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Le funzioni nascoste più utili all’interno degli smartphone
Publiredazionale - 29/07/2026, 13:45
“Dietro le funzioni più comuni di Android e iPhone si nascondono strumenti poco conosciuti che possono semplificare molte attività quotidiane. Dalle scorciatoie attivabili con un gesto ai sistemi di emergenza via satellite, passando per scanner documentali, ricerca visuale e protezione contro i tracker Bluetooth, ecco alcune delle funzioni più utili da conoscere e configurare sul proprio smartphone.”


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Lo smartphone viene utilizzato ogni giorno per telefonare, scattare fotografie, inviare messaggi e consultare i social network. Ormai è diventato indispensabile e, sostanzialmente, averne uno significa rimanere connessi ai vari prolungamenti reali del mondo virtuale. Sono tantissimi i siti che propongono confronti vari sulle migliori offerte per smartphone, in attesa di modelli sempre più nuovi e performanti.

Eppure, dietro le icone più familiari, i sistemi operativi moderni nascondono strumenti molto più sofisticati: scorciatoie attivabili con un gesto, scanner di documenti, sistemi di protezione contro i furti, traduzioni in tempo reale e collegamenti satellitari per le emergenze.

Non tutte queste funzioni sono disponibili su ogni modello. Alcune dipendono dalla versione del sistema operativo, dal Paese, dall’operatore telefonico o dalla presenza di componenti hardware specifici. Molte, però, sono già installate sul telefono e richiedono soltanto di essere individuate e configurate.

Toccare il retro del telefono per attivare un comando

Una delle funzioni meno conosciute dell’iPhone trasforma il retro del dispositivo in una sorta di pulsante invisibile. Attraverso l’opzione “Tocco posteriore”, disponibile nelle impostazioni di accessibilità dei modelli compatibili, è possibile associare un’azione a due o tre tocchi sul dorso dello smartphone.

Il gesto può servire per catturare uno screenshot, aprire il Centro di Controllo, attivare la torcia, richiamare una funzione di accessibilità o eseguire un’automazione creata con l’app Comandi Rapidi. In questo modo, per esempio, un doppio tocco può avviare immediatamente una registrazione vocale, aprire una determinata applicazione o attivare una modalità personalizzata.

Su molti telefoni Android esistono scorciatoie concettualmente simili, anche se variano in base al produttore. Alcuni modelli permettono di avviare la fotocamera premendo due volte il tasto di accensione, silenziare una chiamata capovolgendo il dispositivo o eseguire azioni rapide toccando il retro. Vale quindi la pena cercare nelle sezioni “Gesti”, “Movimenti” o “Scorciatoie” delle impostazioni.

La fotocamera può diventare uno scanner completo

La fotocamera non serve soltanto a fotografare. Su iPhone, l’app Note consente di acquisire automaticamente una o più pagine, correggere la prospettiva, ritagliare i bordi e trasformare il risultato in un documento digitale. È inoltre possibile aggiungere annotazioni e firme direttamente dal telefono, senza installare applicazioni esterne.

Funzioni analoghe sono presenti su numerosi dispositivi Android, attraverso Google Drive, Files o le applicazioni sviluppate dai produttori. Per ricevute, contratti e moduli, il vantaggio rispetto a una semplice fotografia è evidente: il documento viene raddrizzato, reso più leggibile e salvato in un formato più facile da archiviare o inviare.

Lo smartphone può anche riconoscere il testo presente in immagini e inquadrature. La funzione Testo attivo di Apple, per esempio, permette di selezionare numeri di telefono, indirizzi, indicazioni stradali e parole presenti in fotografie, video e pagine visualizzate sullo schermo. Il testo può essere copiato, tradotto, letto ad alta voce o utilizzato per avviare un’azione.

Chiamate filtrate, attese automatiche e segreterie intelligenti

La gestione delle telefonate è diventata uno dei campi più interessanti dell’intelligenza artificiale applicata agli smartphone. Su alcuni dispositivi Pixel, la funzione Call Screen può rispondere a una chiamata sconosciuta, chiedere al chiamante di identificarsi e mostrare sullo schermo una trascrizione della risposta. L’elaborazione può avvenire direttamente sul dispositivo, senza richiedere una connessione dati per il funzionamento di base.

