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Vivid Audio Giya 3 + CH Precision
Vivid Audio Giya 3 + CH Precision
Marco Cicogna - 28 Aprile 2021
“L'ascolto delle belle Giya G3, pilotate dal 'duo' CH Precision, un'esperienza da fare assolutamente. Sono in dimostrazione presso HiFi Roma Store, all'interno di un sistema di riferimento assoluto, con sorgenti Merging Technologies, amplificazione CH Precision e set-up a cura di Igor Fiorini.”
Pagina 1 - Introduzione e caratteristiche tecniche


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Non capita tutti i giorni di ascoltare diffusori di altissimo profilo. Ancora più raro poterli apprezzare inseriti e perfettamente calibrati in una catena audio di pari livello. Se il tutto è ospitato in una cornice acustica ben fatta, allora il percorso musicale evoca sensazioni ben più appaganti che non il mero (e pur notevole) compimento tecnologico. L'attendibilità nel porgere il contenuto delle migliori registrazioni dovrebbe essere il focus comportamentale di ogni componente. Tuttavia può risultare un mero slogan, con diverse parole e terminologia, nei commenti relativi ad un impianto. Talvolta è un anelito sincero, ma quante volte ci sembra una mera formula rituale ripetuta alla nausea da operatori ed appassionati per i quali la musica è il mezzo piuttosto che il fine del gioco appassionante della “alta fedeltà”? A ciascuno il suo; del resto anche la mera contemplazione di qualche quisquilia tecnica ed aggiustamento “fine tuning” possono risultare divertenti.


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Per me il buon ascolto è, temendo di apparire ridicolo, una vocazione; vissuta più nelle sale da concerto che non al cospetto di una catena audio, soprattutto negli ultimi anni. Ma quando occorre riconoscere un buon risultato musicale nel valutare una macchina da musica (un sistema di altoparlanti come nel nostro caso)  i complimenti sono doverosi. In fondo quando si ha a che fare con dei professionisti le attese non vanno deluse. In tal senso un vero professionista è Igor Fiorini che puntualmente nel suo punto vendita di HiFi Roma Store riesce a confezionare ricette gustose con ingredienti di qualità. In tal senso è uno chef che sa presentare un gustoso piatto perchè ne conosce anche gli ingredienti. Dall'origine alla tavola, per utilizzare un mai troppo inopportuno paragone gastronomico. Con queste premesse non potevo rifiutare l'invito di dire la mia in occasione della presentazione delle Vivid Audio Giya 3 in una lunga giornata in stretta (seppur distanziata) collaborazione con Emidio Frattaroli. Del resto proprio con l'editore di AV Magazine ho condiviso ascolti, viaggi, fiere e dimostrazioni nazionali ed internazionali nel mondo dell'audio; come mancare una “reunion” proprio nella mia città?


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I sistemi di altoparlanti da pavimento Giya rappresentano la serie d'eccellenza di Laurence Dickie, co-fondatore di Vivid Audio, già progettista presso Bowers & Wilkins dal 1983, dove - tra le altre cose - è stato il il 'deus ex machina' dei prestigiosi diffusori 'Nautilus' ancora in produzione, ha ideato e creato la tecnologia 'Matrix' per i cabinet e ha sperimentato le linee di trasmissione a tubo conico per i trasduttori delle vie medio-alte. Dickie non soltanto ha ulteriormente migliorato le sue intuizioni che ha avuto dentro B&W ma ne ha introdotte di nuove e trovano tutte applicazione nella serie Giya e anche nelle altre due serie Kaya e Oval. La serie Giya è declinata in quattro modelli, tutte con sistema a 4 vie e 5 altoparlanti e che condividono la bellezza del cabinet e le due unità tweeter e midrange a cupola metallica con linea di trasmissione, una soluzione descritta e analizzata da Gian Piero Matarazzo nel super-test delle Bowers & Wilnkins 606S2 AE


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Le Giya G3 Series 2 sono sistemi a quattro vie e cinque altoparlanti in cui l'attenzione per i particolari è portata quasi all'estremo. Ad iniziare dal bellissimo cabinet ottenuto da un sandwich con anima in balsa rinforzata con un composito in fibra di vetro infusa sottovuoto, in modo da aggiungere rigidità dove è più necessario. I due driver per la gamma più bassa, con diametro da 135mm, sono in parallelo - esattamente come le bocche dell'accordo reflex, in configurazione simmetrica ai lati del mobile per annullare le vibrazioni. Tutti e tre i driver al di sotto della griglia magnetica sono in alluminio e dispongono di una linea di trasmissione ad andamento conico riempita di assorbente in fibre di lana, per ridurre ai minimi termini le emissioni posteriori.


