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Anche Hisense ha presentato le novità della gamma TV 2026 al CES di Las Vegas. L’attenzione non si è concentrata su singoli modelli, ma sulle tecnologie, con due annunci di particolare rilievo: gli LCD Mini LED RGB evo e i MicroLED RGBY, entrambi caratterizzati dall’introduzione di un quarto colore nella retroilluminazione o nella struttura dei pixel. Come vedremo, si tratta di evoluzioni tutt’altro che marginali: il marchio cinese promette importanti migliorie nella qualità delle immagini e soprattutto nella fedeltà cromatica. Alle primizie tecnologiche si aggiunge poi l'espansione dei Mini LED RGB "standard", che quest'anno partono da 55 pollici e salgono fino a 100 pollici.
Sommario
La tecnologia Mini LED RGB evo a quattro coloriAl CES 2025 Hisense aveva presentato i TriChroma LED TV, i primi televisori a utilizzare una retroilluminazione Mini LED RGB. Quella tecnologia si è poi concretizzata nel 116UXQ, il modello da 116 pollici arrivato anche sul mercato italiano lo scorso settembre e di cui vi abbiamo parlato in questo articolo. Prima di analizzare le novità del 2026, facciamo un passo indietro per spiegare come funziona un TV LCD con Mini LED RGB. I Mini LED “convenzionali” usano LED con fosfori oppure LED blu abbinati ai Quantum Dot. I Mini LED RGB adottano invece un approccio differente: la retroilluminazione è composta da terne di LED che emettono direttamente luce rossa, verde e blu. Il primo vantaggio è una sorgente luminosa più pura, che si traduce in colori più saturi e in una copertura più estesa degli spazi colore. La vera differenza, però, è nel controllo separato delle tre componenti cromatiche. Se i Mini LED tradizionali regolano solo l’emissione di luce per zone (local dimming), nei Mini LED RGB entra in gioco il cosiddetto 2D color dimming, che consente di modulare non solo la luminosità, ma anche il colore emesso da ciascuna zona. Nel 2026 arriva l’evoluzione di questo concetto: i Mini LED RGB evo. La nuova tecnologia si basa su tre elementi chiave:
La retroilluminazione utilizza i nuovi chip RGB Mini LED 2.0, all’interno dei quali sono integrati non più tre ma quattro diodi. A rosso, verde e blu si aggiunge un quarto colore denominato Sky Blue, una tonalità prossima al ciano. Hisense definisce questa soluzione Four-Primary-Color Backlight e le attribuisce tre benefici principali.
L’aggiunta del quarto Mini LED modifica la distribuzione spettrale della luce emessa, introducendo una seconda componente vicina al blu. Il risultato è un’ulteriore estensione della copertura cromatica, che secondo Hisense arriva a superare persino lo spazio colore BT.2020. I Mini LED RGB evo lo coprono al 110% e e cambiano anche la forma del grafico, che non è più triangolare ma assume la forma di un poligono a quattro lati. A cosa serve una copertura che eccede perfino lo standard più ampio? Hisense l’ha spiegato chiaramente: l’obiettivo è coprire l’intera gamma di colori che l’occhio umano può percepire, andando oltre gli spazi colore attualmente in uso. È un approccio coerente con con la direzione intrapresa dai formati HDR di nuova generazione.
Dolby Vision 2 e HDR10+ Advanced puntano infatti a un’esperienza che non si limita alla riproduzione fedele del contenuto, ma che lo adatta alle capacità del display, sfruttando picchi di luminanza sempre più elevati e un’ampia estensione cromatica. In quest’ottica, un TV capace di superare gli standard assume un significato preciso: dove non arrivano contenuti e specifiche, interviene l’elaborazione HDR per valorizzare appieno le caratteristiche del pannello. Il cuore del sistema è il processore Hi-View AI Engine RGB. Hisense dichiara un’elaborazione a 134-bit, un dato che va interpretato correttamente: non indicano il numero di sfumature riprodotte dal pannello, che resta a 10-bit, ma alla precisione del controllo dei Mini LED. Il dato così elevato deriva dalla combinazione tra la regolazione dell’intensità luminosa e la modulazione dei colori per le le singole componenti. Non è esattamente un conteggio rigoroso (anzi…), ma aiuta a cogliere il punto più importante: l’incremento significativo della precisione nella gestione dei Mini LED, fondamentale per pilotare una retroilluminazione così sofisticata. Si parla di decine di migliaia di zone, ma anche questo numero va contestualizzato: nei Mini LED RGB (e RGB evo) ogni colore è controllato separatamente. Se si considera la luce bianca, che richiede l’attivazione simultanea di tutti i LED, il numero di zone va diviso per quattro. Il processore è basato su una CPU RISC a tre core e una NPU (Neural Processing Unit) da 2 TOPS (Tera Operations Per Second) per l’accelerazione dei calcoli legati all’intelligenza artificiale. Hisense dichiara un incremento delle prestazioni del 40% nei calcoli generici e tra il 70 e il 100% nelle operazioni collegate all’AI. La nuova generazione Mini LED punta anche a un’elevata fedeltà cromatica. Hisense ha collaborato con studi di produzione cinematografica e sviluppatori di videogiochi per trasferire il loro know-how nella gestione delle 3D LUT, le tabelle tridimensionali che mappano i colori. Il DeltaE dichiarato è inferiore a 1, un valore tipico dei monitor professionali. Hisense ha inoltre citato la possibilità di personalizzare automaticamente le regolazioni tramite intelligenza artificiale, una funzione pensate per rendere il processo semplice e accessibile. C’è infine un beneficio anche per il comfort visivo: il quarto LED sposta leggermente la lunghezza d’onda del blu, riducendone l’impatto potenzialmente dannoso per la vista fino al 75% rispetto a un Mini LED convenzionale. Anche i consumi risultano inferiori del 30% rispetto a un TV QD-OLED.
