Onkyo, Denon e garanzia italia [Archivio] - Forum di AV Magazine

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mistertabu
05-10-2009, 23:53
Vorrei porvi un quesito. Perchè i sintoampli Onkyo non hanno garanzia italiana? Mentre i Denon si?
Vi spiego il mio disappunto.

Mi accingo ad acquistare un sintoampli da abbinare ai miei diffusori Indiana Tesi. Dopo tanto leggere sul forum alla fine prendo la decisione: sarà un Onkyo!
Quindi vado alla ricerca ed in finale arrivano questi tre:
Onkyo TX-SR706 (http://www.onlinestore.it/onkyo-txsr706-nero-pronta-consegna-2448h-p-4096.html)
Onkyo TX-SR707 (http://www.onlinestore.it/onkyo-txsr707-black-channel-pronta-consegna-2448h-p-10268.html)
Onkyo TX-SR805 (http://www.onlinestore.it/onkyo-txsr805e-nero-p-4748.html)

Ma qui iniziano le indecisioni. La garanzia Onkyo è solo europea. Quindi se non funziona dovrei rispedirlo a chi me lo ha venduto ecc. ecc. e chissà quanto tempo passa...

Allora, sempre leggendo il forum, intravedo la soluzione con i Denon, che offrono sempre garanzia italiana (pagando qualcosina in più).
Alla fine propendo per questi:
Denon AVR-1910 (http://www.onlinestore.it/denon-avr1910-anni-Denon-italia-p-10254.html)
Denon AVR-2310 (http://www.onlinestore.it/denon-avr2310-anni-denon-italia-p-10255.html).

Ma mi chiedo:
- secondo voi la garanzia italia è così importante o si va tranquilli anche con la europea?
- in pratica, mi butto su un Onkyo o ripiego (si fa per dire) con un Denon?

:confused: :rolleyes: :confused: :rolleyes:

petshopboy
06-10-2009, 00:02
se acquisti un prodotto ufficiale italiano Denon da un rivenditore autorizzato da AudioDelta (importatore e distriburoe di Denon) e rispedisci la cartolina di garanzia che trovi nell'ampli, avrai diritto a ben 3 anni di garanzia
Ma ricorda che tale garanzia è valida solo ed esclusivamente se rispedisci ad Audiodelta come da istruzioni il talloncino compilato che trovi nella confezione. Se non lo spedisci entro 15 giorni dalla data di acquisto, perdi il terzo anno di garanzia!!!
Anche i sinto della Onkyo hanno la garanzia italiana, purchè acquistati da un rivenditore autorizzato da Tecnofuturo, che è l'importatore e distributore italiano di onkyo... ma in questo caso il prezzo sale un pochino... evidentemente il sito da te consultato non tratta prodotti ufficiali italiani ma di importazione parallela...

Nordata
06-10-2009, 00:42
Infatti.

I prodotti da te citati, al pari di tantissimi altri, godono di garanzia in caso di guasto.

Come in tutta Europa, grazie alle norme emanate dalla UE per uniformarla in tutti i Paesi (norme appunto dette garanzia europea) avrai diritto alla garanzia che ti sarà fornita a cura del venditore.

Se acquisti un prodotto importato e distribuito dall'importatore italiano potrai usufruire della garanzia presso la sua rete di assistenza in Italia (la Garanzia Italiana), se lo acquisti da un venditore che si rifornisce da un importatore straniero avrai diritto alla Garanzia presso quel distributore.

Le norme base sono uguali per tutti i Paesi (2 anni, ecc.), cambia solo chi te la applicherà (e diventerà Garanzia Tedesca, Francese, ecc.).

Ti posso assicurare che un Onkyo acquistato da un venditore che lo ha acquistato da Tecnofuturo gode di una perfetta e veloce assistenza in Italia (per esperienza personale recentissima su un pre 886).

Se poi per risparmiare qualcosa si preferisce acquistarlo presso altri canali si deve mettere in preventivo (e valutare) quanto ne consegue.

Ciao

mistertabu
06-10-2009, 08:59
Accidenti, ora ho capito.
Devo cercare un negozio che si serve da Tecnofuturo.
Grazie!!!!!!
(e scusate per l'ignoranza)



ps:Che voi sappiate, c'è un negozio online che vende l'Onkyo TX-SR805?

3lux
06-10-2009, 09:25
Vorrei precisare che non esiste alcuna "garanzia Italia" o "garanzia Europa".
Sul punto c'è invero molta confusione.
Occorre distinguere invece tra garanzia legale di conformità e garanzia convenzionale aggiuntiva.
La prima è obbligatoria ed inderogabile per legge (se a qualcuno interessa posso indicare le norme relative).
E' sempre di due anni ed è sempre fornita al consumatore italiano dal venditore italiano, nel senso che abbia la sede legale in Italia.
E' lui e lui solo che è tenuto alla riparazione/sostituzione, ed è libero di spedirlo dove gli pare per provvedere all'adempimento degli obblighi derivanti dalla garanzia.
Il produttore/distributore non c'entra nulla con la garanzia legale di conformità, nel senso che la controparte/interlocutore del consumatore è sempre e solo il negozio con il quale è stato stipulato il contratto di compravendita.
Semmai è il venditore che avrà azione di regresso nei confronti del produttore/distributore.
Discorso del tutto differente è quello della garzia convenzionale ulteriore a quella legale.
Essa può essere fornita dal produttore, dal distributore o dal venditore, può avere durata variabile e contenuti e limitazioni diverse da quella legale, fermo restando che si aggiunge a quella legale.
In conclusione, "garanzia europa" può significare unicamente che si tratta di un prodotto che il venditore italiano ha acquistato all'estero, e che si servirà di un'assistenza operante all'estero.
Ma dal punto di vista dei diritti del consumatore non cambia assolurtamente nulla, essendo invariabile tanto il soggetto obbligato alla garanzia legale di conformità (il venditore) quanto il contenuto e la durata della garanzia (predeterminate inderogabilmente dalla legge).

