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Sintonie 2019: prima parte
Sintonie 2019: prima parte
Fabio Angeloni, Emidio Frattaroli - 14 Novembre 2019
“Sintonie High End e Audio Video Show s'incontrano a Rimini per unire le forze e mettere l'ipoteca sulla pił importante manifestazione audio e video in Italia: le premesse ci sono tutte e iniziamo il nostro reportage proprio dalle sale e dalle aziende legate ai settori video e home theater”
Pagina 1 - Introduzione di Fabio Angeloni

Realizzare una forma di "sintonia" con qualcuno non rappresenta mai un processo banale né automatico: "il magico accordo", è piuttosto il prodotto dell'insieme di caratteristiche connaturate che si sposano e si integrano a perfezione, oltre che di un sempre non banale sforzo di progressivo avvicinamento reciproco. La XXII manifestazione di Sintonie High-End Video Exibition ha natali abruzzesi ed è organizzata da Marco e Giuseppe di Angelucci Hi-Fi (Rocca San Giovanni, Chieti) oltre che da A.S.P.A.M. (Azienda speciale consortile servizi alla persona alto mantovano). 


 

Sintonie High End quest'anno si è svolta unitamente alla terza edizione dell'Audio Video Show, che ha invece natali bolognesi, facendo capo a Marcello Cané di Audioquality (di San Lazzaro di Savena). Entrambi gli organizzatori hanno rinunciato ai rispettivi luoghi di elezione per incontrarsi a Rimini e forse, anche grazie all'esperienza accumulata negli anni, sono riusciti a far scoccare la magica scintilla della sintonia con il pubblico, grazie alla location di alto livello e ad una organizzazione adeguata alla portata dell'evento.


 

L'immenso spazio espositivo del Palacongressi di Rimini (5.000 mq), assieme ad una razionale disposizione degli stand con chiare indicazioni su marchi e distributori al di fuori delle salette, hanno permesso ai visitatori di passare da una sala all'altra senza mai avvertire la sgradevole impressione di essere stati intrappolati all'interno di un affollato vagone della metropolitana. La struttura possiede infatti sale con spazi di ampio respiro (dove molto spesso era anche possibile trovare un posto a sedere), molte delle quali originariamente dotate di pareti acustiche come prima forma di trattamento.


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Le varie salette erano collegate con ampi corridoi che consentivano di fluire in entrambi i sensi, riuscendo ad evitare il classico incedere a spintonate tipico delle manifestazioni all'interno degli hotel, caratteristica che a lungo andare disturba e innervosisce. Hostess gentili all'ingresso indirizzavano puntualmente i visitatori, in varie sale venivano distribuiti piccoli omaggi: addirittura in qualche stand è persino comparso (pazzia!) un foglio riportante la civile elencazione delle macchine presenti in sala, accompagnata dai singoli prezzi praticati al pubblico per ogni prodotto.

 
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Insomma, tutto è sembrato concorrere a determinare le migliori precondizioni per far godere ai visitatori un ascolto e una visione sereni e rilassati, al contempo attribuendo alla manifestazione caratteri di maggiore professionalità rispetto ad altre cui sovente siamo abituati a partecipare. Mi è sembrato interessante anche aver riproposto il connubio con l'Hi-fi car, grazie alla presenza di un ampio spazio espositivo posto al piano terra, dove peraltro Mosconi e Gladen regalavano agli ascoltatori una utile cuffietta wireless.


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L'ampio spazio destinato alla musica dal vivo che nei tre giorni della manifestazione ha ospitato vari artisti, tra i quali anche Roberto Vecchioni, ha generato anche il gradito effetto collaterale di portare gli appassionati ad incuriosirsi agli oggetti delle nostre bramosie, generando una affluenza aggiuntiva alla manifestazione.

 
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Dopo anni di assenza, mi ha poi fatto particolare piacere veder ricomparire famiglie e bambini (al cui ingresso nelle sale audiovideo veniva subito dedicata una idonea programmazione filmica) e persino un cane, emulo dell'onnipresente piccolo "Oro" del Conte Rufus, che in passato visitava tutti gli stand fieristici con noi. La richiesta di pagamento di un (pur moderato) biglietto di ingresso, invece, pur rispondendo ad evidenti logiche economiche, non mi è sembrata una idea altrettanto brillante, così come non ha senz'altro giovato alla manifestazione la scarsissima copertura mediatica pre-evento, che ha finito quasi per nasconderlo al nutrito pubblico degli appassionati e dei curiosi, con probabili riflessi in termini di affluenza ipoteticamente generabile.

