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Toy Story 3 - La grande fuga
Toy Story 3 - La grande fuga
Alessio Tambone - 18 Luglio 2010
“Tornano in sala Woody, Buzz e tutti gli allegri amici del mondo di Toy Story nel terzo e ultimo capitolo della serie. Il film Pixar, distribuito come di consueto da Walt Disney Studios, sbarca in Italia anche in 3D dopo aver ottenuto incassi record in tutto il mondo. Ecco il giudizio di AV Magazine”
Pagina 1 - Introduzione

Dopo undici anni di pausa (leggasi altri incredibili capolavori) la Pixar decide di riaprire nuovamente la scatola dei giocattoli di Toy Story, riportando il pubblico affezionato nel meraviglioso mondo di Woody e Buzz. Il capitolo conclusivo di questa trilogia si intitola Toy Story 3 - La grande fuga, è disponibile anche in versione 3D ed è distribuito in questi giorni in 670 sale (470 solo per il 3D) da Walt Disney Studios.

Nel resto del mondo il film ha sbancato tutti i box office. Al momento è già al 16esimo posto nella classifica dei film con il maggiore incasso negli Stati Uniti (l'unico film d'animazione davanti è Shrek 2), mentre nella classifica world-wide i giocattoli di casa Pixar sono al momento al 61esimo posto, davanti a film come Wall-E e Monster & Co. Inoltre, relativamente al box office americano nel weekend di uscita, il film è il quarto incasso Disney della storia, superato soltanto da due capitoli dei Pirati dei Caraibi e dal recente Alice in Wonderland.

In realtà Toy Story 3 era stato presentato in Italia come anteprima europea il 12 Giugno presso il Teatro Antico di Taormina, splendida scenografia mozzafiato per il Taormina Film Fest, che è diventato il primo monumento storico al mondo a proiettare un film in 3D. In una serata perfetta, unione tra cultura e tecnologia d'avanguardia, l'anfiteatro siciliano ha ospitato oltre 3.000 spettatori per godere dell'ultimo nato di casa Pixar.

Pagina 2 - Il mondo dei giocattoli

Come di consueto, un piccolo passo indietro. Era il 22 Novembre 1995 quando Toy Story uscì nelle sale americane (in Italia arrivò il 22 Marzo 1996). Primo lungometraggio d'animazione realizzato in CGI, il film è una pietra miliare non solo del settore ma dell'intero mondo del cinema. Realizzato con un impressionante spirito pioneristico, Toy Story aprì nuovi orizzonti sia sul piano tecnico che su quello narrativo, ponendosi saldamente come punto di riferimento per la successiva cinematografia. A quel tempo Steve Jobs, da sempre abile nel guardare al futuro, ribattezzò il film come il "Biancaneve e sette nani" della Pixar, prevedendo per la casa di produzione (ex divisione della LucasFilm di George Lucas) la stessa grande ascesa della Disney.

Nel 1995 Toy Story registrò l'incasso più alto, con 192 milioni di dollari nel box office americano e 362 milioni di dollari in quello internazionale, dimostrando la possibilità di realizzare un film d'animazione con diversi livelli di lettura, adatto quindi a diverse fasce di età. Ricevette tre nomination agli Oscar come Migliore sceneggiatura, Migliore colonna sonora e Migliore canzone, consentendo a John Lasseter (mente e cuore dello studio) di ricevere un Premio Oscar speciale per aver guidato la squadra Pixar alla realizzazione del primo film interamente creato al computer. Successivamente il lungometraggio fu inserito dall'American Film Insitute tra i 100 migliori film d'America.

Nel 1999 Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa divenne il terzo film prodotto dalla Pixar (venne preceduto infatti da A bug's life). A differenza del primo capitolo, il film venne anche ideato direttamente in digitale, diventando tra l'altro il primo sequel d'animazione della storia con gli incassi maggiori rispetto al film precedente. Un grandissimo successo che legò indissolubilmente Woody e Co. al marchio Pixar e al franchising Disney.

