![]() |
||||||||||||||||||||||||||||
Stampa | ||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||
Pagina 1 - Introduzione e caratteristiche
Con l'annuncio della scorsa estate, Blackmagic Design continua a stupire l'intero globo terracqueo per l'innovazione e lo straordinario rapporto qualità prezzo dei suoi prodotti: l'annuncio di una camera a 2.315 Euro IVA esclusa, con sensore a risoluzione 6K, display integrato e registrazione RAW a 12 bit fino a 60p "compresa nel prezzo", è un mix esplosivo che è destinato a dare un forte scossone al mercato. Dopo il primo contatto ad Amsterdam, in occasione di IBC, c'eravamo messi l'animo in pace poiché Blackmagic Design in questi ultimi anni ci aveva abituato a tempi lunghissimi per il test di prodotto. Questa volta invece è andata diversamente e, grazie al punto vendita Cherubini di Roma, siamo riusciti ad avere un esemplare in tempi ragionevoli per effettuare una serie di test approfonditi. Ricordiamo brevemente che la Pocket 6K ha lo stesso identico corpo della Pocket 4K presentata lo scorso anno e condivide quindi anche il display, principali funzioni e due delle tre dimensioni del corpo. Cambiano invece tre cose: il sensore è da 6144 x 3456 pixel (23,10 mm x 12,99 mm), l'attacco per gli obiettivi passa da MFT al Canon EF e i formati di registrazione arrivano ovviamente fino a 6144 x 3456 a 50p oppure 6144 x 2560 a 60p e 5744 x 3024 a 60p. Si arriva anche al 120p anche se soltanto in "crop" alla risoluzione di 2868 x 1512. Secondo molte persone, il divario di prezzo con la Pocket 4K - che costa praticamente la metà - non è giustificato: 1.205 Euro IVA esclusa per la Pocket 4K e 2.310 Euro IVA esclusa per la Pocket 6K. Iniziamo subito col dire che la Pocket 4K ha 8,85 megapixel mentre la Pocket 6K ha 21,2 megapixel, quindi quasi due volte e mezza la risoluzione a favore della nuova arrivata. Da questo punto di vista, il costo della Pocket 6K è ancora più incredibile rispetto a quello della Pocket 4K: 109 Euro al megapixel per il modello 6K e 136 Euro al megapixel per il modello 4K. Per comprendere bene l'enorme vantaggio in termini di risoluzione è necessario aprire una piccola parentesi. Tutti i sensori d'immagine utilizzati nelle camere hanno una configurazione con il Color Filter Array (CFA) di Bayer di tipo GRGB. In altre parole, gli 8,85 megapixel di un sensore 4K da 4096 x 2160 pixel non avranno nativamente tutte le componenti RGB ma avranno la metà di informazioni della componente verde, un quarto per la componente rossa e un quarto per la componente blu. Con successive elaborazioni, è possibile ricostruire parte delle informazioni mancanti ma il miracolo è comunque impossibile. Con questa premessa, con Pocket 4K e 6K fianco a fianco e girando con quest'ultima in 6K e poi riscalando il girato in 4K, il vantaggio in termini di risoluzione è notevole. In più, il grande vantaggio in termini di "superficie" dell'immagine, nella 6K può essere sfruttato per ridurre l'inquadratura in post-produzione senza troppe rinunce alla risoluzione. Infine, con un set di lenti di adeguata qualità, è possibile anche pensare a scalare il girato in 6K fino a risoluzione 8K. Si tratta in realtà di un'operazione che già viene effettuata, ad esempio da Sony: la CineAlta F65, con sensore nativo 6K, può essere utilizzata per le riprese televisive a risoluzione 8K con risultati eccellenti. Tornando invece alla produzione in 6K, la possibilità di utilizzare una SSD esterna con connessione USB Type-C è un'altra notizia straordinaria. Quasi tutte le camere "pro" e "semi-pro" hanno bisogno di un registratore dedicato, spesso con supporti di memoria proprietari. Le Pocket 4K e 6K possono utilizzare supporti a meno di 200 Euro a terabyte, con immaginabili vantaggi in termini economici per la produzione. Tra le altre caratteristiche allettanti, citiamo l'uscita HDMI a 10 bit per componente e fino a risoluzione 4K 60p, l'ingresso XLR mini con alimentazione phantom da 48 volt per microfoni professionali, un ingresso 3,5 mm per microfoni per videocamera, una connessione per cuffie e un connettore di alimentazione DC ad aggancio sicuro. Nella scatola, oltre all'alimentatore e alla batteria LP-E6 (circa 30 minuti di autonomia), viene fornita la versione completa di DaVinci Resolve Studio, lo stesso software utilizzato dai migliori studi di Hollywood per la post produzione.