petshopboy
06-10-2009, 09:53
nel caso di Denon prodotto italiano non è la stessa cosa, perchè il distributore garantisce 3 anni di garanzia.... e perdonami ma mi sembra che tu abbia detto con parole più "tecniche" le stesse identiche cose che abbiamo detto nei precedenti post

3lux
06-10-2009, 10:43
il distributore garantisce 3 anni di garanzia....
Purtroppo non è proprio la stessa cosa.
In caso di problemi il consumatore deve sapere con chi deve prendersela, ovvero chi è il soggetto obbligato per legge dalla garanzia.
Se, ad esempio, scrive una raccomandata ad un soggetto sbagliato, essa non avrà alcun valore legale (e ci sono termini precisi e perentori entro i quali occorre informare formalmente il venditore della scoperta del "vizio").
Dunque, tre anni di garanzia da parte del distributore è un'affermazione sicuramente non corretta.
Può significare solo una cosa, volendo intepretarla: che per i primi due anni, come previsto tassativamente dalla legge, la garanzia (legale) grava sul venditore (che poi si rivolga a sua volta al distributore è affar suo, il rapporto di garanzia intercorre solo tra consumatore e "negozio" in cui ha acquistato il bene).
Per il terzo anno, invece, è il distributore che offre (volontariamente) una garanzia ("convenzionale") aggiuntiva, eventualmente alle stesse condizioni della garanzia legale (ma questo dovrebbe essere verificato con attenzione leggendo il foglietti allegati al prodotto).
Questo significa che in caso di guasto, se esso si verifica nei primi due anni il consumatore può e deve "litigare" solo con il "negozio" che gli ha venduto il prodotto, mentre nel terzo anno deve rivolgersi direttamente al distributore, perchè il venditore non c'entrerebbe più nulla.
Peraltro per attivare la garanzia legale non si deve fare un bel nulla e spedire nulla, basta lo scontrino fiscale che dimostri la data dell'acquisto.
E' solo per l'anno o gli anni aggiuntivi che è necessario spedire le letterine al produttore/distributore.
Forse possono sembrare sottigliezze, e nella maggior parte dei casi la sinergia venditore-distributore-produttore esenta il consumatore dall'interessarsi di questi tecnicismi, ma qualora ci fossero delle contestazioni o problemi, averne conoscenza secondo me è utile.
Poi si leggono spesso sul forum affermazioni del tipo: c'è scritto garanzia Europa, allora devo spedire il prodotto guasto in (ad es.) Germania.
E' bene sapere che non è così, e che qualsiasi prodotto uno compri in Italia la garazia legale dovuta dal venditore (=negozio) resta identica.
Insomma mi sembravano informazioni e precisazioni che a qualcuno postessero essere utili.
Se sono risultato noioso e pedante (seppur con le migliori intenzioni) mi scuso.

petshopboy
06-10-2009, 11:40
E' solo per l'anno o gli anni aggiuntivi che è necessario spedire le letterine al produttore/distributore.


E' proprio così come dici tu, x i primi 2 anni c'è la garanzia "convenzionale" senza dover spedire nessun tagliandino... spedendo il tagliandino entro 15 gg dall'acquisto, si ottiene l'anno in più offerto dal distributore

mistertabu
06-10-2009, 13:22
Grazie mille per le esaurienti risposte!

Chiariti i dubbi sulla garanzia, mi restano i dubbi su quale Onkyo prendere :confused:

Nordata
06-10-2009, 23:51
In effetti è quanto, bene o male, ho scritto dilungandomi in altre discussioni.

Infatti, in parole semplici e brevi, chi deve fornire la "garanzia" è il venditore che si avvarrà di chi meglio crede (solitamente la rete di assistenza creata dall'importatore), per cui l'apparecchio va portato/spedito a lui, se risiede all'estero va spedito all'estero.

La "garanzia europea" è un termine improprio che identifica una serie di norme che la UE ha emanato per uniformare il trattamento nei Paesi membri, che hanno però dovuto recepirle e fare una Legge propria, più o meno uguale nei vari Paesi.

All'atto pratico per un apparecchio acquistato in Italia, da venditore che ha acquistato dall'importatore italiano, ci si può rivolgere direttamente all'Assistenza, per sveltire la "pratica".

C'è da aggiungere una cosa per quanto riguarda i grossi produttori di TV presenti direttamente in Italia e che distribuiscono i propri prodotti tramite la propria filiale, tipo Sony -> Sony Italia, ecc..

In questo caso, molte volte, ma meglio informarsi prima, l'Assistenza in Italia viene fornita anche per apparecchi acquistati all'estero, possono però mancare certi bonus prettamente "locali", tipo la "garanzia pixel zero" o simili, un po' il discorso, con i dovuti distinguo, dei 3 anni invece dei due canonici.

