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Shoot-out TV 2026: i migliori Mini LED a confronto e un ospite a sorpresa
Shoot-out TV 2026: i migliori Mini LED a confronto e un ospite a sorpresa
Nicola Zucchini Buriani - 01 Agosto 2026
“I Mini LED RGB Hisense UR9S e Sony Bravia 9 II sfidano l'SQD-Mini LED TCL C8L. Il terreno di scontro comprende elettronica, scene luminose, scene scure e l'audio. Ad arricchire il confronto è un ospita a sorpresa che fornisce conferme ma anche risultati inaspettati. ”
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Lo shoot-out tra TV è una delle iniziative proposte ogni anno da AV Magazine, un’occasione per confrontare le migliori tecnologie sul mercato e per mostrare ai lettori quali sono le vere differenze tra i prodotti. Nel periodo compreso tra giugno e luglio 2026 abbiamo organizzato due nuovi eventi: il 25 giugno a Bologna, presso Audio Quality, e il 13 luglio a Roma, nella sede del Gruppo Garman.

I protagonisti della comparativa sono stati il Sony Bravia 9 II, l’Hisense UR9S e il TCL C8L. Ad accomunarli sono le tecnologie di base: sono tutti LCD dotati di una retroilluminazione Mini LED. A questi prodotti si è poi aggiunto un quarto modello che abbiamo usato per uno shoot-out “interno” alla redazione; non lo abbiamo mostrato ai partecipanti perché sarebbe stato impossibile portarlo a Roma insieme agli altri modelli.

In questo articolo racconterò i frutti di tutti i confronti che abbiamo effettuato, dall’elettronica alle scene chiare e scure, per arrivare infine alle conclusioni che ho tratto da questa interessante sfida.

 

Sommario

 

I TV visti da vicino


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I TV che abbiamo confrontato nel corso degli eventi sono LCD Ultra HD da 65 pollici con Mini LED. Cambia però la tipologia della retroilluminazione: Sony Bravia 9 II e Hisense UR9S sono Mini LED RGB; non usano quindi diodi blu con Quantum Dot (come è la prassi per tutti i modelli ad eccezione di quelli economici), ma terne con rosso, verde e blu. I colori vengono quindi generati già a livello della sorgente luminosa e, come vedremo, ci sono alcuni vantaggi.

TCL C8L è invece l’unico SQD-Mini LED, cioè un Super Quantum Dot. Il marchio cinese ha ripreso proprio l’abbinamento tra LED blu e Quantum Dot, migliorando la struttura di questi ultimi per ottenere prestazioni superiori. I motivi di questa scelta si possono leggere qui.

Tutti i televisori sono inoltre dotati di local dimming, cioè il controllo a zone della retroilluminazione. I Mini LED RGB lavorano su due livelli: oltre a modulare l’accensione dei LED, gestiscono le componenti rossa, verde e blu in modo indipendente, che in gergo vengono definite zone RGB.

 

Hisense UR9S


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UR9S è la seconda serie Hisense dotata di retroilluminazione con Mini LED RGB. Arriva infatti dopo la UXQ e porta la nuova tecnologia su una fascia di prezzo molto più abbordabile, ampliando anche la scelta di diagonali. Si può scegliere tra 65, 75 e 85 pollici, tutti con pannello LCD di tipo VA e una frequenza di aggiornamento che spazia da 170 a 180 Hz.

Sul pannello è integrato il filtro Anti-Reflection & Glare-Free con finitura opaca. Un’altra novità è il debutto di una porta USB-C compatibile con DisplayPort (Alt Mode), che permette un collegamento molto semplice con PC o Mac.

La Smart TV è basata su Home OS, l’evoluzione di VIDAA U che da quest’anno ha cambiato nome e brand identity, conservando però la compatibilità con le applicazioni e gran parte del lavoro svolto da Hisense nel corso degli ultimi anni.

