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La tecnologia Mini LED RGB è sicuramente la novità più importante nel mercato TV. Dopo il debutto nel 2025 incentrato esclusivamente sulle ampissime diagonali - con i Micro RGB di Samsung e la serie UXQ di Hisense a fare da apripista - il 2026 ne segna la maturità commerciale. La gamma di tutti i produttori si amplia, includendo tagli a partire dai 50 pollici. Ovviamente c’è tanta curiosità di mettere alla prova tutte le novità, per capire pregi e limiti, anche in relazione alle altre tecnologia, come SQD-Mini LED, OLED e QD-OLED. Grazie ad Hisense siamo riusciti a mettere le mani su uno dei prodotti più interessanti della categoria: la serie UR9S da 65 pollici, la quasi ammiraglia che si posiziona tra i già citati UXQ e gli UR8S. In questo articolo racconterò le mie prime impressioni, anticipando alcune misure e valutazioni tecniche, ma senza dimenticare le prove di visione che ho già effettuato con alcuni contenuti
Sommario
Le caratteristiche in breveil 65 pollici UR9S è un LCD Ultra HD a 170 Hz con una retroilluminazione Mini LED RGB. I diodi sono raggruppati in terne e suddivisi in zone indipendenti. A differenza dei Mini LED convenzionali, con LED blu e Quantum Dot, qui abbiamo un doppio controllo della retroilluminazione. I LED RGB si possono accendere tutti insieme per generare luce bianca e migliorare il rapporto di contrasto, attenuando l’emissione o spegnendosi su schermate molto scure o nere. Questo primo livello è il local dimming convenzionale, una soluzione disponibile da molti anni su tantissimi prodotti. Il livello aggiuntivo è la gestione delle singole componenti RGB: si possono accendere i diodi rossi, verdi e blu separatamente per generare colori più puri già alla sorgente, aumentando ulteriormente anche sia il contrasto che l'efficienza luminosa. In gergo si parla di 2D color dimming, ma nel marketing si usano termini come zone colore o zone RGB.
Il modello che sto testando dispone di 1.056 zone convenzionali e 3.168 zone RGB. In ciascuna zona sono presenti quattro terne, per un totale di 12.672 LED. Sulla serie UR9S debutta il filtro Anti-Reflection & Glare-Free, che promette di abbattere efficacemente i riflessi. La Smart TV è basata sulla nuova veste di VIDAA, il sistema operativo di Hisense che cambia nome e diventa Home OS. A gestirlo è il SoC MediaTek Pentonic 800, che porta in dote tre ingressi HDMI 2.1 con tutte le funzioni e una porta USB-C compatibile DisplayPort (Alt Mode) per collegare facilmente un PC o Mac. Per una panoramica completa su tutte le funzioni, vi rimando a questo speciale sulla gamma Hisense 2026. Il prezzo di listino è di 2.299 euro.
I Mini LED RGB sono davvero indipendenti?
La prima cosa che ho voluto testare, dopo aver completato la configurazione iniziale, è stata la retroilluminazione RGB. Tutti i produttori stanno facendo a gara per dichiarare di adottare una vera retroilluminazione RGB. C’è chi parla di “True RGB”, chi preferisce “Real RGB”, ma il concetto è lo stesso: i diodi che riproducono i tre colori primari sono effettivamente indipendenti? Per verificarlo ho creato una serie di segnali test pensati appositamente per mettere in crisi la retroilluminazione. Si spazia da sovrapposizioni tra colori, con e senza il bianco, per finire poi con piccoli elementi in movimento, che permettono di contare le zone sul bianco e sulle singole componenti cromatiche.
