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Optoma UHZ65LV DLP 4K HDR
Optoma UHZ65LV DLP 4K HDR
Emidio Frattaroli - 20 Novembre 2020
“Risoluzione 4K, tecnologia DLP, sistema d'illuminamento laser e ben 5.000 lumen di flusso luminoso: queste sono alcune delle caratteristiche pił esclusive di un proiettore che promette un rapporto qualitą prezzo che ha quasi dell'incredibile”
Pagina 1 - Introduzione e caratteristiche


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Optoma è un brand con poco meno di 20 anni di storia ma che ha alle sue spalle Coretronic, ovvero uno dei tre giganti della videoproiezione specializzato in videoproiettori con tecnologia DLP. A qualcuno potrà sembrare strano che in questi 15 anni dalla fondazione di AV Magazine non ci sia mai stata l'occasione di pubblicare un test su un proiettore DLP Optoma. Aggiungo che conosco molto bene la produzione del giovane produttore taiwanese, soprattutto quella destinata al settore home theater, non solo per l'assidua partecipazione alle principali fiere di settore (CES, Infocomm, CEDIA e IFA) ma anche per aver tarato alcune macchine, sia in occasione di eventi che nelle sedi di alcuni rivenditori.


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L'opportunità di pubblicare un test è arrivata per una doppia motivazione. Per la prima devo ringraziare Fabio Angeloni, già autore di un ottimo e recente approfondimento su un  proiettore DLP (l'articolo è a questo indirizzo) e da sempre grande fan della tecnologia DLP. Anche lui per alcuni anni è stato felice possessore di un DLP full HD di fascia alta e da poco più di due anni è felice possessore di un proiettore Optoma UHZ65 con risoluzione 4K. L'altra motivazione arriva grazie Simone Berti di Home Cinema Solution che da tre anni ha iniziato una collaborazione con Optoma Italia per la distribuzione esclusiva di alcuni prodotti specifici per il settore home theater, iniziata proprio con il proiettore UHZ65 e proseguita ora con i modelli UHZ65LV e ZK507-W, oltre al proiettore ad ottica ultra-corta CinemaX P2 che ha vinto recentemente un EISA Award.


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L'oggetto del nostro test è il modello UHZ65LV con sistema d'illuminamento laser e risoluzione 4K che aggiorna e sostituisce il modello UHZ65 con cui condivide buona parte dei contenuti. Il proiettore è basato sulla tecnologia DLP con DMD da 0,66" a risoluzione nativa di 2716 x 1528 pixel: a valle del DMD c'è un sistema di vobulazione in due posizioni che permette di riprodurre a schermo una sola immagine da 8,3 megapixel, lo stesso numero di pixel dell'UHD 4K. Per un approfondimento su questa soluzione vi consiglio un breve articolo di approfondimento a questo indirizzo. Rispetto ai proiettori DLP 4K con DMD da 0,47", le soluzioni con DMD da 0,66" hanno il vantaggio di essere più grandi, di avere un dettaglio più elevato e un rapporto di contrasto nativo quasi doppio; il rovescio della medaglia è rappresentato dalla risoluzione nativa che costringe ad uno scaling di tutti i contenuti da visualizzare, siano questi full HD oppure 4K.


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Il sistema d'illuminamento è di tipo ibrido, con laser blu e fosfori gialli per le altre due componenti primarie (rossa e verde) con flusso luminoso fino a 5.000 lumen, diaframma automatico e rapporto di contrasto massimo dichiarato che arriva fino a 2.000.000:1. L'obiettivo con zoom 1,6X e messa a fuoco manuali ha un rapporto di tiro compreso tra 1,39:1 e 2,22:1 ed è dotato di un controllo per un lens shift verticale che vale circa il 15% dell'altezza dell'immagine: nel caso di schermi da 2 metri di base si traduce in un 'delta' di circa 16,8 centimetri, utilissimo per centrare lo schermo e trarsi d'impaccio da installazioni della staffa o dello schermo non particolarmente precise. Tra le altre caratteristiche, segnalo la calibrazione del bianco su due punti, un CMS su sei assi per i colori primari e secondari, interpolazione dei fotogrammi per l'aumento del dettaglio per le immagini in movimento e compatibilità HDR10 e HLG, quest'ultima con qualche accortezza che vedremo nella pagina successiva.

