![]() |
|||||||||||||||||||||
Stampa | |||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||
Pagina 1 -
INTRODUZIONEMarchio: DEFINITIVE TECHNOLOGY Modello: Descend 8 Provare un subwoofer in generale potrebbe sembrare facile, ma secondo il nostro punto di vista non è affatto cosa semplice, sia per l’interfaccia con l’ambiente che con i satelliti. Occorre infatti conoscere bene la sua costruzione ed i suoi limiti. Ed è quello che abbiamo fatto in questo test. Il piccolo Definitive Technology è un subwoofer piccolo ma dotato di una resa eccellente, frutto di una costruzione ed una configurazione originale. CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE
Breve storia del marchioIl marchio nasce negli States all’inizio degli anni ’90 dall’intuizione del fondatore che l’Home Cinema richiedesse altoparlanti e tecnologie all’avanguardia così che, radunati i migliori progettisti ed audiofili allora disponibili, diede vita a Definitive Technology che nel tempo ha ricevuto nella sua nazione molti premi e riconoscimenti. L’azienda produce diverse serie di diffusori, sempre orientati all’Home Cinema, alcuni dei quali con subwoofer attivo inegrato, anche per i canali centrali. I modelli da pavimento prevedono anche la compatibilità col Dolby Atmos grazie ad un due vie sistemato all’apice del box. Serie di appartenenza del modello in provaIl modello 8 è il piccolo della serie Descend che comprende altri subwoofer con la stessa configurazione (un driver e due radiatori passivi con stesso diametro) da 10", 12" e 15", tutti con caratteristiche veramente interessanti. Al momento in Europa sono disponibili soltanto i modelli con diametro dei driver da 8" e 12". Breve descrizione del modello.Il sub è di dimensioni molto contenute, praticamente un cubo da 30 cm di lato, dotato di un box molto solido ed abbastanza afono, viste le dimensioni. All’interno in effetti rimane poco spazio, come possiamo vedere dalle foto, tanto che il carico con due woofer passivi si è rivelata l’unica scelta possibile. Estetica e controlliIl Descend 8 è caratterizzato da una copertura di stoffa leggera e fonotrasparente che nasconde tutti i driver lasciando in vista soltanto l’unità di comando dell’amplificatore, posto alle spalle del woofer attivo e quindi praticamente invisibile in ambiente.
LA COSTRUZIONEViti di fissaggioWoofer e passivi ben bloccati, con 8 viti passanti e madrevite annegata nel box. Incasso di 1 cm per le teste delle viti e driver fissato posteriormente al pannello. Assorbente internoDue pannelli di acrilico a media densità ripiegati in doppio strato. Dalle foto si vede il poco volume interno a disposizione. RinforziNessun rinforzo, viste le dimensioni e la solidità del box. Pannello frontaleSpessore di 2 cm. con viti incassate ma senza alcuna spia di accensione. CondottoAl posto del condotto che sarebbe stato certo di discrete proporzioni ci sono due woofer passivi da 8”, come il driver attivo, per ovviare elegantemente al volume in più che sarebbe stato necessario per un accordo tradizionale. CrossoverLa frequenza di taglio va da 60 Hz a 120 Hz, come da misure, con una esaltazione di qualche dB a circa 34 Hz. Ovviamente ottenuta con un passa alto del II ordine elettrico anche se abbastanza originale. Si nota la 'solita' relazione poco precisa tra frequenza indicata dalla manopola e l’effettiva frequenza di taglio acustico. Un deviatore consente anche l’inversione della fase, senza però alcuna regolazione intermedia. WooferWoofer da 8” ovvero 200 millimetri, ben costruito, con anello di sospensione in gomma molto largo, dimensionato per escursioni meccaniche notevoli. Risonanza bassa, misurata a 34,3 Hz, con una Re di 3,65 ohm. Massa mobile molto pesante e cedevolezza 0,2 mm/N conducono ad un Vas di appena 13,5 litri per una sensibilità molto bassa, appena inferiore ad 84 dB. Fattore di forza notevole, appena superiore a 12 Txm. Tipo di caricamentoAllineamento in reflex meccanico con ben due woofer passivi dello stesso diametro del trasduttore attivo. La massa mobile di ognuno dei due è ottimizzata con precisione grazie ad un cilindro di metallo avvitato al centro della membrana piatta, come da foto. CaviI cavi sono di sufficiente sezione, con una guaina di foam che li tiene uniti e dei connettori faston ricoperti di cuffie di gomma morbida isolante. AmplificatoreAmplificatore da 500 watt di picco in classe D, che stretto stretto significa oltre 200 watt rms. La potenza potrebbe sembrare elevata, ma occorre tenere presente che l’equalizzazione adottata per estendere la risposta in basso pretende una discreta potenza in un range di frequenza abbastanza ristretto. L’elettronica è sigillata in un guscio di plastica dura che impedisce all’aria di uscire dai connettori o dalla presa dell’alimentazione. Va notato, oltre al canale LFE, l’ingresso di potenza, che risulta comodo per avere un solo controllo del livello. Particolarità costruttiveAvevo inserito questa voce pensando, in vero, di doverla usare soltanto per dispositivi di un certo costo. Misurando la funzione di trasferimento dell’elettronica di potenza ho notato invece che al di sotto dei 10 Hz la risposta saliva di livello invece di precipitare verso il basso come il classico passa alto per l’accordo del tipo B6. Questo accordo a fronte di una estensione notevole si porta dietro una pendenza di circa 36 decibel per ottava. Il progettista della Definitive Technology con questa enfasi a circa 7 Hz è riuscito a realizzare una curva di risposta un po’ strana ma comunque estremamente funzionale. Il risultato acustico lo leggerete ovviamente nel commento dell’ascolto. MISURERisposta