Le specifiche in breve:

  • TV RGB Mini LED da 65 pollici con pannello LCD VA
  • Ultra HD a 170 Hz
  • Picco di luminanza: 4.000 nit
  • 1.056 zone di local dimming
  • 3.168 zone RGB
  • HDR10, HLG, HDR10+ Adaptive, Dolby Vision IQ, Dolby Vision 2 (con futuro aggiornamento)
  • Sistema audio a 4.1.2 canali
  • Dolby Atmos e DTS:X
  • Smart TV con Home OS (ex VIDAA U)
  • SoC MediaTek Pentonic 800
  • 3 ingressi HDMI 2.1 e 1 USB-C

 

Sony Bravia 9 II


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Bravia 9 II è la nuova ammiraglia Sony, disponibile nei tagli da 65, 75, 85 e 115 pollici. Tutti i modelli sono LCD Ultra HD a 120 Hz con retroilluminazione Mini LED RGB. Il 115 pollici è però un po’ diverso dagli altri: è privo del filtro opaco Immersive Black Screen Pro e anche il sistema audio manca di alcuni componenti.

La tecnologia che pilota la retroilluminazione è chiamata RGB Backlight Master Drive Pro, ed è basata sul SoC MediaTek Pentonic 1000, lo stesso che Sony usa dalla seconda generazione di QD-OLED (A95L).

La scelta di questo chip, legata alla lunga gestazione richiesta dal controllo delle componenti RGB, porta una limitazione sul numero di porte HDMI 2.1, che sono ancora due. Completano la dotazione la Smart TV, sempre basata su Google TV, e la tecnologia Acoustic Multi-Audio+, che dispone di 2.2.2 canali.

Le specifiche in breve:

  • TV RGB Mini LED da 65 pollici con pannello LCD WHVA
  • Ultra HD a 120 Hz
  • Picco di luminanza: 4.000 nit
  • 1.530 zone di local dimming
  • 4.590 zone RGB
  • HDR10, HLG, Dolby Vision
  • Sistema audio a 2.2.2 canali
  • Dolby Atmos e DTS:X
  • Smart TV con Google TV
  • SoC MediaTek Pentonic 1000
  • 2 ingressi HDMI 2.1 e 2 HDMI 2.0

 

TCL C8L


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La serie C8L si posiziona a metà tra gli “entry-level” C7L e i top di gamma X11L. Anche in questo caso parliamo di LCD a 144 Hz, con pannelli che dovrebbero essere praticamente uguali a quelli dei Sony e dunque WHVA Ultra HD.

La retroilluminazione è basata su Mini LED blu abbinati ai Super Quantum Dot per espandere la gamma cromatica. A differenza dei due rivali, C8L sfoggia un trattamento antiriflesso lucido, una scelta precisa che, come vedremo, porta vantaggi ma anche qualche limite.

Le funzioni “smart” sono affidate a Google TV, che viene gestito dal SoC MediaTek Pentonic 800, quello che è integrato anche in UR9S di Hisense. Il sistema audio è stato sviluppato in collaborazione con Bang & Olufsen.

Le specifiche in breve:

  • TV SQD-Mini LED da 65 pollici con pannello LCD WHVA
  • Ultra HD a 144 Hz
  • Picco di luminanza: 5.000 nit
  • 2.040 zone di local dimming
  • HDR10, HLG, HDR10+, Dolby Vision IQ, Dolby Vision 2 (con futuro aggiornamento)
  • Sistema audio Bang & Olufsen
  • Dolby Atmos e DTS:X
  • Smart TV con Google TV
  • SoC MediaTek Pentonic 800
  • 4 ingressi HDMI 2.1

 

L’upscaling e l'elettronica


Sir Gawain e il Cavaliere Verde su Bravia 9 II
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Il comportamento con sorgenti a definizione standard è un punto che non abbiamo praticamente toccato, durante lo shoot-out, soprattutto per questioni di tempo - la carne al fuoco era già tantissima. Durante le fasi di preparazione e taratura dei TV, ho comunque avuto modo di testare anche l’upscaling, confermando più o meno quello che mi aspettavo.

Il Sony è il migliore dei tre: non è una sorpresa ma l’ennesima conferma, l’efficacia delle soluzioni implementate dal marchio giapponese è del resto ben nota da anni, e Bravia 9 II conferma la regola. Il primo piano di Scarlett Johansson in Lucy è ricco di particolari: si nota soprattutto osservando come i capelli non siano una massa informe, ma abbiano sfumature precise che conferiscono profondità al volto.