Caratteristiche dichiarate

Tecnologia: DLP
Risoluzione: UHD (3840x2160)
Luminosità: 5.000 lumen
Rapporto di contrasto: 2.000.000
Aspetto nativo: 16:9
Uniformità: 70%
Sorgente Luce: Laser
Durata: 20.000 ore
Rapporto di tiro: 1.39:1 ~ 2.22:1
Zoom: 1.6 (manuale)
Lens shift: Verticale +15%
Offset nativo: 100%
Ingressi: 2x HDMI, 1 x VGA, 1 x Audio 3.5mm
Uscite: 1 x Audio 3.5mm, 1 x S/PDIF, 1 x USB-A (1.5A)
Trigger: 1 x 12V
Controllo: 1 x RS232, 1 x RJ45
Livello rumore: 29/31dB (tipico/max)
Telecomando: retroilluminato
Altoparlanti: 2 x 4W
Consumo: 0.5/274/368W (st.by/typ/max)
Peso netto: 9,8kg
Dimensioni: 498 x 331 x 171 mm

Per maggiori informazioni: optomaeurope.com  -  homecinemasolution.it

 

Pagina 2 - Setup e flusso luminoso


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Il test del nuovo Optoma UHZ65LV è avvenuto a Roma in due location differenti. La prima nella sala principale di Gruppo Garman in via Boezio: una dark room che conosco molto bene, teatro di numerosi eventi e test di prodotto. In più, ho passato parecchie ore a casa di Fabio Angeloni, all'interno del suo splendido e grande ambiente, opportunamente oscurato e con una particolarità: c'era anche un esemplare di UHZ65 perfettamente tarato con cui evidenziare le differenze con la nuova edizione LV! Le misure pubblicate qui di seguito sono state tutte normalizzate con il gruppo ottico condizioni migliori, quindi in modalità "wide", con Brilliant Color al massimo e sistema d'illuminamento alla massima potenza. A casa di Fabio Angeloni, con obiettivo in modalità medio-tele, ho registrato una diminuzione del flusso luminoso del 18%.

Iniziamo dal flusso luminoso. Il nuovo 'LV' è più luminoso del modello precedente. Secondo le specifiche, il modello UHZ65LV è accreditato di 5.000 lumen di flusso luminoso, mentre il modello UHZ65 ne produce 3.000 che sono in effetti a portata di tiro; ho misurato quasi 2.700 lumen in modalità 'Bright' con il modello UHZ65 ma con un bilanciamento del bianco verdastro che rende le immagini inguardabili. Nelle modalità più 'commestibili' il flusso luminoso scende al di sotto dei 2000 lumen (tra 1.600 e 1.800 lumen), sempre con il laser alla massima potenza. Il modello 'LV' nella modalità 'Bright' sale fino a sfiorare i 4.400 lumen ma anche qui il bilanciamento del bianco rende le immagini inguardabili. Nella modalità 'Cinema' si scende a circa 2.800 lumen, ovvero il 50% di flusso luminoso in più rispetto al modello precedente. Per aumentare il flusso luminoso del modello 'LV' sembra che Optoma abbia cambiato i filtri della ruota colore (e forse anche la miscela di fosfori), tagliando soprattutto meno la componente rossa, col risultato che il colore primario rosso e più spostato in zona 'gialla'. Nell'immagine in alto possiamo vedere i due gamut nativi a confronto: UHZ65 a sinistra e UHZ65LV a destra.