Pagina 2 - Monitor integrato, ottiche e crop
Iniziamo il test della Pocket 6K dal display che è di fatto un'arma a doppio taglio. Il pannello a risoluzione full HD (1920x1080) ha una diagonale di 5 pollici ed è fisso, con un'angolazione di circa 8 gradi rispetto alla verticale per aumentarne la visibilità dall'alto, anche perché l'angolo di visione è solo discreto. Il Gamut è quasi coincidente con il REC BT.709, anche se il punto del bianco tende leggermente verso il ciano ed è quindi migliorabile. La luminanza, che sale fino a 346 NIT, è assolutamente insufficiente al sole e, più in generale, in ambienti con tanta luce. Il rapporto di contrasto è di 341:1, ovvero poco più di 8 stop, insufficiente per capire cosa succede sulle basse luci.
La mancanza di un "view-finder" si sente, non solo quando c'è tanta luce perché impedisce anche la composizione dell'inquadratura senza nessun tipo di distrazione. Inoltre, lo zoom che aiuta nella messa a fuoco è limitato solo a 2x, cosa assurda per una camera a risoluzione 6K, dove la vera differenza rispetto ad una camera 4K la farebbe una messa a fuoco impeccabile. In questo caso l'acquisto di un monitor esterno con zoom fino a 16X è quasi indispensabile, anche perché l'autofocus è impreciso, specialmente con poca luce, oltre che lentissimo e quindi inutilizzabile durante le riprese.
Veniamo ora a due caratteristiche che, in sinergia tra di loro, coinvolgono il sensore e il tipo di ottiche che possono essere utilizzate. Il sensore, dichiarato per essere un "Super 35", misura in realtà 23,10 x 12,99 mm, ha un rapporto d'aspetto in 16:9 e la sua diagonale è di soli 26,5mm, quindi è leggermente più piccolo rispetto ad un vero "Super 35". Per il calcolo del fattore di crop, abbiamo considerato solo ed esclusvamente l'angolo di campo orizzontale, scalando quindi tutti i valori all'effettiva larghezza dell'inquadratura. Ebbene, con questa premessa, il fattore di crop della Pocket 6K utilizzando l'intera superficie del sensore (6144 x 3456) è pari a 1,56.
In altre parole un obiettivo EF 35mm avrà un'angolo di campo orizzontale pari ad un obiettivo da quasi 55 mm, mentre un 24mm avrà quasi lo stesso angolo di campo orizzontale di un 38mm. Per nostra fortuna, per l'attacco EF esistono obiettivi di qualità e con lunghezza focale anche estremamente ridotta e non sarà un problema reperire lenti super-grandangolari con rapporti di apertura anche estremamente ridotti. Nella tabella qui in alto, trovate tutti i fattori di crop per le varie modalità di registrazione, anche in UHD 4K (3840x2160) e in 2,8K a 120p.
Per aumentare l'angolo di campo, purtroppo per l'attacco Canon EF non esistono i cosiddetti "speed booster", ovvero adattatori con lente che riescono a scalare sia l'angolo di campo che l'esposizione. D'altra parte, grazie a LucAdapters, è possibile applicare un adattatore con lente direttamente all'interno del corpo della camera, trasformando di fatto la Pocket 6K in una camera con sensore in formato pieno e migliorando anche le prestazioni in termini di colorimetria e di dettaglio, grazie all'utilizzo di un filtro IR di qualità superiore. Cercheremo di testare l'adattatore in questione prima possibile. Nell'attesa, il parco di ottiche con attacco EF è così vasto da non porre limiti alla creatività e alla qualità d'immagine.