La tecnologia MicroLED RGBYAl CES è stato presentato anche il MicroLED 163MX, un TV da 163 pollici che adotta un approccio affine a quello dei Mini LED RGB evo, ma applicato a una tecnologia completamente diversa. I MicroLED non sono LCD: i LED non fungono da retroilluminazione ma vanno a comporre i pixel. Ne troviamo tre in ciascuno: uno rosso, uno verde e uno blu. Sono perciò display che emettono luce propria, come gli OLED. La serie MX introduce una struttura RGBY, dove la “Y” indica il giallo. I sub-pixel diventano quindi quattro: rosso, verde, blu e giallo. Piccola curiosità: una soluzione simile era stata annunciata nel 2005 dall'azienda israeliana Genoa Color e utilizzata poi da Sharp con i TV LCD Quattron (ne abbiamo parlato in questo articolo) A cosa serve questa nuova configurazione? Secondo Hisense, gli schermi RGB faticano a riprodurre con precisione i toni caldi, come l’oro, l’ambra, la luce del fuoco o alcune sfumature dell’incarnato. Il sub-pixel giallo va a colmare questa lacuna, riempiendo il vuoto nello spettro luminoso tra 500 e 600 nanometri e migliorando la resa di queste tonalità. Il risultato è una riproduzione più fedele dell’intento artistico e una copertura completa dello spazio colore BT.2020. La verità è appena differente da quello che dichiara il marketing del colosso cinese. Se le coordinate dei primari del verde e del rosso sono precise, allora non serve nient'altro per riprodurre un giallo corretto e preciso, a qualsiasi livello di saturazione e intensità luminosa, soprattutto su quel lato dello spazio colore dove si viaggia già molto vicini ai limiti della percezione visiva. L’aggiunta della componente gialla sarebbe in realtà utile per l’efficienza luminosa, permettendo di ottenere livelli di luminanza più elevati a parità di consumi. È quello che avveniva con i TV Sharp Quattron e che avviene ancora nella videoproiezione con tecnologia DLP, dove ai primari RGB vengono spesso aggiunti anche i secondari ciano, magenta e/o giallo C’è anche chi sostiene che l’aggiunta di sub-pixel con colori secondari possa diminuire il metamerismo percettivo, ovvero il fenomeno per cui colori primari molto saturi e puri possono essere percepiti in modo leggermente diverso da spettatori differenti.
La Smart TV cambia: da VIDAA a Home OSAnche la piattaforma Smart TV cambia pelle. L’annuncio arriva da Guy Edri, CEO e co-fondatore di VIDAA: la società che gestirà il sistema si chiamerà semplicemente V, mentre il sistema operativo prenderà il nome di Home OS. V si occuperà di account, pagamenti, pubblicità e servizi su tutti i dispositivi supportati. L’interfaccia è stata completamente ridisegnata con l’obiettivo di offrire un’esperienza più semplice e diretta, riducendo al minimo menu e scrolling continui. Al centro di tutto ci sono i contenuti, non le piattaforme che li distribuiscono. L’intelligenza artificiale gioca un ruolo centrale: propone suggerimenti personalizzati e organizza servizi e informazioni per ogni membro della famiglia. L’integrazione con la smart home è profonda: il TV può riconoscere un piatto mostrato in un programma e inviare la ricetta al frigorifero, oppure suggerire di abbassare le luci - a tarda sera - per una visione più rilassata. Home OS può anche anche svegliare l’utente al mattino, mostrando le informazioni su meteo, traffico e risultati sportivi. L’AI ricorda la squadra del cuore e può avvisare in caso di partite in diretta, proponendo la visione in picture-in-picture - con uno dei canali ridotto a finestra - per non perdere i momenti chiave. Su tutti gli Smart TV arriveranno inoltre Copilot, l’intelligenza artificiale di Microsoft, e l’app Xbox per il cloud gaming senza console o PC.