 
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Sotto il profilo logistico vanno positivamente segnalati la presenza un comodo parcheggio interno (per di più gratuito), di una buona tavola calda della catena Conad sita a pochi passi e di un gustoso ristobio nel quale ci ha provvidenzialmente condotto Marco Cicogna nella giornata di domenica. Anche in questa occasione, come in un'altra recente, AV Magazine ha coperto l'evento orizzontalmente, con l'intento di offrire degli abstract che rappresentano il punto di vista della redazione su quanto visto e udito nel corso della manifestazione.

Buona lettura!
 

Pagina 2 - Introduzione di Marco Cicogna


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La Musica prima dell'impianto

Dopo 30 anni di giornalismo audio questo titolo può sembrare ancora un ingenuo auspicio piuttosto che la realtà. Tuttavia in questa edizione di Sintonie grazie ad alcuni impianti di prestigio abbiamo ascoltato molta buona musica. “Sintonie” nella sua elegante veste riminese si conferma una valida occasione di incontro tra operatori e audiofili, raccogliendo prodotti di eccellente profilo senza lasciare spazio agli improvvisati. Importanti distributori e personaggi del settore sono convenuti a Rimini per una tre giorni di grande interesse nella splendida cornice moderna e luminosa del Palacongressi. Anche l'acustica delle sale ha dato non poche soddisfazioni. 

 
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Quest’anno, grazie alla partnership con l'AudioVideoShow, la presenza di sale "video" ha arricchito l'offerta di materiale per l'home-entertainment, potendo cogliere anche il coinvolgimento offerto dalle immagini e la completezza dell'ascolto in multicanale. Personalmente solo in parte ho potuto condividere le scorribande del team di AV Magazine, presente in forze ormai a presidiare i più importanti eventi audio. Anche in questa edizione sono stato invitato ad organizzare dei seminari di ascolto nella sala di Audio Natali. Qui è stato allestito un impianto di alto profilo del quale ho il piacere di raccontarvi qualche sensazione sonora e, più ancora, musicale.


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Non mi sono però lasciato scappare l'invito di Emidio per una incursione nella sala Yamaha, dotata di un sistema home-video di costo contenuto. E' stata in grado di svolgere una egregia funzione con il cinema e mi ha sorpreso per l'impatto e la piacevolezza con la musica in video e con la mia selezione personale di file audio in multicanale acquisiti tramite Native DSD. Sappiamo che le foto pubblicate non rendono giustizia all'eleganza e ai dettagli degli impianti presenti, ma le sensazioni d'ascolto, quelle restano. L'invito semmai è quello di partecipare numerosi a questi eventi.

  
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L'offerta di tante macchine da musica sotto lo stesso tetto è imperdibile e l'occasione di incontro tra appassionati davvero preziosa. Le chiacchiere da WEB vanno anche bene, ma senza il confronto con la realtà sonora, di cosa vogliamo parlare? Ancora una nota per gli espositori: seguite il buon esempio di qualche vostro collega che espone all'ingresso della sala una lista dei prodotti presenti. Un piccolo sforzo molto utile per i vostri visitatori, senza dimenticare il biglietto da visita, sempre in bella mostra. 

 

Pagina 3 - Audio Quality: Sony, Trinnov, Wisdom Audio


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La sala allestita da Audio Quality è stata pensata per emozionare ed è una conferma di quanto visto e ascoltato lo scorso anno. La parte video poteva contare stavolta sul videoproiettore Sony VPL-VW760ES, con illuminamento laser e aggiornato al nuovo firmware, quindi con parecchi utili aggiornamenti che vi abbiamo già descritto in questo articolo.


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Il Sony VPL-VW760ES illuminava uno schermo DarkStar 9 in formato "scope" da 156" (ben 3,67 metri di base), quindi quasi 7,5 metri quadrati di superficie. Francesco Aliotta di Audio Quality che ha provveduto alla calibrazione, ha raggiunto ben 40 NIT sullo schermo, nonostante le dimensioni e anche la distanza del proiettore dallo schermo, con ottica leggermente in posizione "tele".