Un altro strumento, chiamato Hold for Me, può restare in attesa al posto dell’utente quando un call center mette la telefonata in pausa. Il telefono controlla la linea e invia una notifica quando un operatore umano torna disponibile. Direct My Call, invece, può rendere più leggibili i menu vocali automatici, mentre Call Notes può registrare, trascrivere e riassumere determinate conversazioni sui modelli compatibili. Google afferma che registrazioni, trascrizioni e riepiloghi di Call Notes vengono conservati sul dispositivo.

Queste funzioni restano fortemente legate alla lingua, al mercato e al modello utilizzato. Prima di farvi affidamento è quindi necessario verificarne la disponibilità nelle impostazioni dell’app Telefono.

Il telefono può cercare oggetti, testi e luoghi visibili sullo schermo

La ricerca visuale sta trasformando qualsiasi contenuto mostrato sul display in un elemento interrogabile. Su alcuni smartphone Android, Circle to Search consente di cerchiare un oggetto, un testo, un codice QR o un prodotto senza abbandonare l’app aperta. Un vestito visto in un video, un monumento in una fotografia o una frase in una lingua straniera possono così diventare immediatamente l’oggetto di una ricerca.

Anche Apple ha ampliato le funzioni di intelligenza visiva sui dispositivi compatibili. Il sistema può analizzare ciò che appare sullo schermo o ciò che viene inquadrato, riconoscere testi e oggetti, cercare informazioni e proporre azioni contestuali, come aggiungere un evento al calendario.

Il vero vantaggio non consiste soltanto nella possibilità di identificare qualcosa. Questi strumenti eliminano una serie di passaggi: non è più necessario salvare un’immagine, aprire il browser, descrivere ciò che si è visto e avviare manualmente la ricerca.

Condividere file senza cavi, account o allegati pesanti

La condivisione di prossimità è spesso sottovalutata. Quick Share permette di trasferire fotografie, video e documenti tra dispositivi Android e computer Windows compatibili senza ricorrere a e-mail o servizi di messaggistica. I trasferimenti vengono protetti e il destinatario deve normalmente approvare la ricezione.

La funzione può generare anche un codice QR. Un altro dispositivo può scansionarlo per ricevere il contenuto, una soluzione utile quando il destinatario non compare nell’elenco dei dispositivi vicini. Google ha inoltre esteso questa modalità per consentire la condivisione verso iPhone, iPad e Mac tramite un collegamento sicuro aperto nel browser.

Una possibilità simile riguarda le reti Wi-Fi. Su Android è possibile mostrare un codice QR con le credenziali della rete alla quale si è connessi, evitando di dettare password lunghe o di lasciarle scritte in luoghi poco sicuri. La procedura può richiedere l’autenticazione biometrica o il codice di sblocco.

Ritrovare il telefono anche quando non è connesso

I moderni sistemi di localizzazione non dipendono più esclusivamente da una connessione mobile attiva. La rete Find Hub di Android può aiutare a individuare telefoni e accessori sfruttando altri dispositivi nelle vicinanze. Se la ricerca offline è stata attivata, il sistema può mostrare la posizione registrata quando il telefono era connesso oppure utilizzare informazioni di localizzazione cifrate raccolte dalla rete.

Questi strumenti possono essere utili anche per valigie, cuffie e oggetti dotati di tracker Bluetooth. In alcune circostanze è possibile creare un collegamento temporaneo per condividere la posizione di un oggetto smarrito con una compagnia aerea o con una persona incaricata di recuperarlo.

La configurazione, tuttavia, deve essere completata prima dello smarrimento. Attivare la ricerca offline, controllare l’account associato e verificare i metodi di recupero sono operazioni da eseguire quando il telefono è ancora nelle proprie mani.

Gli avvisi per tracker sconosciuti proteggono dagli spostamenti indesiderati

Le reti di localizzazione hanno introdotto un nuovo problema: un piccolo dispositivo Bluetooth può essere nascosto in una borsa, in un’automobile o in un indumento e utilizzato per seguire gli spostamenti di una persona.

Per contrastare questo rischio, Android può segnalare la presenza di un tracker sconosciuto che sembra muoversi insieme all’utente. L’avviso consente di ottenere informazioni sul dispositivo e di farlo suonare per cercare di individuarlo.

