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Pagina 1 - Introduzione e caratteristiche
Poco meno di due mesi fa, Sony ha annunciato la nuova gamma di TV con tecnologia LCD e con sistema operativo Android TV, caratterizzata da 7 differenti linee di TV e ben 14 modelli a risoluzione UHD 4K (ne abbiamo parlato in questo articolo), riassunte nella tabella che pubblichiamo più in basso. Se a questi aggiungiamo anche i due TV della passata stagione (curvo e piatto ma senza Android TV) che occupano il vertice della gamma, ecco che le serie 4K diventano ben 9 e i TV complessivamente 16.
All'interno di questa nuova gamma, la serie X85C è un gradino più in alto rispetto alla serie "entry level" X83C a risoluzione 4K e prevede tre tagli differenti, con schermi da 55", 65" e 75". In realtà, visto che la serie X83C prevede due soli modelli con schermi da 43" e 49", se consideriamo tagli superiori, a partire da 55" allora è proprio la serie X85C che deve essere considerata il gradino d'ingresso della gamma Sony a risoluzione 4K. Il nome completo del modello oggetto del nostro test è KD-65X8505C, ha uno schermo con diagonale da 65" con tecnologia LVD-VA ed è quindi lo schermo con diagonale da 65" e risoluzione 4K con il prezzo più contenuto nel nuovo catalogo Sony con sistema operativo Android TV. Prezzo nuovi Sony Bravia Android TV 4K: 43X83C 1.099,00 Euro IVA inclusa Per essere più precisi, all'interno della stessa serie X85X con diagonale da 65" ci sono ben quattro diversi modelli che vengono indentificati dal numero prima della lettera "C" finale, con differenze che riguardano la finitura della cornice frontale e della massima frequenza dell'interpolazione dei frame (Motionflow), con il dubbio che queste ultime differenze siano limitate più che altro sulla carta, per poter giustificare alcuni prezzi delle cosiddette "offerte volantino" che ci saranno nei prossimi mesi. In particolare, il modello 65X8505C oggetto della nostra prova ha la cornice nera e il Motionflow ad 800Hz, il modello 65X8507C ha la cornice silver e il Motionflow a 900Hz mentre i due modelli 65X8508C e 65X8509C hanno la cornice nera e il Motionflow a 1.000Hz. Potete controllare tutte le caratteristiche dei quattro TV a questo indirizzo. Caratteristiche dichiarate
Pagina 2 - Costruzione, sistema Android e funzioni
Il nuovo X85C Sony ha una linea essenziale, con cornice molto sottile e una profondità massima contenuta in appena 7,8 centimetri che ne rende consigliabile anche il montaggio a parete. Il piedistallo, in metallo lucido, è simile a quelli già visti in alcuni TV Bravia della passata stagione ed ha un ingombro che in profondità arriva a poco più di 26 cm. In basso, in posizione centrale e subito al di sotto del logo Sony, c'è un grande LED multifunzione che può essere anche escluso per le visioni in ambiente completamente oscurato. I diffusori, disposti sul pannello inferiore e rivolti verso il basso (down-firing) hanno rivelato una buona pressione sonora ma una estensione in frequenza limitata soprattutto per le alte frequenze. Quasi tutte le porte di collegamento sono sistemate nella parte destra del pannello posteriore. Abbiamo ben quattro porte HDMI, tutte di tipo 2.0 e compatibili con la protezione HDCP 2.2 ed una di queste anche con il protocollo MHL. Le interfacce USB sono tre, due con corrente di 500mAh ed una con ben 900 mAh, quest'ultima da utilizzare per supporti di memoria esterna come HDD portatili. Non manca la porta PCMCIA per CAM di decodifica, mentre sullo stesso pannello con l'uscita ottica TOSLink, abbiamo anche un'ingresso video SCART e uno in videocomposito, con annesso ingresso audio analogico.
