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Supertest B&W 603 S2 Anniversary Ed.
Supertest B&W 603 S2 Anniversary Ed.
G.P. Matarazzo - 02 Aprile 2021
“Forte della conoscenza del vecchio modello, testato qualche anno fa dal sottoscritto, ho vivisezionato tutto il diffusore, misurando tutto il misurabile, analizzando ogni componente, con sedute di ascolto accuratissime e senza trascurare il minimo particolare...”
Pagina 1 - Introduzione e costruzione


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Qualche anno fa ho avuto in laboratorio per una verifica le B&W 603 per circa un mese e devo ammettere, a memoria, che ne sono rimasto molto soddisfatto, sia per la gamma media - 'incredibile' - che per la tenuta in potenza in gamma bassa, con qualche piccolo appunto da fare soltanto al tweeter. Anche il prezzo mi meravigliò. Ammetto che mi sono avvicinato a questo diffusore con una certa curiosità, ed ho deciso di fare un test alla 'mia maniera', ovvero accurato ed a fondo, analizzando ed ascoltando tutto di tutto. Lo so, si può rendere il test più veloce e corto, ma quando un diffusore mi piace…

La costruzione

La realizzazione pratica di un diffusore B&W si riconosce immediatamente appena rimosse le sottili ghiere plastiche che raccordano l’altoparlante al pannello frontale. Le viti che serrano ogni altoparlante sono ben otto, con tanto di madrevite annegata e quindi con una pressione di serraggio notevole, sia per ogni singolo woofer che per il midrange. Grazie al raccordo plastico l’alloggiamento del woofer e quello del midrange sono  arretrati di circa 1,5 cm. dal pannello frontale, tanto che alle spalle del woofer e del midrange rimangono soltanto 5 mm. di pannello, uno spessore che scongiura ogni possibilità di colorazione per effetto “tunnel acustico”.


Il volume netto di circa 4,5 litri destinato al midrange è completamente
riempito di assorbente acrilico. Notare i due contatti faston polarizzati.

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Spesso, specialmente tra quei progettisti che assumono una sola qualità costruttiva come dogma imprescindibile, ci ritroviamo con pannelli frontali spessi anche 5 cm. Che pur non alterando in maniera visibile la risposta in frequenza, producono effetti disastrosi nell’andamento della stessa nel tempo, ovvero nella waterfall che in gamma media può arrivare a durare oltre 4 millisecondi: addio pulizia ed articolazione del suono! In questo caso invece nulla è lasciato al caso, grazie ad una struttura interna che rinforza, irrigidisce e smorza tutte le pareti.


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Si tratta, insomma, di una struttura 'Matrix' appena più semplice ma fortemente finalizzata ad ammutolite l’intero cabinet. Tutte le pareti di mdf sono ricoperte internamente di materiale acrilico a media densità, dalla base fin dietro al piccolo volume che carica il midrange. Devo dire che nelle misure ho avuto qualche difficoltà sia con i due woofer che con il midrange, un tipo di difficoltà incontrato raramente, ovvero quello da…distorsione troppo bassa, tanto da inficiare del tutto la misura effettuata ad 80 dB di pressione media. Il condotto di accordo posteriore è il consueto 'monoblocco' di plastica dura e sorda che equipaggia gli altri modelli, dotato internamente alle due svasature di piccoli incavi che hanno il compito di rallentare ulteriormente il flusso d’aria periferico in modo da innalzare decisamente la tensione ai capi del diffusore prima di avere un moto turbolento che si traduce in uno sgradevole soffio.

 
Il monoblocco di pvc comprende il condotto di accordo e la
morsettiera predisposta per il doppio cablaggio. Notare gli incavi
nell’espansione del condotto, simili a quelli sulle palline da golf.
In dotazione ci sono due cilindri concentrici di poliuretano
per ottimizzare l’emissione alle basse frequenze in ambiente.   

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Il condotto da 55 mm è raccordato sia all’ingresso che all’uscita con una flangia svasata che arriva alla sua estremità ad avere un diametro di 75 mm. La configurazione degli incavi, simili a quelli visibili su una pallina da golf - dalla quale hanno preso spunto i tecnici della B&W - consente grazie alle ampie svasature di utilizzare un condotto dal diametro minore, con conseguente riduzione della lunghezza. Il diametro efficace, nel caso di questo condotto, è stato calcolato in 59 mm. mentre quello a sezione costante a parità di tensione di innesco del moto turbolento, avrebbe richiesto un diametro esuberante: 83,3 mm. in modo da ottenere una riduzione di ben 1,41 volte il valore necessario, con una riduzione notevole della lunghezza teorica, praticamente un dimezzamento.

