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Sexify | stagione 1 | la recensione
Sexify | stagione 1 | la recensione
Fabrizio Guerrieri - 13 Maggio 2021
“La serie polacca di Netflix utilizza il sesso come pretesto per una riflessione profonda ma leggera sul paradosso che vede giovani interconnessi sui media trovare difficoltà a comunicare tra di loro ma soprattutto a conoscere davvero sé stessi”
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Natalia è una studentessa in informatica che sta lavorando a un’app utile a migliorare le performance del sonno. Col suo progetto si candida a partecipare a un concorso per ottenere fondi per creare una startup, in gara con altre università. Ma l’insegnante che deve selezionare il progetto migliore nella sua facoltà non è convinto che il lavoro di Natalia sia sufficientemente interessante. La ragazza che è molto concentrata sugli studi disdegna ogni tipo di distrazione, sfuggendo alle continue avances dei suoi compagni. Fino a quando ha un’illuminazione. La sua app si occuperà di approfondire l’argomento che più interessa non solo ai suoi coetanei ma al mondo intero: il sesso e più in particolare, i modi in cui le donne possono raggiungere l’orgasmo.


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Alla modalità con cui Netflix sta connettendo il mondo con produzioni provenienti da ogni paese, si aggiunge questa serie polacca che è tra i successi più netti e in parte sorprendenti del momento. Stabile dalla sua uscita tra i primi cinque posti nella classifica della piattaforma, trae le sue fortune da quello che è uno dei temi più calamitanti e su cui ancora oggi, sebbene non sia più un tabù, aleggia un’aura di affascinante mistero e preoccupante disinformazione. I riferimenti ad altri prodotti simili vengono spontaneamente. Il primo a cui si è portati a pensare è quello con tre serie: Bonding, Big Mouth ma soprattutto Sex Education con cui condivide moltissimo. Ci sono poi Masters of Sex, biografia dello scienziato William Masters e della psicologa Virginia Johnson (il primo citato nella serie) che portarono avanti la ricerca scientifica sulla natura della risposta sessuale umana, e anche un po’ di Silicon Valley, comedy americana sulla vita di alcuni programmatori.


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Quello che funziona dall’inizio alla fine sono le tre protagoniste. Natalia è antipatica e secchiona. Anche esteticamente non sembra particolarmente attraente, ma trova comunque più di un ragazzo pronto ad avere rapporti carnali con lei, rapporti cui si sottrae sistematicamente. Una vergine antisociale che vuole condurre un esperimento sociale sul sesso. Come un fulmine a ciel sereno irrompe nella sua vita Monika, una ragazza ricca e viziata cui il padre taglia i fondi. Acida, sprezzante e libertina, si concede a chiunque pur di dimenticare il suo ultimo ragazzo dal quale, nonostante i molteplici tentativi, non riesce a staccarsi mentalmente e sessualmente. Tra le due ragazze in perfetta antitesi c’è Paulina. Amica storica di Natalia, è religiosamente devota e sessualmente confusa. Iperattiva su instagram, fotografa ogni cosa le succeda e la rende subito pubblica. Vive “nel peccato” col suo fidanzato che bada molto al proprio piacere ma non abbastanza a quello di lei. E quando le chiede di sposarlo Paulina entra nel panico.


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L'aspetto scientifico della sessualità non viene approfondito più di tanto, se non nel finale, mentre quelli sociologico e psicologico vengono affrontati con la giusta leggerezza grazie a diversi spunti esilaranti. In alcune scene sembra di rivedere Corrado Guzzanti e Carla Signoris a letto con lui che dopo l'amplesso le chiede "T'è piaciuto?" e lei che con un sorriso più vicino a una paresi risponde "Sì!". Inoltre il momento in cui Paulina scambia il prete confessore per uno psicoterapeuta sessuale è da antologia. Ovviamente non lo anticipiamo ma è davvero da non perdere.


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Nel guardare Sexify bisogna tenere ben presente la cultura polacca, molto cattolica e conservatrice. Ad essa vengono contrapposte scene copulatorie, visite a sexy shop, una fiera del sesso e feste sfrenate e variopinte, tutto condito da canzoni in polacco dai testi sottotitolati molto espliciti. Sia le protagoniste che gli altri personaggi non sono modelle e modelli finti da mediocre prodotto mainstream, sono ragazze e ragazzi normali, con corpi imperfetti e per questo veri e bellissimi. Proprio come nella serie Girls di Lena Dunham, prodotta tra gli altri da Judd Apatow, un’altra produzione brillante decisamente vicina a questa, dalla quale è nato artisticamente il pluripremiato Adam “Kylo Ren” Driver.


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Non manca qualche difetto qua e là, particolarmente nella sceneggiatura che in alcuni passaggi inserisce elementi decisamente dissonanti con la realtà. Come il fatto che per accentuare l’assenza di meritocrazia si ricorra ad espedienti (un gel per capelli che cambia colore o un’app per fare selfie con un drone) che in un contesto grottesco si sarebbero rivelati come delle intelligenti iperboli mentre qui stonano col resto, apparendo quasi come luoghi comuni, facendo così perdere efficacia a un impianto che si tiene in piedi più che dignitosamente.


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A partire dal senso profondo che racchiude. Una serie ambientata negli anni venti del nuovo millennio, in cui tutto corre velocemente sui black mirrors rappresentati dagli schermi di smartphone, tablet e pc, che al contrario mette in risalto la paradossale mancanza di comunicazione tra le generazioni più giovani. Senza dare troppo la colpa a chi è venuto prima ma al contempo cercando di analizzare nel concreto in quanti modi quelle falle possano essere riempite, andando a fondo sui rapporti interpersonali sia sociali che sessuali. Ricordando che la strada per la felicità è fatta di impegno e libertà, apparentemente contrastanti, realisticamente fondanti di una società migliore perché votata, non al generalismo politicamente imperante, ma alla soggettività personale. Attendiamo fiduciosi l’annuncio di una seconda stagione in cui vedremo in che modo le tre eroine affronteranno il loro futuro, tra le mille avversità che le conducono al termine di questo primo capitolo, avvincente, divertente e piacevole per tutte le generazioni grazie al messaggio universale che lancia.


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VALUTAZIONI

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIO/ALTA Impegno MEDIO

visione
Intrattenimento 7,5 Senso 6,5 Qualità 7

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 6 Potenziale 8,5
Risultato 6,9

Sexify | stagione 1
commedia, drammatico | Polonia | 29 apr 2021 | 8 ep / 45 min | Netflix

diretta da Piotr Domalewski, Kalina Alabrudzińska

personaggi interpreti
Natalia Dumała Aleksandra Skraba
Paulina Malinowska Maria Sobocińska
Monika Nowicka Sandra Drzymalska
Joanna Małgorzata Foremniak
Marek Cezary Pazura
Dean Zbigniew Zamachowski
Konrad Bartosz Gelner
Mariusz Piotr Pacek
Adam Jan Wieteska
Jabba Sebastian Stankiewicz
Rafał Kamil Wodka
Natalii Edyta Torhan
Lilith Magdalena Grąziowska
Mr. Krynicki Wojciech Solarz

critica IMDB 6,6 /10 | Rotten Tomatoes 7 /10 | Metacritic nd

aspect ratio 1,90 : 1