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IntroduzioneLa produzione Asus nel settore dei monitor ha assunto oggi dimensioni quasi imbarazzanti ed ormai è piuttosto difficile anche per me districarmi tra più di 100 modelli che comprendono quasi tutte le tecnologie disponibili OLED ed LCD, ovvero LCD TN, LCD VA, LCD IPS, OLED RGB, OLED WRGB e QD-OLED, per non parlare delle dimensioni e dei rapporti d'aspetto degli schermi. In poche parole c'è un prodotto davvero per tutti i gusti, spesso con un rapporto qualità prezzo particolarmente elevato. Sono in cerca da tempo di un monitor con tecnologia OLED che sia portatile, da utilizzare sul campo, soprattutto nella produzione e nella post-produzione dei contenuti video HDR: un monitor con dimensioni contenute che possa affiancare quello della mia workstation portatile (con tecnologia LCD-IPS), con picco di luminanza di almeno 600 NIT, con una buona copertura del gamut DCI-P3 e prestazioni fotometriche compatibili con una post-produzione di eevata qualità. Il nuovo Asus Duo OLED MQ149CD sembra sia stato prodotto proprio per rispondere anche a questo tipo di esigenze. Fa parte della seria ZenScreen che si compone di una trentina di modelli, tutti portatili, con dimensioni comprese tra 13,3" e 27", la maggior parte dei quali con tecnologia LCD IPS. I modelli OLED sono cinque, uno full HD con diagonale di 13,3", due molto simili sempre full HD con diagonale di 15,6", il modello Duo che si compone di due schermi distinti da 14" con risoluzione di 1920x1200 punti (oggetto del nostro test) ed un ulteriore modello Fold MQ17QH con schermo unico da 17,9" che si ripiega a metà occupando da chiuso una superficie di circa 12".
SOMMARIO
Caratteristiche e funzioniIl nuovo Asus Duo OLED MQ149CD si compone di due schermi da 14" con tecnologia OLED RGB, risoluzione di 1920 x 1200 pixel e rapporto d'aspetto in 16:10. Il peso complessivo è di circa 1kg e le dimensioni sono quelle di un notebook molto sottile da 14". Interfacce e comandi sono su un solo lato corto di uno dei due display: dall'alto c'è una USB-C per l'alimentazione, due USB-C per segnali ALT-DP (Display Port), un mini HDMI (tutti max 4K e max 60Hz), il pulsante di accensione, un pulsante rotativo per la navigazione nei menu, assistito da un ulteriore pulsante di exit. A corredo c'è una borsa per il trasporto soffice, un alimentatore da 30W con presa americana, due cavi telati USB-C e un cavo da mini-HDMI a HDMI. I due schermi sono uniti da una cerniera che li rende utilizzabili in cinque diversi scenari. La prima prevede l'apertura a compasso ed è quella che ho più utilizzato; con un solo segnale in ingresso, dal menu è possibile scegliere quale dei due schermi illuminare. Nella modalità mirror invece è possibile inviare lo stesso segnale ad entrambi gli schermi, utile per incontri faccia a faccia. Aprendo la cerniera con un angolo ampio (170 gradi) è possibile usare l'aletta posteriore per sorreggere in verticale entrambi gli schermi. A questo punto si hanno a disposizione due soluzioni: con sorgenti compatibili è possibile utilizzare un singolo ingresso USB-C con segnale ALT-DP per gestire due spazi di lavoro quasi indipendenti; in più, con sistema operativo Windows e il software "ASUS DisplayWidget Center" è possibile rilevare automaticamente l'orientamento del display e di passare dalla modalità orizzontale a quella verticale mentre è collegato al portatile. Infatti, ruotando il tutto di 90 gradi, lo spazio di lavoro raddoppia in orizzontale per una risoluzione complessiva di 2400 x 1920 pixel, un rapporto d'aspetto "lordo" di 5/4 e una superficie lorda equivalente ad uno schermo da circa 20". Non ho avuto la possibilità di testare questa configurazione che non ho trovato particolarmente interessante, almeno per il mio principale interesse verso un prodotto del genere, orientato più che altro all'utilizzo in produzione e post-produzione video. Caratteristiche dichiarate Modello: Asus Duo OLED MQ149CD
Alimentazione e consumiTrattandosi di un prodotto mobile, il consumo è un aspetto importante che varia in base all'utilizzo che se ne fa, quindi al tipo di segnale, alla luminanza selezionata (livello di luminosità da 0 a 100) e anche al valore di APL (average picture level), quindi a qual è il livello di luminanza complessiva che un singolo display oppure entrambi devono riprodurre. Per essere più chiari, con un solo display in funzione, con segnale SDR e con luminanza al minimo, ho misurato un consumo inferiore a 5 watt e una luminanza di appena 4 NIT. Sempre con segnali SDR, entrambi i display in funzione e luminanza al massimo, si sfiorano i 18 watt e la luminanza arriva quasi a 400 NIT. In HDR al massimo, con APL al 100% e singolo display il consumo sfiora i 16 watt per un picco di luminanza che al 100% dell'area arriva fino a superare i 600 NIT mentre con area al 10% si superano i 654 NIT e con bilanciamento del bianco molto vicino al riferimento D65. Con entrambi i display con segnale HDR al massimo non sono riuscito a superare il