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La sorgente audiovideo è stata un HTPC - preparato sempre da Francesco Aliotta - con scheda grafica Nvidoa RTX 2070 e un mix di Kodi e soprattutto madVR. Dopo la calibrazione del Sony, il sistema è stato misurato per generare due LUT (una per il REC BT.709 e l'altra per i contenuti HDR in REC BT.2020), in modo da effettuare il tone mapping direttamente sul computer anche con la correzione colore.


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Il risultato è stato ottimo, con immagine ben luminosa anche se, a causa del limite dei 40 NIT, c'era comunque qualche piccolo limite nella riproduzione dell'estremo alto della gamma dinamica. Ottimi dettaglio e risoluzione, con il Sony VPL-VW760ES che si conferma una macchina che sa emozionare anche gli spettatori più assonnati.


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La parte della riproduzione audio è stata ancora più ricca e complessa. Il "cervello" di tutto il sistema è il pre-decoder Trinnov Altitude 32, configurato per 22 dei 24 canali a disposizione per una configurazione Dolby Atmos 9.4.6 canali. Lo so, il totale fa 19 e non 22 però i canali principali destro, sinistro e il centrale, ovvero le torri Wisdom Audio Sage L75 e il "piccolo" Sage C38, hanno tutti bisogno del segnale separato per il medio-alto e per il medio-basso, quindi da soli sfuttano sei canali.


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Il sistema prevedeva quindi quattro canali surround laterali e due canali surround back, tutti "coperti" con il modello Wisdom Audio L8i Insight Series, installato in realtà a scomparsa utilizzando i pannelli acustici dell'azienda HTE di Maurizio Conti che ha creato per l'occazione tre pareti con il doppio obiettivo di dare un leggero controllo all'acustica della sala e per mostrare le possibilità estetiche di una soluzione del genere. Oltre ai surround c'erano anche sei diffusori Wisdom Audio Sage ICS7A installati in alto e quattro subwoofer Wisdom Audio S90i.

 
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Per l'amplificazione sono stati utilizzati tre finali Datasat RA7300, per un totale di ben 21 canali da 450W ciascuno su carico di 4 ohm, assieme ad un ulteriore finale ATI 4004 configurato dunque con 4 canali da 375 watt ciascuno su 4 ohm: in sala c'erano a disposizione quasi 11.000 watt virtuali su carico resistivo di 4 ohm...


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Tra le clip mostrate dallo staff di Audio Quality citiamo soprattutto l'ultimo Spider-man: Far from home", Macchine Mortali ed Exodus, con una resa che in alcuni momenti ha "pettinato" i visitatori fino all'ultima fila. C'è stato anche spazio ad alcune clip musicali con risultati che hanno diviso: c'è chi come Frattaroli e Cicogna, seduti centralmente in seconda fila, con nessuno seduto davanti a loro, hanno apprezzato la potenza , l'equilibrio tra i vari canali e l'estensione in frequenza. Chi invece era più indietro, è rimasto perplesso per la leggera compressione dinamica e per un centrale che spesso rimaneva "indietro" perché un po' nascosto dalle persone nelle prime file.

 

Pagina 4 - JVC DLA-NX9 + Harman Kardon Citation


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In un'ampia sala (3 file da 5 posti) con leggero trattamento acustico alle pareti, veniamo posti di fronte ad uno dei colossi della proiezione JVC, che presenta il suo recentissimo DLA-NX9 (17.900€ il prezzo suggerito al pubblico): l'attuale top di gamma consumer con tecnologia D-ILA, ovvero tre matrici con tecnologia LCD riflettente, diagonale da 0,69” e risoluzione nativa 4K (4096 × 2160 pixels). Il proiettore illuminava uno schermo ad alto contrasto Darkstar 9 con base da 2,70 metri e rapporto d'aspetto in 16:9: si tratta di uno schermo che controlla molto bene le riflessioni dell'ambiente ,riuscendo ad incrementare ulteriormente il rapporto di contrasto. Per le dimostrazioni è stato utilizzato un player Panasonic UHD 4K modello DP-UB9000.