 
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Il flusso luminoso del modello LV è elevato in assoluto. Per fare un esempio, un proiettore Sony laser 4K come il VPL-VW790ES, dal costo quasi quadruplo rispetto all'Optoma UHZ65LV, ha un flusso luminoso dichiarato di 2.000 lumen ma in realtà si 'siede' a circa 1.600 lumen dopo la calibrazione. Ebbene, il nostro Optoma UHZ65LV con la calbrazione è in grado di superare agevolmente i 2.400 lumen, ammesso di averne realmente bisogno. Se consideriamo come obiettivo il raggiungimento dei 100 NIT di luminanza su schermo per poter godere dei contenuti HDR, allora potremmo spingerci fino a 8 metri quadrati di schermo a guadagno unitario, ovvero 170" (base di 375 centimetri), oppure 150" per schermi ALR con guadagno 0,8 (base di 335 centimetri). Su uno schermo da 3 metri di base con gain unitario, il nostro 'LV è in grado di pettinare le nostre retine con 150 NIT! 

Con il 'Brilliant Color' (d'ora in avanti 'BC') al massimo, il proiettore è molto luminoso ma i colori più saturi diventano più scuri, un po' come succede negli OLED che hanno la struttura dei pixel WRGB. Nei proiettori DLP con ruota colore come questo Optoma, diminuendo l'intervento del 'BC' si riduce il 'delta' tra luminanza della scala dei grigi e dei colori con la conseguenza che scendono anche il flusso luminoso generale e il rapporto di contrasto nativo. Sono 10 gli step in cui modulare l'intervento del BC ed oltra alla variazione del flusso luminoso e del rapporto di contrasto, cambiano in maniera sostanziale anche il bilanciamento del bianco e i colori; è difficile dire qual'è il miglior setting del 'BC' perché ogni installazione ha le sue peculiarità e l'appassionato medio preferisce sicuramente dinamica e rapporto di contrasto ad una maggiore precisione nella riproduzione dei colori. Io ho trovato un buon compromesso con il BC ad 8 ma anche lasciandolo al massimo le controindicazioni non sono poi così tante.

 
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C'è un altro aspetto delle impostazioni predefinite estremamente importante da considerare per l'Optoma UHZ65LV e riguarda la modulazione della potenza del laser, che può essere modulata dal 50% al 100% con step al 5% di intensità. Ebbene, ho misurato il bilanciamento del bianco su 4 punti (25%, 50%, 75% e 100%) su tutti gli step di modulazione del laser e ho scoperto che tra l'85% e il 95% di potenza il bilanciamento del bianco è così regolare che non serve quasi neanche la calibrazione del bilanciamento del bianco. Più si scende con la potenza, più sale la componente blu. C'è anche un altra particolarità: al 100% di intensità del segnale in ingresso c'è un salto notevole di flusso luminoso e si innesca SEMPRE una dominante verde molto difficile da controllare con la calibrazione a due soli punti (basse luci e alte luci).

In questo caso, con i pochi strumenti a disposizione nel menu di calibrazione, la scelta che privilegia la correttezza di riproduzione dei colori mi suggerisce di limitare il contrasto in modo da evitare l'innesco della dominante verde che vediamo al 100% di intensità della scala dei grigi. Per qesto però si paga un prezzo molto sapido e il flusso luminoso scende fino al 20% e con lui anche il rapporto di contrasto che però, fortunatamente, si mantiene su livelli decisamente elevati per un DLP 4K, ovvero fino a 1.800:1. Difficile in questo caso decidere cosa fare. Con una sorgente come il nostro Digifast, oppure con un processore esterno o qualcosa di simile, è possibile creare una 3D LUT con risultati eccellenti, limitando comunque la potenza del laser al 95%.