test, probabilmente per una insufficienza dell'alimentazione, problema che non sono riuscito a superare neanche con alimentatore dedicato da 65 watt. In ogni modo, con un power bank è possibile alimentare il doppio display per parecchie ore, anche in modalità HDR. Per il test sul campo ho usato un generoso power bank da 99Wh nominali (circa 80 effettivi) per più di 8 ore di autonomia. La portabilità dell'Asus Duo OLED MQ149CD è così elevata che è possibile anche ipotizzare uno scenario completamente portatile con un NUC Asus oppure con un Mac Mini e un power bank ovviamente più generoso. Chi lavora in viaggio ma avrà sicuramente a disposizione una presa di corrente, come in hotel, potrà fare a meno del power bank, col risultato di avere a disposizione grande potenza di calcolo ed elevata qualità video con pesi e costi molto contenuti: una soluzione da prendere in seria considerazione.
Il menu di controlloIl menu è molto ben organizzato anche vi anticipo subito che manca un CMS per la calibrazione dei colori primari e secondari (quasi inutile viste poi le prestazioni in default) e anche un controllo più fine sul bilanciamento del bianco e sulla curva del gamma. La navigazione è abbastanza agevole per me che ho dita piccole ma immagino che la sottile ghiera del pulsante rotativo per la gestione del menu possa mettere in difficoltà le persone con mani con dimensioni più grandi. Le impostazioni predefinite con segnali SDR sono ben sette, più una modalità "user" in cui poter calibrare il bilanciamento del bianco e selezionare curva del gamma e gamut colore. Nel menu "image" è possibile variare la potenza luminosa, calibrare il contrasto, lo sharpness e gestire i rapporti d'aspetto. Il comando "trace free" per modulare anche la gestione della riproduzione del segnale video sembra non avere effetti. Nel menu "colore" è possibile intervenire sul bilanciamento del bianco su un solo punto (valori post calibrazione sono 99R, 96G, 100B), selezionare le curve del gamma (da 1.8 a 2.6 con passi di 0.2), gestire la saturazione, gli spazi colore (SDR, DCI-P3 e Wide) e il "Blu-filter" per ingiallire l'immagine su quattro livelli. Nel menu è possibile gestire selezionare gli ingressi, le modalità del loro utilizzo (mirror, indipendenti etc.) indirizzare un ingresso specifico ad uno dei display ed avere anche informazioni abbastanza complete sul segnale in ingresso, anche con profondità in bit ed EOTF della curva del gamma.
Le misure con segnali SDRPer le misure ho utilizzato come al solito un generatore VideoForge Pro 4K, un colorimetro Calman C6-5000 profilato con spettrometro da 2nm FWHM e il software Calman Ultimate, iniziando da segnali RGB 8 bit a gamma dinamica completa (0-255), verificando poi le misure con segnali a 10 bit e anche con segnali component a gamma dinamica compressa (16-235), con risultati perfettamente sovrapponibili a quelli con segnali RGB. Come riferimenti ho seguito sia le specifiche sRGB che il REC BT.709. Più in alto c'è la scala dei grigi in default con impostazioni predefinite sRGB, ovviamente con riferimento sRGB. Subito qui sopra c'è il gamut, sempre con impostazioni sRGB che produce il 99% della copertura. Ottimi anche i colori a varie saturazioni e con luminanza eterogenea. Standard (100) 393 NIT Qui in alto potete osservare tutti i livelli di luminanza relativi alle varie impostazioni predefinite con segnale test con area al 10% e fondo nero; tra parentesi c'è il livello di "luminosità" che può essere comunque variato dal menu, dopo aver attivato la funzione. Chiudono tre modalità "user" con tre diversi livelli di potenza. La luminanza è assolutamente sovrabbondante per applicazioni "office" e anche per post produzione al chiuso. All'aperto invece la luminanza è un po' troppo contenuta e in quel caso è ancora da preferire un display con picco di luminanza da almeno 1.000 NIT. In quel caso, all'aperto appunto, non è necessario un rapporto di contrasto elevato, ergo va benissimo anche un display con tecnologia LCD IPS. Tra le impostazioni predefinite sconsiglio "Theater" perché con bilanciamento del bianco tendente al blu e "Scenery" perché con gamma troppo elevato. qui in alto invece osservate il risultato nella modalità User con luminanza a 25/100 per arrivare a 120 NIT. Una piccola nota sul gamma. Il risultato che vedete sempre qui in è stato raggiunto dopo aver selezionato lo spazio colore DCI; lasciando lo spazio sRGB la curva del gamma continua a seguire le specifiche sRGB. Credo sia un baco che ovviamente ho già segnalato. La copertura del gamut DCI P3 è pari al 110% e va leggermente oltre il riferimento soltanto nei vertici blu e verde, con quello rosso praticamente perfetto. Nessun problema per la riproduzione dei colori: qui in alto c'è il color Checker in modalità DCI, con Delta E decisamente contenuto. L'errore medio è al di sotto di 1,5 e quello massimo al di sotto di 3. Si tratta di prestazioni entusiasmanti che possono essere ulteriormente limate con una 3D LUT da integrare all'interno di programmi come DaVinci Resolve.