 

Il JVC DLA-NX9 completa la serie composta da altri due prodotti, il DLA-N5 e il DLA-N7. Le differenze tra le tre macchine sono cinque: 1- il flusso luminoso dichiarato è di 1.800 lumen per il modello N5, 1.900 lumen per il modello N7 e 2.200 lumen per il modello NX9; 2- il rapporto di contrasto dichiarato per il modello N5 è di 40.000:1, per il modello N7 è di 80.000:1 e per il modello NX9 è di 100.000:1; 3- i modelli N7 ed NX9 garantiscono la copertura dello spazio colore DCI-P3 grazie ad un filtro colore che viene inserito in alcune modalità d'immagine; 4- il DLA-N5 ed N7 condividono il medesimo obiettivo da 65mm con uno straordinario rapporto qualità prezzo, mentre il DLA-NX9 ha un obiettivo senza compromessi, con diametro di 100mm e lenti di qualità elevatissima; 5- il DLA-NX9 ha anche un e-shift che permette di raddoppiare la risoluzione in diagonale, proiettando quindi immagini con risoluzione orizzontale 8K.


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Tutti e tre i proiettori sono stati presentati lo scorso anno, sono arrivati sul mercato soltanto durante il 2019 e da poche settimane hanno ricevuto un importante aggiornamento firmware che ha portato in dote il cosiddetto "Frame Adapt HDR": un sistema che analizza fotogramma per fotogramma le immagini somministrate al VPR, misura i valori di luminanza massima e media e adatta in tempo reale la gamma e colori per operare il cosiddetto "tone mapping", vale a dire la compressione della gamma dinamica ottimizzata per le luminanze dei VPR , al fine di non utilizzare quella destinata alla visione su TV e monitor a visione diretta. Grazie alle "giuste" dimensioni dello schermo e al notevole flusso luminoso a disposizione, la luminanza massima sullo schermo era di circa 80 NIT.

A corollario delle immagini c'era un sistema di riproduzione sonora Harman Kardon Citation completamente wireless e in configurazione 5.1 composto dalla soundbar Citation Bar (si occupava del solo canale centrale), il subwoofer Citation Sub, due diffusori da pavimento in configurazione stereo Citation Tower e due canali surround Citation Surround. Il sistema è stato una bella sorpresa, con gamma bassa potente e ben controllata, dialoghi chiari e ben presenti e un sistema posteriore che ha fatto sentire la sua "voce" in una sala comunque grandissima, con 8 metri per ogni lato.

 

Pagina 5 - Yamaha: Aventage + Soavo


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Un seminario audio-video nella sala Yamaha, ancora una volta ha acceso un faro potente su una considerazione su cui puntualmente ci piace ritornare. Diciamolo chiaramente: tranne pochi “illuminati”, la stragrande maggioranza degli audiofili ha snobbato l'ascolto di musica in multicanale. Il motivo di tutto questo ci sfugge, ma è fuori dubbio che pochissimi hanno avuto modo di ascoltare al meglio qualcuna delle tante incisioni oggi disponibili in questo formato. E non che per questo occorra necessariamente un sistema particolarmente costoso. C’è chi dedica ai cavi una cifra con la quale si acquista un ottimo lettore multistandard.  E’ semmai un paradosso che l’ascolto a 5.1 (o più) avvenga quasi esclusivamente nell’ambito di impianti spesso economici di stampo home theater.


 

Si pensa al surround, si pensa agli effetti speciali, si immagina che tutto che abbia qualcosa in più dei canonici due canali sia una “moderna diavoleria”, un feticcio da condannare o, al più, da ignorare. La realtà musicale non è a due canali, ma il complesso campo sonoro (ad esempio) di un'orchestra, ti avvolge. Spesso ho incontrato sistemi HT di alto rango che suonano musica in modo più coinvolgente di un sistema stereo con componenti di pari livello. Nelle nostre dimostrazioni di musica in multicanale, sin dai tempi del Top Audio, è stato facile apprezzare la bellezza del suono di una grande orchestra. La musica “attorno a me”. 