 
Il woofer è realizzato con la membrana in cellulosa additivata con altri materiali.
Notate gli otto fori di fissaggio ed il generoso anello di sospensione in gomma.
Il cestello dei woofer è realizzato in pressofusione e da oltre un ventennio
esibisce una bassa colorazione dell’emissione posteriore. Notate il ridotto
diametro della bobina mobile e le prese d’aria al di sotto del centratore.

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I due woofer sono stati smontati, come mia abitudine, rodati e misurati, così da simulare il diffusore sia dal punto di vista della risposta che da quello dell’impedenza elettrica. Come in vero mi aspettavo il woofer ha una frequenza di risonanza sensibilmente più elevata dei 28 Hz scelti per la frequenza di accordo. Mi ha stupito il picco di impedenza molto elevato, il fattore di forza prossimo ai 10 Tesla per metro ed, ovviamente, il Qms che vale 9,84. Massa ridotta e cedevolezza non elevatissima conducono ad una sensibilità del parallelo prossima ai 90 dB.

L’accordo scelto per questo diffusore appare quasi un classico 'dual slope', con un volume superiore al Vas del gruppo e la Fb dimezzata rispetto a quella necessaria per un accordo normalmente piatto. Contare sulla buona spinta del complesso magnetico e sull’escursione che sfiora gli 8 mm senza eccessiva distorsione, conduce ad una pendenza dolce da 100 Hz a scendere, tanto che notiamo una attenuazione di circa 3-4 dB per ottava. La piegatura al di sotto dei 30 Hz fa aumentare la pendenza fino ai canonici 24 dB per ottava in banda ormai infrasonica. L’effetto ottenuto nella banda udibile è quello di uno smorzamento notevole e di una estensione verso il basso semplicemente sorprendente.

 
Il cestello del midrange. Notate l’elevata aerodinamicità della struttura
e le prese d’aria per il raffreddamento della bobina mobile.
La membrana del midrange è realizzata in leggerissimo Continuum,
un materiale lungamente studiato dai tecnici inglesi per le serie superiori.
Notate la costruzione FST con la quasi totale assenza della sospensione.

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Il midrange è realizzato con la membrana in Continuum come nei modelli delle serie superiori; è stato misurato ed ha mostrato un diametro effettivo di 138 mm. grazie all’assenza dell’anello di sospensione esterna,  una cedevolezza estremamente contenuta, vicina a 0,15 mm per Newton, ed una massa di pochi grammi ma con una sensibilità maggiore del gruppo di woofer, sensibilità che va ben oltre i 95 dB. Il modulo di impedenza alla risonanza, misurata a circa 166, Hz vale soltanto 8 ohm, con un fattore di merito totale superiore all’unità. Nei 4,5 litri reali molto ben riempiti di assorbente acrilico il midrange risuona a circa 219 Hz e lo fa con un picco di impedenza estremamente ridotto a causa delle perdite introdotte dall’assorbente.


Figura 3
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Questo trasduttore si è dimostrato tetragono a qualunque trattamento “brusco” messo in atto per misurarne i limiti. Pensate che la sua sensibilità senza alcun attenuatore è poco inferiore ai 98 dB e con una sinusoide di livello opportuno per fargli emettere 105 dB rms mostra la seconda armonica a -46 dB e la terza armonica a -52.9 dB, come potete vedere nel grafico di figura 3. I cavi, tutti di buona sezione, sono fissati ai rinforzi interni grazie a delle fascette di nylon.


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Il tweeter è lo stesso ingegnoso double dome disaccoppiato meccanicamente che è utilizzato sugli altri modelli del costruttore inglese, come la B&W 606 Anniversary Edition provata qualche mese fa. La caratteristica interessante di questo trasduttore con la cupola di alluminio è la corta linea di trasmissione posteriore chiusa e riempita internamente di un materiale acustico particolarmente denso. Il condotto di accordo posteriore è raccordato ad entrambe le estremità. L’analisi della costruzione deve passare imprescindibilmente per due misure che ritengo fondamentali: la waterfall e la risposta al gradino, ovvero la Step Response. Per quanto molti recensori  pretendano da questi grafici delle caratteristiche quasi impossibili da realizzare e raramente misurate il oltre 30 anni di uso di MLSSA, occorre una analisi di buon senso, senza pretendere dati assurdi o semplicemente impossibili da realizzare.