L’ottima ricostruzione del dettaglio non sacrifica la naturalezza: non ci sono bordi doppi o altri artefatti che sbilanciano il quadro. A questi pregi si unisce poi la notevole capacità di personalizzare l’intervento, grazie alla funzione Reality Creation. Si può fare di tutto, incluso ammorbidire la resa per conferirle un look più “analogico” (nei limiti del possibile, ovviamente), l’importante è non esagerare in un senso o nell’altro.


La gestione della retroilluminazione Mini LED RGB sul Bravia 9 II
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TCL e Hisense non raggiungono queste vette ma si comportano comunque bene: qui il merito va suddiviso tra il SoC MediaTek e i passi in avanti compiuti dai due colossi cinesi. Il chip Pentonic 800 include diverse ottimizzazioni che sicuramente semplificano il lavoro; prese da sole però non basterebbero e qui si vede la mano degli ingegneri, che hanno alzato notevolmente l’asticella nel giro di pochi anni.

Basta ricordare il livello raggiunto da modelli del recente passato - non più di 3 o 4 anni fa - per apprezzare i risultati offerti da C8L e UR9S. La ricostruzione dei particolari è buona, così come il bilanciamento complessivo, che si traduce nell’assenza di consistenti effetti negativi. La scena è un po’ più piatta rispetto al Sony, ma solo perché il confronto è con il peso massimo della categoria, prese singolarmente le prestazioni sono da otto pieno.


Gli aloni intorno a piccoli elementi luminosi su Hisense UR9S (l'esposizione è aumentata per renderli più visibili)
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Dove invece c’è ancora da lavorare è sulle immagini in movimento: Bravia 9 II permette di aggiungere più fluidità e dettaglio senza introdurre artefatti tanto fastidiosi da distrarre lo spettatore. Anche in questo caso c’è ampia possibilità di modulare l’intervento per adattarlo al proprio gusto personale. Anche il TCL e l’Hisense permettono di incrementare la fluidità e ridurre la sfocatura, quello che cambia è che bisogna fermarsi prima, altrimenti gli artefatti si vedono.

L’ultimo aspetto che ho valutato è la riproduzione delle sfumature di colore, specialmente nelle scene scure, le più inclini a evidenziare il banding. Qui la situazione è molto più livellata: i tre contendenti si sono dimostrati a proprio agio anche in sequenze storicamente ostiche. Nel film Sir Gawain e il Cavaliere Verde, il protagonista si immerge circondato da una luce rossa che degrada progressivamente verso il nero.

Tutti i modelli presenti allo shoot-out hanno esibito una notevole pulizia, oltre a gradazioni progressive e molto precise. Forse il Sony riesce a tirare fuori qualcosina di più, volendo proprio spaccare il capello in quattro, ma è talmente poco visibile, anche con i tre schermi affiancati, che faticherei a considerarlo un vero vantaggio.

 

Il confronto sulle scene scure


Gravity su Hisense UR9S
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Le scene buie sono sicuramente le più difficili per i TV Mini LED: l’elettronica deve analizzare le immagini in tempo reale per pilotare la retroilluminazione, decidendo se spegnerla o attenuarla (e quanto) in corrispondenza del nero. È un continuo bilanciamento che comporta inevitabili compromessi (le zone di controllo sono molte meno dei pixel) e la necessità di elaborare un’enorme quantità di dati istantaneamente.

Fortunatamente la reattività non si è mai rivelata un problema: Sony, TCL e Hisense riescono a seguire rapidamente ogni cambiamento su schermo, anche i passaggi repentini da luci a ombre e viceversa. È pertanto rarissimo vedere scene luminose che partono più attenuate e si “accendono” con un po’ di ritardo, oppure sequenze più scure che hanno un nero sollevato per via della latenza nello spegnimento dei LED. Non è impossibile che accada, ma sono casi abbastanza rari e comunque mai troppo evidenti.


Le sequenze iniziali di Soldado
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Anche sotto questo punto di vista ho trovato l’elettronica del Sony leggermente più avanti dei concorrenti: quando si tratta di gestire oggetti che si muovono molto velocemente, Bravia 9 II riesce a seguirli con notevole precisione, tanto che il limite diventa non tanto il local dimming, quanto la sfocatura causata dal tempo di risposta del pannello LCD. TCL e Hisense si comportano comunque bene, ma sono meno definiti sui bordi, che tendono a perdere precisione e sfarfallano leggermente.

