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Alice in Borderland | la recensione
Alice in Borderland | la recensione
Fabrizio Guerrieri - 04 Gennaio 2021
“Serie TV | Stagione 1 | In una Tokyo frenetica tre ragazzi si ritrovano all’improvviso soli e senza elettricità, costretti a partecipare a dei giochi mortali. Una serie ben costruita in cui il binge watching è quasi impossibile da evitare.”
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Arisu, un ragazzo svogliato dedito ai videogame, è solito passare le giornate coi suoi amici Karube e Chōta. Spensierati, annoiati dal quotidiano, provocano un piccolo incidente stradale al centro di Tokyo in seguito al quale si nascondono nei bagni di un edificio vicino per sfuggire alle forze dell’ordine. All’improvviso va via la luce, si spengono gli smartphone e una volta usciti in strada si accorgono che non c’è più nessuno in giro. Vagando per la città vuota vengono obbligati a partecipare a un gioco a tempo in cui la posta è la vita. Superata la prima prova, trovano la carta da gioco che indica il livello e il genere di difficoltà, e gli viene concesso un visto di pochi giorni, terminati i quali dovranno tornare ad affrontare una nuova sfida, pena la morte. Inizia così un percorso che trasforma le loro vite prive d’impegno in un vero e proprio incubo senza fine.


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Alice in Borderland (Imawa no Kuni no Arisu) è tratta dall’omonima serie di manga scritta e disegnata da Haro Aso pubblicata dal 2010 al 2016, da cui è stato tratto un anime andato in onda a cavallo tra il 2014 e il 2015. Lo sviluppo in live-action è molto fedele alla versione animata - particolarmente nelle scenografie - riuscendo nella non facile impresa di arrivare anche ad un pubblico non abituato alla cultura giapponese. I capitoli del manga coperti dalla prima stagione pare siano 31 in totale. I personaggi si ritrovano in un mondo alternativo senza conoscerne le regole né chi le abbia create. Si muovono in un luogo che non riconoscono e a cui quindi non appartengono più. Ma in cui, loro malgrado, sono costretti non solo a vivere ma anche a sopravvivere nonostante le continue minacce.


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Arisu è un ragazzo che passa ore davanti ai videogame. Suo fratello è brillante e il padre è tanto orgoglioso di lui quanto deluso da Arisu. Coi suoi compagni di avventure si muove per le strade di una frenetica Tokyo fino a quando qualcosa di inspiegabile sembra eliminare qualsiasi altra forma di vita. Costretto a partecipare ai game, sotto costante minaccia di morte, la sua capacità di razionalizzare e poter così risolvere gli enigmi viene offuscata non poco, così come accade alla maggior parte degli altri partecipanti. Sotto pressione dovrà fare i conti con una realtà ben più complessa e spietata di quella precedente, fino ad arrivare a trovarsi in condizioni talmente estreme che scegliere se vivere o morire passa addirittura in secondo piano.

Il suo amico Karube è un barista che ha una relazione con una sua collega alle spalle del fidanzato della ragazza che è anche il loro capo. Prima di entrare nel gioco era intenzionato a conquistarla definitivamente.


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Insieme ad Arisu e Karube c’è Chōta, un informatico timido e impacciato anche a causa di una madre - che fa parte di una setta religiosa - che gli complica la vita chiedendogli denaro in continuazione. Una volta entrato nel gioco viene coinvolto sentimentalmente da un’altra partecipante il cui unico scopo è però quello di prevalere sugli altri e per questo fa di tutto per circuire Chōta per renderlo suo alleato. Ad arricchire la squadra arriva Usagi, una ragazza amante della montagna grazie alla passione condivisa col padre. Sopravvivente nata, affronta i game da sola evitando di guardarsi troppo intorno. Ma l’incontro con Arisu mette in discussione la sua solitudine perché il ragazzo è in grado di capire come risolvere alcuni game limitando al massimo le perdite, grazie anche a uno spiccato senso di umanità.


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Tra una sfida e l’altra scoprono che esiste un luogo in cui diversi ragazzi e ragazze si sono uniti per trovare una soluzione al mistero. Giungono così alla Spiaggia, un palazzo strutturato in una gerarchia che ha come capo politico Boshiya detto il Cappellaio, così chiamato per il suo precedente lavoro. Un leader narciso e instabile che intende riunire tutte le carte collezionate alla fine di ogni game, sostenendo che siano la chiave per tornare alla realtà. Come capo militare c’è lo spietato Aguni che dirige un gruppo armato che non va troppo per il sottile quando vuole ottenere qualcosa. Al servizio di Aguni ci sono Niragi, esaltato, violento e privo di scrupoli, e Last Boss, una sorta di novello samurai, rasato a zero, pieno di tatuaggi e armato di sola katana che non esita a far fuori chiunque non rispetti la legge imposta da Aguni. E così la perdita del delicato equilibrio - tra ordinamento sociale e forza armata - che tiene in piedi la comunità sembra essere l’unica certezza.