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Ma un sistema HT offre anche alla musica il coinvolgimento delle immagini. E il sistema allestito da Yamaha, con amplificatore integrato Aventage RX-A3080 e diffusori Soavo NS-901 (frontali NS-F901, centrale NS-C901, surround NS-B901), in configurazione 5.1 con subwoofer MusicCast Sub 100 in modalità wireless, hanno colpito per naturalezza, equilibrio, potenza ed emozione. Uno dei titoli che altri ha destato entusiasmo è stata l’esecuzione berlinese dei “Quadri di un’esposizione” in Blu-ray Disc HD. La forza espressiva dalla Filarmonica di Berlino, la dinamica ed incalzante direzione di Simon Rattle e la buona resa del DTS Master Audio hanno ispirato applausi spontanei. Una regia attenta segue le frasi dei solisti e delle diverse sezioni strumentali senza mancare in suggestive inquadrature anche le percussioni.


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In alcuni episodi e nello spettacolare finale diventano davvero protagoniste. Il Blu-ray Disc documenta il concerto di San Silvestro 2007 con Rattle e la Filarmonica di Berlino. Nei potenti “Quadri” l'orchestra offre spunti di rilievo assoluto a coronare un programma generoso. La forza delle immagini fa apprezzare la totale intesa tra il maestro inglese e i Berliner, equilibrio perfetto tra raffinatezza ed energia, coinvolgendo ogni parte in un grande gioco di squadra. Disponibile anche in streaming sul sito della Digital Philharmonie, che vi invito a conoscere. Un prodotto moderno e culturalmente vincente. 

 

 
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Per quanto riguarda i file musicali in multicanale è il sito di Native DSD ad offrire uno scrigno prezioso, forte di quasi 2.000 titoli tra jazz e classica. Ma c’è di più. Le più recenti produzioni sono talvolta disponibili solo in questo formato e in molti casi è possibile apprezzare anche la più elevata risoluzione in DSD 128 e DSD 256. Quelle registrazioni concepite e prodotte in multicanale sono disponibili anche in “immersive audio”. Un esempio fra i tanti le performanti incisioni della Channel Classics, della Pentatone, della Reference Recordings e della 2L, che rappresentano lo stato dell’arte in termini di naturalezza e coinvolgimento della riproduzione discografica. 

Un sistema 5.0 ben realizzato è dunque in grado di soddisfare l’audiofilo, ma sa stimolare il piacere della famiglia intera nei risvolti anche di entertainment cinamatografico. Si apprezza una maggiore definizione e “sostanza” della gamma bassa e medio-bassa, una trasparente porzione in gamma media e medio-alta, il senso di presenza e partecipazione all'evento sonoro nella sala piuttosto che l'ascolto attraverso una “finestra”. Notevole in generale (s'intende che poi il tutto dipenda anche dalla qualità della registrazione) la concreta presenza nelle prime ottave, mentre percussioni “difficili” come i timpani orchestrali divengono più tangibili, emergono dalla materia sonora, con una più realistica concretezza del medio-besso. Per non parlare dalla stabilità del fronte sonoro, grazie al canale centrale che realizza una scena godibile non solo nel “punto magico” della sala. A parte i titoli in SACD ancora disponibili (letti con efficacia e semplicità dall’economico lettore Sony che avevamo a disposizione) ci sono anche tanti video musicali in Blu Ray, con audio in DTS Master Audio. 

Pagina 6 - XF Audio: Emotiva, SVS ed Epson


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L'attesa per la saletta di XFAudio era elevatissima perché all'interno era celata l'unica vera novità di tutta la fiera: la prima presentazione pubblica del nuovo pre multicanale con Dirac Live Emotiva RMC-1. La sala è gestita dal sempre simpatico e disponibile Luca Sissier, neo distributore del prodotti a marchio Emotiva ed SVS. Per l'occasione XF Audio ha compiuto davvero un grande sforzo poiché è riuscito a far "suonare" una sala sicuramente troppo grande (180mq x quasi 5 metri di altezza), riempiendola letteralmente di un "camion" di bei prodotti. 


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La sala era idealmente divisibile in due parti. Nella seconda parte, quella più interessante, campeggiava un colonnato di torri SVS, composto da 6 torri SVS Prime Pinnacle Speaker (899€, recensite da Gian Piero Matarazzo in questo articolo), 2 torri posteriori Prime Tower Speaker (540€) un centrale Ultra Center Speaker (799€) e ben due subwoofer SB-16 Ultra. Peccato non ci fosse quell'SB-3000 che ha vinto quest'anno il premio EISA, ma SVS nella gamma sub di certo non si fa parlare dietro: per un prezzo di 2.799€ questo generatore di gamma ultrabassa monta un woofer da 16" ed eroga 1500 Watt continui, con picchi da 5.000 Watt!).