Anche in questo caso, la funzione può essere poco visibile perché opera prevalentemente in sottofondo. È comunque opportuno controllare la sezione dedicata alla sicurezza personale e agli avvisi per tracker, soprattutto dopo aver acquistato un nuovo telefono o ripristinato le impostazioni.

Le funzioni di emergenza vanno configurate prima che servano

Tra gli strumenti più importanti, ma spesso ignorati, c’è la scheda sanitaria accessibile dalla schermata di blocco. Su iPhone, la Cartella clinica può contenere allergie, farmaci, gruppo sanguigno, condizioni mediche e contatti di emergenza. Se l’utente lo consente, queste informazioni possono essere visualizzate dai soccorritori senza sbloccare il dispositivo.

Android offre funzioni analoghe nella sezione Sicurezza ed emergenza. Il sistema può permettere di inserire dati medici, contatti fidati e azioni da eseguire quando viene attivato l’SOS. Su alcuni telefoni, una sequenza di pressioni sul tasto di accensione può chiamare i soccorsi, condividere la posizione o avviare altre procedure configurate dall’utente.

Diversi modelli supportano inoltre il rilevamento di incidenti stradali. Quando i sensori individuano i segnali compatibili con un impatto grave, il dispositivo chiede all’utente di rispondere e, in assenza di reazione, può contattare automaticamente i servizi di emergenza.

Gli avvisi sismici trasformano i telefoni in una rete di sensori

Su Android, gli smartphone possono contribuire a rilevare i terremoti attraverso i propri sensori di movimento. Quando il sistema identifica segnali compatibili con un sisma e li confronta con quelli provenienti da altri dispositivi, può inviare avvisi agli utenti che si trovano nell’area interessata.

Google specifica che gli avvisi possono riguardare terremoti di magnitudo 4,5 o superiore e che per stabilire quali telefoni debbano riceverli viene utilizzata una posizione approssimativa. Il servizio può essere disattivato dalle impostazioni di sicurezza ed emergenza.

Non si tratta di una previsione del terremoto. Un avviso anticipato può arrivare soltanto dopo l’inizio del sisma e sfrutta la differenza tra la velocità dei segnali digitali e quella delle onde sismiche. Anche pochi secondi, però, possono consentire di allontanarsi da una finestra, fermare un ascensore o cercare una posizione più protetta.

Il collegamento satellitare non serve più soltanto alle spedizioni estreme

La connettività satellitare è una delle evoluzioni più rilevanti degli smartphone recenti. Su iPhone compatibili è possibile contattare i servizi di emergenza quando mancano sia la rete cellulare sia il Wi-Fi. Il telefono guida l’utente nell’orientamento verso il satellite e permette di inviare informazioni essenziali, posizione e messaggi testuali.

In base al modello e al Paese, le funzioni satellitari possono comprendere anche messaggi non di emergenza, condivisione della posizione e richieste di assistenza stradale.

Anche Android integra ormai nel proprio framework il supporto alle reti satellitari non terrestri, mentre alcuni Pixel compatibili possono collegarsi ai servizi di emergenza e condividere la posizione in assenza di copertura tradizionale.

Questa tecnologia presenta limiti precisi: richiede cielo sufficientemente libero, può impiegare più tempo rispetto a una normale comunicazione mobile e non è disponibile ovunque. Resta tuttavia una risorsa importante per chi viaggia in zone isolate, pratica escursionismo o percorre strade con copertura intermittente.

Le funzioni migliori sono spesso quelle progettate per l’accessibilità

Molti strumenti nati per persone con disabilità possono migliorare l’esperienza di qualsiasi utente. La lettura ad alta voce dello schermo, per esempio, è utile non soltanto a chi ha difficoltà visive, ma anche a chi vuole ascoltare un articolo mentre cammina. Su iPhone è possibile far leggere testo selezionato, contenuti completi e materiali acquisiti tramite la fotocamera, regolando voce, lingua e velocità.

AssistiveTouch permette invece di sostituire combinazioni di tasti e gesti complessi con un pulsante virtuale personalizzabile. Le azioni possono essere associate a un tocco, a un doppio tocco o a una pressione prolungata.

Sottotitoli dal vivo, amplificazione dei suoni, controllo vocale, ingrandimento dello schermo e riduzione delle animazioni sono altri esempi di funzioni che possono diventare preziose anche in situazioni temporanee: un ambiente rumoroso, un pulsante fisico danneggiato, una mano occupata o una lettura particolarmente lunga.