AV Magazine - Logo
Stampa
 
Ridley Scott innamorato del 3D
Gian Luca Di Felice - 28/07/2011, 10:57
“Il regista di Alien, Blade Runner e Il Gladiatore ha dichiarato la sua passione per il 3D e annuncia che da oggi in poi tutti i suoi film saranno sempre girati in 3D a cominciare da Prometheus, atteso al cinema nel 2012”


Un primo fotogramma tratto da "Prometheus" di Ridley Scott

Il 3D suscita ancora numerosi dibattiti, sia tra gli appassionati che tra gli addetti ai lavori. Se da una parte troviamo registi come Francis Ford Coppola o Christopher Nolan che non credono al potenziale della visione stereoscopica, dall'altra abbiamo un Ridley Scott che annuncia addirittura che non farà mai più un film in 2D. In occasione del recente Comic-Con, il regista ha confermato di essere attualmente impegnato con le riprese del prequel di Alien intitolato "Prometheus", girato in 3D con cineprese digitali 5K Red Epic e ha confidato alla platea di essere entusiasta del 3D al punto da dichiarare che: "Non lavorerò mai più senza 3D, anche per delle piccole scene di dialoghi. Mi piace l'insieme della lavorazione. Il 3D aumenta anche la portata espressiva di una semplice scena di dialoghi e sono rimasto davvero positivamente impressionato."

Al Comic-Con sono anche intervenuti Peter Jackson e Steven Spielberg (entrambi impegnati con riprese di film in 3D) i quali sono apparsi più cauti. Da una parte Jackson è convinto che sia sempre e prima di tutto la qualità del film a fare la differenza e che una ripresa in 3D possa fare di un ottimo film un capolavoro, ma che in caso contrario un film pessimo resterà sempre tale. Il regista neo-zelandese sottolinea poi come il problema della scarsa luminosità delle proiezioni in 3D rimanga ancora un ostacolo da superare.

Spielberg crede invece che il 3D sia adatto a film visivamente spettacolari (non a caso ha citato l'ultimo capitolo di "Transformers", di cui è anche produttore), ma che non girerebbe mai una storia romantica in 3D. Il Maestro di E.T. si augura che il 3D possa un giorno arrivare a un livello tale per cui gli spettatori non ci faranno neanche più caso. Solo allora il 3D diventerà davvero uno strumento adatto a migliorare il modo di raccontare una storia.

Fonte: Screenrant