 

Pagina 3 - Bilanciamento del bianco e colori

 
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Veniamo ora alle misure 'standard' sulle prestazioni della macchina che riguardano principalmente il bilanciamento del bianco e la riproduzione dei colori, sia prima che dopo la calibrazione. In alto a sinstra potete osservare il bilanciamento del bianco lungo tutta la scala dei grigi in condizioni di default, con laser alla massima potenza. Abbiamo visto nella pagina precedente che sarebbe meglio scendere al 95% di intensità del laser e diminuire leggermente il contrasto per arrivare ad una condizione tale che non serve - quasi - neanche la calibrazione del bilanciamento del bianco. In ogni modo, con gli strumenti per la calibrazione delle componenti RGB su alte luci e basse luci, è possibile comunque raggiungere un buon compromesso, senza rinunciare alla dinamica. Il risultato è visibile nel grafico a destra, con deviazioni dal riferimento comunque molto contenute.

 
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In HDR le cose vanno un pochino peggio anche se soltanto sulle bassissime luci. approfittiamo per ricordare - ad esempio - che i livelli di luminanza al 5% e al 10% di intensità della scala dei grigi valgono rispettivamente 0,2 NIT e 0,43 NIT, almeno per una installazione in cui il massimo livello di luminanza sia di 100 NIT. In questo caso però gli strumenti di calibrazione su due punti non sono sufficienti a raddrizzare completamente tutto il bilanciamento del bianco ma il risultato è comunque apprezzabile. A destra del bilanciamento in HDR, sempre qui in alto, possiamo osservare l'ottima curva di luminanza in HDR10, con bianco diffuso che è molto vicino al nostro riferimento (linea verde orizzontale), basse luci un pochino più avanti e un clipping che arriva all'85% di intensità del segnale in ingresso, con un dolce roll-off che parte correttamente già al 75%.

  
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La riproduzione dei colori in SDR è buona e le conseguenze delle scelte progettuali che hanno preferito più efficienza luminosa a scapito di una estensione del gamut più contenuta, soprattutto sul vertice rosso, non porta conseguenze troppo negative, almeno in SDR e in REC BT.709. Quello che non va come dovrebbe è il CMS, ovvero il menu per la calibrazione dei colori primari e secondari. Il primo limite è il tipo di controllo che prevede la modifica delle coordinate xy in luogo dei controlli di tinta, saturazione e livello. 

L'altro problema è che i controlli non funzionano come dovrebbero, situazione che di solito viene corretta con aggiornamenti firmware. Il gamut più a sinistra illustra la situazione in SDR che è già molto buona e che suggerisce di modificare soprattutto la saturazione del verde, la tinta del ciano e trovare un miglior compromesso per la saturazione del rosso. Al centro sempre in SDR ma dopo la calibrazione del bilanciamento del bianco e del CMS, con ottimi risultati su rosso e giallo ma pessimi su verde a bassa saturazione e anche sul blu. In questo caso meglio lasciare tutto in default. Meglio sicuramente la calibrazione in HDR anche se, anche in questo caso, un aggiornamento firmware per rendere i controlli un po' meno imprevedibili sarebbe cosa buona e giusta.

 

Pagina 4 - Il giudizio di Fabio Angeloni


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Anche se purtroppo finisco spesso coll’innamorarmi degli oggetti che la redazione mi consente di provare, non posso che confermare le caratteristiche un po’ uniche della macchina oggetto del nostro test. Premetto di essere un estimatore della tecnologia DLP e in passato, da quando si è passati all'HD, ho posseduto soltanto macchine con questo tipo di tecnologia e con più precisione un proiettore DLP BenQ W5000, qualche Infocus della serie IN e più recentemente l'Optoma UHZ65. 

Nel lontano giugno 2017 Optoma era riuscita a portare a termine una impresa quasi impossibile: produrre un proiettore a risoluzione UHD con fonte di illuminamento laser/fosfori ad un costo sorprendentemente basso, ovvero alla metà del prezzo rispetto al modello esistente. Il fatto aveva davvero dell’incredibile e attirò sul modello una enorme attenzione degli appassionati di tutto il mondo: sul forum di Avmagazine, la 'mia' discussione sul quel proiettore collezionò più di 300.000 visualizzazioni. Nel frattempo, in quello stesso anno, PMA Research certificava Optoma al primo posto nel mondo per le macchine a risoluzione 4K UHD. Tralascio i meccanismi tecnici di funzionamento della tecnologia DLP, ormai credo noti a tutti, e mi permetto di analizzare gli aspetti salienti. 


