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- click per ingrandire - Fuggito dalla civiltà e da colui che gli ha insegnato a comunicare attraverso i gesti, lo scimpanzé Cesare (Andy Serkis) è il capo di una grande comunità di primati, sempre più intelligente e con proprietà di linguaggio, che dimora in una rigogliosa zona montuosa non lontano da San Francisco. A dieci anni di distanza il composto che l'uomo stava studiando per debellare l'Alzheimer, usando scimmie come cavie, ha provocato un'immane pandemia lasciando in vita non più del 5% della popolazione mondiale. Armati ma privi di luce e riscaldamento, i superstiti che vivono al sicuro tra ciò che rimane della città sulla baia vorrebbero ripristinare la centrale idroelettrica non lontano dall'accampamento delle scimmie, stringendo un sodalizio di reciproca fiducia. Un inaspettato tradimento porterà le due specie sull'orlo di una guerra per la supremazia e il potere. - click per ingrandire - click con pulsante dx e "apri in altra finestra" per l'immagine full HD - Dal britannico Rupert Wyatt, all'epoca al suo secondo lungometraggio dopo il drammatico “Prison Escape” (2008), la regia del successivo capitolo del reboot della saga del pianeta delle scimmie è passata al Matt Reeves di “Cloverfield” (2008) riprendendo la narrazione dieci anni dopo la conclusione degli eventi narrati in “Rise Of The Planet Of The Apes”. Un film con una robusta sceneggiatura nonostante vi abbiano partecipato Mark Bomback, artefice del peggior racconto dedicato a Wolverine (“L'immortale”), assieme a Rick Jaffa e Amanda Silver, entrambi con pochissimi lavori alle spalle come il dignitoso “Relic – L'evoluzione del terrore” (1997) e che sempre in coppia sono stati chiamati alla stesura delle sceneggiature dei due futuri “Avatar”. All'interno di un suggestivo impianto scenografico post-apocalittico si rimane coinvolti più dalle vicende dei primati che non da quelle dei propri simili al disperato inseguimento di un passato che ben difficilmente potrà restituire all'umanità i fasti di un tempo e una posizione dominante. Un'avventura che non manca di notevole spessore psicologico, regalato in primis dagli attori Toby Kebbell e Andy Serkis (lo stesso che ha letteralmente dato vita al Gollum nella saga de “Il signore degli Anelli”), calati nei ruoli delle due scimmie antagoniste ma sono di rilievo anche i personaggi interpretati con emozione da Jason Clarke e Gary Oldman. Incredibile il lavoro di facial e performing capture della neozelandese Weta Digital assieme a effetti CGI da subito coinvolgente parte integrante della narrazione. - click per ingrandire - click con pulsante dx e "apri in altra finestra" per l'immagine full HD - “Rise of the planet of the Apes” da noi è stato intitolato “L'alba del pianeta delle scimmie”, evidentemente perché la più fedele traduzione “L'ascesa del pianeta delle scimmie” venne considerata meno efficace. Problema della scelta del titolo nostrano che si è inevitabilmente ripresentato con questo secondo film, “Dawn Of The Planet Of The Apes”, che non potendo più essere tradotto letteralmente ha spinto a modificare il titolo italiano in “Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie” forti del fatto che la porzione anglofona del suddetto non avesse precedenti nella storia del cinema. In passato le traduzioni di titoli stranieri non hanno mancato di confondere le idee, emblematico il caso dei tre film che negli anni '80 vedevano protagonista l'iconico Chuck Norris nel ruolo del colonnello Braddock a caccia di soldati reclusi in Vietnam: il primo “Missing in action” venne tradotto in “Rombo di tuono”, il successivo prequel “Missing in action II” in Italia diventò “Missing in action” mentre “Braddock: Missing in action III” venne intitolato “Rombo di tuono 3” dal momento che da noi “Missing in action”, ovvero “Missing in action II”, era anche conosciuto come “Rombo di tuono 2”. All'epoca la casa di produzione Cannon Films, che chiuse nel 1993 per bancarotta, dato che “Missing in action” e “Missing in action II” erano stati girati in contemporanea era in procinto di far uscire prima “Missing in action II” e poi “Missing in action”. Tutto chiaro? Qualità video Opera nativa digitale, aspect ratio 1.85:1, codifica video AVC/MPEG-4 (1080/23.97p. Una visione che sul BD-50 2D palesa sin dai primi istanti la notevole compattezza e definizione dei frame indipendentemente dalle condizioni di luce, proprio come nel prologo con la battuta di caccia. Dettaglio ed elementi in secondo piano ben risaltati, profondità dei neri e ampiezza sfumature colore con il notevole contrasto tra il vivace verde dei boschi e il grigio degli edifici nella cittadina degli umani. Qualche saltuario passaggio in cui il CGI risulta meno efficacemente amalgamato al resto della scenografia potrebbe affiorare specie in presenza di schermi di grandi dimensioni impedendo a questo pregevole encoding di raggiungere un costante livello reference. Il secondo BD-50 3D, specifico per catene digitali compatibili, è tutto da vedere dal momento che il film è stato effettivamente girato con tecnica stereoscopica (Arri Alexa M/ARRIRAW (2.8K), dual-strip 3-D, fonte IMDB, ndr) aumentando spesso il senso di profondità di campo e l'immersione nel racconto anche senza particolari passaggi con elementi pop-out. In questo caso la visione risulta ulteriormente profonda rispetto ai neri della bidimensionale.
Analisi del bitrate disco 3D (sx) e della versione 2D (dx) Qualità audio Traccia DTS lossy 5.1 canali (754 kbps) di notevole resa nonostante il flusso half-rate. Enfasi dal centrale, efficacia dai due canali anteriori e una buona resa scenica da parte dei due canali rear col supporto profondo da parte del subwoofer che ha numerose entrate a partire dall'attacco dei primati al villaggio degli umani. Da riferimento l'aggressiva DTS- HD Master Audio 7.1 canali inglese (core @1509 kbps) che restituisce una scena sonora d'ampio respiro, coerenza fronte-retro, maggiore enfasi sugli effetti panning con irruenza del subwoofer. - click per ingrandire - click con pulsante dx e "apri in altra finestra" per l'immagine full HD - Extra (HD) Commento al film del regista, quattro minuti e mezzo di scene tagliate con commento opzionale del regista, poco meno di nove minuti dedicati alla legacy della serie che ha portato alla creazione del nuovo film sulla base del successo del precedente con immagini da entrambe le produzioni, interventi dei creativi e di parte del cast. Nove minuti di focus su Andy Serkis e il suo personaggio, venti minuti dedicati al cast, poco meno di quindici minuti sulle ambientazioni e scenografie, altro capitolo di circa dieci minuti sulla comunità delle scimmie e le relazioni al suo interno, circa sedici minuti sull'impegno richiesto agli attori per interpretare i ruoli da scimmie, venti minuti dedicati al concept art e gli effetti digitalil di Weta con immagini di previsualizzazione, sedici minuti sullo scontro finale tra Koba e Cesare con immagini di previsualizzazione e spazio anche alla colonna sonora. Gallerie di immagini suddivise in: arte concettuale, personaggi, costumi, oggetti di scena. 3 trailer del film e breve presentazione di “Exodus: Dei e Re” di Ridley Scott. Sottotitoli in italiano. Nessun extra sul disco 3D eccetto il trailer del film di Scott. - click per ingrandire - click con pulsante dx e "apri in altra finestra" per l'immagine full HD - La pagella secondo CineMan
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