AV Magazine - Logo
Stampa
 
YouTube: ora arrivano anche i film
sabatino pizzano - 12/11/2008, 16:37
“A totale conferma delle voci circolate durante le scorse settimane, sta per iniziare la disponibilità di interi film per la visione gratuita attraverso la piattaforma Youtube. Si inizia con alcuni titoli del catalogo MGM”

Google è pronta a far fare il grande salto al suo Youtube, trasformandolo da piattaforma per l'archiviazione e visualizzazione di filmati amatoriali, a mero sistema per la fruizione anche di materiale cinematografico e televisivo. CNET la scorsa settimana aveva infatti riportato un'indiscrezione secondo cui il colosso online Google era pronta ad inserire, tra gli svariati filmini realizzati dagli internauti di tutto il mondo, anche opere cinematografiche complete, disponibili liberamente e legalmente.

Alla base di ciò ci sarebbero degli accordi commerciali con le principali major cinematografiche di tutto il mondo in via di definizione. La possibilità della visione gratuita sarebbe poi garantita dalla pubblicità che verrebbe inserita all'interno del film stesso, i cui introiti sarebbero tali da ricompensare le stesse major.

E' di questa settimana invece la notizia battuta dal New York Times che vede l'ufficializzazione dell'accordo tra la stessa Google e la MGM (Metro-Goldwyn-Mayer) finalizzata proprio alla distribuzione di materiale cinematografico attraverso YouTube. Tale accordo prevede un periodo iniziale di test, dove tra le altre cose saranno disponibili i primi film distribuiti della nota major, nonché alcune serie televisive. Tra questi segnaliamo "Bulletproof Monk", "The Magnificent Seven" e qualche episodio di "American Gladiators", mentre altri contenuti arriveranno nel corso del tempo, come garantito da Jim Packer, Co-presideente di MGM. Siamo curiosi a questo punto di valutare la qualità di visione di tali contenuti, anche perché Youtube è nota per l'immediatezza dello streaming dei contenuti piuttosto che per la qualità audiovisiva degli stessi.

Per ulteriori informazioni: articolo New York Times 

Fonte: New York Times