Pagina 3 - L'importanza dello script

"Sapevamo che questo giorno sarebbe arrivato". E' Woody a pronunciare questa frase che, in poche parole, riassume l'origine di questo terzo film: Andy è cresciuto e si prepara per l'avventura del college. Si prepara per un nuovo mondo, nel quale non c'è naturalmente spazio per i giocattoli. Ecco quindi per i fedeli amici di un'infanzia felice, la prospettiva della soffitta o - in alternativa - la donazione ad un asilo per far felici altri bambini. Ma il Sunnyside, ridente struttura che accoglie i poveri giocattoli, si rivela un pericoloso covo di indemoniati (bambini indomabili che non giocano ma distruggono) e di gerarchie pseudo-militari, dove l'ultimo giocattolo che arriva deve pagare dazio. Ecco quindi la preparazione della Grande Fuga.

Parlare di Pixar significa che la sceneggiatura in un film di animazione non è un aspetto secondario. Anche questo terzo Toy Story mantiene ben viva la filosofia aziendale, raccontando con intelligenza l'importante periodo di crescita di un ragazzo che, prima o poi, deve necessariamente mettere da parte i giochi dell'infanzia. La sceneggiatura della new entry Michael Arndt (in precedenza ha lavorato soltanto allo script di Little Miss Sunshine) è strepitosa! Alterna momenti di grande umorismo a sequenze toccanti e commoventi, creando in sala grande interesse sia dei grandi che dei piccoli.

Molte delle trovate inserite provengono da situazioni vissute in prima persona dagli uomini Pixar: è il regista Unkrich che ha buttato una busta da spazzatura nera con all'interno i giocattoli d'infanzia della moglie durante un trasloco (gesto per il quale dichiara di non essere stato ancora perdonato...), mentre il senso di abbandono della mamma che vede il figlio partire per il college deriva dalle esperienze vissute da John Lasseter, scoppiato in lacrime qualche anno fa nella medesima situazione.

Pagina 4 - Il capolavoro regia/fotografia

A dirigere il film non c'è John Lasseter - regista dei primi due episodi, comunque presente nel team di produzione - ma Lee Unkrich, quarantenne dell'Ohio che nella sua filmografia vanta il montaggio dei primi due Toy Story ma soprattutto la co-regia di Toy Story 2, Monser & Co. e Alla ricerca di Nemo. Insomma: uno che ha messo mani nei più grandi successi Pixar.

All'esordio come unico regista realizza un lavoro perfetto, piazzando le macchine da presa virtuali in posizioni sempre originali ma mai fastidiosamente stravaganti. Nel suo lavoro è aiutato anche dalla fotografia curata da Jeremy Lasky, altro genio Pixar che in passato ha curato lo stesso settore tecnico per Cars e per Alla ricerca di Nemo. Regista e direttore della fotografia utilizzano gli ambienti e le ombre per creare set a dimensione umana con prospettive adatte alle proporzioni dei giocattoli. I colori sono diversi e molto curati in tutti gli ambienti: dall'iniziale sequenza western alla rassicurante camera di Andy, passando per le complicate sequenze diurne e notturne in discarica e all'asilo.

Pagina 5 - Arrivano nuovi giocattoli

Non è un caso se le sequenze più divertenti vedono come protagonisti i nuovi giocattoli creati per Toy Story 3. Dopo la simpatica parentesi nel secondo capitolo, la Barbie ruba la scena sul set conquistando il cuore di Ken e dei tanti appassionati presenti in sala. Da manuale la scena dell'incontro in asilo che anticipa gli sviluppi - che non sveliamo - della restante parte del film.

Da non dimenticare i tanti cattivi (dalla piovra Stretch all'inquietante Bimbo) e i teneri nuovi giocattoli come il Telefono Chiacchierone (grande successo Fisher-Price), il simpatico riccio Prickles con i caratteristici pantaloncini lederhosen, il triceratopo di plastica Trixie e l'irresistibile e morbido bacello di peluche con chiusura in metallo che racchiude Bisi e Bisi. Citiamo infine il co-protagonista del film Lotso Grandi Abbracci, soffice orsacchiotto di peluche rosa e bianco con un naso in velluto viola.

Accanto a questi giochi - tutti già visti nei filmati promozionali - e ai vecchi compagni di avventura (Woody e Buzz naturalmente, insieme alla cowgirl Jessie, al maialino Hamm, ai coniugi Potato, al dinosauro Rex, al cane Slinky, al fedele destriero Bullseye e ai meravigliosi Alieni) inseriamo anche uno dei personaggi tenuti nascosti ma che per noi rappresenta un vero colpo di genio: il pagliaccio Chuckles, doppiato in Italia da Giorgio Faletti. E non diciamo altro.