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Le Giya G3 sono state inserite all'interno di un sistema di riproduzione di qualità estremamente elevata nella show room HiFi Roma Store, con 'messa a punto' a cura di Igor Fiorini. La sorgente è il 'trittico' NADAC di Merging Technologies al gran completo, ovvero il +PLAYER con DAC integrato in configurazione stereo, il +CLOCK nella sua versione 'Ultra Low Noise' e l'alimentazione separata +POWER di tipo ibrido, con trasformatori toroidali e alimentatori switching. A valle del player c'è il pre stereofonico CH PRECISION L1 e il finale stereo CH PRECISION A1.5 da 150W x2 su carico di 8ohm (fino a 1.200W in mono su 2ohm), con controllo totale della controreazione. Il sistema di riproduzione è stato controllato con l'interfaccia Roon, mentre l'acustica ambientale è stata condizionata in parte con una coppia di trappole attive per basse frequenze AVAA C20 di PSI Audio e pannelli Audys prodotti da VDM Group.

Caratteristiche dichiarate

Configurazione: 4 vie 5 altoparlanti
Colori: Piano Black, Pearl White, Oyster Matte, altri su richiesta
Tweeter: HF: D26 - 26 mm cupola metallica con linea di trasmissione conica
Midrange: D50 - 50 mm cupola metallica con linea di trasmissione conica
Mid-Woofer: C125s - 125 mm cono di alluminio con linea di trasmissione conica
Woofer: C135 - 2 x 135 mm cono di alluminio a lunga escursione
Carico acustico: bass reflex con tubo a profilo conico esponenziale
Sensibilità: 87 dB @ 2.83 VRMS 1m
Impedenza: 6 ohm nominale (minimo 4 ohm, bassa reattanza)
Risposta in frequenza -6dB: 33 Hz - 36.000 Hz
Distorsione armonica (II & III): < 0,5%
Frequenze crossover:  220 Hz,  880 Hz,  3.500 Hz
Potenza massima: 800 watt impulsivi
Dimensioni: 1.161mm (H) x 341mm (W) x 578mm (D)
Peso netto: 42kg cadauno

Per maggiori informazioni: audiogamma.it  -  vividaudio.com  -  hifi-roma-store

 

Pagina 2 - L'ascolto delle Giya G3 S2

 
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Il percorso discografico ancora una volta è stato indirizzato a spaziare sia per repertorio che per panorama delle diverse case discografiche, ciascuna con la propria “impronta sonora”. Dai piccoli gruppi strumentali per cogliere l'aspetto timbrico alle espressioni orchestrali più complesse ove si gioca dinamica e leggibilità della frase, senza mancare quei brani tra il jazz e pop che per quanto più “commerciali” rappresentano per molti appassionati un insostituibile riferimento musicale. L'utilizzo di file audio rende più agevole la panoramica dei brani, potendo cogliere sia nel PCM ad alta risoluzione che (e soprattutto) nel DSD nativo lo stato dell'arte della registrazione.

La prima parte degli ascolti come sempre vuole indicare i tratti timbrici del sistema, ovvero il colore e la struttura nella resa strumentale. Bastano qui pochi assaggi a dimostrare neutralità e rigore nel senso migliore del termine. Se qualcuno nell'osservare i driver con membrana in alluminio poteva temere un comportamento asettico e puntiglioso, sgombri il campo ad ogni affanno. Le Giya sono particolareggiate ma non affaticanti, ottimo il passaggio tra le gamme affidate agli altoparlanti, un fluire ininterrotto privo di asperità. In tal senso il violino della Podger in casa Channel Classics (Vivaldi), il clavicembalo nella recente pubblicazione dei concerti di Bach (Pentatone), il suggestivo duo voce e chitarra di Sciubba e Forcione nell'intramontabile “Caruso” (Linn) risultano in corretto equilibrio.


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Luminosi ma definiti e dotati di una raffinata leggibilità nella porzione media dello spettro acustico. Solide la note fondamentali, ricca la rifinitura armonica a caratterizzare il timbro di ciascuno strumento nella sua individualità. La coppia di woofer di appena 135 mm (a lunga escursione, due per diffusore sui lati e con accordo reflex)  gestisce una gamma bassa che giunge in ambiente con i 30 Hz ben presenti. Più importante dell'estensione è l'incrocio tra medio-basso e basso ove cadono le fondamentali di strumenti grandi, trombone, fagotto, violoncello e contrabbasso, le voci che danno corpo alla piccola e grande orchestra, per un senso di compiuta solidità. Spingendoci oltre si apprezza la pedaliera e la modulazione verso la prima ottava nelle registrazioni di organo che ormai sono un riferimento (Reference Recordings, MDG, 2L). Sulla percussione profonda scateniamo l'attacco della 'Fanfare' di Copland, la prima traccia del nostro album della Chandos, ad indicare non solo  l'impatto suggestivo dell'accordo timpani-grancassa sino a volume davvero sostenuti (varie centinaia di Watt di picco come indicato dal display del finale svizzero) ma anche un controllo naturale del decadimento.


