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Ad Approdo del Re, Viserys Targaryen regna da alcuni anni dopo essere succeduto a suo nonno Jaehaerys, che lo ha preferito a sua cugina Rhaenys, stimata dal popolo per il quale resterà la “Regina che non fu”. Unica sopravvissuta della prole di Viserys e sua moglie Aemma è l’adolescente principessa Rhaenyra, legata al suo drago Syrax, naturale pretendente al Trono di Spade, visti i modi risoluti ma al contempo imprevedibili ed eccessivi del fratello del re, Daemon, che dopo aver ristabilito l’ordine per le strade di Approdo del Re con inaudita violenza al comando della guardia scelta, trascorre le notti fra alcol e bordelli. Viserys decide così di nominare Rhaenyra quale erede al trono confidandole la profezia chiamata il Canto del Ghiaccio e del Fuoco, derivante dal sogno premonitore del primo Targaryen a regnare su Westeros, Aemon il Conquistatore, che vide la probabile fine dell’umanità evitabile solo riunendo sotto il Re e i suoi draghi tutte le forze del Continente. Basata su Fuoco e sangue di George R. R. Martin del 2018, spin-off della saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, la prima stagione di House of the Dragon è ambientata circa 200 anni prima del Trono di Spade, per la precisione 172 anni prima della nascita di Daenerys. Mentre l’opera originaria metteva al centro i Lannister, qui il cuore della storia parte dalla famiglia Targaryen, formata da uomini e donne dalle folte capigliature biondo ghiaccio in contrasto col loro carattere caldo e istintivo vicino a quello dei draghi con cui stabiliscono un rapporto simbiotico inscindibile se non a seguito della morte di uno dei due. Fin dalle prime immagini si avverte una tensione rara, frutto della sinergia tra tutti i reparti tecnici e artistici della serie, a partire dalle scenografie monumentali e dai costumi sfarzosi, passando per una regia molto solida, per terminare su una recitazione non solo carismatica ma anche ben calibrata e curata in ogni aspetto. Una costruzione sontuosa che accostata a dialoghi chiari e avvolgenti mette immediatamente e letteralmente i brividi. Gli incroci tra personaggi sono molto efficaci, ognuno di loro ha un suo spazio d’azione ben congegnato e messo in scena, e un suo spessore differente che si incastra con quello più prossimo. Se la ricerca di equilibrio e di pace di Viserys tiene le fila di una storia che tende invece a uscire dai binari mirando a guerre devastanti, la figura che spicca su tutte è quella di sua figlia Rhaenyra, che da giovane cavalcadraghi e dal sangue caldo diventa un’adulta ancor più determinata a fare ogni cosa serva a portarla allo scranno di metallo. Rischia di trovarsi come sua zia Rhaenys perché una donna non è ben vista in un ruolo tanto complesso, peraltro in una società iperpatriarcale come quella nata dalla mente di Martin. Allo stesso modo chi si prende la scena è Daemon, dalle espressioni facciali alquanto fredde ma il cui comportamento trabocca di un bisogno di violenza fuori misura, figlio di un’enorme brama di potere. Alicent è timida e delicata fin quando il suo nuovo status non le imporrà di prendere atto delle macchinazioni continue attorno a lei e diventare altro da sé. Suo padre Otto Hightower (un Rhys Ifans maturo, decisamente opposto allo Spike di Notting Hill) cerca di guidarla come può, provando a mantenere sempre un’obiettività impossibile da sostenere. Dicono che i Targaryen siano più Dei che uomini. Ma lo dicono perché noi abbiamo i draghi. Senza di loro siamo come chiunque altro. Noi giochiamo un gioco spregevole. Siamo ancora lontani dalla capacità evocativa e soprattutto dalla forza creativa del Trono di Spade, che era in grado di mescolare sapientemente ogni aspetto possibile di questo genere di storia. L’inizio è molto denso e ben delineato, tra i drammatici intrighi di corte e l’azione delle scene del torneo e quelle di guerra. Poi si resta troppo sul tema delle successioni e solo nell’ultimo episodio si sente forte che il prossimo capitolo sarà ricco di una certa potenza. Gli eventi si succedono piuttosto rapidamente lungo gli episodi con salti temporali di alcuni anni a sottolineare la volontà di chiudere alcune questioni per far evolvere le successive. Insieme a un evento drammatico e catastrofico che porterà alla cosiddetta Danza dei Draghi (cioè le lotte intestine per la successione al trono), il finale stabilisce chiaramente che nel prosieguo si assisterà al coinvolgimento delle altre casate (come ha rivelato anche Jefferson Hall, l’attore che interpreta i gemelli Jason e Tyland Lannister), particolarmente, si spera, anche di quelle che ancora non sono state mostrate. Le riprese della seconda stagione (confermata cinque giorni dopo la messa in onda dell’episodio pilota) partiranno all’inizio del 2023 per terminare verso la sua metà. La sua uscita dovrebbe quindi arrivare nella seconda parte del 2024. VALUTAZIONI dal trailer all’intera serie soglia d’attenzione visione House of the Dragon | stagione 1 ideatori Ryan Condal, George R. R. Martin basata su Fuoco e sangue di George R. R. Martin personaggi interpreti critica IMDb 8,6 /10 | Rotten Tomatoes critica 8,7 /10 utenti 4,2 /5 | Metacritic critica 69 /100 utenti 5,4 /10 |
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