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Funzionamento del Philips Micro Dimming Pro

di Nicola Zucchini Buriani, pubblicata il 04 Aprile 2014, all 13:06 nel canale DISPLAY

“La documentazione ufficiale di TP Vision illustra il funzionamento della tecnologia Micro Dimming Pro, utilizzata su alcuni modelli di TV Philips, al fine di ottimizzare il rapporto di contrasto ed il dettaglio sulle basse luci”

E' un fatto piuttosto noto che la tecnologia LED Edge non consenta l'utilizzo di un vero e proprio local dimming (il controllo a zone indipendenti della retroilluminazione). Proprio per questo, nel corso degli anni, sono state sviluppate numerose tecnologia per gestire questo “pseudo local dimming”, alcune delle quali operano, in realtà, via software. Grazie ad alcuni documenti ufficiali apprendiamo ora i dettagli inerenti alla soluzione di TP Vision, utilizzata su parte della gamma di TV Philips. Le denominazioni scelte sono Micro Dimming e Micro Dimming Pro. Iniziamo parlando della versione "standard": alla base di tutto opera un software, capace di analizzare il quadro in 6.400 zone, in modo da apportare le dovute correzioni a ciascuna, separatamente dalle altre. L'obiettivo è quello di ottenere un rapporto di contrasto più elevato, ottimizzando il rapporto tra basse ed alte luci.

Ovviamente non si tratta di 6.400 zone dove realmente la retroilluminazione viene modulata: per ottenere un risultato del genere occorrerebbe un Full LED con moltissimi diodi dietro il pannello. Si tratta, come abbiamo riportato qualche riga più in alto, di un software. La versione Pro aggiunge, invece, un'ulteriore componente: il sensore di luminosità ambientale viene integrato nell'algoritmo, che può quindi regolare l'intensità della retroilluminazione in relazione alle condizioni di visione.

Ecco dunque la differenza tra Micro Dimming e Micro Dimming Pro: la versione standard adotta un algoritmo che mira ad ottenere un compromesso, tra riproduzione del migliore livello del nero possibile, e la resa più convincente delle alte luci. La tecnologia più evoluta, invece, sfrutta le informazioni offerte dal sensore di luminosità, per capire quando sia utile fornire il miglior livello del nero e quando invece occorra concentrarsi sulla potenza della retroilluminazione, per garantire che le immagini appaiano luminose e non spente.

Queste soluzioni vengono utilizzate anche per la tecnologia Local Contrast, il cui scopo è, sostanzialmente, quello di riunire tutti i benefici precedentemente citati. Le immagini godrebbero, dunque, di un aumento “localizzato” del contrasto, con più dettaglio sulle basse luci, un quadro più brillante e più naturale.

Per verificare l'efficacia di queste tecnologie non ci resta che attendere l'uscita delle TV.

Fonte: FullHD.gr



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