
La visione tridimensionale porta con sé indubbiamente degli svantaggi: effetto ghosting, scarsa luminosità, affaticamento della vista e occhialini sono tra i principali fattori oggetto di critica. Ma se la critica giunge direttamente da Roger Ebert, il più importante critico cinematografico internazionale, allora tutto il comparto stereoscopico farebbe bene a preoccuparsi.
All'interno di una colonna del NewsWeek intitolata "'Why I Hate 3D" (perché odio il 3D), il noto critico non le manda a dire alle Major Hollywoodiane ree di preoccuparsi più di aggiungere una nuova dimensione che spessore artistico alle pellicole in uscita. Secondo Ebert, infatti, la visione tridimensionale non aggiungerebbe nessun elemento essenziale e significativo alla visione. Anzi - continua Ebert - essa può essere causa per alcuni di nausea, emicranie ed affaticamento della vista. Per altri solo un elemento di distrazione. Per tanti altri invece il pretesto per imporre una maggiorazione ingiustificata nel prezzo del biglietto e delle attrezzature necessarie alla riproduzione. Il 3D, inoltre, non sarebbe adatto per film "seri" e di un certo spessore artistico.
Fonte: NewsWeek |