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Contrasto. Poco, anzi rispetto ad altri marchi e tecnologie pochissimo. Questo Optoma UHZ65LV non possiede molto contrasto, come d’altra parte tutti i DLP consumer e la stragrande maggioranza dei prodotti professionali. Il 'nostro' Nicola D’Agostino sostiene da tempo che bisognerebbe almeno trattare i percorsi ottici con le nuove 'vernici' nerissime come la 'Vantablack' oppure con la nuova campionessa del 'blackest than black' ai nanotubi di carbonio scoperta da Brian Wardle, professore di aeronautica e astronautica del MIT, e Kehang Cui, ora alla Shanghai Jiao Tong University.

Effetto rainbow. Questo problema per alcuni può divenire un ostacolo difficilmente sormontabile. Detto in maniera comprensibile, la riproduzione dei colori in maniera sequenziale, unita ai movimenti della testa e/o degli occhi, viene percepita in maniera più evidente da alcune persone che alla lunga possono sperimentare una visione fastidiosa o comunque affaticante. Nella visione di contenuti a nessuno della mia famiglia, però, questo è mai accaduto.

Sistema d'illuminamento laser. Sono tra quelle tante persone che sono letteralmente rapite dalle potenzialità di un sistema di illuminamento laser, non solo perché evita la seccatura di dover procedere ad una operazione di manutenzione obbligatoria e di dover sopportare i costi reiterati che comporta dover cambiare in continuazione la lampada, ma in quanto il laser ha una vita di decine di migliaia di ore e garantisce una tenuta della calibrazione nel tempo inconfrontabilmente migliore. Ma guardare alle macchine con sistema di illuminamento laser porta a dover scegliere su una short list: un Sony dal costo piuttosto elevato, ma dalla minore luminosità, un JVC ormai quasi introvabile e dal costo comunque davvero impegnativo, qualche DLP, nessuno dei quali però con 5.000 lumen dichiarati di luminosità. Già questo fattore da solo evidenzia il fatto che la macchina rappresenti un unicum assoluto sul mercato.


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Immagine su grande schermo. Anche chi ha schermi dai 3 metri di base in su si trova a dover scegliere il proprio proiettore su una short list, che praticamente porta dritti dritti all'UHZ65LV, in quanto probabilmente nessuno dei modelli degli altri marchi del mercato, una volta calibrato, è in grado di “riempire” adeguatamente "lenzuolate" del genere quando si vogliono riprodurre contenuti HDR. 

Dimensioni del DMD. Sono lontani i tempi dei grandi DMD da 0,95” senza vobulazione, adottati quando la risoluzione massima era l’HD, che facevano rimanere con il naso incollato allo schermo per rimirare tanta magnificenza visiva. Texas Instrument, per me inspiegabilmente, per il settore consumer ha deciso di fornire soltanto due soluzioni con vobulazione, con DMD rispettivamente da 0,66" con risoluzione di 2716x1528 pixel (quello utilizzato dal proiettore Optoma) e da 0,47" con risoluzione nativa Full HD; quest’ultima, con il doppio movimento verticale e orizzontale, compone esattamente una immagine UHD ma è caratterizzata da un dettaglio più limitato. 

DMD singolo. Chi sceglie la tecnologia DLP lo fa anche per un altro motivo. È forse inutile infatti ricordare che nella tecnologia DLP viene utilizzata un’unica matrice, dunque non ne vanno riallineate tre diverse, che potrebbero introdurre inevitabili problemi di convergenza e che in ogni caso producono effetti visibili in termini di aberrazione cromatica e diminuzione della nitidezza dell’immagine. 

Nitidezza dell’immagine. Ok, il DMD da 0,66" utilizzato dall'Optoma UHZ65LV ha una risoluzione nativa di 2716x1528 punti ed è quindi necessario scalare l'immagine a risoluzioni che non sono multipli di quella originale. Eppure il risultato in termini di dettaglio con immagini reali è straordinario e gli eventuali artefatti di ricampionamento sono quasi invisibili. 