La novità più interessante del nuovo TV Sony è rappresentata dal sistema operativo Android TV che governa tutte le funzioni del TV e con una implementazione che mi ha lasciato parecchio perplesso, sin dalla prima accensione, con l'animazione del logo "Android TV" che procede a scatti. Nonostante il TV sia già in vendita da qualche giorno, nonstante un ulteriore aggiornamento firmware arrivato poco dopo la metà del mese di luglio, ho trovato alcune funzioni ancora non attive e una generale lentezza nella navigazione in alcuni menu, anche nei videogiochi più semplici e non solo: vi basti pensare che il tempo necessario per il cambio dei canali è da far perdere la pazienza: fino a quasi 5 secondi per passare da un canale ad un altro, anche se fa parte dello stesso MUX. Altre incertezze le ho trovate nel rendering di contenuti in streaming, con qualche scattosità anche nella riproduzione dei contenuti dei Berliner Filarmoniker (l'unico che sono riuscito a provare, visto il poco tempo a disposizione), sia a risoluzione HD che a risoluzione SD. Benché si tratti dei un sistema operativo Android, in versione 5.0 Lollipop, l'aspetto è completamente diverso rispetto a quello di un moderno smartphone ed è al contrario molto simile alle ultime versioni del menu dei TV sony Bravia, con le voci organizzate in linee a scorrimento orizzontale, suddivise per temi e funzioni. La schermata home porta in primo piano i contenuti "consigliati", soprattutto da Youtube ed è probabile che con il passare dei giorni vengano aggiornati in base alle proprie preferenze. Nella barra in alto, a sinistra c'è la funzione ricerca attivabile anche a voce, attraverso il microfono che è sul telecomando "touch", in dotazione, mentre a destra c'è l'ora corrente. Più in basso ci sono le app principali, quelle installate dall'utente finale, gli ingressi e l'accesso alle impostazioni del TV che vedremo nel dettaglio nella pagina successiva. Nelle due settimane che ho avuto a disposizione il TV ho potuto verificare il funzionamento solo delle funzioni principali poiché sono stato in grado di scaricare un firmware abbastanza completo e stabile, finalmente con un browser web, solo lo scorso 18 luglio. Secondo alcune indiscrezioni - NON CONFERMATE - sembra che nelle prossime settimane, tra agosto e settembre, ci saranno altri aggiornamenti, con l'aggiunta di alcune funzioni e di altre compatibilità, come quella con il canale test 4K di Astra. A questo punto credo sarà meglio tornare all'approfondimento di questo nuovo sistema operativo nella seconda metà di settembre, quando avrò a disposizione un altro TV Sony Bravia con Android TV, con tutte le opzioni funzionanti, ad iniziare dalla ricerca. Pagina 3 - Menu immagine e calibrazione
Il menu immagine della nuova "era" Android rimane fedele all'impostazione Sony che conosco già molto bene, assieme anche alle scorciatoie per raggiungerlo direttamente. Benché le voci siano organizzate in maniera molto simile, ci sono alcune novità molto interessanti che faranno la felicità di chi vuole spremere il massimo dal proprio display. Il menu principale è suddiviso in cinque voci distinte. La prima serve per selezionare una serie di impostazioni predefinite (es. Cinema, Sport, Gaming) oppure una chiama "Immagine automatica" che dovrebbe scegliere in maniera intelligente le impostazioni migliori. Subito in basso ci sono il controllo della retro-illuminazione, l'attivazione del sensore di luce in ambiente (con feed-back sulla potenza dell'unità di retro-illuminazione), il controllo di saturazione e l'accesso alle impostazioni avanzate. Le impostazioni avanzate sono organizzate in quattro sotto-menu distinti, seguiti dal link per il ripristino delle impostazioni inziali: Luminosità (luminosità, contrasto, gamma etc.), Colore (saturazione, tinta, bilanciamento e gamut), Limpido (Sharpness, Reality Creation etc.) e Movimento (frame interpolation e scanning backlight). Nel sotto-menu "Luminosità", le ultime tre voci relative al "nero" e al "contrasto", piegano la curva del gamma sulle basse luci, causando spesso espansioni della scala dei grigi, con il pericolo (anzi, la certezza) di combinare disastri. Molto utile è il controllo della curva del gamma che in calibrazione si è rivelato molto utile. Purtroppo, rispetto ad alcuni TV della passata stagione, registriamo la scomparsa della voce "Smooth gradation" che permetteva di aumentare in maniera significativa il numero di sfumature, riducendo le solarizzazioni. Il sotto-menu "Colore" è quello con le novità più interessanti. Prima di tutto è possibile più gamut di riferimento, con l'ingresso di quello REC.2020 che ovviamente non copre neanche lontanamente il gigantesco spazio colore Ultra HD (non esistono al momento