Figura 1
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Come possiamo vedere dal grafico di Figura 1 la waterfall alle frequenze mediobasse è davvero notevole, con un decadimento che vede una prima attenuazione molto veloce di una quindicina di decibel e poi, ad un livello più basso, un solo paio di riflessioni interne non molto lunghe che comunque raggiungono il fondo in meno di 4 ms, un tempo da record se paragonato ai tanti diffusori che a  queste frequenze impiegano quasi il doppio del tempo. Quando la frequenza aumenta e l’emissione passa al midrange notiamo che il tempo di decadimento si dimezza attestandosi su un valore medio di 2,5 ms, anche in questo caso un tempo molto breve. In gamma alta possiamo vedere due risonanze corte ma visibili a circa 7000 ed a 12000 Hz che comunque appaiono molto basse di livello. Per ulteriori miracoli credo che in B&W si stiano ancora preparando….


Figura 2
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La risposta al gradino di Figura 2 mostra i tre altoparlanti rigorosamente in fase col segnale elettrico in ingresso, con i tre picchi di emissione posti in fila. E non poteva essere diversamente viste le differenti bande passanti. Pensate che se fosse dipeso soltanto dall’offset delle emissioni, almeno nella rilevazione effettuata in asse, il tweeter sarebbe avanti qualcosa come 8,5 cm! Piuttosto date una occhiata a quelli che arrivano ultimi, ovvero ai due woofer e notate l’inviluppo: c’è da imparare.

 

Pagina 2 - Il filtro crossover e le misure commentate

Il filtro crossover


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Fedele alla sua politica di semplificazione del filtro crossover la B&W anche in questo caso propone un filtro abbastanza semplice. L’abbandono dell’ossessione della risposta assolutamente piatta non costituisce, se non in parte, un buon motivo per questo concetto minimale. La parte mancante del filtro è costituita dalle prestazioni ottenute dagli altoparlanti senza filtro, sempre molto lineari e privi di quelle enfasi che spesso giustificano un filtro complicato. Ecco allora giustificato un solo condensatore in serie al tweeter, dotato per altro di una tenuta in potenza veramente notevole che gli consente a ben 100 dB di pressione media una distorsione ancora ben distante dai -40 dB in gamma media, una porzione di frequenze che rappresenta per un trasduttore di questo tipo la zona più critica.

 
Il filtro crossover dei due woofer. Possiamo notare le due induttanze avvolte su nucleo di polveri di ferro ed il condensatore bipolarizzato da 120 uF.
Anche il supporto del crossover del medio e del tweeter è sistemato nel volume di lavoro dei due woofer. Notiamo i condensatori di pregio in serie al segnale, compreso il grosso condensatore da 47 uF in serie al midrange.  

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I due woofer si incrociano col midrange ad oltre 400 Hz, motivo per il quale occorre una piegatura abbastanza decisa per lavorare in una porzione di frequenze ove i trasduttori sono estremamente lineari. Ecco allora un filtro del terzo ordine elettrico che attua una pendenza differenziata, ovvero quasi a doppia pendenza, con un primo intervallo fino a 100 Hz in leggera enfasi, un secondo avvallamento fino alla frequenza di incrocio ed infine una piegatura decisa oltre la frequenza scelta per l’incrocio. Infine il filtro del midrange con la riconoscibile configurazione del passa alto e del passa basso incrociati, entrambi con un disegno del secondo ordine elettrico. Attenti però alle definizioni, visto che come al solito la risposta del filtro passa alto va sommata con quella del passa alto naturale del midrange chiuso nel suo volume, motivo per il quale la risposta acustica non è del secondo ordine, ma di un ordine maggiore.

Le misure commentate

Il diffusore B&W è stato innalzato sul supporto di misura e sistemato tramite un distanziale di feltro ad alta densità di 1 cm sulla base rotante Outline che aggiunge delle utili informazioni circa l’emissione della 603 S2.


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La risposta è stata rilevata col microfono posto ad un metro ma ad una quota di qualche centimetro maggiore di quella del tweeter, che con la base montata raggiunge i 97 cm dal suolo. Ho potuto appurare, per altro, che una leggera variazione della angolazione relativa tra tweeter e microfono fa variare l’andamento alle frequenze medioalte.