Il banco di prova più complesso è sicuramente il classico cielo stellato che include al suo interno alcuni particolari brillanti. In Dune c’è proprio un’immagine di questo tipo, quando la nave della Gilda Spaziale arriva sul pianeta natale della casata Atreides. Il C8L mette in mostra un ottimo contrasto: il nero è profondo, le stelle si vedono bene e sono luminose. Si può però scorgere un accenno di aloni (blooming), poco percettibili ma presenti, specialmente se ci si sposta dal centro.


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Bravia 9 II utilizza un approccio più furbo: solleva lievemente il nero - senza un riferimento vicino sarebbe difficilissimo accorgersene - per ridurre lo stacco tra il buio dello spazio e il bianco delle stelle. Perde forse qualcosa in termini di gamma dinamica, ma gli aloni sono sostanzialmente invisibili. Riesce inoltre a mantenere una saturazione praticamente perfetta sul corpo celeste blu in alto a sinistra, che sui rivali appare più scarico.

Hisense si focalizza sul preservare la brillantezza delle stelle, schiarendo le basse luci più del Sony. Gli aloni intorno agli elementi più piccoli si vedono di più e vale lo stesso discorso del TCL: una seduta centrale è necessaria per notarli il meno possibile. Piccola nota sulle bande nere: in Dune, ma non solo, il Bravia 9 II le tiene quasi sempre spente. TCL e Hisense hanno invece un comportamento che varia maggiormente a seconda del contenuto. Questo approccio si traduce in un contrasto percepito più alto per il Sony, anche se non di molto.

Anche i minuti iniziali di Soldado sono perfetti per testare i limiti dei Mini LED. Si parte con alcune scritte bianche che compaiono sullo sfondo nero: è una delle poche situazioni in cui il blooming è più visibile anche sul Sony. Subito dopo un elicottero che sorvola il confine tra USA e Messico, in cerca di clandestini, accende un faro puntato verso il suolo e ha una luce rossa forte e intermittente sulla coda.


Top Gun: Maverick: il blu tende al nero sul TV Hisense UR9S (a destra)
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A differenza di Dune, qui lo sfondo è sì molto scuro ma non nero e ci sono dettagli che si devono vedere. Tutti i televisori si comportano molto bene, sia nel contenere il blooming - specialmente Hisense è molto più a suo agio - sia nel mantenere il giusto equilibrio tra chiari e scuri. È la prova che il livello medio è decisamente salito: i Mini LED di 2-3 anni fa avrebbero messo su schermo un’immagine ben più piatta e con qualche alone.

I miglioramenti apportati nel controllo della retroilluminazione hanno evidentemente raggiunto un livello sufficientemente alto da mascherare quasi del tutto i limiti strutturali della tecnologia, quando la dinamica della scena è meno estrema. La conferma arriva con Pan - Viaggio sull'isola che non c'è: quando il veliero entra nelle grotte, il film passa a un primo piano con le persone sul ponte della nave. Ci sono tanti dettagli, ci sono colori e anche soggetti sullo sfondo che si intravedono appena.

 
Bravia 9 II vs UR9S e TCL C8L vs Bravia 9 II: il blu è quasi nero su UR9S
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Il Mini LED Bravia 7, protagonista del nostro shoot-out nel 2024, scendeva a compromessi preservando l’equilibrio del quadro, ma con un contrasto più basso e una minore profondità di campo. I tre TV del 2026 non hanno queste limitazioni: il Sony è quasi perfetto (ci torneremo in seguito), mentre TCL e soprattutto Hisense aprono le basse luci un po’ più del necessario, ma con risultati comunque più che buoni e migliori del Bravia 7.

Con i tre prodotti affiancati ho voluto anche confrontare il comportamento sui colori saturi e scuri. Bravia 9 II è eccellente: non è solo il più convincente dei tre, ma surclassa anche tanti altri modelli, sia Mini LED sia OLED. Gli altri due non sono sempre perfetti: in alcuni casi i colori sono slavati, come ad esempio in Top Gun: Maverick, dove la tuta di Tom Cruise sembra quasi nera anziché blu scuro. Questa tendenza è tra l’altro legata in parte, specialmente su UR9S, alla mappatura dei toni dinamica, sulla quale mi soffermerò in dettaglio nel capitolo successivo.