display con questa capacità) ma potrebbe essere il segnale che il TV potrà gestire le nuove LUT "Ultra HD" che dovrebbero accompagnare i prossimi Blu-ray 4K, magari con un aggiurnamento del firmware. Approfitto per segnalare che, come al solito per Sony, le impostazioni con lo spazio colore REC.709 sono molto precise, soprattutto per la coerenza delle coordinate dei colori principali e secondari. La novità più interessante riguarda il bilanciamento del bianco. Con qualche - grave - anno di ritardo, anche nei TV Sony arriva finalmente la possibilità di calibrare il bilanciamento del bianco a step del 10% di intensità del segnale in ingresso. Per accedere a questa funzione, basta scorrere più in basso le classiche voci per calibrare le componenti RGB su alte luci e basse luci, con la selezione dei 10 punti di regolazione, e la conseguente modulazione delle tre componenti RGB. Per quanto riguarda la calibrazione, i cui risultati saranno esaminati nel dettaglio nelle pagine seguenti, sono partito dal bilanciamento del bianco "Esperto 1", modulando prima di tutto le componenti sulle alte luci (R -2; G 0, B -3) e poi utilizzando la calibrazione su 10 punti solo per i primi quattro gradini, nel modo seguente: Step 1: R +1; G 0; B -6; Vi ricordo che i presenti valori sono riferiti soltanto a questo preciso prodotto e al firmware contestuale. Oltre alla variabilità dei risultati a causa di un firmware differente, c'è da considerare anche una notevole variabilità nella produzione dei pannelli. Questo soltanto per dire che la calibrazione è relativa solo a questo prodotto e non può essere replicata su altri TV, anche se si tratta dello stesso modello. Inoltre, ho aumentato leggermente la saturazione a 55 e ho impostato a -1 il controllo del gamma. Il risultato è molto buono e sarà illustrato e commentato nelle pagine dedicate alle misure. Pagina 4 - LAB: luminosità, CR, gamma e bit resolution
La luminanza massima del nuovo Sony KD-65X8505C è moderata e leggermente più indietro soltanto rispetto ad altri TV 4K di fascia più elevata. Nella modalità "Brillante", con bilanciamento del bianco a distanza siderale dal riferimento, si arriva a 345 NIT mentre in modalità "personale", dopo la calibrazione e con bilanciamento del bianco perfetto, si scende a 236 NIT, sempre con retroilluminazione al massimo. Il rapporto di contrasto nativo, in modalità "Personale", con temperatura colore "Esperto 1" più vicina al riferimento come gamma e - soprattutto - per il bilanciamento del bianco, è pari a 3022:1. Dopo la calibrazione manuale si scende a 2984:1 ed è un valore abbastanza elevato per un TV LCD, circa tre volte tanto rispetto ad un display con tecnologia LCD-IPS. L'uniformità - controllata soggettivamente, in ambiente oscurato - è molto buona, sia sul bianco che sul nero, senza evidenti problemi di clouding. I valori del gamma, in condizioni di defautl e nella modalità "Personale", con temperatura colore predefinita "Esperto 1", è in media di 2,1. Per arrivare al riferimento di 2,2 come nel grafico qui in alto è sufficiente selezionare "-1" alla voce "gamma" tra le impostazioni che sono nel menu immagine avanzato. Le prestazioni sulle basse luci sono notevoli, con la perfetta visibilità sin dal primissimo step della scala dei grigi. L'unica nota stonata riguarda il supporto ai 10 bit per componente che purtroppo non c'è. Dopo aver provato la misura del numero di sfumature con il nostro nuovo generatore (4K, 30 bit, 4:2:2), ho anche chiesto conferma direttamente a Sony che mi ha confermato il "passo indietro" rispetto alla precedente generazione di TV LCD Bravia. Il supporto agli 8 bit per componente invece è completo e perfetto, senza alcuna incertezza, anche dopo la calibrazione. La misura degli step della scala dei grigi a 10 e 8 bit per componente è stata verificata strumentalmente sia sulle basse luci che su quelle più alte. Nel grafico trovate solo gli step a cavallo tra il 10% e l'11,5%. Pagina 5 - LAB: bilanciamento, gamut e saturazione colori
Iniziamo subito dallo spettro colore e dal gamut corrispondente. I tre picchi delle componenti hanno una "dominante" che è perfettamente in fase con le specifiche DCI, quindi circa 650nm per il rosso, 540nm per il verde e circa 450nm per il Blu. Notevole anche la separazione tra le componenti rossa e verde, a garanzia di un verde molto profondo anche se ancora lontano dalle coordinate DCI. Nel grafico del gamut, che si riferisce alle impostazioni colore REC.2020, abbiamo inserito anche la rilevazione dei punti di saturazione a passi del 5%, con segnali in ingresso su specifiche full HD. Quando saranno ben chiare le specifiche del segnale Ultra HD 4K e la LUT per codifiche REC.2020, sarà interessante ripetere di nuovo la misura.
