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Pagina 1 - Introduzione L'inizio carriera è da attore nel 1950 quando, ancora studente, Carlo Lizzani lo vuole per interpretare uno dei ruoli principali in “Achtung! Banditi!”, ma il sogno di Montaldo è quello di diventare regista. Dopo un apprendistato di tutto rispetto, seguendo registi come Gillo Pontecorvo per “Kapò” e “La battaglia di Algeri”, arriva l'esordio dietro la macchina da presa nel 1960 con il drammatico “Tiro al piccione” ma è nel 1971 che si fa conoscere a livello internazionale quando si appassiona alla storia di due anarchici italiani, Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, dopo avere assistito, a Genova, a una pièce teatrale diretta da Giancarlo Sbragia, facendone un film. Eclettico e sempre alla ricerca di nuove sfide, nei primi anni '80 è anche sperimentatore, curando la regia del monumentale “Marco Polo”, mini serie in 8 puntate realizzata in alta definizione curando poi rappresentazioni liriche di prestigio. A quattro anni di distanza da “I demoni di S. Pietroburgo”, opera del 2008 che lo ha visto nuovamente alla regia 18 anni dopo il precedente film (“Il tempo di uccidere” con Nicolas Cage), Montaldo gira, sempre in HD, “L'industriale”. Qui a finire sotto la lente d'ingrandimento è l'Italia di oggi, il suo travaglio economico fatto di recessione e crisi del lavoro, raccontando le difficoltà di un imprenditore in lotta per evitare il fallimento. Grazie a Ripley's Home Video e 01 Rai Cinema “Sacco e Vanzetti” e “L'industriale” sono disponibili in Blu-ray. Pagina 2 - Sacco e Vanzetti Nell'America del 1920, quando il Grande Paese dava la caccia a comunisti e radicali bolscevichi, Sacco (R. Cucciolla) e Vanzetti (G. Maria Volonté), emigrati italiani da oltre un decennio, sono attivisti politici presso un circolo anarchico del Massachusetts, arrestati dalla polizia come individui 'sospetti'. Perquisiti, vengono trovati in possesso di due pistole e una serie di proiettili, alcuni dello stesso calibro usato durante una tragica rapina avvenuta poco tempo prima nella quale vengono assassinati il cassiere di un calzaturificio e la guardia del corpo. Proclamatisi sin da subito innocenti, sono male rappresentati da un avvocato, irriverente nei confronti della Corte, che invece di incentrare la tesi della difesa sull'estraneità ai fatti sposta l'asse del dibattimento processuale in ambito politico, in un periodo in cui sovversivi e sobillatori sociali erano considerati alla stregua dei terroristi. La paura del comunismo e il rischio di rovesciamento dell'ordine costituito viziano un processo-farsa in cui i due italiani vengono riconosciuti esecutori della rapina, colpevoli della morte dei due cittadini americani e per questo condannati alla sedia elettrica. In favore dei due si muove l'opinione pubblica, con oceaniche manifestazioni, petizioni e interventi di personalità anche politiche dentro e fuori la nazione ma senza riuscire a impedire l'esecuzione. Film di impegno civile, “Sacco e Vanzetti” inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi “Intolerance”, titolo su cui lo stesso regista fece un passo indietro per evitare la confusione con l'omonimo kolossal di D.W.Griffith. Robusto nella narrazione, memorabile nel brano musicale di Morricone cantato da Joan Baez, solido nella drammaturgia grazie alla presenza di due grandi attori quali Riccardo Cucciolla e Gian Maria Volonté, ma nel cast non va dimenticata la presenza di altri caratteristi, tra cui Rosanna Fratello, nel primo ruolo d'attrice. Tra le difficoltà di una produzione non miliardaria, che riuscì comunque a ottenere riprese in esterni in parte negli stessi luoghi dove si svolsero i fatti, il regista Montaldo inizialmente avrebbe voluto girare interamente in bianco e nero, mantenendo tali prologo ed epilogo. Il successo planetario del film portò nuovamente alla pubblica attenzione il caso, sino a quando il 65° governatore dello stato del Massachusetts, Michael Dukakis, il 23 agosto del 1977, a cinquant'anni esatti dall'esecuzione capitale, dichiarò apertamente l'errore giudiziario riconoscendo l'innocenza dei due italiani. Qualità video Codifica video AVC/MPEG-4, 1080/24p, BD-50. La pellicola del '71 è qui presentata nell'originale formato 1.85:1. All'interno del libretto è segnalato che il master 4:4:4 impiegato per la realizzazione di