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Per quanto riguarda le elettroniche, a muovere i diffusori SVS c'erano due finali Emotiva XPA gen. 3 con moduli monocanale da 300 Watt, un 7.0 (sette canali da circa 2.549€) ed un 5.0 (cinque canali, 1.999€), pilotati dall'ormai mitico pre "immersivo" RMC-1 (6.000€). La riproduzione video era opera del videoproiettore Epson EH-TW9400 (2.799€) che illuminava un gigantesco schermo da 4 metri di base in formato "scope" della Screenline. Si tratta di prodotti contraddistinti da un'unica piacevole cifra: uno sconcertante rapporto qualità/prezzo.


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Del celebre RMC-1, indiscutibile "re" del set, abbiamo già parlato, qui e qui, dunque non ci dilungheremo ulteriormente, se non per riportare quanto emerso di nuovo, vale a dire che da poco esiste un modello denominato con il suffisso L, ovvero RMC-1L, 4.999€, non aggiornabile ed espandibile ed addirittura un nuovo modello, per così dire "semplificato", denominato XMC-2 ad un prezzo suggerito al pubblico di 3.999€. Segnaliamo solo che non è ancora possibile attivare la funzione DIRAC Live (siamo ancora in attesa di un firmware adeguato) e aggiungiamo che il display della macchina riporta su più righe informazioni complete ed utili.


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Gli amplificatori finali Emotiva XPA sono modulari ed ogni modulo può essere scelto da 300 Watt mono ad 8 Ohm (che divengono 490 Watt a 4 Ohm, 250 Watt con cinque canali pilotati e 200 Watt con 7 canali pilotati contemporaneamente) o da 125 Watt stereo, il che consente di inserire in un medesimo, robusto chassis dotato di 7 slot, le più variegate combinazioni possibili (fino a - credo - 11 canali), ferma un'alimentazione originariamente sovradimensionata ad alta corrente SMPS (Regulated Switch Mode Power Supply) in grado di reggere 3 kilowatt di potenza continua. I moduli di amplificazione usano FET ad alta corrente, hanno uno stadio di uscita in Classe AB completamente analogico ed un'efficiente tipologia di alimentazione soft-switch in Classe H, con un damping factor >500. Il cablaggio era Audioquest.


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Nella sala erano state predisposte 3 file di 5 sedie, con due poltroncine poste davanti a tutte le altre liberamente occupabili da chiunque entrasse. Il proiettore Epson presente in sala proiettava su uno Screenline 21:9 con 4 metri di base e dispone di un ingresso HDMI a 18 GBps (quindi compatibile anche con 4K 60p a 10 bit per componente 4:2:2), è compatibile con la curva del gamma HLG così come con il software di calibrazione CalMAN, consente la calibrazione del bilanciamento del bianco ad 8 punti, sfrutta una matrice HD e con un sistema di shifting/vobulazione raddoppia la risoluzione orizzontale fino a raggiungere quella dell'UHD: questo spiega una programmazione che comprende anche materiale a risoluzione HD.


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Un lettore Oppo UDP-203 faceva comparire le vivide immagini del disco UHD di "Soldado", il sequel del noto "Sicario" (dalle "nostre parti", un must-have!). Purtroppo, per via di un disguido logistico, non erano presenti gli altoparlanti con funzione ceiling, ma circondati come eravamo dal colonnato composto dalle 8 torri dominate dal pre Emotiva RC-1, sorretto dai 12 canali dei finali che riversavano la loro potenza su ben 11 speakers SVS che aggiungevano alle immagini quella magica sensazione di immersività tipica dei nuovi formati audio, alla fine non ci è restato che arrenderci, perché nella sala di XFAudio si consumava un grande spettacolo.

La demo è proseguita con il secondo capitolo di "Ready player one", sempre in UHD, e più precisamente la nota scena della corsa sul ponte, presentata in Dolby Atmos. Audio e video sono spettacolari, anche se la permanenza in sala fa notare a noi fissati qualche riflessione di troppo nell'ambiente integralmente bianco, che tende un po' ad attenuare il contrasto generale dell'immagine. Si è dunque passati all'HD, risoluzione nativa dell'Epson, e il dinamico "Bailando" di Enrique Iglesias ha donato dinamismo e ritmo alla presentazione, alleggerendo la tensione provocata dalla precedente ambientazione distopica. 