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La Spiaggia è popolata da vari altri personaggi più o meno ambigui, difficili da decifrare, cosa che rende imprudente per tutti concedere fiducia al prossimo. Chishiya è un giocatore molto abile, sempre calmo, capace nell’arte di manipolare chiunque. Con lui c’è Kuina, una ragazza sbarazzina e provocatrice con un passato molto diverso da quello che traspare dai suoi atteggiamenti superficiali. Due personaggi femminili di spessore sono infine quelli di Ann, molto intelligente nel risolvere i game tramite la razionalità e Mira, elegante, affascinante, sempre al fianco di chi comanda.


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Man mano che la serie scorre, si disvelano - attraverso vari flashback - i veri volti dei personaggi il cui passato è ben distante da ciò che li identifica dopo. Il passaggio dalla normale realtà a quella parallela dei game li ha resi dei survivor e come in una guerra in cui ci si può uccidere per un pezzo di pane, le loro personalità ne risultano stravolte e disumanizzate.


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Al centro di ogni episodio c’è un game da risolvere. Il primo game ha difficoltà bassa ma per i partecipanti appare complicatissimo perché non sono abituati a vivere una simile realtà tanto estrema. E via via che il grado di difficoltà aumenta si avverte comunque come massimo. Anche perché chi ha creato questo nuovo sistema in cui i giocatori non sono fatti di pixel ma di carne, ossa e sangue sono nascosti - qualcuno pensa sia stato Dio a crearlo - e senza un punto di riferimento ogni cosa diventa più complessa da analizzare, affrontare e risolvere.


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Alice in Borderland condivide la sua costruzione con altri racconti. Per esempio con la serie Flashforward - incredibilmente cancellata dopo una sola stagione - per l’interruzione della realtà, temporanea nella serie del 2009 con Joseph Fiennes, apparentemente definitiva qui. Con i film The cube, Battle Royale (nota: i collari elettronici sono praticamente identici), Saw l'Enigmista, Hunger Games, Nerve e Ready Player One - solo per citarne alcuni - per i giochi, più o meno brutali. Con Death note e Il buco per le regole che si svelano per gradi creando un sistema esatto da cui non ci si può esimere.


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Un altro parallelo interessante può essere quello tra il mondo distopico in cui si svolge questa storia e il mondo reale in cui, come i cani di Pavlov, ci si muove sempre di più in base a stimoli continui legati a bisogni indotti e non essenziali di cui psicologi e sociologi si occupano con sempre maggior frequenza. L’intreccio ha un andamento in crescendo degno di un’opera di Rossini, è uno di quelli per cui il binge watching è quasi impossibile da evitare.


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Alcune forzature durante lo scorrere degli eventi minano leggermente la qualità dell’impianto che per quanto riguarda invece l’intrattenimento resta comunque di altissimo livello. Inoltre alcuni interrogativi non del tutto approfonditi lasciano un po’ l’amaro in bocca. Solo però se non si prende in considerazione il fatto che saranno quasi certamente approfonditi in futuro, soprattutto pensando alla cura di tutti gli aspetti del racconto cui abbiamo assistito finora, sia nell’approfondimento dei personaggi che in quello degli eventi.


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Il 24 dicembre 2020 la serie è stata infatti rinnovata per una seconda stagione che probabilmente andrà a raccontare gli altri 33 capitoli del manga di Haro Aso (senza contare i due spin-off Alice on Border Road e Alice in Borderland: Retry). Visto l’enorme successo riscosso in vari paesi in cui è stata pubblicata - 190 in totale - promette fin d’ora di mantenere lo stesso grado di potenza visiva ed emotiva che in questo primo capitolo porta la storia verso un finale in cui alcuni misteri vengono a galla lasciando però largo spazio a molteplici nuovi sviluppi. Aumentando ulteriormente una curiosità che toglie letteralmente il fiato e il sonno.


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VALUTAZIONI

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 7 Potenziale 8 Risultato 8

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIA Impegno MEDIO

visione
Intrattenimento 9 Qualità 7

Alice in Borderland | stagione 1 (Imawa no kuni no Arisu)
drammatico, thriller, fantastico | Giappone | 10 dic 2020 | 8 ep / 47 min | Netflix

scritta da Yoshiki Watabe, Yasuko Kuramitsu e Shinsuke Sato basata sull’omonimo manga di Haro Aso

personaggi interpreti
Ryōhei Arisu Kento Yamazaki
Yuzuha Usagi Tao Tsuchiya
Segawa Chōta Yûki Morinaga
Daikichi Karube Keita Machida
Shuntarō Chishiya Nijirô Murakami
Morizono Aguni Sho Aoyagi
Rizuna Ann Ayaka Miyoshi
Niragi Dori Sakurada
Hikari Kuina Aya Asahina
the Last Boss Shuntarô Yanagi
Boshiya / il Cappellaio Nobuaki Kaneko
Kano Mira Riisa Naka

critica IMDB 7,9 /10 | Rotten Tomatoes 4,7 /5 (pubblico) | Metacritic nd /100

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