 

Il confronto sulle scene luminose


Shark - Il primo squalo
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Le scene luminose sono il terreno ideale per i TV Mini LED: non richiedono un’attenta gestione del nero e permettono di sfruttare l’alta luminanza dei televisori. Non basta però mettere tanta luce su schermo, occorre farlo in modo intelligente. Pan e Shark – Il primo squalo sono due titoli che abbiamo mostrato agli eventi e che usiamo sempre anche per le nostre recensioni.

I motivi sono due: sono masterizzati a 4.000 nit - quindi tra i più difficili da riprodurre - e contengono passaggi con un sole forte, ricco di colori e dettagli. Bravia 9 II è il migliore: mostra più particolari, mantiene la corretta luminosità e anche se non stacca sempre nettamente la concorrenza, non ha bisogno di nessuna impostazione particolare, basta mantenere quella selezionata in modalità Professionale (con Mappatura dei toni impostata su Gradazione preferita).

TCL e Hisense bruciano qualche dettaglio, che si perde diluendo anche il colore; il distacco non è enorme ma c’è. Si può recuperare, in tutto o in parte, ricorrendo alla mappatura dei toni dinamica, cioè l’adattamento compiuto in tempo reale dall’elettronica, che va a bilanciare l’immagine per migliorare le parti molto chiare e quelle molto scure. Non è però una funzione a costo zero, motivo per cui ne sconsiglio l’uso indiscriminato.


Interstellar
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Su Hisense, ad esempio, migliora visibilmente il dettaglio e i colori nei due film che ho citato in precedenza. In altri casi può invece snaturare l’immagine, come succede in Top Gun: Maverick: l’adattamento nelle scene scure desatura alcuni colori - succede anche in altri titoli - quindi bisogna valutare di volta in volta se ne vale la pena.

Per il C8L vale più o meno lo stesso discorso, anche se i cambiamenti sembrano impattare maggiormente sulle sequenze più luminose. Va comunque precisato che con materiale meno ostico, sia C8L sia UR9S offrono di base (senza l’elaborazione dinamica) un ottimo adattamento dei contenuti in HDR. Interstellar ha confermato l’altissima luminanza di tutti i contendenti non solo nei picchi su aree ridotte, ma anche quando il livello si alza su tutto lo schermo.


Pan - Viaggio sull'isola che non c'è
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Lo scorcio del pianeta ghiacciato illumina la stanza a giorno: il bianco è intenso ed è interrotto solo dal blu dell’acqua che si insinua nelle crepe. Il Sony è nuovamente il più fedele ma l’Hisense segue a breve distanza, mentre il TCL - che comunque non sfigura - paga la luminanza un po’ più bassa e una minore precisione nel far risultare il blu. Per quanto riguarda i colori, le capacità delle tecnologie Mini LED RGB e SQD-Mini LED emergono soprattutto quando si superano i limiti dello spazio colore DCI-P3.

È il caso di Speed Racer, recentemente rimasterizzato in 4K su Ultra HD Blu-ray, una versione che eleva la qualità del film, rendendolo in tutto e per tutto una sorta di fumetto con attori in carne e ossa. Le tinte pastello bucano letteralmente lo schermo e sfruttano a pieno l’altissima saturazione che i tre TV riescono a raggiungere. Nessun modello svetta sugli altri e il color crosstalk - la sovrapposizione tra i colori generati da zone adiacenti che fa virare alcune tinte - sui Mini LED RGB è abbastanza raro in condizioni di utilizzo reale, emerge più facilmente con schermate di test.

 

L’audio

Tutti i modelli dispongono di sistemi audio più evoluti della media. La massima pressione sonora raggiunta è alta per tutti, con il Sony che la spunta di misura su TCL e Hisense. Anche la qualità e il bilanciamento complessivo sono più convincenti sul Bravia 9 II, a patto di non raggiungere i livelli di volume più elevati, dove invece la distorsione si fa sentire.