Subito dopo siamo ripiombati nelle difficili atmosfere dark di "Il Cavaliere oscuro - Il ritorno" che l'Epson "e-shiftato" ha saputo cavalcare senza troppe incertezze. Hanno fatto seguito Capitan America, con una traccia DTS HD Master audio 7.1 davvero dinamica, dove il set audio è stato in grado di dare il meglio di sé. Ma all'ingresso in sala di una gaia famiglietta, dal previsto e cruento Lucy, Luca ha virato immediatamente sul più potabile, coloratissimo inizio di "Cars" e poi su "Il gatto con gli stivali".

L'Epson riempieva meravigliosamente bene lo schermo da 4 metri di base, con una buona luminosità, dei bei colori e la notevole nitidezza di cui è capace, sorretto dall'audio Emotiva/SVS.La famiglietta dopo questo paio di pellicole lasciava la sala soddisfatta e la demo poteva quindi concludersi con l'inizio pirotecnico di "Operazione Uncle" sparato a tutto volume per un effetto davvero esplosivo. Niente da dire: la miglior sala audiovideo per rapporto qualità/prezzo di tutta la manifestazione.

 

Pagina 7 - Panasonic e Technics


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La saletta Panasonic è stata una piacevole sorpresa poiché il focus è stato - FINALMENTE - sul video e sulla strepitosa gamma OLED 2019. All'interno erano presenti tutti gli esponenti della serie, quindi GZ950 (insignito del nostro "Editor's Choice"), GZ1000 (identico al 950 ma esclusivo per uno specifico brand GDO), GZ1500 e infine GZ2000. C'erano anche i lettori Blu-ray UHD 4K, in particolare il modello DP-UB820 compatibile Dolby VIsion e con uscite 7.1 canali, assieme al top di gamma DP-UB9000, anche questo con uscite 7.1 ma con quelle principali left & right di tipo bilanciato.


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Oltre all'esposizione dei prodotti, Panasonic ha affidato a Gian Luca Di Felice le dimostrazioni dei vari TV OLED con una formula molto interessante.Il direttore editoriale di Tech4U, con colorimetro Xrite i1 Display Pro al seguito e PC con il software Calman, ha mostrato ai visitatori le possibilità dell'auto calibrazione che è possibile grazie al software di "Portrait Display", mostrando le differenze (spesso sottili ma comunque presenti), tra le condizioni di default e post-calibrazione.

Inoltre, grazie all'attenta selezione di clip specifiche con alta luminanza ed elevato APL (Average Picture Level), Gian Luca Di Felice ha mostrato anche i vantaggi del nuovo GZ2000, capace di arrivare fino ad un picco di luminanza di 1.000 NIT, oltre che mantenere elevati livelli di potenza luminosa anche su zone estese del pannello. Tra le clip selezionate ricordiamo ad esempio alcune clip da "The Meg" e da "L'ora più Buia", Lucy, la sequenza inziale del nuovo "Il Re Leone" e alcune clip dimostrative fornite da Panasonic. C'era anche "Grease", usata per sottolineare la dinamica presente nelle produzioni più vecchie girate comunque in pellicola.

  
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Nella stessa sala, assieme agli OLED Panasonic, erano in dimostrazione alcuni prodotti Technics, come il giradischi SL-1200GR e il moello SL-1500C, quest'ultimo dotato di trazione diretta oltre che testina e amplificatore phono già a bordo. Il modello SL-1500C era collegato al sistema Ottava SC-C70. C'era anche l'integrato SU-C700 da 70W per canale su 4 ohm che pilotava una coppia di diffusori SB-C700, un due vie con driver piatto coassiale e mobile ad elevata rigidità. A disposizione anche i due Ottava SC-C30 ed SC-C50.


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Al piano terra, negli spazi espositivi subito a ridosso dell'ingressi, Panasonic esponeva il modello GX810 con tecnologia LCD, anche questo con doppia compatibilità con metadati dinamici Dolby Vision e HDR10+ e di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo.

... continua