La gamma TVHisense non ha fornito una panoramica completa di tutti i prodotti in arrivo. Per un quadro definitivo sarà necessario attendere i consueti eventi dedicati alla stampa italiana. Siamo comunque riusciti a ricostruire a grandi linee l’offerta destinata al mercato europeo. Al vertice si collocano i Mini LED RGB evo, seguiti dai Mini LED RGB, che nel 2026 partono da 55 pollici e si articolano su due serie. Si prosegue poi con i Mini LED convenzionali e gli LCD Direct LED. A completare la gamma sono i MicroLED, posizionati in una fascia di prezzo molto elevata. Mini LED RGB evoLa tecnologia Mini LED RGB evo debutta col 116UXS, successore diretto del primo Mini LED RGB, il 116UXQ. Si tratta di un televisore LCD Ultra HD da 116 pollici con retroilluminazione a quattro colori (rosso, verde, blu e blu cielo). Il design prevede una cornice quasi invisibile e un profilo di soli quattro centimetri, c'è il supporto al Dolby Vision 2 e ci sono quattro ingressi HDMI 2.1 grazie al SoC MediaTek Pentonic 800. Il sistema audio integrato è firmato Devialet Opéra de Paris, con configurazione a 6.2.2 canali. il nuovo sub-pixel "blu-cielo" ha una frequenza centrale che è quasi a metà strada tra il ciano e il blu e l'utilità in questo caso è duplice e leggermente differente rispetto al sub-pixel giallo inserito nel micro-LED. In questo caso, per il modello 116UXS Hisense dichiara una copertura del 110% dello spazio colore BT.2020. Questo è ovviamente impossibile poiché, senza considerare i limiti nelle coordinate cromatiche dei vertici rosso e verde del gamut del TV, il vertice del blu rimarrebbe comunque scoperto. L’introduzione della sub-componente blu-cielo è utile in piccola parte per l’efficienza luminosa, ma soprattutto per aumentare la copertura del gamut in quella specifica zona dello spazio colore. Contribuisce inoltre a ridurre la componente blu pura a favore del comfort visivo, limitando l'emissione delle frequenze vicine all'ultravioletto che potrebbero risultare dannose. MicroLED MXIl 163MX è il primo MicroLED dotato di pixel RGBY. Parliamo di un imponente 163 pollici Ultra HD (3,6 metri di base circa) caratterizzato da un’estetica minimalista e da un profilo di soli 3,2 centimetri. È prevista la possibilità di installazione a filo della parete tramite la staffa zero gap wall-mount. Mini LED RGBLa gamma Mini LED RGB “standard” si articola in due serie: UR9S e UR8S. Le due linee condividono la retroilluminazione RGB, ma differiscono per il numero di zone di controllo, inferiore nel caso della UR8S. La novità più rilevante riguarda la frequenza di aggiornamento, che arriva fino a 180 Hz a risoluzione Ultra HD e supera i 300 Hz in Full HD. La dotazione comune include il supporto a Dolby Vision 2, il SoC MediaTek Pentonic 800 e uno spessore di circa 4,5 centimetri. UR9SDisponibile nei tagli da 65, 75 e 85 pollici, con un picco di luminanza fino a 4.000 nit. UR8SLa gamma parte da 55 pollici e prosegue con 65, 75, 85 e 100 pollici. Il picco di luminanza dichiarato arriva a 3.500 nit. Mini LEDPer il 2026 sono previste tre serie Mini LED convenzionali, tutte con una frequenza di aggiornamento compresa tra 144 e 165 Hz. Molte delle informazioni disponibili derivano dalle certificazioni EPREL (European Product Registry for Energy Labelling), il database europeo utilizzato per l’etichettatura energetica. I dati sono quindi indicativi e potrebbero subire variazioni. Le serie in uscita sono U7S Pro, U7S ed E8S. U7S Pro
U7S
E8S
LCD Direct LEDAl di sotto dei Mini LED si collocano gli LCD con retroilluminazione Direct LED, ovvero con i LED posizionati dietro il pannello ma privi di local dimming. Le serie previste sono quattro: E7S Pro, E7S, A7S e A6S. E7S Pro
E7S
A7S
A6S
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