In questo primo trittico, analizziamo i colori con le impostazioni di default, spazio colore REC.709 e bilanciamento del bianco "Esperto 1", quest'ultimo il più vicino al riferimento D65 (molto più che per le impostazioni "Caldo"). Le cose vanno molto bene per dimensioni e coordinate del gamut, un po' meno per quanto riguarda tinta e saturazione di alcune componenti (come per il "rosso") che subiscono una leggera sotto-saturazione, unita a qualche deriva della tinta. Nel grafico in alto a destra osserviamo anche un innalzamento del livello di luminosità del verde e del ciano negli step a saturazione più elevata. Nel grafico in basso a destra invece possiamo vedere nel dettaglio le saturazioni e il Delta E (uv) dei vari step a saturazione crescente, sempre a passi del 5%. Prestazioni nel complesso buone ma non eccezionali.
Il secondo trittico si riferisce invece ai risultati dopo la mia personale calibrazione, stavolta con segnali test con saturazione crescente a passi del 25%. Vi ricordo che nei TV Sony, al contrario di quanto invece succede per i proiettori dello stesso costruttore, non c'è la possibilità di modificare tinta, saturazione e livelo di luminosità dei colori primari e secondari. Ecco perché i miglioramenti si limitano soltanto alla saturazione e in secondo piano anche sulla tinta anche se la perfezione non può essere comunque raggiunta poiché permangono i problemi relativi alla luminosità delle componenti verde e ciano sui livelli a saturazione più elevata.
Ecco infine il bilanciamento del bianco a confronto nelle due condizioni; a sinistra quelle di default relative alle impostazioni predefinite "Esperto 1", con quelle "Caldo" che avrebbero presentato una componente blu ancora più elevata. A destra c'è invece il risultato con la calibrazione destritta nella pagina precedente. Il risultato è ottimo, specialmente sulle basse luci. Da segnalare, nel grafico dopo la calibrazione, una incertezza al 25% della scala dei grigi per la componente blu che suggerisce una non perfetta interpolazione del sistema tra i due gradini al 20% e 30%. Vi ricordo che noi calcoliamo il Delta E (uv) a prescindere dal livello di luminosità, esasperando di fatto le differenze che ci sono sui primissimi livelli della scala dei grigi. Pagina 6 - Test di visione, conclusioni e pagella
Dopo la calibrazione, ho dedicato al nuovo KD-65X8505C numerose sessioni di visione, non solo con materiale non compresso a risoluzione 4K, ma anche con Blu-ray disc, e con segnali televisivi di qualità evidentemente più bassa, sia ad alta definizione (Rai HD su tutti ma anche alcuni canali Sky con qualità e bitrate a dir poco imbarazzanti), sia a risoluzione standard, per testare soprattutto le possibilità di scaling del nuovo DSP, il tutto con un riferimento che ancora oggi ha molto da dire: un TV al plasma di ultima generazione (ZT60) perfettamente calibrato. La qualità d'immagine con materiale alla risoluzione nativa del pannello (3840x2160) è molto elevata ed è normale che il dettaglio elevatissimo faccia passare in secondo piano qualche lieve problema nel rendering di alcuni colori e al mancato supporto dei 10 bit per componente. Per il test ho utilizzato materiale a 24p in formato DPX 10bit, generato da una scheda grafica Blackmagic Design, con uscita component 4:2:2. In particolare, ho apprezzato molto il rapporto di contrasto che ha reso giustizia alla tridimensionalità delle scene a contrasto più elevato e alla precisione dei colori più saturi vicini al rosso, al magenta e al blu. Approfitto per segnalare un'ottima costruzione e l'assenza di problemi di clouding (macchie), sia sul nero che ad altri livelli di luminanza. Anche con Blu-ray Disc la qualità d'immagine è molto elevata e il Reality Creation, che consente di aumentare il dettaglio senza compromettere la risoluzione, è riuscito ad entusiasmarmi. Qualche piccolo limite si palesa soltanto in alcune difficili scene, dove varie sfumature dell'incarnato - soprattutto a livelli di luminosità molto bassi - vengono messe a confronto con il plasma. D'altra parte, nelle immagini in movimento più rapido, la situazione si ribalta con un leggero vantaggio del Sony per la naturalezza e la ricchezza di sfumature, anche se il dettaglio "puro", rimane ancora una caratteristica del plasma. Con segnali televisivi di qualità più bassa, non sono riuscito più a vedere i "miracoli" che il Reality Creation è riuscito a mostrarmi con segnali nativi full HD e il divario rispetto alle prestazioni con segnali di qualità è molto elevato. Il risultato nel complesso è sicuramente positivo anche se rimangono parecchie perplessità su alcuni aspetti, legati anche alla qualità video generale e alla precisione di alcuni colori. Per quanto riguarda le funzioni "smart", posso solo rimandare il TV a "settembre", con la speranza che un prossimo aggiornamento firmware riesca a moderare alcune lacune che - per un Bravia 4K - non possono essere perdonate. La pagella secondo Emidio Frattaroli: voto finale 8,3
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