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Va notato che una angolazione di soli 15° sul piano verticale equivale, alla distanza di ascolto, ad oltre 70 cm di variazione rispetto all’altezza ottimale dell’ascoltatore. In buona sostanza è come se verificassimo il diffusore alla distanza di ascolto abbassando l’orecchio a 30 cm da terra oppure alzandoci ad 1,7 metri invece che essere seduti a circa 1 metro di altezza. Come possiamo vedere nel grafico della dispersione verticale  sia nella misura dall’alto, col segno positivo, che quella dal basso, col segno negativo, evidenziano una irregolarità simili a quella rilevata sull’asse ma spostate ad una frequenza più bassa. E’ un male? Non ho una risposta precisa da darvi, ma di sicuro non sono in molti a conoscere un andamento-tipo tale da garantire prestazioni superiori. Il lobo di radiazione dritto e regolare? Ma non fatemi ridere, dovete sempre fare i conti con la prima riflessione del pavimento: più regolare è il lobo più bassa è la scena in ambiente!


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La dispersione sul piano orizzontale ci fa notare, ove ce ne fosse bisogno, che il controllo fine della risposta effettuato soltanto in asse serve a poco. Guardate come la risposta cambia, anche se non di molto, tra le varie riprese fuori asse, specialmente nell’intervallo tra 1000 e 4000 Hz. Il tweeter mostra una dispersione ad alta frequenza regolare e priva di enfasi localizzate.


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Dal punto di vista dell’interfacciamento con l’amplificatore un diffusore che impiega due woofer offre quasi sempre il fianco ad almeno un basso minimo di modulo che in genere viene localizzato dopo il secondo picco caratteristico del bass reflex e che, come nel nostro caso, viene anche influenzato dall’intervento del filtro crossover che ad una enfasi nella risposta oppone sempre e comunque un minimo di impedenza. Il carico massimo visto dall’amplificatore vale 2,54 ohm a 95,9 Hz non tanto a causa del minimo di circa 3.5 ohm a 130 Hz quanto per la rotazione di fase che a poco meno di 70 Hz raggiunge i -67°. L’effetto è comunque localizzato in un ristretto intervallo di frequenze e non credo che rappresenti una condizione gravosa per l’elettronica di potenza, a meno che non ascoltiate al massimo di volume un concerto per 95,9 Hz continui.  


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Il decadimento nel tempo è abbastanza rapido con poche esitazioni al mezzo millisecondo e per giunta abbastanza attenuate, dovute probabilmente agli spigoli vivi del pannello frontale, comunque mediamente ben esteso.

Alle misure dinamiche la 603 S2 ha mostrato delle caratteristiche di linearità assolutamente incredibili, con una distorsione armonica così bassa da rendere impossibile la rilevazione ad 80 dB di pressione media, ottenibile con 0,97 Vrms a causa della carenza di armoniche che si perdevano nell’immancabile rumore di fondo, anche dopo le classiche 16 medie spettrali.


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Ho dovuto iniziare allora da 85 dB. La distorsione armonica in regime impulsivo parte a bassa frequenza da valori inferiori ai -46 dB sia per la seconda che per la terza armonica con un andamento in discesa che dopo i 500 Hz, cioè durante il funzionamento del midrange, lascia il grafico totalmente vuoto fino alle frequenze alte ed altissime ove si nota soltanto la seconda armonica che risale fino allo 0,32%.


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Salendo di livello notiamo come soltanto la terza armonica si faccia notare nell’intervallo da 150 a 300 Hz, mantenendosi comunque al di sotto dei -42 dB.


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A 95 dB di pressione media ed a bassa frequenza iniziano a salire i valori di seconda e terza  armonica, mantenendosi ancora al di sotto dei valori misurabili su altri diffusori a pressioni molto più basse. Anche la quarta e soprattutto la quinta armonica si fanno vedere ma attestate sui valori tipici delle elettroniche di potenza.

Insomma una prestazione veramente notevole che dimostra come soltanto una grande azienda, con numeri di produzione elevatissimi, può pensare costantemente a migliorare i propri prodotti, riuscendo a far ricadere la tecnologia dei modelli superiori sulle serie meno costose.

Pagina 3 - La sessione di ascolto e le conclusioni


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La sessione di ascolto

I due diffusori sono stati posizionati a circa 1,3 metri dalla parete posteriore ed a circa 50 cm dalla parete laterale, per una accettabile distanza tra i due mobili ed una distanza maggiore tra i diffusori e la posizione scelta per l’ascolto. Li ho posizionati con la solita cura, metro alla mano, cercando di massimizzare la prestazione prima di emettere un giudizio.  La risposta a terzi di ottava che vedete qui sopra mostra una buona estensione verso le basse frequenze, ancora più appetibile se si considera il diametro dei due woofer, che già sappiamo avere una  notevole tenuta in potenza. “A natural woman” mostra una voce femminile notevole, pulita e soprattutto neutra, priva di colorazioni ed enfasi particolari. “Cominciamo bene” penso mentre mi do da fare per cercare altre voci sia maschili che femminili, giusto perché mi piace vincere facile.