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Notevole senso di ariosità e percezione dei naturali (o virtuali) segnali di ambienza presente nelle registrazioni più performanti, con attacchi pronti dei segnali transitori che rivelano un pianoforte sempre attendibile sia nelle parti più intense e percussive che nei passaggi più delicati di quelle pagine (Debussy) in cui si giunge ai limiti della risoluzione dell'album. Le incisioni meno buone non hanno vita facile. Chi si trova per le mani album dal suono esile o addirittura aspro sia avvertito. Nulla viene perdonato ai mediocri e le nostre non vogliono regalare sete o velluti a chicchessia, tanto per restare su quel linguaggio “tessile” che il giornalismo audio ha reso un parametro più o meno comprensibile a tutti. “Emolliente” e “lenitivo” sono termini che vanno bene per una crema per il corpo, non per un riproduttore musicale.   

Lontano da effetti speciali Vivid Audio assicura che anche lo spessore sonoro dei brani più esteriori e suggestivi non viene meno. Vi siggerisco ad esempio il sommesso rullare al principio della Overture dei Vespri Siciliani (Muti, Chicago Symphony, Chandos), un passaggio che usiamo per tarare i subwoofer e che trovate a pochi centesimi sulle diverse piattaforme di musica liquida.  Quando tutta l’orchestra entra in fortissimo il fronte sonoro si mantiene in buon ordine, ogni parte strumentale è pronta a farsi identificare, il gioco delle percussioni si innesta su ottoni al calor bianco.

 
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Chi ama il classico “Decca Sound” troverà irresistibile i concerti di Bach (versione per pianoforte di Bahrami) in cui Riccardo Chailly realizza una lettura tersa ed intelligente, che pur non utilizzando strumenti “originali” risulta per molti versi più moderna di tante di scuola filologica. Si apprezza da un lato il pianismo intenso, asciutto ed essenziale di Bahrami, dall'altro il fraseggio brillante degli archi dell'orchestra del Gewandhaus, dal  timbro morbido e luminoso al tempo stesso, dotati di uno spiccato senso del ritmo nel seguire i tempi decisamente agili imposti da Chailly.

Non vi voglio però incantare con le prodezze dei formati audio “high-resolution”. Godiamoci il terzo tempo dal concerto per piano di Mozart KV 503 in un semplice Flac di livello “CD”. Apprezzabile consistenza la struttura sonora dell’orchestra da camera di Losanna, con archi naturali ed espressivi, il bel risalto ai fiati dal fondale, timpani punteggiati con disinvoltura. Il suono è garbato e piacevole, il “colore mozartiano” reso con attendibilità anche dopo l’entrata del solista, un fluire luminoso di note e riproposto con un generoso senso di struttura a questi livelli davvero sorprendente. Ampia e tridimensionale la scena sonora virtuale che viene proposta, per un senso di trasparente coerenza ma anche con una forza espressiva che si appoggia su toni fondamentali solidi e quando occorre, corposi.

 
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Troppo facile pensare che la ricca scatola sonora sia merito del valido software; direi piuttosto che  proprio queste incisioni fresche e dinamiche hanno bisogno sempre di più di una catena di riproduzione concreta. Un sistema attendibile dovrebbe rendere felice l'audiofilo raffinato che ascolta a volume sommesso le tenui (?) sonorità di qualche esotico strumento senza peraltro averlo mai ascoltato dal vivo? O forse deve poter soddisfare anche coloro che della musica vogliono una rappresentazione vibrante e coinvolgente? Le nostre esibiscono una timbrica priva di colorazioni ed il “carattere” della riproduzione è allora quello proprio del software, con i suoi eventuali pregi. Il naturale equilibrio tra le gamme, l’emissione sonora qui non influenzata (se non in positivo) dalle caratteristiche acustiche dell’ambiente, la correttezza nel raffigurare le dimensioni relative dei diversi eventi sonori, il senso di luminosità nella gamma media sono ai migliori livelli oggi percepibili. La trasparenza in gamma media raramente è affrontata e risolta in questi termini. E parlo in senso assoluto.


Live streaming con Igor Fiorini e Marco Cicogna del 10 Aprile 2021

Mi rendo conto che stiamo descrivendo il suono di una catena audio che costa come un piccolo appartamento (di periferia), ma è pur vero che chi potrà investire molto per godere della grande musica troverà qui una delle poche possibili soluzioni effettivamente attendibili. Che il limite al piacere sia il portafoglio è giusto, ma sarebbe un peccato, ove possibile, non cogliere il pieno godimento che solo il vero audio “High-End” è in grado di offrire. Buon ascolto.

Per maggiori informazioni: audiogamma.it  -  vividaudio.com  -  hifi-roma-store