questo blu-ray deriva da nuovo telecinema di Techinicolor Roma, partendo dal negativo originale 35 mm. La visione rivela una notevole grana di fondo, più persistente in primo piano nei momenti meno luminosi o su elementi di scena più scuri, impedendo una maggiore profondità di campo. Un risultato che almeno in parte rende giustizia alla pellicola, evidenziandone allo stesso tempo quelli che appaiono come i limiti dell'originale fotografia, con passaggi in cui si rasenta la posterizzazione. Per un ulteriore approfondimento occorrerebbe la memoria del regista o meglio ancora quella di Silvano Ippoliti, che curò le riprese. Limiti inevitabili sui neri, nel complesso la colorimetria risulta buona. A 48:30 delle sottili linee oblique imperversano sull'immagine in cui Cucciolla scende delle scale nella penombra; lievi instabilità della pellicola. Qualità audio Doppia traccia monofonica LPCM (1.5 Mbit/sec) italiano e inglese, di dignitosa resa, entrambe da ascoltare per saggiare il differente mood del racconto. Ricordiamo che durante le riprese gli attori recitavano nella lingua di origine. Ripristinata l’intera colonna sonora, compresa la sommessa battuta finale di Volontè “viva l’anarchia”, censurata per il passaggio televisivo. Contenuti extra (SD) Intervista a Giuliano Montaldo (42'), trailer e avant trailer, provino (muto) di Rosanna Fratello, estratto cinegiornale italiano 1970 e 1976, estratti da cinegiornali e documentari degli anni '20. La pagella secondo CineMan
Pagina 3 - L'industriale A Torino, Nicola (P. Favino) è un ingegnere che ha da tempo ereditato dal padre una fabbrica che produce celle fotovoltaiche, ma il calo degli ordinativi e la congiuntura economica generano la crisi. Dopo il rifiuto da parte della banca di aiutarlo con un prestito di 3 milioni di euro, che lo avrebbe messo in condizioni di portare avanti un rivoluzionario progetto, Nicola finisce con le spalle al muro, con una settimana di tempo per risolvere la questione economica prima della bancarotta. Scartata l'ipotesi di mettersi in mano a una finanziaria con tassi da strozzinaggio, l'unica soluzione sembrerebbe quella di cedere il 49% delle quote a un'azienda tedesca la quale, accortasi dell'urgenza dell'operazione, mira ad acquisire il pacchetto azioni di maggioranza attraverso una logorante contrattazione. L'industriale è testardo, desidera salvare i posti di lavoro e portare avanti la fabbrica senza l'aiuto della famiglia, chiudendosi a riccio anche con la facoltosa moglie Laura (C. Crescentini), che pur di avere un dialogo inizia a flirtare con un altro uomo. Nicola in realtà ha più che mai bisogno di avere accanto la consorte, fino al momento in cui realizza che forse lei lo sta tradendo. Dal maestro Giuliano Montaldo un forte dramma dei nostri tempi, che fotografa con colori lividi la crisi economica del nostro Paese senza fare sconti a nessuno, rappresentata dal dramma del lavoro che come un effetto domino irrompe all'interno del nucleo familiare rischiando di disintegrarlo. Straordinario Pierfrancesco Favino nel ruolo dell'industriale che regala un'altra grande interpretazione al fianco di altri grandi attori tra cui Carolina Crescentini. Purtroppo il film non ha beneficiato di un’ampia distribuzione nelle sale italiane. Qualità video Codifica video AVC/MPEG-4, BD-50, formato immagine 1.85:1. Una visione da sala cinema restituendo i toni freddi dell'originale cinematografia, elementi quasi in bianco e nero stemperati da colori tenui, a intensificare il dramma del racconto. Neri convincenti. Precisione elementi in secondo piano e sui fondali anche in difficili condizioni di luce. Il film è stato girato in digitale 2K. Qualità audio La traccia DTS-HD Master Audio 5.1 canali in italiano (core @ 1509 kbps) risalta ottimamente i dialoghi dal centrale, accompagnamento musicale intenso. La natura stessa dell’opera ha vincolato la presenza scenica dei due canali posteriori e del subwoofer, con elementi mediamente interessanti, suoni d’ambienza ed eco dall’interno della fabbrica con gli operai al lavoro. Contenuti extra (HD) Da ascoltare sia l’intervento di Giuliano Montaldo (21’) che quello separato di Pierfrancesco Favino (24’), tra dettagli sulla lavorazione e lo studio dei personaggi. Backstage (11'), galleria foto e trailer. La pagella secondo CineMan
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