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Pagina 1 - Introduzione "... Viva Zapatero! è un film spudoratamente comunista, rosso nell'animo più profondo e pericolosamente fazioso: un film bolscevico dal quale bisogna stare debitamente alla larga!" Ci piace immaginare in questo modo uno dei commenti di un ipotetico Direttore di telegiornale, anche se ci aspettiamo il solito, assoluto silenzio da parte delle principali strisce di informazione quotidiana sul lavoro di Sabina Guzzanti. Viva Zapatero! è un documentario intelligente, lontano dagli schieramenti politici sia di destra che di sinistra e prosegue quella piccola crociata iniziata da altri - e bruscamente interrotta - in nome della libertà di informazione.
Il punto di partenza è l'assurda vicenda della trasmissione di Sabina Guzzanti RaiOT, sospesa dal CdA della Rai in seguito alle denunce miliardarie di Mediaset & Co. partite dopo la messa in onda della prima puntata. Puntata che - combinazione! - aveva come argomento proprio la libertà di informazione. Nei giorni successivi alla querela il Giudice archiviò il caso trovando il tutto infondato. Il Giudice ha deciso che nella trasmissione non c'è stata nessuna diffamazione dato che RaiOT era un programma satirico a tutti gli effetti (che quindi si poteva avvalere del paradosso) ed inoltre perché, udite udite, le cose dette erano vere nella sostanza. Pagina 2 - La storia Il documentario è distribuito in Italia in questi giorni dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti purtroppo (o per fortuna) in sole 30 copie. Il documentario è stato già venduto all'estero, dove sarà distribuito dalla società francese Wilct Bunch, già mezzo di distribuzione di Michael Moore e Nanni Moretti. Sabina Guzzanti arriva nelle sale italiane forte del successo avuto alla Mostra del Cinema di Venezia, con più di 10 minuti di applausi del pubblico dopo la proiezione a sorpresa. Successo proseguito grazie alla tavola rotonda con Sandro Curzi (consigliere Rai), Michele Santoro e Marco Travaglio.
A guidarci in questo documentario è la stessa vittima Sabina Guzzanti che, con voce fuori campo, ci racconta quello che sta succedendo in Italia. Si inizia con il cosiddetto "editto di Sofia". Berlusconi, in visita ufficiale in Bulgaria, afferma: "L'uso che Biagi e Santoro hanno fatto della televisione pubblica è criminoso". E allora si prosegue con la visione di alcuni spezzoni di trasmissioni della Rai, che rappresentano quello che non è piaciuto al nostro Presidente del Consiglio: la trasmissione di Michele Santoro, quella di Luttazzi con l'intervista a Marco Travaglio e una dichiarazione di Biagi addolorato dalla disdetta del direttore generale della Rai Saccà arrivata con ricevuta di ritorno.
E' doveroso precisare che inizialmente la Rai non voleva cedere gli spezzoni della trasmissione RaiOT inseriti nel documentario, adducendo come scusa il fatto che erano ancora sotto sequestro. Fortunatamente la Guzzanti è riuscita però ad avere i materiali grazie a Sandro Curzi, che tra l'altro ha promesso di proporre al CdA della Rai l'acquisto dei diritti di trasmissione del film. Pagina 3 - La direzione dello sguardo indagatore "Non volevo fare politica, il mio lavoro è la satira. Non credo che Berlusconi sia il genio del male, anzi non credo proprio che sia un genio. Il problema è altrove. Siamo in un sistema marcio che permette oggi a lui, domani a un altro, di fare ciò che vuole. La mia critica è alla degenerazione del potere". E' questa la giusta chiave di lettura del documentario, suggerita dalla stessa Guzzanti intervistata qualche giorno fa. Negli 80 minuti del documentario il suo sguardo non è mai fazioso e si posa a destra e a sinistra, indifferentemente, andando a cercare di persona, se necessario, gli artefici di questo nuovo miracolo italiano. Inizialmente tutta la commissione di vigilanza della Rai non aveva accettato di farsi intervistare e così la Guzzanti ha deciso di andarli a cercare per le strade, di inseguirli per avere delle risposte che, naturalmente, o non ci sono state o non sono state affatto convincenti. C'è posto anche per i politici di destra: spassoso l'arrampicarsi sugli specchi di alcuni esponenti di spicco della maggioranza.