Come possiamo vedere dai tre grafici di risposta c’è una differenza mediamente contenuta tra la risposta elettrica ai capi dell’amplificatore (Figura 1) e la risposta acustica del subwoofer (Figura 2). In Fig. 1 possiamo notare l’enfasi a circa 34 Hz e la discreta attenuazione elettrica una volta scelta la minima frequenza di taglio che dovrebbe essere di 40Hz. In Figura 2 vediamo come la sola risposta ben correlata sia quella col cursore in posizione mediana. Notate il cambio di pendenza al di sotto dei 20 Hz dovuta agli accorgimenti spiegati nel testo. Terzi di ottavaRisposta a terzi di ottava nel mio ambiente dopo la messa a punto sia dei livelli che della frequenza di incrocio. Il sistema satellite è costituito da un diffusore che progettai qualche anno fa e che uso per muletto ed è stato dotato di passa alto per preservarne l’integrità agli alti livelli. Notare la buona regolarità e la notevole estensione fino a 30 Hz. THD ( 90 - 95 - differenze)
Distorsione armonica mediamente contenuta, con la seconda armonica che a 90 dB di pressione media si mantiene sui -30 dB, anche per l’azione del filtro elettronico che equalizza la bassissime frequenze. Notate come oltre i 55 Hz tutte le componenti spettrali scendano al di sotto dei -40 dB. Aumentando il livello a 95 dB di pressione la seconda armonica sale a conferma di una alterazione nella forma del segnale d’ingresso. La terza armonica, quella che indica il “clipping” delle sospensioni, rimane sempre molto bassa,, al di sotto dei -40 dB. Anche le armoniche superiori rimangono sostanzialmente allo stesso livello della misura precedente. ASCOLTOPosizionamento in ambientePer questo subwoofer ho trovato soddisfacente il posizionamento alla destra del sistema satellite, usando un l’incrocio con i due diffusori da stand poco più in alto della minima frequenza di incrocio disponibile. RodaggioRodaggio del woofer a parte anche il sub completo è stato rodato con dei burst di due sinusoidi a bassissima frequenza, in modo da ammorbidire appena sia le sospensioni del woofer che quelle dei driver passivi. Una buona ora di andirivieni delle membrane è più che sufficiente a far esprimere al meglio il subwoofer che era nuovo di zecca. TimbricaLa timbrica è solo strumentalmente limitata ai 30 Hz. Nella pratica dell’ascolto l’estensione c’è tutta, con uno smorzamento discreto ed una tenuta in potenza più che sufficiente a sonorizzare il non piccolo ambiente a disposizione Linearità dinamica
Il sub rimane sempre abbastanza gradevole anche quando il livello sale a frequenze molto basse. Non ci sono stati mai cenni di cedimento, con qualche passaggio ad un livello sconsiderato nel quale ho annotato una leggera compressione ed una sorta di riduzione delle frequenze più basse. Nulla comunque di sgradevole o di poco musicale. In Figura 3 ho sovrapposto, eguagliando al meglio i livelli, la risposta elettrica di un transiente realizzato appositamente, concentrato in bassa frequenza, con quella acustica misurata. Possiamo vedere come, assolutamente nella norma, il primo ciclo di sinusoide ne risulti abbastanza penalizzato (massa elevata e cedevolezza molto ridotta). Si tratta di un nuovo test che ripeteremo anche sui prossimi subwoofer che ci capiteranno a tiro. ArticolazionePer quanto sia formalmente scorretto parlare di articolazione alle bassissime frequenze posso dire che la pulizia del segnale rimane appena udibile anche ai bassi livelli. Tipi di musicaPer l’eleganza della resa in bassa frequenza non credo ci sia un genere musicale particolare da dare in pasto al sub. Ho infatti provato sia la musica classica che quella rock senza la minima sbavatura. Vista la buona tenuta in potenza credo che l’audio dei film d’azione possa essere riprodotto con notevole impatto. CONCLUSIONIManualeManuale multilingue ma accurato. Rapporto Valore/PrezzoNotevole, in virtù sia delle buone prestazioni che del prezzo molto contenuto. Valore altoparlantiDi buon livello costruttivo, con parametri notevoli, pur nell’ottica delle grandi masse e delle cedevolezze estremamente ridotte per ottenere volumi di lavoro bassi. Ambiente – tipo indicato per il subwooferPer questo sub, in unione ad un paio di satelliti di buon livello, opportunamente interfacciati, è indicato un ambiente fino a 40-50 metri quadri di medie caratteristiche assorbenti. Mi è piaciutoLa costruzione, rigida ed originale, la costruzione del woofer. Non mi è piaciutoIl filtro passa alto a Q elevato che richiede 4 volte la potenza disponibile nel resto della banda, l’assenza del regolatore di fase 'continuo' sul mobile e la mancanza di un telecomando oppure di una applicazione su smartphone.
La pagella secondo Gian Piero Matarazzo: voto finale 8,29
Per maggiori informazioni: definitivetechnology.com
|
|||||||||||||||||||||
Pagina stampata da AV Magazine: https://www.avmagazine.it Vietata la copia e la distribuzione (anche parziale) senza la previa autorizzazione di AV Raw s.n.c. Per maggiori informazioni : https://www.avmagazine.it/sito/legale/ Copyright 2005 - 2025 AV Magazine AV Magazine - registrazione Tribunale di Teramo n. 527 del 22.12.2004 Direttore Responsabile: Emidio Frattaroli |