Ciao

mastino76
07-10-2009, 09:38
Io ho appena ordinato un'ampli Onkyo proprio da Onlinestore... avevo già avuto un mancamento a leggere i primi post....:eek:
Grazie per le informazioni. utilissime, fanno chiarezza in un campo insidioso...:)

riccioit
07-10-2009, 12:57
domanda stupida:

se il venditore (negozio) fallisce o per vari motivi chiude l'attività il consumatore perde la garanzia dei due anni o è tutelato in qualche modo e può rivolgersi direttamente al distributore/produttore ?

Io ho recentemente acquistato un prodotto Denon con garanzia valida in tutta europa. Sul documento (firmato Denon Europe) è scritto espressamente che il consumatore deve rivolgersi in prima battuta al venditore ed è poi riportata la rete dei distributori nazionali che rappresentano Denon sul territorio e che si occupano dell'assistrenza. Non mi sembra che Denon abbandoni i suoi clienti.

Vi riporto semplicemente ciò che mi è successo in due occasioni. la prima con un televisore acquistato in italia e riparato in Belgio dove mi ero trasferito per lavoro. Una volta verificato che il prodotto non era trafugato il produttore mi ha riparato in garanzia il televisore.

Una seconda volta con una macchina fotografica. L'importatore italiano eccepiva l'acquisto via internet tramite un canale parallelo che portava in germania. E' intervenuto il produttore che, in virtù di accordi interni, ha imposto la riparazione del prodotto al distributore italiano con spese a carico del distributore tedesco. Io non mi sono accorto di nulla.

Questo per dire che dietro tutto questo c'è sempre un produttore che, se serio, ha a cuore la soddisfazione dei clienti. Talvolta gli importatori lo sono molto di meno.

Nordata
07-10-2009, 16:46
Il punto è infatti semplice e la questione è semplificabile in una sola domanda: chi paga la riparazione ?

Se si verificano casi particolari, come un trasferimento all'estero direi che chi cura l'assistenza in quel Paese illustra il caso alla casa madre, riceve assicurazione che la riparazione potrà essere fatta in garanzia e procede senza alcun probema.

Il caso dell'acquisto all'estero è già leggermente diverso, si chiede a chi non ha guadagnato nulla da quella vendita di sobbarcarsi anche le spese di un intervento.

Il distributore chiede lumi al produttore, questi da l'OK e gli paga l'intervento e il distributore interviene.

Li trovo comporamenti normali e non scorgo alcuna malafede nel comportamento dei vari importatori i quali, bsogna tenerlo sempre presente, non sono opere benefiche o società senza fini di lucro, essi importano un prodotto, fanno le campagne pubblicitarie, mettono in piedi una rete di assistenza, gestiscono un magazzino ricambi, il tutto con un costo, per cui credo sia nel loro diritto rifiutare di fare un intervento su cui non hanno guadagnato nulla.

E un po' il discorso di chi va da un negoziante, gli fa perdere del tempo a provare questo o quello, a fare dei confronti e poi, deciso l'acquisto, lo fa all'estero per risparmiare.

Si può benissimo rifutare di acquistare qui perchè si ritiene il prezzo troppo alto, mapoi si dovrebbe anche avere la coerenza (non oso dire l'onestà) di far fare l'intervento a chi compete.

Per quanto riguarda l'esempio del fallimento credo che la rete di assistenza, se si è in possesso del regolare scontrino fiscale rilasciato in Italia non abbia nulla da eccepire, discorso analogo per acquisto all'estero, la rete di quel Paese non avrà problemi ad intervenire.

Anche perchè, come già scritto in altro post, solitamente per comodità si va direttamente all'assistenza, saltando il rivenditore.

Ciao

riccioit
08-10-2009, 07:00
seguo il tuo ragionamento ma osservo due cose.
Anche nel caso di un negoziante che si approvvigiona all'estero lo scontrino fiscale è sempre staccato sul territorio italiano (l'acquisto è fatto in italia) e non credo che il consumatore (per definizione non professionale) debba necessariamente sapere dove il negoziante recupera la merce... una volta che ha effettuato l'acquisto con la c.d. "diligenza del buon padre di famiglia", come recita il codice civile, lui è a posto.

La seconda osservazione riguarda il meccanismo delle garanzie. Non so se funzionano tutte nello stesso modo, ma posso dire quello che è successo nel mio caso. I costi delle riparazioni in garanzia non gravano sui conti del distributore, che viceversa si rivale sul produttore che in ultima analisi si fa carico delle riparazioni in garanzia (e che sovente stipula apposite polizze assicurative... quindi alla fine è l'assicurazione che paga). Sovente il distributore "rappresenta" a tutti gli effetti il produttore sul territorio nazionale. In sintesi ... talvolta il produttore decide di aprire una propria filiale in quel determinato paese, altre volte si fa rappresentare. Il distributore, in sostanza, è legato da un contratto al produttore e si fa carico per suo conto dell'assistenza in un determinato paese.

Questo vuol dire che talvolta rifiutare l'assistenza talvolta è un atto unilaterale e pretestuoso del distributore ... facilmente smascherabile richiedendo l'intervento diretto del produttore (che ha sempre un presidio sui distributori ... se non nazionale almeno europeo) ... e che in questi casi sovente interviene volendo mantenere un rapporto di correttezza con i propri clienti avendo apposite polizze assicurative ... a differenza dei distributori che sono molto meno legati al marchio (li possono cambiare) e molto meno interessati alla fidelizzazione del cliente !

