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In questi ultimi 18 mesi ho calibrato un gran quantità di proiettori JVC, un numero molto più elevato del solito, drogato soprattutto da JVCKENWOOD Italia che lo scorso anno ha attivato una promozione che regalava la calibrazione con l'acquisto di uno dei tre proiettori più costosi: NZ700, NZ800, NZ900 e le controparti RS2200, RS3200 ed RS4200 (ne abbiamo parlato in questo articolo). Da alcuni anni JVC produce videoproiettori home cinema con alcune caratteristiche che sono uniche nel settore. Mi riferisco al rapporto di contrasto nativo, alla "robustezza" e stabilità nel tempo di matrici e filtri polarizzatori e anche alla presenza di un software di calibrazione semi-automatica che viene fornito gratuitamente, lasciando al consumatore l'acquisto del colorimetro.
Avere un rapporto di contrasto nativo molto elevato (partiamo da circa 25.000:1 per il modello entry-level e arriviamo ad almeno 45.000:1 per il modello top), dimensionando correttamente il sistema rispetto alla potenza luminosa a disposizione e con un ambiente trattato, è possibile avere una qualità d'immagine che non oggi non ha davvero eguali sul mercato dei proiettori consumer. C'è però un problema: escluse davvero poche eccezioni, da alcuni mesi ormai tutti i proiettori JVC soffrono di un limite piuttosto seccante.
Anche scegliendo le modalità predefinite migliori, la qualità d'immagine è molto lontana da quella possibile con la calibrazione. Facendo misure prima della calibrazione, anche selezionando la modalità predefinita "Naturale" con gamma 2,2, i risultati consegnano valori del gamma nettamente più bassi, con gamma medio di solito a cavallo tra 1,9 e 1,8 ma talvolta scende anche ad 1,7 come nelle misure pubblicate qui in alto. Passare ad un gamma più basso rende le immagini quasi "slavate", poco profonde, con una dinamica che sembra compressa e colori poco saturi, come se il proiettore avesse anche un rapporto di contrasto più basso.
Il problema è legato probabilmente alla LUT predefinita che viene caricata in fabbrica, decisamente poco consona alle possibilità del proiettore. Selezionando la curva del gamma predefinita con valore di 2.2 il risultato è mediocre, con valori effettivi molto più bassi. In alcuni casi ho rilevato un valore medio anche inferiore a 1.8. Nelle due immagini qui in basso ho simulato due valori medi del gamma molto diversi: 2.2 a sinistra e 1.8 a destra.
Non importa se non avete un monitor perfettamente calibrato. Quello che conta è la differenza che riuscite a percepire tra le due immagini, con quella a destra che dovrebbe essere più compressa e meno "tridimensionale", con colori anche meno saturi. In basso ho inserito anche una scala dei grigi che ripropongo anche qui in basso, una sull'altra: in alto quella con gamma più alto e in basso quella con gamma più elevato.
La differenza dei valori del gamma altera la proporzione tra i vari livelli di luminosità. Gamma più elevato equivale a differenze più alte tra i vari livelli, con i primi step che sono più scuri. Al contrario con un gamma più basso, ci sono salti minori con le basse luci più luminose e una generale sensazione di "compressione" della gamma dinamica.
Questo limite dei valori del gamma troppo bassi per segnali video SDR (con gamma dinamica standard), si ripropone anche nella riproduzione dei contenuti HDR: anche con segnali video HDR10, HLG e HDR10+, c'è sempre il solito problema: una sensazione di dinamica più compressa e profondità che potrebbe essere decisamente superiore. Un confronto diretto tra un proiettore appena tirato fuori dalla scatola e uno opportunamente calibrato è imbarazzante.
Come si risolve questo problema? Secondo me in tre modi. Il primo è più difficile ed è convincere il produttore a caricare nei proiettori di prossima produzione una LUT con valori del gamma appena più elevati, cosa che non risolve il problema dei proiettori già in commercio. L'altro modo è la selezione di valori del gamma più elevati (2.5 oppure 2.6 invece che il classico 2.2). Questo però non cambia nulla nella riproduzione dei contenuti HDR.
Il terzo modo è il più efficace e completo e prevede una sessione di calibrazione semi-automatica. Il software per i proiettori JVC di ultima generazione è disponibile gratuitamente sul sito del produttore a questo indirizzo: serve solo il seriale che è sul pannello posteriore del proiettore. Servirà solo acquistare uno dei cinque colorimetri compatibili e un tripode: Datacolor Spyder X oppure Spyder X2 per la versione software 14 v1.20 oppure uno dei nuovi Spyder introdotti nel 2025 per la versione 14 v2.0.
Spyder X e Spyder X2 sono ormai fuori produzione quindi il consiglio è l'acquisto di uno dei tre nuovi Spyder introdotti nel 2025. Ai fini della calibrazione con i proiettori JVC dovrebbe andare benissimo anche lo SpyderExpress, quello più economico, anche se al momento è disponibile quasi esclusivamente sul sito del produttore. Il modello intermedio e quello top sono disponibili su amazon.
Le differenze "hardware" sono principalmente due, prezzo e massimo picco di luminanza compatibile, con il modello "top" capace di raggiungere anche i 12.000 NIT che potrebbe essere utile solo se pensate di utilizzarlo anche per display e TV con luminanza elevatissima. Per il proiettore difficilmente supererete 150 NIT, ecco perché dovrebbe andare benissimo anche il modello più economico.
Durante la calibrazione semi-automatica vengono misurati i livelli di luminanza delle tre componenti RGB a vari step (20 oppure 33) in modo da analizzare la linearità delle tre matrici D-ILA. Una volta misurati tutti i valori, il software crea un file con le 1D-LUT di correzione per le tre matrici che vengono poi caricate nella macchina. Il processo è semplice ma servono alcune accortezze.
Il risultato non è certamente perfetto ma comunque decisamente vicino al riferimento. Con un po' di pazienza, in pochi minuti è possibile calibrare manualmente la macchina in modo da raggiungere veramente il massimo, soprattutto come equilibrio generale, curva del gamma e riproduzione dei colori. Il risultato è davvero sensazionale e vale davvero la pena cimentarsi in questa operazione se chi vi ha venduto il proiettore non l'avesse già fatto.
Se vi interessa un approfondimento su come fare l'auto-calibrazione con i proiettori JVC di ultima generazione, fatemelo sapere nei commenti. Vi anticipo che ho segnalato questo articolo a JVCKENWOOD Italia con la preghiera di inoltrarlo ai giapponesi: non sia mai che per una volta ci diano ascolto e provvedano a modificare le LUT per i prossimi lotti di produzione. Vi terremo aggiornati. Per maggiori info sui proiettori JVC: .jvcprojectors.it
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