Uniti. È possibile che questa polemica porti, nel tempo, a definire con maggiore precisione cosa si intenda davvero per QLED.
Fonte: The Korea Herald, Pinsent Masons
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