Pagina 3 - Hands-on e considerazione preliminari
Veniamo ora alle note dolenti. La BMPCC6K ha praticamente lo stesso corpo della BMPCC4K, quindi sembra quasi di avere tra le mani un "giocattolo di plastica". La sensazione tattile sui tasti non è incoraggiante e tutto sembra essere molto delicato, sportellino della batteria e connettori compresi. Il timore più grande è che, cadendo a terra, la camera possa disintegrarsi in mille pezzi. Inoltre eviteremmo di lasciare al corpo il peso di ottiche importanti. La Pocket 6K non è tropicalizzata e le prese d'aria con le alette di raffreddamento ne sconsigliano l'utilizzo in posti umidi o polverosi: girare sotto la pioggia non è possibile. Inoltre, oltre agli enormi limiti a carico del monitor, segnaliamo che la batteria ha una durata di circa 30 minuti: la camera con la dotazione base è quasi inutilizzabile.
Molti limiti possono essere superati attrezzando la camera con alcuni "neccessori". L'acquisto di un cage di protezione è fondamentale, assieme ad un monitor più luminoso, alle protezioni per le connessioni, un binario per il sostegno delle ottiche e due piastre, una per sostenere i supporti di memoria a stato solido e l'altra per la batteria esterna. Infine, consigliamo anche maniglie e spallaccio per poterla utilizzare a mano. Tutto questo renderà la camera più voluminosa e ingombrante ma sicuramente più maneggevole, molto più simile ad una cinepresa "pro" che ad una mirrorless. Oltre al volume, aumenterà sensibilmente anche il costo complessivo, fino al 50% in più rispetto al solo corpo.
Abbiamo già iniziato le misure di risoluzione, rumore e gamma dinamica, utilizzando la suite Imatest Master; la Pocket 6K ha iniziato subito a sorprenderci in tutti gli aspetti. Con sensibilità impostata a 400 ISO, la gamma dinamica va ben oltre i 13 stop anche perché, sulle bassissime luci, nella Pocket 6K c'è meno rumore e molte più informazioni sul colore rispetto alla Pocket 4K. Il confronto con la Lumix GH5s, che fa parte della nostra dotazione, è imbarazzante: la gamma dinamica della Panasonic è più bassa di circa 2 stop e nella Lumix il recupero delle basse luci risulta praticamente impossibile. Con la GH5s, l'unico modo per avere "margine" sui primissimi step della scala dei grigi è girare in sovra-esposizione (nei limiti del possibile, ovviamente), sacrificando purtroppo le informazioni sul colore agli estremi della rampa di luminanza e con il rischio di andare in clipping con uno qualsiasi dei canali RGB.
La gamma dinamica della Pocket 6K non è poi così lontana dai "mostri sacri" come RED e Arri (per tacer di Canon, Sony e Panasonic), con la possibilità di produrre contenuti anche in HDR. Poter giocare con le basse luci in maniera consistente, permette sia un recupero di errori di girato, ma sopratutto la produzione di contenuti HDR. Dobbiamo ancora finire le misure ma molto probabilmente - se ben amministrati - questi "quasi" 14 stop possono essere sufficienti per le nuove produzioni in HDR a cui tutti i professionisti del settore dovrebbero ormai guardare, visto il proliferare di televisori e contenuti ad alta gamma dinamica, anche nel settore "mobile". Nelle prossime settimane continueremo a testare la Pocket 6K su tutti gli aspetti, con l'obiettivo di pubblicare monografie sulla risoluzione, sulla gamma dinamica, sul rumore e sulla colorimetria. Non solo: cercheremo di utilizzare la Pocket 6K anche in uno dei prossimi appuntamenti dedicati all'audio e al video, per girare servizi e interviste... a risoluzione 6K. Seguite il nostro canale Youtube perché ne rimarrete stupiti... Nell'attesa, per maggiori informazioni: blackmagicdesign.com/it
|
||||||||||||||||||||||||||||
Pagina stampata da AV Magazine: https://www.avmagazine.it Vietata la copia e la distribuzione (anche parziale) senza la previa autorizzazione di AV Raw s.n.c. Per maggiori informazioni : https://www.avmagazine.it/sito/legale/ Copyright 2005 - 2025 AV Magazine AV Magazine - registrazione Tribunale di Teramo n. 527 del 22.12.2004 Direttore Responsabile: Emidio Frattaroli |