Due consigli quindi ... 1) scegliete produttori seri e solidi 2) in caso di problemi con il distributore chiedete semprte l'intervento del produttore

Nordata
08-10-2009, 12:31
Per il primo punto credo che si sia già detto chiaramente, e si è tutti d'accordo, che il responsabile per legge della garanzia è il venditore, per cui se ci si rivolge ad un venditore italiano, che quindi stacca lo scontrino fiscale in Italia, si dovrebbe andare da lui e si arrangia lui, da qualsiasi parte abbia acquistato il prodotto che ci ha venduto.

Per cui il buon padre di famiglia non avrà problemi, lui ha fatto la sua parte.

La maggior parte delle volte, però, si porta direttamente all'Assistenza (per comodità, per velocizzare la cosa) e si allega lo scontrino, come richiesto dallanormativa.

A questo punto si possono verificare due cose:

- il negozio ha acquistato dall'importatore italiano, l'assistenza lo sa, ritira l'apparecchio e lo ripara.

- il negozio ha acquistato da un importatore estero, l'assistenza lo sa e, probabilmente, dice al buon padre di famiglia di portarlo dal rivenditore (come prescrive la legge); nel caso di acquisto da negozio estero si ricade in questa casistica.

Saranno problemi del rivenditore farlo riparare.

Per l'acquirente non cambia nulla (forse i tempi di attesa).

Se l'assistenza non fa controlli meglio ancora, buon per il cliente.

I miei interventi in varie discussioni sono stati sempre principalmente mirati a cercare di spiegare le motivazioni che sono alla base di un eventuale rifiuto di fornire assistenza direttamente tramite rete di assistenza ufficiale nel caso che l'apparecchio provenga dall'estero.

Siamo tutti d'accordo che se si porta/rimanda l'apparecchio al rivenditore non ci sono problemi per l'acquirente (se non una eventuale scomodità).

Il punto base rimane sempre il medesimo, non si può pretendere che venga fornita assistenza per un prodotto acquistato all'estero.

Per il secondo punto, so bene che vi sono accordi tra distributore e produttore per quanto riguarda l'assistenza (costi, materiali, ecc.) con obblighi reciproci, particolarmente se il distributore è esclusivista, ma direi che non son cose che possano riguardare l'utente finale, quando vengano rispettate le norme di legge.

Certo, se poi un distributore fa il furbetto, violando le normative, si può benissimo informare il produttore, ma sono casi particolari, così come nel caso che un distributore non ponga alcuna limitazione e fornisca assistenza comunque e sempre, è una sua libera scelta, entrambi i casi però non sono da prendersi come riferimento.

Qualche distributore è ancor più restrittivo, personalmente mi è capitato di dover chiedere alcuni chiarimenti prettamente tecnici su un prodotto (valori e tipologie di segnale su un particolare connettore) di cui non avevo, sul momento, il manuale di servizio, ho chiamato il reparto assistenza della sua sede esponendo la richiesta con relative motivazioni, il tecnico mi ha ascoltato, ha risposto "OK, mi dice però il numero di serie del prodotto ?".

Sono andato a scrivermelo, l'ho comunicato, ho aspettato qualche attimo per la verifica e poi mi ha comunicato valori, protocolli, ecc.

Se l'apparecchio fosse stato di provenienza estera, magari dall'Inghilterra, probabilmente mi avrebbe detto di rivolgermi all'importatore inglese e non avrei avuto nulla da obiettare (in questo caso però avrei mandato una email :D).

Ciao

riccioit
08-10-2009, 17:15
nordata non te la prendere. Considera il mio solo un contributo alla discussione.

Il "buon padre di famiglia", come lo definisce il codice civile, non è detto che abbia voglia di inviare il prodotto per posta al venditore .. soprattutto se ha comprato via internet e vuole risparmiare un po' avendo una famiglia da mantenere ... =-)

Ecco ... a volte non sa che può ottenere la riparazione anche da distributori riottosi nel suo paese, anzichè far circolare la merce per mezza europa ... il tutto solo interessando il produttore e verificando le condizioni di assistenza.

Mi sembrava una informazione utile a tutti coloro che come me "consumano" ma non "distribuiscono"

con cordtà, ciao

3lux
09-10-2009, 09:56
non è detto che abbia voglia di inviare il prodotto per posta al venditore .. soprattutto se ha comprato via internet e vuole risparmiare un po' avendo una famiglia da mantenere
Scusa ma la tua affermazione mi sembra non pertinente.
La discussione mi sembra che fosse incentrata sull'ipotesi dell'acquisto da venditore italiano che vende oggetti a sua volta importati dall'estero.
La tua affermazione è invece vera solo riguardo a prodotti acquistati direttamente presso un rivenditore estero.
E' ovvio che se acquisti all'estero devi mettere in conto che non si applica la legge italiana e che potresti avere delle difficoltà a riuscire ad ottenere la riparazione dalla rete di assistenza italiana (comunque ti farebbero un favore, di diritto non sarebbero tenuti).