Non fa però parte della policy della rivista tentare di nascondere che la macchina abbia qualche difetto. Ebbene, questo VPJ ha poco contrasto, gli difettano le memorie di formato, ha un firmware migliorabile per maturità, aspetto e funzioni (non direttamente aggiornabile dall’utente), uno spazio colore che è in pratica più piccolo del REC709, non agevola il posizionamento in ambiente per via dell’assenza dello shift orizzontale, ha 10 bit di profondità colore (anche se ne accetta 12), lavora a 60 Hertz (con il DLP che lavora a 120 Hz per il pixel-shifting, per cui non c’è una riproduzione nativa del 24p: se il segnale in ingresso è un multiplo di 60 Hz, viene convertito con un pull down 2:2, altrimenti viene usato un pulldown 3:2). 

Al contempo va osservato che Il cabinet di questo VPJ non è il solito tetro, ciclopico frigorifero orizzontale, ma una macchina di colore chiaro, elegante, leggera e compatta (facilmente trasportabile) che - malgrado le dimensioni contenute - in esercizio produce una rumorosità particolarmente contenuta che diviene udibile solo a mano a mano che ci si avvicina alla massima potenza. Siamo inoltre di fronte ad un VPJ che rappresenta un riuscito esercizio tecnologico di altissimo livello. Il sistema di illuminamento laser-fosfori garantisce la produzione di immagini luminosissime, nitide, vibranti, tridimensionali che faranno la gioia dei vostri occhi. È molto facile farsi sedurre da una meraviglia del genere, con la quale passare 30.000 ore luminose e liete senza manutenzione di alcun tipo, magari in un ambiente parzialmente illuminato!

 

Pagina 5 - Visione, conclusioni e pagella


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Che si utilizzi con una delle impostazioni predefinite oppure dopo una accurata calibrazione, il nuovo Optoma UHZ65LV stupisce soprattutto per due aspetti principali. Al primo posto c'è il flusso luminoso: impossibile pensare ad una tale potenza fino a poco tempo fa in un proiettore consumer ad un prezzo del genere. L'altro aspetto che sorprende è il dettaglio: l'obiettivo è sicuramente economico e il lens shift è limitato in verticale solo al 15%. Del resto il vantaggio in termini di dettaglio rispetto a quanto è possibile osservare su proiettori nativi 4K Sony e JVC è disarmante.

L'Optoma è avvantaggiato rispetto ai proiettori LCoS nativi 4K di Sony e JVC dal fatto che viene utilizzato un solo microdisplay (il DMD da 0,66") e un sistema ottico molto semplice (meno complesso) che rende le immagini ancora più taglienti con relativa semplicità. I puristi del 4K potrebbero mal digerire qualche artefatto di aliasing che deriva dallo scaling alla risoluzione nativa della 'matrice'. Del resto, nella visione dei contenuti 'cinema' e dello sport, si apprezza molto di più il gran dettaglio mentre risoluzione e micro-dettaglio si perdono probabilmente nei discorsi tra iper-appassionati, anche perché il test del 'lanciarazzi' viene superato a pieni voti. 


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Del nuovo Optoma UHZ65LV ho apprezzato anche l'interpolazione dei fotogrammi, con ulteriore aumento di dettaglio nelle immagini in movimento e con pochissimi artefatti visibili. Non sono mai stato un grande estimatore di questi algoritmi che - secondo me - snaturano il feeling dei contenuti cinematografici; eppure, in questo caso, almeno non si innesca un peggiornamento della qualità d'immagine complessiva.  Probabilmente gli algoritmi visti su proiettori Epson, Sony e JVC potrebbero avere un leggero vantaggio nelle modalità intermedie che tentano di accontentare chi è in cerca di dettaglio senza troppa fluidità. Il risultato offerto dal nuovo Optoma è comunque apprezzabile in assoluto.

