![]() |
|||||||||||||||
Stampa | |||||||||||||||
|
|||||||||||||||
Pagina 1 -
Gli X-men sono chiamati a combattere un nemico inaspettato perché fa parte del loro stesso gruppo: Jean Grey, figlia acquisita del Professor X / Charles Xavier fondatore della scuola dei ragazzi speciali, dopo la morte dei genitori naturali si ritrova a dover gestire i suoi sempre crescenti e destabilizzanti poteri. “Chi non capisce ha paura. E chi ha paura distrugge”. Nella versione a fumetti Jean Grey assume diversi nomi in codice: inizia con Marvel Girl, passa a Fenice, diventa Fenice Nera e infine Fenice Bianca della Corona. Il momento che viene raccontato nel film è proprio il penultimo della serie in cui il personaggio assume un’identità malvagia. “Perché non chiamarci X-Women”? È una delle prime battute a effetto in cui si sottolinea l’intenzione molto al femminile (più che femminista) del film. Il problema è che a parte la Mystica di Jennifer Lawrence che regge bene, le altre due protagoniste appaiono sfocate. In una scala di colleghe bionde e algide (in cui Tilda Swinton può essere classificata come ghiaccio allo stato puro, e la Cate Blanchett di Elizabeth come rigidità e fermezza) la Vuk di Jessica Chastain sfigura un po’, relegata al semplice ruolo di manipolatrice. Quando un attore viene reso “irriconoscibile”, di solito ha la possibilità di mostrare una parte di sé ancora inesplorata. Qui sembra piuttosto che le enormi doti della protagonista di Zero Dark Thirty vengano limitate e il ruolo da vera unica cattiva del film che catalizza le forze contrarie di tutti gli altri personaggi, venga fortemente diminuito. “Le mie emozioni mi rendono forte”. Quella che dovrebbe essere la protagonista, Sophie Turner (la Sansa Stark del Trono di spade che nella serie da ragazzina debole diventa Regina del Nord) non riesce a restituire la sofferenza e la forza di un personaggio tanto sfaccettato e complesso: la bella che diventa bestia. Forse l’acquisizione di Fox da parte della Disney non ha aiutato a descrivere fino in fondo un capitolo importante della saga, proprio perché legato al rapporto di due padri, uno naturale, l’altro acquisito, con una figlia dai superpoteri divenuti incontrollabili. D’altronde, James Mc Avoy tiene bene la scena fin quasi a oscurare col suo Professor X un pur sempre ottimo Michael Fassbender / Magneto. Per dare un giudizio obiettivo forse si dovrebbe prendere il film come a sé stante, senza fare paragoni coi film precedenti dedicati agli X-men. Di sicuro non un capolavoro (cui peraltro non ambisce) ma un intrattenimento piacevole e scorrevole. Vedremo mai il seguito White Phoenix of the Crown? Mai dire mai… La pagella artistica secondo dottor Lemon
regia Simon Kinberg | sceneggiatura Simon Kinberg (personaggi creati da Jack Kirby e Stan Lee personaggi | interpreti critica | IMDB 6.1 (su 10) | Rotten Tomatoes 4.5 (su 10) | Metacritic 43 (su 100) camera Arri Alexa XT Plus | formato ARRIRAW (2.8K) (3.4K) - DI 2K | aspect ratio 2.39 : 1 | audio: Dolby Atmos - surround |
|||||||||||||||
Pagina stampata da AV Magazine: https://www.avmagazine.it Vietata la copia e la distribuzione (anche parziale) senza la previa autorizzazione di AV Raw s.n.c. Per maggiori informazioni : https://www.avmagazine.it/sito/legale/ Copyright 2005 - 2025 AV Magazine AV Magazine - registrazione Tribunale di Teramo n. 527 del 22.12.2004 Direttore Responsabile: Emidio Frattaroli |