RX360
09-10-2009, 12:29
E' ovvio che se acquisti all'estero devi mettere in conto che non si applica la legge italiana e che potresti avere delle difficoltà a riuscire ad ottenere la riparazione dalla rete di assistenza italiana (comunque ti farebbero un favore, di diritto non sarebbero tenuti).

a me e' capitato il contrario con un lettore dvd della philips comprato in germania.
dopo 15 mesi si e' inchiodato e la philips mi ha risposto che per i lettori dvd la garanzia era un anno e che per quel difetto non era prevista la riparazione.
ho contattato il venditore tedesco, ed ho spedito a mie spese il dvd in germania.
dopo un mese il venditore mi ha fatto il bonifico dell'importo pagato + le spese che ho sostenuto per spedirlo, in quanto il dvd non era riparabile e non piu' in produzione.
se lo avessi preso in italia avrei dovuto far valere la garanzia tramite il venditore italiano.
a quel punto: apriti cielo.

mastino76
09-10-2009, 13:08
Concordo con riccioit.
E trovo importante specificare, perchè molti venditori via internet per abbassare i prezzo aquistano all'estero e noi utenti dobbiamo sapere se, in caso di malfunzionamenti, andremo incontro a difficoltà e/o rallentamenti...

riccioit
09-10-2009, 14:35
3LUX... non sono andato fuori tema, ma è proprio come ti dico.

Anche se acquisti in Italia ed hai uno scontrino italiano i distributori possono opporti che il negoziante da cui hai acquistato si è approvvigionato all'estero (verificando n° di serie del prodotto), per cui ti rimandano al paese al quale il negoziante si è rifornito.

Quello che dico è che talvolta è sufficiente rivolgersi al produttore per superare questi inutili balzelli commerciali (in molti casi i costi delle riparazioni in garanzia non gravano sui conti dei distributori ma sul produttore) . Se il pruduttore è serio e tiene al cliente interviene...

3lux
09-10-2009, 15:09
Allora stiamo dicendo la stessissima cosa.
Ad essere tenuto alla garanzia per acquisti in Italia è il solo venditore italiano. Dovunque si sia a sua volta approvvigionato.
Diciamo che il prodotto proviene dal distributore tedesco.
In questo caso se ci si rivolgeesse direttamente al distributore italiano (saltando dunque il venditore italiano per timore che esso possa mandare in Germania l'articolo in questione) costui (il distibutore ITA) potrebbe dirti: non è un mio prodotto, veditela con il venditore o direttamente con il produttore. E sarebbe suo diritto dirlo.
Se invece il distributore ITA si dà da fare con il produttore e il produttore gli paga la riparazione/sostituzione/rimborso, è stato bravo il distributore e gentile il produttore.
Ma hanno fatto una cosa che la legge non li obbliga a fare.
Un conto è avere dei diritti: e quelli li attribuisce la legge solo nei confronti del venditore.
Altro conto è snellire le cose e contare sul buon senso e sull'interesse del produttore a tutelare comunque il buon nome del proprio marchio.
Ma ripeto, in questi casi essi fanno (nel loro interesse, ci mancherebbe, nessuno fa beneficienza) qualcosa che potrebbero rifiutarsi di fare.

riccioit
09-10-2009, 16:18
si 3lux ...è come dici tu.

Il buon senso non dovrebbe mai mancare. Se il produttore alla fine riconosce il riparazione in garanzia si tratterebbe solo di un puntiglio del distributore che si sente bypassato... anche perchè alla fine la riparazione gli sarebbe comunque riconosciuta.

Avere utenti soddisfatti, anche dell'assistenza, è un vantaggio sia del produttore che del distributore.

Don_Zauker
15-10-2009, 12:06
Avere utenti soddisfatti, anche dell'assistenza, è un vantaggio sia del produttore che del distributore.

Mi inserisco nella discussione un po' in ritardo, considerando che ho appena acquistato un ampli in Inghilterra sulla Baia (risparmiando sì parecchio rispetto all'Italia, ma comunque su un prodotto appena uscito di produzione e oggettivamente non più disponibile presso la rete ufficiale).

In realtà - tralasciando ogni correttissima osservazione postata da tutti voi - quoto riccioit quando parla di fondamentale "soddisfazione nell'assistenza". Faccio un esempio concreto: Apple Computer - come mi ha confermato un commerciale della Rete Italiana - ripara qualsiasi prodotto (iPhone bloccati legati a contratti americani esclusi) comprato presso ogni canale disponibile nel mondo e a chiunque dimostri la data originaria di acquisto. Lo stesso venditore mi raccontava, però, l'anomalia tra due produttori di macchine fotografiche digitali - distribuiti dallo stesso Apple Center come punto vendita ufficiale - che in modo radicalmente differente decidono l'uno di accettare e riparare fotocamere "ufficiali" provenienti da qualsiasi località e canale distributivo (anche Hong Kong), l'altro di accogliere prodotti venduti unicamente nello stato italiano. Parliamo di produttori notissimi... :(
Ecco, io professionista, a fronte di apparecchiature sostanzialmente simili... a chi mi rivolgerò per il prossimo acquisto? :cool:

Certo, dico questo piuttosto "terrorizzato" dall'apparecchiatura 'straniera' di cui sono in attesa - pur possedendo già un Oppo americano ;) - ma una Casa seria dovrebbe aprioristicamente prevedere l'assistenza globale a qualsiasi cliente che dimostri, documenti alla mano, di possedere un certificato di garanzia valido abbinato ad un documento comprovante la data di primo acquisto... esclusi, ovviamente e inevitabilmente, quindi, coloro che dolosamente hanno acquistato prodotti di dubbia provenienza (furti, cloni, beni non sdoganati, etc.), di cui la Casa Madre è comunque a conoscenza.