Le misure con segnali HDRPer sottolineare l'elevata qualità di questo display inizio l'analisi delle misure con segnali HDR10 con la luminanza in funzione dell'Area. Il picco di luminanza sfiora i 650 NIT e si mantiene oltre i 600 NIT anche con area al 100%. ovvero più del doppio anche rispetto a TV OLED di fascia altissima. Il piccolo "cedimento" con area all'1% è colpa sensore che ha un'area sensibile troppo grande. Con il Minolta LS150, che ha un angolo di campo di appena un grado, ho letto 649 NIT. Ecco invece le prestazioni in default, con area al 10% e senza alcun tipo di calibrazione, comunque quasi impossibile. Con segnali HDR è possibile selezionare soltanto quattro impostazioni predefinite: Game HDR, Cinema HDR, Console HDR e True Black HDR 400. Stranamente la modalità Cinema HDR prevede una riduzione dle gamut ed è da scartare. Le dimensioni del gamut sono sensazionali: fino al 112% di estensione rispetto al gamut DCI-P3 e 80% rispetto al REC BT.2020. La sovra saturazione nei vertici verde e blu non sono però un problema e ce ne accorgiamo nell'analisi dei colori. Il grafico del Color Checker in HDR è quasi sorprendente. Un grande aiuto all'elevata qualità della riproduzione dei colori ad elevata saturazione ed elevata luminanza è il tipo di tecnologia OLED RGB, quindi senza sub-pixel bianco.
Visione, conclusioni e pagellaI pochi giorni (troppo pochi accidenti!) passati in compagnia dell'Asus Duo OLED MQ149CD sono letteralmente voltati. Benché nella comunicazione da parte del produttore se ne propongono utilizzi di tipo "office" e "gaming", secondo me il vero campo d'elezione dovrebbe essere quello della creazione dei contenuti, sicuramente foto ma soprattutto video, anche HDR. La qualità generale è ottima e la robustezza sembra a prova di trasportabilità. Magari ho qualche appunto solo per la custodia che mi è sembrata fin troppo morbida. Ho verificato la qualità del prodotto utilizzando quasi esclusivamente soltanto uno dei due display alla vota, verificando che non c'è differenza tra le due superfici. Ho notato anche una notevole resistenza anche alla ritenzione dell'immagine. La qualità d'immagine è molto elevata, soprattutto in HDR e il limite dei 650 NIT di picco sono pienamente controllabili, soprattutto nel lavoro di post-produzione. Non c'è tone mapping dinamico, del resto non siamo davanti ad un TV. L'unica nota stonata riguarda il trattamento antiriflesso che è inadeguato e ancora a distanza siderale dalle prestazioni di un display LCD. I riflessi si notano anche e soprattutto quando si lavora al buio poiché si sta vicino al display e la poca luce che arriva dallo schermo del portatile con cui si sta lavorando può illuminare il viso che rischia di specchiarsi sulla superficie del monitor, soprattutto quando si lavora su immagini molto scure. Quello che mi ha stupito di più è la ricchezza di sfumature sulle basse luci, appena leggermente superiore al riferimento. In altre parole i primissimi step di luminanza tendono ad essere appena più luminosi del riferimento. Si tratta comunque di prestazioni di qualità elevatissima che è raro trovare anche in TV di fascia altissima e che, al contrario, tendono troppo spesso ad affogare proprio quelle zone dove invece in piccolo Asus viene fuori alla grande. Alla luce di tutto questo il prezzo appare più che azzeccato. Certo: se ci fosse un modello con un solo schermo da 14", con le stesse prestazioni e magari con un prezzo ancora più contenuto, sarebbe un miracolo. La pagella secondo Emidio Frattaroli; voto: 8,3
Per maggiori informazioni: asus.com/it/zenscreen-duo-oled-mq149cd
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