Sberle a piene mani anche a questa debole sinistra, che rischia di soccombere anch'essa (se già non l'ha fatto) sotto Berlusconi. Sinistra che fa anche il mea-culpa nel documentario ammettendo di aver sbagliato quando, al governo, non ha fatto niente per impedire a Silvio Berlusconi di scendere in campo: "Sembrava di volersi accanire contro un uomo, poi c’è chi diceva che Berlusconi fosse politicamente cotto. Abbiamo sbagliato". Intervistati anche ex-direttori di giornali come Ferruccio de Bortoli, ex direttore responsabile del Corriere della Sera, e Furio Colombo, ex direttore de L'Unità, che nel suo interessante intervento ricorda il fascismo e dice: "Allora si intimidiva fisicamente. Oggi le intimidazioni sono psicologiche. Se ti metti contro il potere ne va della tua carriera, vedi la gente premiata, ti senti emarginato e scegli di stare dalla parte giusta". Pagina 4 - Satira politica nel resto d'Europa Il punto di svolta del documentario si ha sicuramente quando la Guzzanti gira ancora lo sguardo, lasciando l'Italia inoltrandosi alla scoperta della satira nel resto dell'Europa. Si parte dall'Inghilterra, con l'intervista al comico inglese Rory Bremner che imita Tony Blair e con lo show nel quale un generale dell'esercito inglese ammette di aver copiato (con non poche difficoltà) i piani dell'esercito americano per giustificare l'attacco all'Iraq.
Si prosegue poi con la Francia, con l'intervista ai responsabili de L’info de Guignoil, pazzo programma satirico curato da Bruno Gaccio che con l’utilizzo di svariati pupazzi critica quotidianamente tutto e tutti, senza problemi politici. Nel documentario è stato inserito anche un episodio nel quale, copiando spudoratamente da Pulp Fiction di Quentin Tarantino, i pupazzi fanno fuori il presidente francese Chirac, colpevole di non aver mantenuto le promesse elettorali. E lo sguardo va ancora oltre, verso l'Olanda. Ci si accorge così che effettivamente (ricordate la frase del magistrato secondo la quale i fatti sono veri nella sostanza...) la situazione italiana è davvero anomala. Si finisce con un salto a teatro, con le testimonianze di quella magica serata all'Auditorium di Roma, con la messa in scena (gratuita) dello spettacolo della Guzzanti, sostenuta sul palco dagli amici Paolo Rossi, Serena Dandini, Fiorella Mannoia, Dario Fo, Daniele Luttazzi e tanti altri. Serata che inoltre è stata proiettata in diretta in tantissimi altri posti, grazie alle TV satellitari, a quelle locali e ad internet. Senza dimenticare, oltre i 2.700 entrati nell'Auditorium, i 15.000 rimasti fuori a guardare lo spettacolo sul maxi-schermo. Pagina 5 - La tecnica La cosrtuzione del documentario è ottima ed alterna molto rapidamente interviste, stralci di giornali, passaggi di altri documentari e spezzoni di spettacoli televisivi e teatrali della Guzzanti. Il tutto scandito dalla voce fuori campo indignata della comica che sottolinea, nel caso fosse sfuggito a qualcuno, la situazione disperata del nostro paese, classificato al 53° posto (dopo Ghana, Madagascar e Bolivia, giusto per dirne qualcuno) per quanto concerne la libertà di informazione. Assente naturalmente una forma di montaggio campo/controcampo, dato che la maggior parte delle riprese è stata effettuata in condizioni...dinamiche, con gli intervistati che scappavano davanti alle domande e all'unica macchina da presa, utilizzata da Paolo Santolini. CI è molto piaciuto anche il commento musicale, realizzato da Riccardo Giagni (Buongiorno, notte) e Maurizio Rizzuto, che partecipa attivamente all'inchiesta condotta dalla regista. Degni di nota anche gli effetti speciali digitali, realizzati per evidenziare alcune frasi nelle pagine dei giornali riportate sullo schermo durante le fasi iniziali del documentario. L'utilizzo della telecamera digitale mostra i suoi limiti, con un'immagine che spesso tende ad andare fuori fuoco e con contorni abbastanza fantasiosi. L'audio è senza alcuna pretesa. Peccato per la formattazione dei sottotitoli contenenti le traduzioni, a volte illeggibili su sfondo bianco. Errore non commesso con i sottotitoli contenenti nome e qualifica dell'intervistato, visualizzati con un'immagine di sfondo a fare da contrasto. Verso metà del film appare lo sfondo di un sottotitolo ma non appare il testo...
Chiuderei questa recensione con le parole della Guzzanti che afferma, truccata da Berlusconi in un fantomatico messaggio a reti unificate: "Confrontandomi con personaggi della sfera mondiale, mi riferiscono che in Italia l’informazione è nelle mani di una sola persona. Voglio rassicurarvi: la stiamo cercando e la prenderemo!" Che dire, da ex-scout non posso che rispondere..."Buona caccia!" Pagina 6 - La scheda del film
Titolo: Viva Zapatero! |
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