Le voci infatti sono riprodotte in modo strepitoso, ed a ciò va aggiunta la localizzazione spaziale, sempre estremamente precisa. Il tweeter esita appena sulle consonanti soffiate, ma so bene che è soltanto la carenza di rodaggio e che tra una mezz’ora sarà pulito ed esteso, come quello della 606 provata il mese scorso. E pensare che questo tweeter soltanto qualche anno fa era per me l’unico componente non al livello degli altri in un tre vie B&W! Solo una grande azienda può effettuare miglioramenti di questo livello su un tweeter, e convertire un componente in un signor tweeter, con una tenuta notevole ed una risposta estesa e veloce. Già con le tracce di Paolo Fresu  sembra sparita qualunque rugosità tra i 6 e gli 8 kHz. Più tempo passa e più sembra che la cupola si estenda in frequenza ammorbidendosi. Le voci maschili sono piene, corpose e posizionate nello spazio con una precisione disarmante. Vabbe’ - mi dico -, forse è ora di cambiare musica.


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Il passaggio alla musica classica consente di apprezzare la dimensione dello stage che va ben oltre le dimensioni della sala, alla faccia dei teorici della “stanza nella stanza” e delle teorie fantasiose sulle impossibile ricostruzione ambientale. Lo stage infatti... diventa largo e profondo, e col coro arretrato del Carmina Burana la cosa si fa notare quasi immediatamente, almeno se hai a che fare con un diffusore come questo, che ha una corretta ricostruzione scenica ed è posizionato in ambiente con una certa attenzione. La cosa che comunque, secondo me, costituisce una ulteriore qualità del diffusore, è la pulizia che, grazie alla bassa distorsione, porta con sé una articolazione notevole, con cui anche le voci lontane sono ben comprensibili.

Diana Krall, con le tracce sempre mal disposte verso le consonanti soffiate viene riprodotta correttamente, come a darmi ragione sul minimo rodaggio necessario al tweeter per sciogliere le sospensioni. Alla fine la musica rock. Come si comporta la 603 con questo genere? Il basso non è aggressivo, del tipo JBL per intenderci, ma è pronto, e ciò significa che le pelli della batteria sono tese e ben smorzate, col volume dell’amplificatore che sale in tutta sicurezza, senza che i woofer protestino più di tanto. Una bella sessione di ascolto, davvero bella!

In conclusione

Testando i soli altoparlanti, i filtri ed il montaggio senza guardare il cabinet potremmo affermare di aver provato una B&W della serie 8, quella più prestigiosa. Distorsioni bassissime, inarrivabili per la concorrenza, assemblaggio ineccepibile ed una prestazione in ambiente davvero notevole. Appare differente il solo mobile, stilizzato e dalle lavorazioni certo meno complesse e costose. Il tweeter in poco tempo si è evoluto ed è diventato come la classica ciliegina sulla torta del diffusore, anche senza cupola in diamante, che riesce tuttavia ad emulare abbastanza bene. Che dire del prezzo… Dai, non ci credo! Esistono i veri affari in giro?

CARATTERISTICHE DICHIARATE DAL COSTRUTTORE

  • Tipo: bass reflex da pavimento
  • Potenza consigliata: 30 – 200 watt rms non clippati
  • Sensibilità: 88,5 dB con 2,83 v ad 1 metro
  • Risposta in frequenza: 48 – 28.000 Hz +/- 3 dB
  • Impedenza: 8 0hm
  • Minima impedenza: 3 ohm
  • Numero delle vie: tre
  • Tweeter: cupola da 25 millimetri in alluminio DDD
  • Midrange: FST in Continuum da 150 mm
  • Woofer: 2 da 165 mm in cellulosa
  • Dimensioni: 320 x 1055 x 340 mm (L x A x P con base montata)
  • Peso: 24,1 Kg

Pagella

  • Costruzione:    8,5
  • Altoparlanti:    8
  • Versatilità:      8
  • Ascolto:           8
  • Rapporto Q/P: 9,5

Benchmark:

  • Facilità di pilotaggio:   5,01
  • Sensibilità e regolarità: 4,36
  • Linearità dinamica: 8,14 !!!

 


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Per l'ottima qualità costruttiva, l'esperienza d'ascolto e la versatilità, oltre all'eccellente qualità dei componenti e al rapporto qualità/prezzo che ha quasi dell'incredibile, le Bowers & Wilkins 603 S2 Anniversary Edition ricevono il nostro 'Editor's Choice' 2021 come miglior sistema di altoparlanti.