C8L e UR9S assicurano comunque una buona intelligibilità dei dialoghi e una presenza di bassi superiore rispetto al classico schermo piatto, nulla che possa però sostituire un vero subwoofer, e questo vale anche per il Sony.

Complessivamente descriverei le prestazioni come discrete o più che discrete per l’uso di tutti i giorni, ma non sufficienti per una vera esperienza home cinema, necessaria per avere un audio all’altezza del video. Con Bravia 9 II si può provare ad aggiungere il subwoofer dedicato tramite la funzione Direct Connect (senza fili).

Per C8L e UR9S suggerisco di affiancare un sistema esterno, dalla classica soundbar alle soluzioni più evolute con satelliti posteriori, fino al tradizionale impianto con amplificatore e diffusori.

 

L’ospite “a sorpresa”


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Nella tappa di Bologna lo shoot-out ha visto la partecipazione non ufficiale di un ospite imprevisto. Mi riferisco all’OLED LG C6, un'aggiunta non programmata dell’ultimo minuto. Non abbiamo potuto proporlo ai partecipanti per motivazioni logistiche (impossibile portarlo a Roma) e organizzative (difficilissimo riconfigurare l’evento per quattro in poche ore), ma in redazione, io ed Emidio Frattaroli, abbiamo effettuato più o meno gli stessi confronti che ho descritto parlando dei tre Mini LED.

Ovviamente ci siamo concentrati principalmente sulle scene buie: sono fondamentali per valutare la distanza che separa oggi un OLED dai migliori LCD sul mercato. Abbiamo comunque visionato le sequenze di Pan e Shark - Il primo squalo, in modo da quantificare le differenze in termini di mappatura dei toni.


Da sinistra verso destra: LG C6, Sony Bravia 9 II e Hisense UR9S
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Il C6 se la cava piuttosto bene nonostante il picco di luminanza molto più contenuto: deve scendere a compromessi sulla luminosità del quadro e anche sul volume colore (alcune sfumature tendono più al bianco), ma visto anche il posizionamento (non parliamo del top di gamma G6), le considero prestazioni ottime, anche perché la dinamica percepita è molto alta, merito del pannello OLED che guadagna tanto in tutte le parti scure.

Ovviamente quando la luminanza sale su tutto lo schermo, vedi Interstellar, non c'è partita: gli LCD spiccano molto di più e hanno un bianco più puro. All’estremo opposto abbiamo invece conferme e qualche sorpresa. Le conferme arrivano da Dune: quando nella stessa immagine compaiono piccoli punti di luce forti, in questo caso le stelle nello spazio, il micro-contrasto fornito dalla possibilità di controllare ogni pixel si nota facilmente a occhio.


LG C6
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C’è più profondità, c'è uno stacco maggiore tra luci e ombre e le stelle sono generalmente più luminose, perché renderle più brillanti non comporta il rischio di creare aloni come invece potrebbe succedere per gli LCD. Pan è invece la sorpresa: il Bravia 9 II ha superato il C6 per fedeltà e contrasto percepito. L’OLED LG schiarisce la scena per non perdere alcun dettaglio, ma nel farlo penalizza il contrasto quel tanto che basta per permettere al Sony di spuntarla.

Non è quello che ci saremmo aspettati, non a caso siamo rimasti piuttosto spiazzati. In Soldado il C6 è invece di nuovo avanti agli altri, con una resa più d'impatto che abbina picchi precisi e convincenti a basse luci profonde e dettagliate. La distanza con Bravia 9 II non è però ampia (anzi), e questo conferma che, anche se la tecnologia di base è sempre LCD, le evoluzioni che portano risultati concreti sono ancora possibili.


Sony Bravia 9 II
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Per Hisense e TCL il divario è invece più percepibile, ma anche in questo caso si è accorciato rispetto alle generazioni precedenti, e non per demerito del C6. L’ultimo nato di casa LG è anzi il miglior modello di fascia media mai prodotto: è meglio del G4, top di gamma 2024, sotto quasi tutti i punti di vista, e lo batte anche nei picchi di luminanza su aree molto piccole.

L’avvicinamento agli OLED, guidato soprattutto dal Bravia 9 II, è la prova più solida della crescita compiuta dai Mini LED nel corso di pochi anni. Non sono pari agli OLED, ma non sono mai stati così validi come oggi.