Al di là di tutte le correttissime osservazioni legali e discrezionali, in un mondo di tecnologia in cui molti prodotti si assomigliano non ne trarrebbe vantaggio la solidità e l'affidabilità del Marchio?

Nordata
15-10-2009, 12:41
Tutto giusto, però tu hai fatto l'esempio di Apple.

Apple è presente in Italia, e credo anche nella maggior parte dei Paesi, direttamente, con personale assunto in loco, ma il tutto fa capo alla Apple americana, o alla filiale europea (se esiste).

Quello che eventualmente riparano è stato importato, distribuito direttamente da loro, con relative spese/guadagni e tutto quanto.

Discorso che vale per molti produttori, tipo le grosse multinazionali (Sony, Philips, Panasonic, LG. Samsung, ecc.), la maggior parte dei prodotti Hi-Fi è invece importata da imprese locali.

Facciamo un esempio banale e pratico.

Domani decido di mettermi ad importare un marchio che so essere presente già in altri Stati, ma che non ha una distribuzione in Italia.

Intavolo una trattativa con il produttore, gli faccio le mie proposte, ad esempio essere l'esclusivista, lui mi dice le sue condizioni, ad esempio un fatturato minimo e ci mettiamo d'accordo.

Allora inizio a fare pubblicità sulle riviste specializzate e non (che costa), magari è settembre e partecipo al TAV (che costa), rifornisco il magazzino (che costa), cerco dei riparatori che già fanno assistenza per prodotti simili e propongo loro di farla anche per me e gli fornisco i ricambi, organizzo dei corsi per i loro riparatori tenuti magari dai tecnici della casa madre (il tutto costa), ho anche una gestione del magazzino ricambi ed eventuali resi e sostituzioni (che costa).

Prendo anche contatto con un po' di venditori assicurando loro il giusto guadagno, loro acquistano un po' di miei prodotti confidando anche sul fatto che saranno gli esclusivisti in Italia e nella loro zona di tali prodotti.

La casa madre mi viene incontro su alcune spese, ma è innegabile che il tutto mi viene a costare comunque.

Il prodotto viene pian piano conosciuto, si diffonde, ne parlano bene e comincio a vendere (ad un prezzo che ho ritenuto congruo con le mie spese legate al mercato Italiano: tasse ed altri oneri, possibile numero di acquirenti).

Ora, con Internet, qualcuno girando scopre che in un altro Paese lo stesso mio prodotto viene venduto a prezzo inferiore (poichè le condizioni locali lo permettono) ed ordina da lui.

Il prodotto gli arriva, ma dopo un po' si guasta, allora viene da me e mi chiede di ripararglielo (è ancora in garanzia).

Su quel prodotto io non ho guadagnato un cent, anche se può darsi che il ricambio non mi costi (come mero costo del materiale) e che la riparazione non mi costi pure lei (come mero costo del tempo impiegato) ritenete che il costo della riparazione si esaurisca lì, la gestione del magazzino, il tempo impiegato per la riparazione viene comunque sottratto ad altri interventi, magari su apparecchi venduti da me, i costi che ho dovuto sostenere per far conoscere l'apparecchio non me li paga quella vendita, magari chi ha fatto l'acquisto è stato un paio d'ore da un mio rivenditore per ascoltare e decidere, facendogli perdere tempo, ma sapendo già di comprare da un'altra parte; tutto questo ha un costo.

Se io non mi fossi imbarcato nell'impresa, sempre rischiosa, di importare quel prodotto, probabilmente se ne saprebbe poco o nulla, sicuramente nessuno lo avrebbe potuto vedere e toccare con mano, accontentandosi di leggere in rete i pareri di qualcuno.

Tutto questo, oltre che avere un costo, credo meriti anche un piccolo riconoscimento.

Se tutti comprano all'estero, perchè conviene, probabilmente io chiuderò e buona notte.

Se lo fanno anche altri, per lo stesso motivo, non ci sarà più la possibilità di ascoltare/provare un prodotto, magari nel negozio sotto casa.

I negozianti stessi, sapendo che tanto quel prodotto lo acquistano all'estero perchè conviene e se si rompe viene comunque riparato, potrebbero tranquillamente dire, no grazie, tanto non li vendo.

Provate a rifletterci.

Ciao

Don_Zauker
15-10-2009, 18:53
Nordata, Apple e, nello specifico, Onkyo e Denon vengono oggi vendute in molte catene di elettronica, come MW: non stiamo parlando di prodotti da nicchia esoterica - per i quali potrebbero valere pienamente le tue corrette osservazioni - ma di prodotti ormai di relativo largo consumo, per i quali "dovrebbero" valere le medesime considerazioni. La "garanzia europea" è stata concepita proprio per uniformare il trattamento del cliente all'interno del mercato comune...