Ancora una volta di livello il doppiaggio italiano, che riconferma Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto come voce di Woody e Buzz. Accanto a loro la magnifica prova di Barbie e Ken (per noi Claudia Gerini e Fabio De Luigi) e l'inarrivabile Riccardo Garrone come voce di Lotso. Francamente evitabile Gerry Scotti come voce del Telefono Chiacchierone.

Pagina 6 - Animazione: sfida vinta

Ancora una vittoria nell'animazione. Grandi innovazioni nella gestione delle luci e dei materiali nel motore di rendering, associate ai passi da giganti fatti nel settore dai tempi dei primi due Toy Story. La produzione ha deciso però di inserire tutte le innovazioni in maniera impercettibile, permettendo agli spettatori di riconoscere comunque nei movimenti e nelle fisionomie i vecchi giocattoli amati nel 1995.

Ecco quindi che i vecchi animatori, affiancati alle leve di nuovo inserimenti, suggerivano consigli come "non alzare troppo la fronte di Buzz perché si esce fuori modello" oppure "le palpebre di Woody non devono essere abbassate troppo" per attenersi al linguaggio e allo stile dei vecchi personaggi anche se creati con tecnologie più moderne.

Capitolo a parte merita Lotso, il più importante personaggio di peluche realizzato fino ad oggi dalla Pixar, creato con un materiale strepitoso che diventa ancora più sorprendente quando è bagnato nelle scene di flashback del personaggio. Era dai tempi del pelo di Sully (Monster & Co.) che non ci capitava di sorprenderci in questo modo per un materiale utilizzato in un film di animazione.

Pagina 7 - Qualità A/V, 3D e conclusioni

La Pixar con la stereoscopia di Toy Story 3 segue le orme di Up: niente effetti speciali. La terza dimensione è inserita in maniera invisibile, creando una profondità tanto reale quanto poco sorprendente. E' una scelta ben precisa della Pixar, che non vuole distrazioni per gli spettatori e cerca di dare un'effetto limitato che quindi non affatica molto gli occhi.

Personalmente non siamo d'accordo con la scelta. Il 3D per chi scrive deve essere spettacolare (senza diventare naturalmente fastidioso). Vedere un film in 3D, indossare gli occhialini e - perché no - pagare un biglietto più alto per guardare un film con una stereicopia con il freno a mano è una scelta che reputiamo francamente evitabile.

Note dolenti arrivano anche dal punto di vista audio, che offre pochissime situazioni di panning e surround (il viaggio all'interno del sacchetto) e basse frequenze poco sfruttate (soprattutto nella scena finale dell'inceneritore). Dal punto di vista video invece, nonostante la stereoscopia, le immagini sono risultate abbastanza luminose con dei colori ben saturi come si addice a film di animazione di questo tipo.

In conclusione, reputiamo Toy Story 3 un capolavoro assoluto, nuovo centro per la Pixar che ancora una volta ha realizzato un sequel di tutto rispetto. Il film è divertente per i piccoli e imperdibile per i più grandi, anticipato dal consueto corto che è ancora una volta un piccolo gioiello di animazione senza dialogo. Consigliamo quindi la visione del film in sala, suggerendo in tutta onestà l'aggettivo superfluo per la proiezione in 3D.

Voto finale del film: 9.

La frase, d'obbligo: "Verso l'infinito e oltre!"

Pagina 8 - La scheda del film


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Titolo: Toy Story 3 - La grande fuga
Titolo originale: Toy Story 3
Data di uscita: 07/07/2010
Durata: 109'
Paese: USA
Genere: Animazione
Produzione: Walt Disney Pictures, Pixar Animation Studios
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures
Regia: Lee Unkrich
Soggetto: John Lasseter, Andrew Stanton, Lee Unkrich
Sceneggiatura: Michael Arndt
Fotografia: Jeremy Lasky
Montaggio: Ken Schretzmann
Musiche: Randy Newman
Scenografie: Bob Pauley
Sito internet ufficiale: www.disney.go.com/toystory
Sito internet italiano: www.disney.it/Film/toystory3