Il risultato lo potete vedere coi vostri occhi nelle immagini allegate: forzando le modalità più spinte (Dinamica su tutte) e guardando lo schermo da posizioni angolate, si nota chiaramente che l’alone intorno agli elementi non è sempre bianco, ma diventa rosso, verde o blu quando viene visualizzato il colore corrispondente. La risposta alla domanda posta in precedenza è quindi positiva: UR9S è un Mini LED RGB con zone colore indipendenti. Per quanto riguarda il local dimming convenzionale, invece, ho voluto mettere alla prova il TV con alcune sequenze piuttosto difficili, come il cielo stellato di Gravity. Nelle modalità più corrette, come Filmmaker, gli aloni intorno alle stelle sono davvero molto ridotti. L’elettronica sembra perfettamente a suo agio nel gestire la gamma dinamica standard. In HDR ho invece notato un po’ di blooming, ma sospendo il giudizio in attesa di completare la prova, perché ritengo che una taratura accurata potrebbe portare benefici tangibili.
Prime misure
Il pannello montato da Hisense è un LCD di tipo VA a 8 domini. Ogni pixel è suddiviso in otto parti che diffondono la luce in varie direzioni, ampliando l’angolo di visione. Non è come quello di un LCD di tipo IPS, ma il miglioramento, rispetto a un VA convenzionale, mi è sembrato (per ora) apprezzabile. L’aspetto che colpisce immediatamente è l’alta luminosità: è sicuramente un TV che non teme gli ambienti luminosi. Con la calibrazione di base si superano i 3.500 nit in HDR, col bianco su una finestra al 10%. L’aspetto più impressionante è però la quantità di luce emessa su tutto lo schermo: al 100% si oltrepassano i 1.000 nit. È un dato che non avevo mai raggiunto su nessuno dei TV che ho testato ad oggi. Impressionante anche la potenza espressa in gamma dinamica standard: la modalità Dinamico arriva praticamente agli stessi livelli di HDR, sul bianco al 10%.
Qualità dell’immagine e filtro antiriflessoLa fedeltà cromatica è piuttosto buona già con le impostazioni di fabbrica. Non ho ancora avuto tempo di effettuare una calibrazione accurata, ma la base di partenza è convincente e penso che si possa migliorare ancora con gli strumenti presenti nel menu. Uno degli aspetti che mi ha più colpito è il tone mapping, l’elaborazione che adatta i contenuti alle capacità del TV. Hisense sembra averlo migliorato rispetto alle generazioni precedenti, ottenendo un buonissimo equilibrio tra dettagli e luminosità dell’immagine.
Ovviamente l’esuberanza della retroilluminazione è di grande aiuto, ma anche con contenuti masterizzati a 10.000 nit si ottiene un quadro ben bilanciato, perfino nelle sequenze più difficili in assoluto. Per questo motivo la mappatura dei toni dinamica mi è parsa meno utile, anche se preferisco non sbilanciarmi troppo: sono sicuramente necessarie altre prove e misure. UR9S porta in dote anche il nuovo filtro antiriflesso con finitura opaca. A differenza di altre soluzioni analoghe, non sembra peggiorare il livello del nero. L’efficacia sui riflessi è ottima per le luci provenienti dai lati o dall’alto, mentre cala in presenza di fonti che colpiscono direttamente lo schermo.
ConclusioniLe prime ore che ho trascorso con UR9S mi hanno lasciato molte impressioni positive. La retroilluminazione Mini LED RGB utilizza zone colore davvero indipendenti e la luminosità è molto elevata, come dichiarato nelle specifiche. I colori sono piuttosto fedeli anche con la calibrazione di base e il tone mapping sembra migliorato. Ho inoltre notato che Hisense ha corretto alcune cose che avevo segnalato insieme ad altri recensori, e questo è un punto a favore, perché dimostra volontà di ascoltare le critiche, prendere nota e risolvere. Per il momento non voglio sbilanciarmi di più: restano da valutare con più calma molti punti importanti, come il color crosstalk (la sovrapposizione tra colori generati da zone RGB contigue) e gli effettivi benefici apportati dalla retroilluminazione RGB. L’appuntamento è per la recensione completa che conto di portare al più presto sulle pagine e sul canale YouTube di AV Magazine.
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