Il discorso che tu fai è corretto solo da un punto di vista di politica *protezionistica* (in accezione economica), nella quale il nostro paese eccelle: in Italia, ad esempio, i negozianti in alcuni casi possono rifiutarsi di cambiare la merce anche se restituita integra il giorno stesso, mentre in alcuni paesi lo fanno addirittura a tempo indeterminato (come è consuetudine, ad esempio, in Inghilterra o negli Stati Uniti... dove è pratica comune "pentirsi" di un oggetto anche dopo settimane e vedersi restituire i soldi). Oppure è inutile sottolineare nuovamente la levitazione di molti prezzi praticata solo nel nostro paese (motivo per il quale compro da diversi anni qualsiasi cosa all'estero. Un esempio fra tutti? Barbecue Weber venduti a 400 Euro quando il valore statunitense è 80... e non ci sono considerazioni parallele che tengano, come costi aggiuntivi, sdoganamento, ricarico della Rete commerciale, costi promozionali, etc.). E' bene far presente che, per convenzione, gli investimenti in comunicazione sono generalmente ammortizzati in un ricarico del 3-4% sul prezzo finale di vendita di un prodotto, quindi oggettivamene poco incisivi su alcune levitazioni incontrollate.

A volte - perdona la franchezza - alcune relazioni costi/prezzi/ricavi sono quantomeno bizzarre: vedi querelle Oppo e prezzo del prossimo BDP-831. L'importo annunciato per il mercato italiano è stato apparentemente *abbassato* di 100 Euro dopo la sollevazione popolare creatasi anche su queste pagine... ma non credo che qualcuno si sia levato "il pane di bocca" per limitare la cifra definitiva. Quei 100 Euro in più annunciati, allora? Cui prodest?

Parlo di *protezionismo* non a caso, considerando che in una libera economia di mercato globale - come è ormai diventata il web - io cliente dovrei essere salvaguardato a prescindere, almeno per quello che riguarda il prezzo di vendita e il suo rapporto con la qualità del prodotto e della marca stessa. E proprio la Marca dovrebbe cercare di salvaguardare la soddisfazione di tutti i clienti, come ha detto riccioit (è noto che le borchie delle borse Louis Vuitton vengono sostituite in qualsiasi negozio al mondo e... a vita!). Io sono libero (grazie al cielo!) di valutare il prezzo migliore che, spesso, corrisponde inevitabilmente con un servizio diverso (assenza della rete vendita, spese di spedizione consistenti, modello a volte differente, compromesso sulle caratteristiche, tempi di attesa, conformità, compatibilità dei cavi, etc.), ma non vedo perché il mio onesto risparmio - se applicato lecitamente nel reperire e pagare moneta sonante un prodotto ufficiale acquistato all'estero - debba essere penalizzato da una discriminazione della stessa rete di assistenza nazionale: in base a quale principio? Quello meramente "deontologico", secondo il quale io ho implicitamente "danneggiato" il mio distributore locale poiché ho preferito un prezzo migliore acquistando all'estero e per questo motivo non posso beneficiare della rete di assistenza nazionale? È assolutamente corretto che un prezzo più alto sia sinonimo di garanzia (in tutti i sensi), che può essere offerta solo dal rapporto diretto con un venditore ufficiale... ma non riesco a capire perché questo "valore aggiunto" acquisito attraverso un esborso maggiore debba forzosamente corrispondere, per converso, alla mancanza di assistenza nel caso di acquisto (lecito) ad un prezzo minore, su canali non tradizionali e, soprattutto, all'estero. È una procedura contraddittoria nei termini, poiché la stessa Casa dovrebbe incentivare il consumo dei propri prodotti e, in questo senso, sostenere e promuovere l'assistenza (in garanzia) di più apparecchi a marchio possibile, ovunque vengano venduti e/o distribuiti, assecondando il singolo cliente.

Inoltre ripeto che l'amplificatore che ho acquistato non è più presente a listino sul mercato italiano (ho verificato con il mio rivenditore): cosa avrei dovuto fare? Mi è stato proposto l'acquisto del nuovo modello, che costa esattamente il doppio... quindi non avrei proprio comprato nulla, danneggiando definitivamente la marca stessa.

Le valutazioni sulla ripartizione (e l'ammortamento) dei costi di gestione di una rete distributiva e del rischio imprenditoriale sono ampiamente ripagati sia dal fee dovuto al marchio rappresentato (che generalmente contribuisce ai costi promo-istituzionali e dà visibilità al distributore locale, garantendogli nel contempo un flusso di acquisto) sia dalla inevitabile constatazione che i clienti capaci di comparare le tariffe, di acquistare online e di affrontarne le "incognite" sono sempre una ristretta minoranza, ampiamente compensata dalla clientela diretta. Scusa se lo dico con una certa sicurezza, ma è il mio lavoro... :D

Faccio un altro esempio pratico, che in parte esula quello detto sinora: qualche anno fa, nel 26° mese di vita della mia Volkswagen si è rotto un tasto della radio abbinata al navigatore satellitare (sottolineo: tasto *della radio*). Inspiegabilmente i navigatori non vengono riparati, anche per problemi risibili, ma sostituiti in blocco (1.200 Euro di valore): Volkswagen, però, nel 3° anno di vita dell'auto riconosce sempre un 70% del valore del pezzo da sostituire, come se fosse parzialmente in garanzia, quindi mi è stata addebitata una cifra ragionevole.

Possiedo anche diverse moto, tra cui un MP3 Piaggio (il "triciclo", per capirci): ebbene, anche quel mezzo ha avuto un problema elettronico nel 25° mese di vita (!!!)... ma Piaggio non riconosce assolutamente nulla, anche se è palese il problema riconducibile solo al pezzo di ricambio e se tale problema si è verificato il giorno successivo alla scadenza della garanzia.

"Politiche delle Case", ci dicono.
Orbene, oggi possiedo la mia terza Volkswagen... mentre sono molto dubbioso se ricomprerei un veicolo Piaggio. ;)

Scusa (scusate) la prolissità, ma l'argomento è piuttosto ricco di spunti.