Durante il poco tempo di visione, ho testato anche l'intervendo del 'Dynamic Black', ovvero i frutti del lavoro in sinergia tra un veloce diaframma automatico, una modulazione del gamma e - probabilmente - anche un leggero dimming del laser. Il risultato è apprezzabile ma soltanto con le impostazioni più leggere ('Dynamic Black 1"); con gli altri due livelli (DB2 e DB3) con immagini molto scure c'è il rischio o quasi la certezza si affogare parecchie informazioni sulle basse luci. D'altra parte, con il DB3 al cambio di scena il proiettore è in grado di spegnersi quasi completamente e l'effetto è decisamente sorprendente.


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I punti che mi hanno meno convinto non sono poi molti. Il rapporto di contrasto nativo è sicuramente più limitato rispetto ai 'mostri sacri' con tecnologia LCoS ma è decisamente più elevato rispetto a tutti i DLP con DMD da 0,47" ed è più che sufficiente per la gran parte delle applicazioni. La tridimensionalità delle scene più buie sarà quindi più contenuta ma la visione dei particolari sulle basse luci è comunque assicurata. Tutti i test con le clip più difficili (da Oblivion a Sicario) sono stati passati a pieni voti. Le cose che mi hanno convinto meno riguardano la ricchezza di sfumature e gli strumenti di calibrazione. Il primo limite si nota soprattutto quando si ha a che fare con contenuti ad elevata dinamica ma con artefatti e poche sfumature: in questo caso l'Optoma ne esalta i limiti ed è probabile la comparsa di qualche solarizzazione. Con segnali di qualità questo genere di problemi non ce ne sono. Il menu e gli strumenti di calibrazione invece sono da migliorare e in questo senso Optoma ci ha abituato a numerosi aggiornamenti firmware che potrebbero risolvere molti dei limiti attuali, specialmente per la gestione del CMS.

Un'altra caratteristica da segnalare è la compatibilità con segnali HLG. Nessun problema con segnali video della 'Digital Concert Hall' dei Berliner che, come sapete benissimo, ha molti contenuti in 4K e in HLG attraverso vari dispositivi tra cui i lettori Blu-ray 4K di Sony e Panasonic. Per i segnali HLG dei decoder Sky invece serve un ulteriore passaggio: basta inserire tra Sky-Q e proiettore un sintoampli oppure - come nel nostro caso - un lettore Blu-ray Oppo, perché la compatibilità sia assicurata. Con il collegamento diretto tra Sky-Q e proiettore invece non c'è al momento nulla da fare.

Il nuovo Optoma UHZ65LV ha un prezzo di 4.400 Euro IVA inclusa, è distribuito in esclusiva per l'Italia da Home Cinema Solution di Simone Berti ed è visionabile al momento nella 'sede centrale' di HCS a Ponte San Giovanni (PG), a Roma presso 'Gruppo Garman', a Napoli nella show room 'Cinema & Sound', a Mosnummano Terme (PI) presso 'HiFi Natali' e a Lissone (MB) presso 'Il Tempio del Suono'. Il rapporto prezzo/prestazioni è molto elevato, anche alla luce dei 3 anni di garanzia e soprattutto degli aggiornamenti firmware gratuiti presso il centro assistenza italiano. Si tratta inoltre di una scelta quasi obbligata per chi ha bisogno di tanta luce, soprattutto se ha bisogno di illuminare schermi di generose dimensioni oppure si trova in ambienti fortemente illuminati e ha a disposizione uno schermo ALR dal guadagno contenuto. 

La pagella secondo Emidio Frattaroli: voto finale 7,5

Costruzione 7,5
Versatilità 7,5
Menu e taratura 7,0
Prestazioni SDR 7,5
Prestazioni HDR def 7,0
Rapporto Q/P 8,5

Per maggiori informazioni sull'Optoma UHZ65LV: homecinemasolution.it/products/uhz-65-lv.html