Le specifiche di LG C6 in breve:

  • TV OLED da 65 pollici con pannello RGWB OLED.EX
  • Ultra HD a 165 Hz
  • Picco di luminanza: 1.400 nit
  • HDR10, HLG, Dolby Vision IQ
  • Sistema audio a 2.2 canali
  • Dolby Atmos
  • Smart TV con webOS 26
  • SoC O26
  • 4 ingressi HDMI 2.1

 

Conclusioni


Top Gun: Maverick sul TCL C8L
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Lo shoot-out tra Mini LED ha confermato che le comparative dirette sono fondamentali per valutare a fondo i prodotti. Mi ha infatti permesso di quantificare con precisione la distanza che separa la tecnologia OLED dalle forme più evolute di LCD. E il risultato mi ha stupito: non si è arrivati a un pareggio (del resto le differenze tecniche restano importanti), ma il livello degli LCD è salito moltissimo e in alcuni ambiti, come la fedeltà cromatica soprattutto ai bassi livelli di luminanza e la ricchezza di sfumature, invece il sorpasso c'è stato, almeno rispetto ai migliori OLED di fascia media.

Se penso a quello che avevo visto sul Bravia 7 di Sony nel 2024, ad esempio in Pan, non posso che riconoscere l’ottimo lavoro svolto da tutti i produttori. Sony ha alzato l’asticella per tutti, ma anche Hisense e TCL vanno decisamente meglio sotto praticamente tutti i punti di vista. Non sono gli OLED ad aver perso colpi (anzi, il C6 è la migliore incarnazione della serie C), sono i Mini LED ad aver cambiato marcia.

Bravia 9 II è il vincitore per qualità complessiva: è quello che assicura la maggiore fedeltà alla sorgente, il trattamento del segnale è un riferimento assoluto e anche la luminanza e la gestione della retroilluminazione offrono un contributo fondamentale.


Pan - Viaggio sull'isola che non c'è con la mappatura dei toni dinamica su Hisense UR9S
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Non è però privo di difetti: l’angolo di visione è più ampio ma non si può esagerare, altrimenti il blooming, che normalmente è quasi invisibile, torna a fare capolino. Le due porte HDMI 2.1 sono l’altro limite più evidente, soprattutto in virtù di un prezzo di listino elevato, nettamente più alto dei due rivali cinesi. Qualità alta, anche in ambienti con tantissima luce, ma che si fa pagare.

TCL sorprende invece per il rapporto qualità/prezzo: si trova già intorno ai 1.200 euro e va molto bene, tanto che in diverse situazioni non è troppo lontano dal Sony per contrasto percepito e controllo dei Mini LED. Aver optato per una soluzione priva di diodi RGB ha aiutato: si semplifica il pilotaggio del pannello e si aumentano le zone di local dimming, che sul C8L sono più numerose rispetto a Bravia 9 II e UR9S.

È un prodotto che può fare praticamente tutto, incluso il gaming ad alti livelli, ma che richiede attenzione in stanze con forte illuminazione. Il filtro antiriflesso lucido è meno efficace e crea una sorta di arcobaleno quando la luce lo colpisce dai lati, quasi parallela allo schermo. In case con tante finestre o luci artificiali, serve necessariamente una valutazione più attenta sul posizionamento. L’angolo di visione è il meno ampio tra i tre.


Top Gun: Maverick sull'Hisense UR9S
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Hisense è invece perfettamente a suo agio quando serve tantissima luce: è l’unico ad oltrepassare i 1.000 nit a tutto schermo. Ha un buon trattamento antiriflesso, che soffre maggiormente le fonti di luce diretta. Il local dimming è ottimo in gamma dinamica standard, mentre in HDR, con oggetti molto piccoli e brillanti, si nota a volte un po’ di blooming, specialmente da posizioni decentrate.

L’aggiunta della porta USB-C lo rende un ottimo schermo da usare con un PC o Mac: è una caratteristica unica, almeno per il momento, che può tornare molto utile, anche se probabilmente si parla di scenari indirizzati a nicchie ben precise. Il listino lo penalizzerebbe, ma fortunatamente i prezzi online stanno scendendo rapidamente, tanto che lo si può trovare a poco più del TCL.

Per maggiori informazioni:

 

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