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BD: Sony apre la prima fabbrica in Cina

di sabatino pizzano, pubblicata il 23 Gennaio 2009, all 14:54 nel canale SOFTWARE

“Il colosso giapponese apre ufficialmente il suo primo stabilimento, situato nella periferia di Shanghai, interamente dedicato alla produzione di Blu-ray Disc per il mercato cinese: oltre 200 nuove assunzioni e con capacità produttiva fino a 500.000 dischi al mese”

Durante questi giorni non si sta facendo altro che discutere dell'attuale crisi delle principali economie mondiali che, a sua volta, si sta ripercuotendo sulle singole multinazionali. Sono diverse, infatti, le grandi case che stanno annunciando stime molto negative per quanto riguarda la chiusura dell'attuale esercizio fiscale. quella che più tutte sembra aver subito il colpo è la giapponese Sony che proprio in queste ore ha rivisto la precedente previsione, annunciando una perdita pari a 2.9 miliardi di dollari.

Come spesso succede in ambito aziendale, per risollevare le sorti negative del proprio business si opera innanzitutto sul versante inerente la riduzione dei costi e al tempo stesso si va alla ricerca di nuove aree d'affari che di fatto possano ripristinare la "normalità" delle cose. Ed è così che la multinazionale giapponese, dopo aver preannunciato circa 18.000 mila licenziamenti in tutto il mondo, ha accelerato i tempi per l'apertura del primo stabilimento produttivo di Blu-ray Disc in Cina (il quarto in tutto il mondo) e con esso l'assunzione di circa 200 lavoratori a tempo pieno. Situato alla periferia di Shanghai, vanterà una capacità di oltre 500.000 dischi al mese. 

L'output produttivo di questa fabbrica verrà destinato esclusivamente a quello che la stessa Sony confida possa essere un mercato molto fiorente per il proprio formato, frutto della percezione di un crescente numero di cinesi disposti a spendere fino a 30 dollari per un film in alta definizione, in un mercato però caratterizzato principalmente da DVD pirata e file scaricati da Internet. Attualmente sono presenti sul mercato cinese circa 32 titoli in alta definizione in formato Blu-ray Disc e, alla luce di questo investimento, il parco titoli è destinato ad arrivare a quota 100 già entro la fine dell'anno.

Fonte: Hollywood Reporter



Commenti (8)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: tuvoc pubblicato il 23 Gennaio 2009, 15:46
Finalmente una piccola buona notizia!
Commento # 2 di: isiannu pubblicato il 23 Gennaio 2009, 16:16
Capitalismo !

Lezione di economia occidentale (libero mercato). Chiudere gli stabilimenti e licenziare i dipendenti nei paesi industrializzati (mano d'opera troppo costosa), aprirne di nuovi nei paesi emergenti (mano d'opera a basso costo). Continuare a vendere i prodotti nei paesi industrializzati allo stesso prezzo di prima(un cinese non può spendere 30Euro per un BD) aumentando i margini di guadagno. Poi dicono che l'economia và a put...... Agli economisti l'ardua risposta.
Commento # 3 di: n3rv0x pubblicato il 23 Gennaio 2009, 16:24
E poi sperano di vendere la merce nei nostri paesi ma se la gente non lavora come fa a comprare la merce? Sveglia....
Commento # 4 di: GIANGI67 pubblicato il 23 Gennaio 2009, 16:25
Perfetta analisi.Del resto e' cio' che fanno i piu' importanti stilisti italiani oramai da qualche anno,con buona pace della manodopera Made in Italy.Questa notizia e' perfettamente complementare con quella dei tagli.
Commento # 5 di: Nicholas Van Orton pubblicato il 23 Gennaio 2009, 16:48
Abbiamo bisogno di concorrenza leale.
I lavoratori devono avere gli stessi diritti, le stesse condizioni nell'ambito lavorativo, gli stessi controlli di qualità.
Allora avremo una giusta globalizzazione e le aziende potranno veramente giocarsela sulla qualità e sulla ottimizzazione dei processi produttivi.
La crisi è anche dovuta a questo.
Non dimentichiamoci comunque che siamo noi stessi ad aver prodotto la delocalizzazione.
Commento # 6 di: runner pubblicato il 24 Gennaio 2009, 12:51
io la vedo diversamente. il mondo oramai funziona come i vasi comunicanti non esiste modo per impedire che le multinazionali delocalizzino, quando il livello di ricchezza dei paesi emergenti raggiungerà il nostro (o perchè si alzerà il loro oppure perchè si abbasserà il nostro, cosa molto più probabile) allora non avrà più senso delocalizzare.
Commento # 7 di: Uffa pubblicato il 25 Gennaio 2009, 12:19
queste notizie insieme alle notizie sui licenziamenti fanno molto riflettere, e non dico altro...
Commento # 8 di: vlad pubblicato il 25 Gennaio 2009, 14:57
Originariamente inviato da: runner
quando il livello di ricchezza dei paesi emergenti raggiungerà il nostro (o perchè si alzerà il loro oppure perchè si abbasserà il nostro, cosa molto più probabile) allora non avrà più senso delocalizzare.


io direi che loro non hanno l`intenzione di elevare il livello di richezze dei paesi emergenti perche` certamente non vogliono far pagare ai dipenti paghe di 1000 e piu` euro.