:)

Nordata
15-10-2009, 19:12
La "garanzia europea" è stata concepita proprio per uniformare il trattamento del cliente all'interno del mercato comune..A parte l'uso del termine "Mercato Comune", che è ormai desueto da un bel po' di anni, essendo stato uno dei primi passi che hanno portato all'Unione Europea, vorrei fare osservare che proprio la "garanzia europea" erroneamente scambiata da molti per una vera e propria garanzia, mentre con tale termine si indicano una serie di raccomandazioni emanate dalla UE e recepite (qualsiasi norma deve essere recepita dai singoli governi, altrimenti non entra in vigore), dice che la garanzia deve essere fornita dal venditore (non è esattissimo, ma non credo sia il caso di entrare nei singoli particolari).

Quindi se compro all'estero la garanzia mi dovrà essere fornita dal venditore estero, pertanto, di cosa stiamo a discutere ?

Ho acquistato in Polonia perchè così ho risparmioato 100 €, se si rompe dopo un anno lo devo rispedire in Polonia perchè così dicono le norme emanate dalla UE (che hai citato) e recepite, spero, dalla Polonia, se vado dall'importatore italiano e lui mi dice: "vada dal suo venditore che le fornirà quanto le serve" cosa posso obiettare ? Si è perfettamente attento alla "garanzia europea".

Credo che molti da tempo abbiano equivocato su tale termine, ritenendo che volesse dire: "garanzia valida in tutta l'Europa", cosa sbagliata e certamente non nei pensieri del legislatore.

Che poi ci possa essere una ditta che fornisce assistenza, un'altra no, che una la fornisca meglio e l'altra peggio ci sta tutto, quando dovrò ricomprare un apparecchio tirerò le mie conclusioni, ma da questo a dire che sia obbligatoria l'assistenza per un prodotto venduto all'estero ci passa una grande differenza.

Che poi ci siano differenze nei vari Paesi ritengo sia cosa normale, come il citato diritto di recesso applicato anche ai negozi tradizionali.

Ciao

3lux
16-10-2009, 09:43
Bhè no, non facciamo confusione, il mercato comune è tutt'altro che desueto, essendo uno dei cc.dd. "pilastri" (direi di gran lunga il più importante) dell'Unione europea (cfr. Trattato di Maastricht).

Quanto alla questione acquisti all'estero, volendo tirare delle prime conclusioni, direi che occorre distinguere due piani, quello giuridico (dei diritti del consumatore) e quello diciamo così economico-imprenditoriale.
Sotto il primo profilo, il consumatore che acquista all'estero conclude un contratto nel Paese del venditore e la garanzia gli sarà riconosciuta secondo la legge di tale Paese.
Che in Europa significa che per due anni l'unico soggetto giuridicamente tenuto alla garanzia è il venditore del Paese estero.

Poi c'è il piano delle "politiche commerciali" dei produttori/distributori.
Che ovviamente non è uniforme come quello giuridico, ma risente delle diverse strategie imprenditoriali dei vari "marchi".
C'è chi ritiene prioritario fidelizzare il cliente al marchio, dovunque esso acquisti (ripeto, per calcolo economico, non certo per beneficienza), mentre altri adottoano politiche di respiro più limitato, badando al singolo caso e non alla strategia complessiva, e dunque respingendo richieste di riparazione/sostituzione in garanzia di prodotti venduti all'estero.
Il fulcro della vicenda mi sembra in questo caso la figura del distributore esclusivita per l'Italia.
In caso di acquisti all'esetero, è a lui che spetta in definitiva la decisione finale di sopportare l'onere della riparazione di un prodotto non transitato nella sua catenza distributiva. E dunque si pone l'alternativa: fidelizzare il cliente e rafforzare l'immagine del marchio/badare al suo interesse immediato, anche a costo di perdere un cliente, che magari al prossimo acquisto passerà ad un brand con (un distributore dotato di) una politica commerciale più lungimirante.

Nordata
16-10-2009, 10:18
....la figura del distributore esclusivita per l'Italia.
In caso di acquisti all'esetero, è a lui che spetta in definitiva la decisione finale di sopportare l'onere della riparazione di un prodotto non transitato nella sua catenza distributivaDirei che, alla fine, è quanto ho sempre scritto e sostenuto, qui e in altre discussioni.

Non esiste alcun obbligo, sta alla volontà del singolo importatore.

Sono d'accordo su tutte le considerazioni circa l'opportunità di farlo o meno, ma il punto della questione è che non esiste l'obbligo.

Il punto centrale di moltissime discussioni è proprio su questo punto, molti acquistano all'estero e pretendono poi l'assistenza in Italia.

Chi acquista all'estero deve essere ben conscio di questo fatto onde evitare eventuali sorprese non proprio piacevoli.

Ultima cosa, questa volta prettamente tecnica.

A volte certi modelli distribuiti all'estero non sono esattamente uguali a quelli in circolazione da noi, o possono non essere proprio distribuiti, in caso di guasto, ache con la buona volontà dell'importatore che concede la riparazione in garanzia, possono verificarsi problemi, magari il ricambio non è disponibile e ci vuole tempo per farne arrivare uno, magari dalla casa madre, oppure il personale non è in grado di eseguire la riparazione in quanto sprovvisto di documetazione tecnica relativa.

Ciao